Lipu Onlus, natura, uccellie animali selvatici in Italia
Domenica, 13 Dicembre 2015 17:33

Marco vede il futuro in verde

A volte basta prendere un taccuino e uscire a fare due passi

Spesso la TV e i giornali ci bombardano con notizie negative che ci tolgono la speranza nel futuro. Per fortuna ci sono persone come Marco, un socio storico della Lipu che un po' di tempo fa ci ha raccontato la sua bellissima storia:

“Alla fine degli anni Sessanta quando, poco più che adolescente, mi sono trasferito con la mia famiglia in un paesino in provincia di Torino, a ridosso della collina morenica dove si trovavano campi e zone boscose che frequentavo con i miei genitori nelle passeggiate domenicali. Fu proprio in una i di queste occasioni che conobbi un altro bambino che aveva i miei stessi interessi. Presto comprai il mio primo binocolo e una guida da campo per riconoscere le specie alate che accompagnavano le mie gite all'aria aperta. Questo strumento servì ad amplificare una passione - il birdwatching - che non mi ha più abbandonato e che sento forte, ora come allora.

Passione che ho trasmesso a tutta la mia famiglia, a mia moglie Rosanna e ai miei figli Eleonora e Matteo. Anche con loro ho continuato ad uscire sul campo e raccogliere dati nel mio taccuino. Sul futuro mi sento molto fiducioso, perché vedo che la situazione è decisamente migliorata rispetto a quegli anni Settanta in cui il verde veniva sostituito dal cemento senza che nessuno reagisse, come se questa fosse la normalità delle cose. Oggi sempre più persone sono interessate ai problemi ambientali e questo mi fa ben sperare, per me, per i miei figli e per tutte le generazioni che verranno."

I momenti bui passano, i telegiornali finiscono e poi se non ci piacciono si può sempre spegnere la tv e imparare a fare come Marco, prendere un taccuino e uscire a fare due passi.

Questa storia ti tocca da vicino?

Se la storia di Marco ti ha dato speranza e vuoi valutare la possibilità di fare una scelta importante per il futuro di animali e natura, parlane con noi. Risponderemo alle tue domande sui lasciti e grandi donazioni.

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Domenica, 13 Dicembre 2015 17:16

Giovanni cerca il rigogolo

Cosa sarà del nostro futuro? Prima o poi se lo chiedono tutti, anche i più ottimisti.

Giovanni è socio della Lipu dal 1976 e mi ha scritto una lettera che è piena di preoccupazione, ma che mi ha dato anche molta speranza:

“Sono sempre stato un appassionato osservatore della natura e specialmente degli uccelli. Mi sembra di ricordare di aver trovato l'invito all'iscrizione alla LIPU, che allora non conoscevo, all'interno di un fumetto o di un settimanale e ho deciso di iscrivermi subito. Ricordo ancora che, un giorno di giugno, al ritorno dall'università, mia mamma mi disse che era arrivato un giornale per me: era il mio primo numero di Pro Avibus (Pro avibus è stata la prima rivista dei soci della LIPU, poi diventata Uccelli, Ali Notizie e infine, dal 2003, Ali. N.d.R.) che aveva sulla copertina un bellissimo disegno di un rigogolo. Da allora ho continuato a essere socio, ora con i capelli bianchi, ma con lo stesso entusiasmo.

Ho condiviso le amarezze per le sconfitte e le gioie per i successi, e continuo a mantenere i contatti con la sezione LIPU locale con la quale abbiamo organizzato alcune belle liberazioni di rapaci. Quello che attualmente mi preoccupa di più è la situazione della campagna, dove sono nato. Ricordo come era un tempo, ricca di biodiversità e di specie animali e vedo invece con rammarico il degrado a cui è sottoposta oggi. Allodole, averle piccole, saltimpali, quaglie, torcicolli, passere mattugie, cuculi ed altre specie, un tempo comuni, sono ormai introvabili. Ricordo stupendi filari di vite maritati con l'acero campestre e il pioppo, i lunghi filari di gelsi dove numerose specie nidificavano e i fossi frequentati da innumerevoli rane, tritoni, bisce d'acqua e pesci autoctoni, fiancheggiati da maestosi salici.

