Lipu Onlus, natura, uccellie animali selvatici in Italia
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Mercoledì, 07 Febbraio 2018 19:44

Silvia dipinge la natura preziosa

Silvia Molinari dipinge da quando ha memoria. La pittura e il canto sono le sue prime passioni, che non ha mai abbandonato. La natura è l’immancabile sfondo della sua vita privata e artistica.

Silvia Molinari vive nella campagna emiliana, circondata dai canali di irrigazione, dal prugnolo e dai gelsi. Il suo studio è in un vecchio edificio contadino, all’interno dell’antica corte in cui la sua famiglia ha vissuto per generazioni. E’ qui che nascono i suoi bellissimi acquerelli di natura, proprio come quelli che ha realizzato per i Soci e gli amici della Lipu.

Ho piantato un biancospino che è una pianta tipica delle nostre parti. E’ una varietà che fa bacche molto grosse per cui ho molti uccelli che vengono a visitarmi.” Davanti alla sua casa, in uno spazio abbandonato, Silvia ha costruito il suo “giardino confuso” fatto di piante semplici e tenaci: una rosa, un biancospino, un fico, piante belle e resistenti che d’inverno sfamano stormi di cince, di pettirossi, di merli e di codirossi.

Le piante che ho scelto sono piante resistenti che non si ammalano facilmente. Sono le piante che amo di più. Ci sono delle rose, amo le rose perché sono tra le piante più coriacee, fioriscono più volte durante l’anno e in inverno fanno bellissime bacche che sono di nutrimento per gli animali intorno.”

Di carta e acqua

Colori brillanti, pastosi e luminosi, colori speciali con una componente di miele d’api per una resa vivida e trasparente che non deve lasciare residui. Sono questi gli strumenti che Silvia utilizza per realizzare i suoi particolarissimi acquerelli di natura, in cui i soggetti si stagliano su un bianco disarmante, sospesi. Carta di puro cotone, non sbiancata, non trattata con acido, non martellata. Carte create con cura artigianale, carte la cui trama antica è fatta per supportare l’acqua e non lasciarla scappare.

Dipingere il silenzio

“Mi piacciono le forme silenti. Mi piace rappresentare cose che intorno a loro hanno un vuoto e per questo difficilmente rappresento uno sfondo, perché voglio che ci sia la carta a respirare intorno e che quindi in questo momento di sospensione ci sia la possibilità di un pensiero in più. Con leggerezza e rigore, come succede negli haiku giapponesi, i miei lavori non cercano di riprodurre semplicemente immagini, non vogliono essere evocativi, cercano solo il loro spazio nel mondo come la rosa che ha bisogno del suo spazio impervio per crescere rigogliosa”.

Dürer, Monet, Ligabue

Il maestro più grande di tutti per Silvia è Albrecht Dürer, quello che più ha saputo rappresentare la natura “in modo poetico, pulitissimo, moderno, elegante e coraggioso. Coraggioso nella sua pulizia e nel suo rigore che non cede mai alla sola rappresentazione”. Ma Dürer non è l’unico artista ad aver ceduto al fascino della natura.

Da sempre l’uomo si è immerso nella bellezza che aveva intorno e vi ha cercato ispirazione per i propri capolavori. Dai paesaggi mozzafiato di Friedrich alle ninfee di Monet, da Leonardo alla tigre di Antonio Ligabue. Gli artisti hanno sempre avuto un rapporto privilegiato con la natura, un sentire che li accomuna ma che non hanno solo loro.

La natura non è snob

“Sono convinta che questa sensibilità per la natura sia un dono che non appartiene solo agli artisti. I miei vicini di casa sono quasi tutti contadini. Loro sono natura, sono parte del paesaggio in cui si muovono. Hanno un rapporto diretto con la natura, possono ignorare i nomi scientifici delle specie, ma conservano una confidenza con la terra, non da esploratori ma da persone che vivono nella natura, ne fanno parte. La natura non è elitaria, non esclude nessuno che vuole conoscerla, la natura non è snob. La natura è una risorsa straordinaria perché ti fa sentire facilmente a casa, protetto, in condivisione, ovunque ti trovi.”