Ovunque balestrucci e rondini volavano rasenti le strade in ghiaia e i campi di frumento, increspando l'acqua dei fossi al loro passaggio. Ora pochissimo resta di tutto questo, la campagna è diventata, per il territorio che frequento, un deserto piatto di monocolture, dove è stato eliminato qualsiasi albero, piena di diserbanti e veleni, assediata dai capannoni delle zone industriali, priva di profumi e di fiori. Che tristezza!! Cosa possiamo fare per invertire questa tendenza? Mi piacerebbe che la LIPU destinasse la maggior parte delle sue risorse alle oasi, che possono contribuire a conservare la biodiversità e tante specie animali.

Possiedo un piccolo terreno e ne ho lasciata incolta una parte, dove ora ci sono grandi pioppi e alla base intricati arbusti. Tutto questo non senza qualche sacrificio economico, che finora mi è stato ripagato abbondantemente con la presenza e la nidificazione del picchio rosso maggiore, del rigogolo e di altri passeriformi, e con lo stupendo ed emozionante canto dell'usignolo a primavera. Vi seguo, buon lavoro.”


Nessuno può sapere davvero cosa sarà del nostro futuro. Però possiamo salvare un angolo di giardino per vedere tornare il picchio rosso, l'usignolo, il rigogolo e sperare che i nostri ragazzi possano scoprire di nuovo i profumi e i colori della campagna come l'abbiamo conosciuta noi.

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Domenica, 13 Dicembre 2015 16:12

Marco ha la felicità negli occhi

«Per 21 anni dalla nuova casa non ho più visto né un'alba né un tramonto, non ho più sentito un canto d'uccello se non quelli delle audiocassette dell'orologio appeso al muro. Poi, un anno fa...»

Ci sono persone che non potrebbero mai vivere senza il telefonino nuovo e il bluetooth connesso alla macchina. Ma è davvero questo ciò di cui abbiamo bisogno per essere felici? Ci viene in mente quella mattina che alla Lipu è arrivata la lettera di Marco:

“Il mio amore per gli uccelli e la natura in genere risale a quando avevo 10 anni. In occasione del mio compleanno, mi regalarono un libro enorme, Uccelli del Mondo di Austin e Singer, pieno di illustrazioni e descrizioni. Vivevo all'ultimo piano di una piccola palazzina di fronte alla Tenuta dei Massimi a Roma. A pochi metri dal mio balcone nidificavano i balestrucci e io passavo tantissimo tempo a vedere questi piccoli uccelli nel loro andirivieni. Poi sono cresciuto, ma ho continuato ad osservarli insieme a tutti gli altri uccelli, fino a quando, sposandomi, sono andato a vivere in un seminterrato. Per 21 anni dalla nuova casa non ho più visto né un'alba né un tramonto, non ho più sentito un canto d'uccello se non quelli delle audiocassette dell'orologio appeso al muro.

Poi, un anno fa, sono tornato a vivere nella casa dei miei genitori e sono ricominciate le albe e i tramonti e in primavera ho rivisto i balestrucci. In seguito a una ristrutturazione del palazzo i nidi non c'erano più, ma un sabato mattina mentre ero seduto sul balcone come per darmi il bentornato, guardando nel sottotetto alla destra del mio balcone, vedo una quindicina di balestrucci uno accanto all'altro. Ho chiamato mia moglie e siamo rimasti lì a guardarli con la felicità negli occhi.

 

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Domenica, 13 Dicembre 2015 16:08

Persone che amano la natura

In questi anni abbiamo incontrato tante persone con storie straordinarie che ci hanno commosso, per questo abbiamo deciso di raccoglierle e raccontarle.

I protagonisti di queste storie sono persone vere che amano gli animali e la natura come la propria vita. È proprio da queste esperienze che nasce la decisione di iscriversi alla Lipu, di diventare volontario o di fare una donazione. Ma anche la scelta importante di fare testamento in favore degli animali, fare testamento in favore della natura o una donazione per ricordare una persona cara che non c'è più

Mercoledì, 25 Novembre 2015 12:52

In diretta dai centri recupero

Ogni giorno è un flusso continuo di pazienti, un via vai intenso e frenetico. Sono tantissimi ma ognuno di loro ha una sua storia, triste e bellissima da raccontare. Alcune di queste riusciamo a documentarle sui social network, ma sono tantissimi gli animali di cui ci occupiamo.

Il fenicottero ferito in pieno centro a Roma, il rarissimo ibis eremita che ha perso la rotta e rischia di morire di fame, il lodaiolo con un'ala spezzata, il riccio che ha bisogno di un posto sicuro per l'inverno, il martin pescatore che ha sbattuto contro un vetro e non riesce più a volare. I nostri centri li ricoverano, li curano e infine li riportano in natura. Succede proprio ora al Centro recupero fauna selvatica di Roma, al Cruma di Livorno, al Centro La Fagiana di Pontevecchio, in provincia di Milano.

 

Purtroppo oggi questi ospedali per animali rischiano la chiusura per mancanza di risorse economiche e disinteresse di molte amministrazioni pubbliche. Ma senza il loro prezioso lavoro chi salverà il pettirosso avvelenato e il rapace ferito? Chi si prenderà cura di loro? Aiuta i Centri recupero Lipu

 

 

 

 

Cuore di mamma... riccio :) #lipu

Durante alcuni lavori di giardinaggio in un'area verde di Ostia, inavvertitamente viene ferita una femmina di RICCIO. Preoccupati per le condizioni dell'animale gli addetti ai lavori lo raccolgono e subito si accorgono che si tratta di una mamma, avendo accanto a sé cinque splendidi piccoli. In breve la famigliola viene consegnata al Centro Habitat Mediterraneo Lipu Ostia e, dopo un primo intervento, i volontari Lipu si attivano per affidare gli animali alle cure degli amici del Centro Recupero Fauna Selvatica Lipu di Roma. Malgrado lo stress provocatole dall'incidente (fortunatamente non grave), la cattura ed il trasporto, mamma riccio continua ad allattare i suoi piccoli... :) (video di A. Polinori)

Posted by Centro Habitat Mediterraneo LIPU Ostia on Martedì 20 ottobre 2015
 

Alla faccia del bracconiere che a gennaio l'ha abbattuta, la nostra poiana ieri e tornata a volare! :-)

Posted by CRFS Lipu Roma on Lunedì 16 novembre 2015
 

Il Fenicottero che aveva sbagliato sdrada è tornato libero!Una decina di giorni fa un fenicottero rosa è atterrato...

Posted by CRFS Lipu Roma on Lunedì 23 novembre 2015
 

Per fortuna inizia il weekend! Buon fine settimana da uno dei nostri ospiti!

Posted by CRFS Lipu Roma on Giovedì 5 novembre 2015

L'autunno è un mese davvero emozionante per chi fa birdwatching o per chiunque ama gli animali selvatici, non solo perché si può assistere al meraviglioso spettacolo della migrazione, ma anche perché è il momento migliore per mettere alla prova le tue doti di osservazione e riconoscimento degli uccelli.

Tra la fine di settembre e la fine di novembre in Italia si possono avvistare oltre 250 specie diverse di uccelli, alcune di queste sono molto rare e quasi impossibili da vedere nel resto dell'anno.

Ecco 5 specie tra le più rare che puoi osservare quest'autunno e qualche trucco per riconoscerle.

Poiana calzata (Buteo lagopus)

Poiana Calzata (Roberto Parmiggiani)Poiana Calzata (Roberto Parmiggiani)

La poiana calzata è un rapace molto simile alla poiana, distinguere le due specie è un buon test per capire se sei un bravo birdwatcher. La poiana calzata è più massiccia e misura tra i 50 e i 60 cm di lunghezza con un'apertura alare fino ad 1.30. Ha un piumaggio dai colori molto più contrastati e il petto chiaro con una grande macchia scura verso le zampe. La caratteristica più evidente (che è quella che gli dà anche il nome) sono i tarsi piumati, detta “calzari” intorno alle zampe.

Dove puoi vederla? In pianura padana e nei settori prealpini.
Un ultimo trucco: puoi riconoscerla dal suo verso. La poiana calzata ha un tipico “miagolio” più basso e più lamentoso di quello della poiana.