L’emozione più bella da condividere

L’amore per la natura Silvia lo ha imparato dalla sua famiglia. Dalla nonna prima di tutto. “Ricordo che facevo scoppiare i petali di rosa nell’incavo della mano. Ricordo questi giochi semplici che facevo con lei come scommettere sul colore del papavero quando il bocciolo è ancora chiuso. Le pannocchie da sgranare, i gambi del tarassaco fatti arricciare nell’acqua fredda. Il giardino di casa, i campi intorno che non avevano confini erano tutt’uno. O ancora la spine dei cardi selvatici che si aggrappavano alle calze e le portavi fino a casa.”

le stampe d'autore di Silvia per i Soci della Lipu

Se anche tu sai vedere nel biancospino selvatico la bellezza inarrivabile della Natura, proteggila, è preziosa. Puoi iscriverti alla Lipu qui sotto: riceverai, nel corso dell'anno, le stampe di Silvia insieme ad Ali, la rivista trimestrale dei Soci. Si parte dalla rondine con il numero di marzo 2018.

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L’amore, la cura

E poi la madre che le ha trasmesso l’amore per le piante, piante da scoprire e a cui dare un nome. “Trovo che ci sia un valore in più nelle piante, sanno manifestare una capacità di vita e riappropriarsi del territorio. E’ affascinante il modo in cui i semi di una pianta si aggrappano alla coda degli animali selvatici per viaggiare lontano, sono affascinanti le spine, è bello come le piante entrano, interagiscono con i luoghi abbandonati, gli spazi in sospensione - quelli che Gilles Clément ha chiamato “il terzo paesaggio” - danno un senso a questi luoghi.

Il ramo di un biancospino selvatico ha una bellezza inarrivabile. Quando vedo il giro dei convolvoli che si arrampicano intorno ad una vecchia rete di recinzione, una cosa che era brutta e improvvisamente non lo è più, è un suono pulito che si affaccia in mezzo al caos, è come se ci fosse una spiegazione una cura. Ecco io ci vedo una cura.

Silvia Molinari è un’artista di fama internazionale. Vive e dipinge nel cuore della campagna emiliana, ma le sue opere hanno viaggiato in tutto il mondo, da Tokyo agli Stati Uniti. Ha esposto in mostre prestigiose come la Biennale di Venezia o l’Affordable Art Fair di New York e Milano. Silvia pensa che la Natura sia immensamente tenace, poetica, creativa.

LA NATURA È PREZIOSAIl papavero, la rosa selvatica, la cincia e il codirosso. C'è natura preziosa tutto intorno a noi se sai vederla. Proteggi questa bellezza.

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Silvia Molinari disegna per alcune delle più importanti riviste italiane di botanica, tra cui Gardenia, tiene corsi e seminari in cui insegna disegno dal vero, collabora con diverse riviste di illustrazione, brand profit e nonprofit. Arbusti, foglie, frammenti vegetali e altri delicati esseri viventi come insetti e uccelli sono i protagonisti delle opere di Silvia, figure che sembrano appena scivolate sul biancore della carta. Gli scatti di Silvia nella sua casa sono di Serena Groppelli.

Il rumore dei calabroni, il ronzio, per me è una musica. E’ sempre stata una musica, è bellissimo ascoltarli.

Sono sempre stata una bambina diversa, ho sempre avuto una sensibilità speciale per gli animali. Dagli uccellini caduti dai nidi, raccolti e allevati, le rane, i gatti. Tutto mi chiamava. Sono nata così, sono sempre stata così.