Aquila anatraia maggiore (Aquila clanga)

Aquila anatraia maggiore (foto M.Mendi)Aquila anatraia maggiore (foto M.Mendi)

L'aquila anatraia maggiore è un rapace della famiglia degli Accipitridi, non è certo facile da avvistare nel nostro paese, infatti normalmente nidifica in Estonia, Polonia, Bielorussia, Moldavia, Russia, Ucraina, Kazakihstan, Pakistan, India, Cina e Mongolia.
Il modo migliore per riconoscere l'Aquila anatraia maggiore è osservare il suo volo caratterizzato da frequenti picchiate e il colore scuro (quasi nero) del piumaggio dell’adulto, mentre il giovane è caratterizzato da una gocciolatura di macchie bianche sulle copritrici delle ali. Il verso dell'aquila anatraia maggiore è un “kjek” spesso ripetuto. Dove puoi vederla? In inverno alcuni esemplari possono essere osservati nelle principali zone umide del nord Italia, tra cui la Riserva di Torrile.

Luì forestiero (Phylloscopus inornatus)

By E.HOBA (http://www.flickr.com/photos/ehoba/2289003124/) [CC BY-SA 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)], via Wikimedia CommonsBy E.HOBA (http://www.flickr.com/photos/ehoba/2289003124/) [CC BY-SA 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)], via Wikimedia Commons

Impara a riconoscere 400 specie di uccelliRinnova la tua iscrizione alla Lipu e, con le quote speciali, ricevi "Birdwatching facile", la guida fondamentale per impare a riconoscere più di 400 specie di uccelli.

RINNOVA ABBIAMO ANCORA BISOGNO DI TE

Minuscolo, elegante, dal canto caratteristico, il Luì forestiero è una delle specie più difficili da avvistare nel nostro Paese in autunno. Durante la migrazione si sposta dai lontani monti Urali e dalla fredda Siberia e, anche se solitamente sverna in Asia, può arrivare a toccare l'Italia. Diversi birdwatchers lo hanno avvistato sull'isola di Linosa. Il Luì forestiero può essere distinto dagli altre specie più comuni e molto simili (come il Luì piccolo) per la caratteristica banda alare bianca e per il “sopracciglio” dello stesso colore.

Zigolo minore (Emberiza pupilla)

Zigolo Minore (foto: M.Mendi)Zigolo Minore (foto: M.Mendi)

Lo zigolo minore è un passeriforme tra i più rari in Italia. Un occhio non allenato potrebbe confonderlo facilmente con un migliarino di palude, ma un vero birdwatcher deve imparare a capire anche le più piccole differenze per aggiornare la sua lista di avvistamenti. Per distinguere lo zigolo minore è necessario osservare bene il capo e le guance rossastre, i sopraccigli neri e soprattutto le zampe rosa. Lo zigolo minore come le altre specie della famiglia degli Emberizidi è conosciuto per il suo canto particolarmente melodioso. Dove puoi vederlo? Lo zigolo minore attraversa le nostre Alpi da est, ed è stato spesso osservato anche con più di un esemplare sia nel Parco Naturale delle Alpi Marittime che nelle principali isole lungo la costa tirrenica.

Zigolo delle nevi (Plectrophenax nivalis)

Lo zigolo delle nevi è un altro visitatore eccezionale in Italia. Si tratta di una specie tipica delle zone artiche,dove nidifica (Islanda, Groenlandia, ecc.) ed osservabile in Italia da fine ottobre fino a gennaio/febbraio, soprattutto al Nord (ad esempio sulle Alpi) o lungo i litorali sabbiosi delle coste sia adriatiche che tirreniche .Riconoscere uno zigolo delle nevi è facile: basta osservare le macchie bianche sulle ali e sulla coda.

Ma in autunno non ci sono solo le specie rare, non dimentichiamoci delle bellissime specie comuni, perfette soprattutto per chi sta muovendo i primi passi nel mondo del birdwatching. Ottobre e novembre sono mesi perfetti per avvistare il fringuello, il pettirosso, il luì piccolo, il merlo, il tordo bottaccio. L'importante è avere sempre una buona guida fotografica per poter imparare a riconoscere le caratteristiche e dare il nome giusto alla specie che stai osservando. Con l'iscrizione alla Lipu con guida, oltre a sostenere le tante attività in difesa della natura e degli animali selvatici, riceverai anche la Guida al Birdwatching Singer.

 

 

L'autunno è un mese davvero emozionante per chi fa birdwatching o per chiunque ama gli animali selvatici, non solo perché si può assistere al meraviglioso spettacolo della migrazione, ma anche perché è il momento migliore per mettere alla prova le tue doti di osservazione e riconoscimento degli uccelli.