Ero spesso sola, ma gli animali hanno riempito la mia vita di ricordi bellissimi. Tornavo da scuola, a piedi (allora i bambini andavano e tornavano da scuola da soli, non avevano bisogno di essere accompagnati) e c’erano dei giardinetti, ero piccola, ero alle elementari, settant’anni fa. Abitavo in centro, a Milano, eppure tutto intorno a casa mia c’erano dei prati e io trovavo sempre qualcosa. A volte portavo a casa una rana, ma mia mamma non voleva, me la faceva sparire. Quando d’estate mi mandavano in colonia raccoglievo anche le cavallette e le lumache. Le portavo nel dormitorio, le lumache si arrampicavano sui muri e le suore me ne dicevano di tutti i colori.

Ricordo ancora quando i vicini mi hanno detto che una gattina era stata buttata dal balcone. Nel mio quartiere sapevano di questo mio amore per gli animali, così mi hanno subito avvertita. Sono corsa a prenderla, l’ho portata a casa. Mia madre mi ha detto Proviamo a tenerla per una notte. La gattina non aveva subito traumi e la mamma mi ha permesso di tenerla con noi. E’ stata un’emozione indescrivibile, poter finalmente tenere un gatto per me era tutto. Mi riempiva la vita. Da quel giorno ho sempre avuto dei gatti a farmi compagnia. Oggi ho una gatta, la Minou che oramai ha una certa età, e meno male che ho lei.

Così come la passione per gli animali ho la passione per la natura, tutto è collegato. Con le piante del mio balcone ci parlo e le accarezzo, le curo, le sento. Forse è per questo che sono così belle. A me basta guardare una pianta e sento subito se ha bisogno di qualcosa. Oggi vado poco in giro (ci vedo poco e non riesco a distinguere i volti) ma se passa un gatto lo vedo, se passa un cane lo vedo. Ero crocerossina, questo spirito di aiutare ce l’ho proprio dentro, è nel mio DNA di occuparmi di chi ha problemi, gli animali, le piante, le persone. Una vita costellata di animali raccolti e portati con me, non sopporto di vederli soffrire. Tutti quelli che amano gli animali hanno sicuramente storie simili da raccontare, perché se ami gli animali non puoi rimanere indifferente.

Penso che se i bambini e i ragazzi di oggi avessero più ricordi di natura e di animali la mentalità potrebbe cambiare.

Perché lo so, non tutti nascono con un’empatia come la mia, ma l’amore per gli animali e la natura se lo si insegna, a partire dalla scuola, si può imparare. Bisogna insistere perché i bambini assorbono tutto, sono molto attenti, molto più di quanto la gente pensa. Bisogna agire molto in questo senso, parlarne, divulgare e allora si sensibilizzano le persone.

Da tempo penso a come potrò aiutare gli animali quando non ci sarò più. All’inizio ero un po’ perplessa. Conosco gli esseri umani e so che non ci si può fidare di tutti. Poi ho conosciuto la Lipu e mi sto informando sui loro progetti. Se i soldi sono spesi bene, se le associazioni agiscono per proteggere gli animali, evitare sofferenze inutili e cambiare le leggi balorde: allora ben venga e credo che sia giusto destinarli a queste finalità. La natura e gli animali hanno significato tanto nella mia vita e voglio che anche quando non ci sarò più in qualche modo continuerò ad aiutarli.

La cosa che spero di più è che in futuro gli animali, tutti gli animali, saranno trattati meglio perché oggi ci sono tante cose di come gli uomini trattano gli animali che mi angosciano e ci penso ogni giorno. Se usiamo bene i nostri sentimenti, se li diffondiamo, ci saranno sempre più persone che riflettono sulle conseguenze delle loro azioni, ci sarà più attenzione e rispetto per gli animali.

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Sono Rossana Bigliardi e lavoro alla Lipu. Oggi la Lipu è una grande associazione con più di 30.000 sostenitori, ma io la conosco da quando stava tutta in un garage. Se la storia di Angela ti ha toccato il cuore e, come lei, vuoi valutare la possibilità di fare una scelta importante come una grande donazione o un lascito testamentario in favore di animali e natura, parlane con me. Risponderò alle tue domande su lasciti e grandi donazioni.

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Sabato, 30 Luglio 2016 17:15

C'era una casa in mezzo al campo

Alfredo ha 68 anni, da vent'anni è Socio della Lipu, ma solo pochi mesi fa si è reso conto di una cosa molto importante. Quella che segue è la sua lettera. Il messaggio che contiene ha saputo tracciare un segno.

“Avevamo questa casa vicino a un campo di barbabietole da zucchero, c’era anche un prato con degli alberi da frutto. Mi ricordo un giorno di primavera, dovevo avere sei o sette anni. Mio padre era in giardino con una grande scala appoggiata ad un albero. L’ho seguito e l’ho guardato salire i pioli di legno e sparire in mezzo al verde delle foglie che dondolavano nell’aria.

Io stavo lì “tieni ben ferma la scala” mi urlava ogni tanto da là in alto. E poi a un certo punto qualcosa mi ha colpito in testa, era una ciliegia rosso fuoco. Poi ne è caduta un’altra e un’altra ancora. L’ho afferrata con una mano e l’ho mangiata era la cosa più dolce e saporita del mondo e aveva un profumo fortissimo e il gusto della primavera.

Negli anni settanta ci siamo trasferiti in città, a Milano, perché mio padre è stato assunto da una grossa azienda che aveva la sede là. Anche io ci sono andato a lavorare più tardi. Non mi sono mai sposato. La casa vicino al campo di barbabietole l’abbiamo tenuta per molti anni, ci andavamo nei fine settimana e d’estate, poi alla fine l’abbiamo affittata.

L’altro giorno stavo leggendo un libro a mia nipote. Era un libro con tanti disegni di rane e rospi. Mia nipote mi ha detto “Zio, ma tu hai mai visto un ranocchio vero?”. Non sapevo cosa rispondere, mi sembrava uno scherzo. Come poteva essere possibile che un bambino non avesse mai visto un ranocchio? Mi è venuto in mente il laghetto dietro al prato degli alberi da frutto, che rumore che facevano le rane di notte d’estate e quanti pomeriggi passati a rincorrerle nell’erba alta.
Ho capito che i bambini e i ragazzi di oggi stanno perdendo il contatto con la natura. La natura e gli animali sono una cosa lontana che si legge sui libri o si vede nei documentari in tv o sul computer. Ma dov’è finita l’emozione di mangiare quelle ciliegie appena cadute dall’albero? E chi gliela restituirà?

Sono vostro Socio da vent’anni. Domenica scorsa sono stato in un’Oasi Lipu vicino a Cesano Maderno e ci ho portato anche la mia nipotina che ha partecipato a un laboratorio didattico. La signorina del laboratorio le ha fatto togliere le scarpe e lei ha corso a piedi nudi nel prato insieme agli altri bambini. Non l’ho mai vista così felice.

Se penso al futuro vorrei che cambiassero tante cose che non vanno. Vorrei che ci preoccupassimo meno delle cose che compriamo e un po’ di più delle cose che stiamo perdendo e che anzi abbiamo già perso senza accorgercene neanche. Per questo ho deciso che la casa vicino al campo di barbabietole e il prato dei ciliegi li lascerò alla Lipu. Perché i prati sono fatti per i piedi dei bambini, per correrci scalzi e rincorrere le rane d’estate. Questi sono i ricordi più belli che si portano dentro tutta la vita.”