Tra la fine di settembre e la fine di novembre in Italia si possono avvistare oltre 250 specie diverse di uccelli, alcune di queste sono molto rare e quasi impossibili da vedere nel resto dell'anno.

Ecco 5 specie tra le più rare che puoi osservare quest'autunno e qualche trucco per riconoscerle.

Poiana calzata (Buteo lagopus)

Poiana Calzata (Roberto Parmiggiani)Poiana Calzata (Roberto Parmiggiani)

La poiana calzata è un rapace molto simile alla poiana, distinguere le due specie è un buon test per capire se sei un bravo birdwatcher. La poiana calzata è più massiccia e misura tra i 50 e i 60 cm di lunghezza con un'apertura alare fino ad 1.30. Ha un piumaggio dai colori molto più contrastati e il petto chiaro con una grande macchia scura verso le zampe. La caratteristica più evidente (che è quella che gli dà anche il nome) sono i tarsi piumati, detta “calzari” intorno alle zampe.

Dove puoi vederla? In pianura padana e nei settori prealpini.
Un ultimo trucco: puoi riconoscerla dal suo verso. La poiana calzata ha un tipico “miagolio” più basso e più lamentoso di quello della poiana.

Aquila anatraia maggiore (Aquila clanga)

Aquila anatraia maggiore (foto M.Mendi)Aquila anatraia maggiore (foto M.Mendi)

L'aquila anatraia maggiore è un rapace della famiglia degli Accipitridi, non è certo facile da avvistare nel nostro paese, infatti normalmente nidifica in Estonia, Polonia, Bielorussia, Moldavia, Russia, Ucraina, Kazakihstan, Pakistan, India, Cina e Mongolia.
Il modo migliore per riconoscere l'Aquila anatraia maggiore è osservare il suo volo caratterizzato da frequenti picchiate e il colore scuro (quasi nero) del piumaggio dell’adulto, mentre il giovane è caratterizzato da una gocciolatura di macchie bianche sulle copritrici delle ali. Il verso dell'aquila anatraia maggiore è un “kjek” spesso ripetuto. Dove puoi vederla? In inverno alcuni esemplari possono essere osservati nelle principali zone umide del nord Italia, tra cui la Riserva di Torrile.

Luì forestiero (Phylloscopus inornatus)

By E.HOBA (http://www.flickr.com/photos/ehoba/2289003124/) [CC BY-SA 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)], via Wikimedia CommonsBy E.HOBA (http://www.flickr.com/photos/ehoba/2289003124/) [CC BY-SA 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)], via Wikimedia Commons

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Minuscolo, elegante, dal canto caratteristico, il Luì forestiero è una delle specie più difficili da avvistare nel nostro Paese in autunno. Durante la migrazione si sposta dai lontani monti Urali e dalla fredda Siberia e, anche se solitamente sverna in Asia, può arrivare a toccare l'Italia. Diversi birdwatchers lo hanno avvistato sull'isola di Linosa. Il Luì forestiero può essere distinto dagli altre specie più comuni e molto simili (come il Luì piccolo) per la caratteristica banda alare bianca e per il “sopracciglio” dello stesso colore.

Zigolo minore (Emberiza pupilla)

Zigolo Minore (foto: M.Mendi)Zigolo Minore (foto: M.Mendi)

Lo zigolo minore è un passeriforme tra i più rari in Italia. Un occhio non allenato potrebbe confonderlo facilmente con un migliarino di palude, ma un vero birdwatcher deve imparare a capire anche le più piccole differenze per aggiornare la sua lista di avvistamenti. Per distinguere lo zigolo minore è necessario osservare bene il capo e le guance rossastre, i sopraccigli neri e soprattutto le zampe rosa. Lo zigolo minore come le altre specie della famiglia degli Emberizidi è conosciuto per il suo canto particolarmente melodioso. Dove puoi vederlo? Lo zigolo minore attraversa le nostre Alpi da est, ed è stato spesso osservato anche con più di un esemplare sia nel Parco Naturale delle Alpi Marittime che nelle principali isole lungo la costa tirrenica.

Zigolo delle nevi (Plectrophenax nivalis)

Lo zigolo delle nevi è un altro visitatore eccezionale in Italia. Si tratta di una specie tipica delle zone artiche,dove nidifica (Islanda, Groenlandia, ecc.) ed osservabile in Italia da fine ottobre fino a gennaio/febbraio, soprattutto al Nord (ad esempio sulle Alpi) o lungo i litorali sabbiosi delle coste sia adriatiche che tirreniche .Riconoscere uno zigolo delle nevi è facile: basta osservare le macchie bianche sulle ali e sulla coda.

Ma in autunno non ci sono solo le specie rare, non dimentichiamoci delle bellissime specie comuni, perfette soprattutto per chi sta muovendo i primi passi nel mondo del birdwatching. Ottobre e novembre sono mesi perfetti per avvistare il fringuello, il pettirosso, il luì piccolo, il merlo, il tordo bottaccio. L'importante è avere sempre una buona guida fotografica per poter imparare a riconoscere le caratteristiche e dare il nome giusto alla specie che stai osservando. Con l'iscrizione alla Lipu con guida, oltre a sostenere le tante attività in difesa della natura e degli animali selvatici, riceverai anche la Guida al Birdwatching Singer.

 

 

Ricominciare. Non c'è bisogno di andare troppo lontano per ristabilire il contatto con la tua vera natura. Lo spettacolo più straordinario è proprio vicino a te e ti sta aspettando: devi solo tornare a meravigliarti.

Il telefono squilla, hai già una lista interminabile di impegni e cose da fare. Ti ritrovi a sognare ad occhi aperti una spiaggia solitaria. Non c'è bisogno di andare troppo lontano per ristabilire il contatto con la tua vera natura, ecco cinque modi per farlo. Lo spettacolo più straordinario è proprio vicino a te e ti sta aspettando: devi solo tornare a meravigliarti.

Salire su una collina

Lasciarsi alle spalle il traffico della città per salire su una collina. Ad ogni passo l'aria si fa più leggera e anche i colori sembrano più vivi. Poi all'improvviso, sul punto più alto, trattenere il fiato per un momento e guardare il panorama. La pianura si stende lontano e tutto intorno il cielo abbraccia l'orizzonte, da est a ovest. Ad attenderti c'è un blu così intenso come non lo vedevi da anni.

Una pioggia di stelle

Sabato 4 e 5 maggio torna la Festa delle Oasi e Riserve LipuQuesto weekend è il momento giusto per staccare lo sguardo dallo schermo del tuo smartphone, staccare dal caos della città e portare chi ami a riscoprire il contatto con la bellezza della natura.
Scopri l'evento più vicino a te

VIENI ALLA FESTA

Cercare un luogo lontano dalle luci della città. Spegnere la macchina e stendere un panno per terra. Coricarsi e guardare il cielo sopra di te come lo schermo infinito di un grande cinema all'aperto. I primi ad apparire sono i pianeti, Venere e Giove, luminosi sopra all'orizzonte. Poi si accendono una ad una le stelle più brillanti che si uniscono a formare infiniti disegni. Gli occhi si abituano all'oscurità e alla luce lontana dell'universo. All'improvviso una scia luminosa taglia a metà la scena e poi ancora un'altra. La polvere di stelle scompare velocemente e lascia solo il ricordo di un'apparizione meravigliosa, giusto il tempo di dire “ooooh” e un'altra stella cadente compare nella notte d'estate.

La musica del bosco

Torna a guardare il cieloDi giorno, di notte, da nuovi punti di vista. Ritrova il contatto con la tua natura. Diventa Socio Lipu (o regala l'iscrizione), ritorna così a meravigliarti davanti alla bellezza della natura.

ISCRIVITI è meraviglioso

Restare in silenzio nel profondo del bosco e ascoltare i rumori intorno. Il fruscio tra i cespugli, un battito d'ali sopra i rami, un richiamo lontano, un canto dimenticato. Lasciarsi sorprendere dal silenzio rumoroso del bosco, dalla sua voce nascosta e antica che parla direttamente alla nostra anima. Lascia che i rumori del bosco si trasformino in musica e ti entrino nel cuore.  

 

Un incontro inaspettato

NitticoraNitticora
Osservare il volo di un airone rosso, l'incanto di una nitticora ferma tra le canne. La magia sospesa di una farfalla che si muove sopra i fiori del sambuco. La sorpresa di un cavaliere d'Italia che spicca improvvisamente il volo sollevandosi leggero sull'acqua e poi spingendosi lontano oltre la garzaia. L'incontro inaspettato di un upupa, nera e arancio, nella calma del sottobosco. Le Oasi e Riserve Lipu  sono presenti in molte regioni italiane. Scopri come raggiungere l'Oasi più vicina a te.