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Domenica, 13 Dicembre 2015 21:07

Elda pensa che la bellezza salverà il mondo

Ci sono persone che credono che un futuro migliore sia possibile. Lo leggono negli alberi, nel cielo, nella multiformità della vita che le circonda. E affidano il loro sogno alla Lipu. Quella che segue è la testimonianza di Elda, una socia Lipu:

E’ difficile ricordare precisamente come ho conosciuto la Lipu, sono passati più di 40 anni… Ricordo però che abitavamo in campagna e c’erano tantissimi cacciatori e, di conseguenza, dappertutto, vedevo strage di uccelli. Allora ci sembrò un miracolo che esistesse un’associazione così. Sono tanti anni che sono Socia Lipu e, nel tempo, ne ho apprezzato la concretezza e la grande apertura mentale, ovvero la capacità di dialogo e il senso di umanità.

elda e lucianoelda e lucianoAnche se non conosco personalmente gli altri Soci, mi sento parte di una grande famiglia. Infine, cosa non meno importante, condivido la grande attenzione all’educazione dei giovani di questa Associazione. Io ero insegnante e ricordo ancora l’entusiasmo dei ragazzi nel vedere i conigli saltare e gli uccelli spiccare il volo.

un testamento per gli animaliun testamento per gli animaliCosì, io e mio marito, abbiamo maturato una scelta importante, abbiamo deciso di includere la Lipu nel testamento. Oggi abitiamo in una casa immersa nelle colline e pensiamo che questo luogo sia un luogo da salvare perché, come scrisse Dostoevskij, “la bellezza salverà il mondo”.

un testamento per la naturaun testamento per la natura

Abbiamo quindi scelto la Lipu affinché la bellezza della nostra casa rimanga intatta nel tempo che verrà. Ad esempio, recentemente, abbiamo piantato un pino che crescerà quando noi non ci saremo più e sappiamo che la Lipu non lo taglierà, perché è utile anche agli uccelli. Grazie al nostro gesto questo terreno andrà in mano a un’associazione che garantirà tutto questo. Lo affidiamo alla Lipu per realizzare il nostro desiderio che queste nostre colline vengano mantenute e che questi ambienti naturali non siano distrutti, anzi, abbiamo la speranza che se ne creino di nuovi.

Cincia dal ciuffoCincia dal ciuffoCrediamo infatti nella capacità di questi luoghi di risvegliare il meglio di noi e, in futuro, potranno fare la stesa cosa con i giovani. E se la Lipu potesse collaborare con l’Istituto Buddista della nostra zona, sarebbe un sogno. Queste due realtà sembrano due cose distinte ma sentendo una preghiera cara al Dalai Lama capiamo come possano unirsi e spero che lo facciano proprio per i giovani. Credo infatti che la Lipu, con le sue attività - come quei bellissimi “riti” di liberazione degli uccelli guariti nei centri - concorra a cancellare i “dolori del mondo”.»

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Domenica, 13 Dicembre 2015 18:32

Alberta sogna un futuro senza caccia

«Cambiare idea è possibile, perché gli occhi degli animali sanno parlarci»

I soci della Lipu hanno in comune una cosa, la certezza che lavorando insieme è possibile costruire un mondo diverso e più giusto per la natura e anche per gli uomini. La signora Alberta, Socia e Grande Donatrice è così fiduciosa nel futuro che ha deciso di riservare alla Lipu un posto speciale nel suo testamento. Le parole di Alberta ci hanno toccati e riempiti di orgoglio, per questo le vogliamo condividere.

Quand'è nato il suo amore per la natura? Mi ha accompagnato fin da bambina. Gli animali, la musica e la natura appunto sono gli unici valori che ho riscontrato nella mia vita e che, ogni volta, riescono a sorprendermi e a emozionarmi. Quando guardo alla finestra e vedo i miei "amici" — merli e passerotti posarsi sul balcone in cerca di cibo, provo una sensazione di gioia e di speranza.

Come ci ha conosciuto e cosa le è piaciuto della LIPU? Ho conosciuto la Lipu mentre ero nella sala d'aspetto di un medico, dove ho trovato Ali. La rivista mi è piaciuta subito, e ho trovato i vari articoli molto interessanti e piacevoli. Per questo mi sono avvicinata all'Associazione iniziando a chiedere informazioni sulle varie attività e diventando Socia e Donatrice quasi da subito... era il 1989.

Perché ha deciso di includere la LIPU nel suo testamento? In un numero di Ali che, come Socia, ho ricevuto a casa, mi ha colpito moltissimo un editoriale dell'allora presidente Danilo Mainardi — attualmente presidente onorario, ndr — così competente e coinvolgente al tempo stesso. Il professor Mainardi è una persona che ammiro e stimo moltissimo. Per me Mainardi è la Lipu, la garanzia della serietà e dell'ottima gestione dell'Associazione. A lui ho dato la mia totale fiducia.

Qual è il suo più grande desiderio per il futuro? Che gli animali non siano maltrattati, che non vengano usati come cavie per gli esperimenti, in altre parole che siano rispettati. Spero che ci sia sempre più tutela per queste bellissime creature e per gli ambienti in cui vivono.

E poi ho un sogno... Un giorno ho letto un articolo che parlava di un cacciatore che, dopo avere sparato a un merlo l'ha trovato ancora vivo e agonizzante. È stato talmente colpito dalla sofferenza di questa piccola creatura, che in un istante ha capito quanto fosse ingiusta la caccia e ha appeso per sempre il suo fucile al chiodo. Storie come questa mi fanno pensare e sperare che cambiare idea è possibile, perché gli occhi degli animali sanno parlarci. Ecco il mio sogno: un futuro senza più caccia.

*il nome della signora Alberta è un nome di fantasia scelto per tutelare la sua privacy

 

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Domenica, 13 Dicembre 2015 18:08

Pinuccia, il pettirosso e la tapparella

Cose semplici, ma che fanno bene al cuore

Ci piace pensare che ogni volta che un socio della Lipu riceve la rivista Ali è un po' come se aprisse una lettera da un amico che gli dice “come stai? Guarda cosa stiamo facendo insieme”. Qualche mese fa abbiamo ricevuto un messaggio di ringraziamento da Pinuccia, di Verbania:

Sono molto orgogliosa di essere Socia della Lipu e quando ricevo la vostra rivista la leggo da capo a fondo e ringrazio voi tutti per quanto fate... Nel nostro giardino c'è un piccolo acero, sembra un ombrellone e tutto l'inverno ci sta un pettirosso e anche lui, quando mia figlia tira su la tapparella, le cinguetta come per salutarla. Sono cose semplici, ma che fanno bene al cuore. Grazie, Pinuccia.

Pinuccia ringrazia la Lipu per quello che fa, ma in realtà sappiamo bene che il questo lavoro lo portiamo avanti insieme, quindi siamo noi a ringraziare lei, di cuore. Ci piacerebbe poter essere lì a ricordarglielo tutti i giorni, per fortuna che c'è il pettirosso che lo fa per noi.

 

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Domenica, 13 Dicembre 2015 17:55

Adriana sogna una casa per gli uccelli

«Un sogno che si fa da soli è solo un sogno, un sogno che si fa in due è già la realtà.»

Chi non ha un sogno nel cassetto? A volte è un viaggio o qualcosa che da tanto ci promettiamo di fare e non abbiamo mai fatto. Ci ha scritto Adriana che è socia della Lipu da tanti anni e ha un sogno che non vive sulle nuvole, ma è un progetto concreto che parla di natura:

Mi sono iscritta alla Lipu nel 1980 ma, in realtà, ho iniziato ad occuparmene ancora prima. A Reggio Emilia, dove frequentavo le riunioni dell'Associazione, ho conosciuto i fondatori. Eravamo uno sparuto gruppo di persone ma molto appassionate. Io allora insegnavo e ho iniziato a fare "propaganda" nelle scuole distribuendo materiale informativo. Nel tempo libero invece mi occupavo di birdgarden.