A piedi nudi nel parco


Sedersi sull'erba oppure sdraiarsi e chiudere gli occhi. Sentire il peso del proprio corpo sul tappeto morbido e fresco di un parco. Ritornare a respirare, lentamente con il ritmo del vento che muove le foglie. Togliersi le scarpe, camminare a piedi nudi, sentire l'erba tra le dita, sentire la terra sotto di te. Seguire con gli occhi il passo gentile e lentissimo di una formica.

natura

 

Ritrova il contatto con la terra

 

 

Lunedì, 06 Luglio 2015 11:30

Il fenicottero

Di tutti gli uccelli è sicuramente il più alla moda. Coloratissimo e glamour, dalla linea elegante, ma anche un po' goffo sulle sue lunghissime zampe.

È una delle specie più appariscenti del regno animale, il suo colore e il suo comportamento originale hanno dato origine a fiabe e leggende. Dal cinema al design contemporaneo tutti vanno pazzi per il fenicottero e c’è chi la chiama “Flamingo mania”, ma in pochi conoscono le tante curiosità di questa bellissima specie che ha ancora molto da insegnarci. Il Fenicottero (Phoenicopterus roseus) è una specie tipicamente mediterranea, ma nidifica in Italia solo da pochi anni.

Nel 1993 la prima colonia di fenicotteri è stata avvistata in Sardegna nell'area delle saline di Montelargius. L'anno seguente un'altra colonia si è insediata nelle Paludi di Orbetello, in Toscana. Il fenicottero ama muoversi e viaggiare molto, anche più volte nel corso della stessa stagione migratoria. Solo negli ultimi anni l'inanellamento ha permesso ai nostri scienziati di farsi un'idea più precisa dei grandi spostamenti di questo splendido migratore.

Il nido del fenicottero

Il fenicottero costruisce un nido molto semplice, un cumulo di fango che si eleva dal terreno e che proprio sulla parte sommitale ha una depressione per accogliere le uova. Una forma molto particolare, un tronco di cono che a molti ricorda quella dei “Nuraghe” sardi, regione, dove peraltro la specie nidifica con migliaia di coppie Se il fango non è disponibile a volte il nido può essere costruito con detriti. Il nido è spesso foderato con fili d’erba, piccoli rami o piume. L’uovo del fenicottero ha la forma di una grande arancia e viene covato da entrambi i genitori per circa un mese prima di schiudersi.

Il mito dell’Araba fenice

Il fenicottero è un migratore che nel suo lungo viaggio può arrivare a toccare diversi continenti, dall’Europa dove vive tutto l’anno all’Africa per arrivare fino in Asia. La migrazione del fenicottero spesso non è regolare, può capitare infatti che una colonia scompaia da un luogo per poi tornare a visitarlo solo diversi anni dopo.

Questo comportamento potrebbe aver contribuito alla nascita mito della Fenice, l’uccello leggendario che dopo aver vissuto per cinque secoli si lasciava bruciare su un nido di erbe aromatiche per poi risorgere dalle proprie ceneri.

Fenice o no il Fenicottero è una specie molto longeva che non smette di sorprendere gli scienziati. Nel 2017 nella Riserva Saline di Priolo è stato avvistato un fenicottero inanellato nel 1979. Amelie, così è stata ribattezzata, era nata circa 40 anni fa in Francia e a partire dai suoi avvistamenti è stato possibile ricostruire il viaggio della sua lunga vita attraverso la Sardegna, la Tunisia e la Spagna.

Era il suo corpo fatto di penne eran di petalo le sue ali era una rosa che volava diretta verso la dolcezza. (Pablo Neruda, Flamenco)

C'è un fenicottero nel cuore dei Soci della Lipu

Il fenicottero disegnato da Silvia Molinari per tutti i Soci della Lipu

Per tutti i Soci Lipu l’autunno quest'anno porta uno splendido fenicottero illustrato da Silvia Molinari. Con la rivista "Ali" tutti i Soci riceveranno subito la stampa realizzata dall'artista per ricordare che intorno a noi c'è una natura preziosa che va protetta e conservata come fa la Lipu da più di 50 anni. Inoltre con numero invernale della rivista Ali, i Soci riceveranno in regalo un'altra splendida stampa: il moriglione.

Compila questo modulo per iscriverti alla Lipu, sostenere la nostra Associazione e ricevere la tessera di Socio, l'adesivo e la rivista Ali con il fenicottero disegnato da Silvia Molinari.

Oppure prosegui con la lettura dell'articolo

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Ma perché i fenicotteri sono rosa?

E' tutta colpa dei gamberetti. Il colore delle penne dei fenicotteri è dovuto ai carotenoidi, dei pigmenti organici presenti in molti molluschi, crostacei e insetti acquatici come l'Artemia salina, un minuscolo gamberetto di cui vanno ghiotti i fenicotteri. Più un fenicottero mangia questi gamberetti e più il suo piumaggio si colora di un rosa più intenso. Infatti i fenicotteri allevati in cattività perdono il loro caratteristico colore e diventano bianchi. Per lo stesso motivo i giovani nei primi mesi di vita sono bianchi, non avendo ancora “assorbito” il pigmento colorato.

Il becco del fenicottero

Ti sei mai chiesto invece perché il becco del fenicottero è ricurvo verso il basso? A differenza di quanto si pensa comunemente, il becco del fenicottero non serve ad afferrare la preda, ma (come accade anche per le balene) si tratta di un sofisticato filtro che attraverso speciali lamelle lascia uscire l'acqua intrappolando invece i microorganismi di cui si nutre l'animale.

Una rincorsa spettacolare

LA STAMPA D'AUTORE DEL FENICOTTEROC'è anche il fenicottero, insieme al moriglione. Iscriviti alla Lipu e ricevi le stampe preziose di Silvia Molinari.

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Il fenicottero si riunisce in gruppi nelle zone umide in cui caccia e fa il nido. Vedere una colonia di fenicotteri è sempre uno spettacolo mozzafiato. Uno dei momenti più divertenti quando si osserva un fenicottero è la sua lunga corsa prima di spiccare il volo. Il fenicottero come una ballerina un po' impacciata, prende la rincorsa allungando il collo e, per qualche istante, sembra persino camminare sull'acqua prima di spalancare definitivamente le ali ed alzarsi nell'aria.

Un fenicottero in giardino

Il fenicottero, grazie al suo colore appariscente e alla sua silhouette molto riconoscibile e chic, è uno dei simboli assoluti della cultura pop americana. Nel 1956 lo scultore e designer Donald Featherstone, impressionato da una foto di fenicotteri su National Geographic, crea il “pink flamingo”, una statua da giardino in plastica che ha subito un successo di massa e in poco tempo compare nei giardini di mezza America. Il “pink flamingo” è diventato un vero oggetto di modernariato, collezionato ed esposto nei musei, è anche comparso in centinaia di film hollywoodiani, spot pubblicitari e video musicali.

Alice gioca con il fenicottero. Da un manoscritto originale di Lewis CarrollAlice gioca con il fenicottero. Da un manoscritto originale di Lewis Carroll I fenicotteri più famosi nel mondo delle fiabe sono sicuramente quelli di Lewis Carroll. In Alice nel Paese delle Meraviglie la protagonista si trova coinvolta in un assurdo torneo di croquet indetto dalla Regina di Cuori, in cui fenicotteri e ricci sono parte del gioco.

Proteggiamo il nido del fenicottero

Oggi in Italia il fenicottero è presente in Sicilia, in Toscana, in Puglia, in Sardegna e nelle Valli di Comacchio. A pochi chilometri dalle più frequentate spiagge del nostro paese c'è sempre una zona in cui vive il fenicottero. Ma perché è così importante proteggerlo? Il fenicottero è l'animale simbolo di uno degli habitat più preziosi del nostro Paese, quello delle zone umide. Le zone umide come lagune, laghi, paludi, acquitrini e stagni sono dei veri paradisi per la biodiversità e ospitano centinaia di specie di anfibi, mammiferi, rettili, uccelli e altri animali. Un ecosistema delicato in cui ogni ospite è essenziale alla sopravvivenza degli altri. Per questo le zone umide sono protette dalle Direttive europee “Habitat” e “Uccelli” e dalla Rete Natura 2000. Proteggere la biodiversità è importante, iscriviti alla Lipu.

 

Venerdì, 26 Giugno 2015 19:03

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