Nel mio cortile coltivavo siepi di caprifoglio e agrifoglio con lo scopo di attirare gli uccelli che venivano, numerosi, a visitarci. Questo piccolo angolo di natura ha dato l'esempio a molti dei miei vicini anche, negli anni, hanno cominciato a imitarmi.

Ora mi sono trasferita in Romagna ma non ho smesso di coltivare il mio giardino pensando agli uccelli. Perché la natura è bellezza e, senza voler essere dei romantici, tutti possiamo constatare che serve anche ad elevare il nostro spirito.

Per me è sempre stata la migliore psicoterapia e, nei momenti della vita più difficili, dalla natura ho avuto la forza, il coraggio, la gioia e la serenità di cui avevo estremo bisogno.

La natura conserva in sé qualcosa di trascendente, non è solo materia ma l'espressione di qualcosa di superiore. Per questo ho un grande desiderio. Quello di comprare un piccolo pezzo di terra dove fare un'oasi da donare alla Lipu e, anzi, suggerisco all'Associazione di trasformare questo mio desiderio in un progetto. Acquistate dei piccolissimi fazzoletti di terra nelle città per metterci un albero protetto da una fitta siepe impenetrabile.

Questa piccola isola diventerà presto la casa di una grande varietà di uccelli. Una gioia per gli occhi di quanti, in città, rischiano di dimenticare la bellezza che la natura può regalarci. Il mio sogno infatti è che in futuro si possa fermare la speculazione edilizia, a tutti i costi. La perdita di posti di lavoro non può essere una scusa; si potrebbe, ad esempio, creare nuovi posti nell'agricoltura che erroneamente abbiamo abbandonato. Della Lipu mi piace tutto ma è anche per vedere realizzato questo sogno che voglio continuare a sostenerla."

Yoko Ono ha detto che un sogno che si fa da soli è solo un sogno, un sogno che si fa in due è già la realtà. Trasformare un pezzo di terra o un giardino in un'Oasi non è un progetto impossibile. Si può fare. È qualcosa che lascia il segno e che migliora la vita di tutti, uomini, animali e natura.

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Domenica, 13 Dicembre 2015 17:33

Marco vede il futuro in verde

A volte basta prendere un taccuino e uscire a fare due passi

Spesso la TV e i giornali ci bombardano con notizie negative che ci tolgono la speranza nel futuro. Per fortuna ci sono persone come Marco, un socio storico della Lipu che un po' di tempo fa ci ha raccontato la sua bellissima storia:

“Alla fine degli anni Sessanta quando, poco più che adolescente, mi sono trasferito con la mia famiglia in un paesino in provincia di Torino, a ridosso della collina morenica dove si trovavano campi e zone boscose che frequentavo con i miei genitori nelle passeggiate domenicali. Fu proprio in una i di queste occasioni che conobbi un altro bambino che aveva i miei stessi interessi. Presto comprai il mio primo binocolo e una guida da campo per riconoscere le specie alate che accompagnavano le mie gite all'aria aperta. Questo strumento servì ad amplificare una passione - il birdwatching - che non mi ha più abbandonato e che sento forte, ora come allora.

Passione che ho trasmesso a tutta la mia famiglia, a mia moglie Rosanna e ai miei figli Eleonora e Matteo. Anche con loro ho continuato ad uscire sul campo e raccogliere dati nel mio taccuino. Sul futuro mi sento molto fiducioso, perché vedo che la situazione è decisamente migliorata rispetto a quegli anni Settanta in cui il verde veniva sostituito dal cemento senza che nessuno reagisse, come se questa fosse la normalità delle cose. Oggi sempre più persone sono interessate ai problemi ambientali e questo mi fa ben sperare, per me, per i miei figli e per tutte le generazioni che verranno."

I momenti bui passano, i telegiornali finiscono e poi se non ci piacciono si può sempre spegnere la tv e imparare a fare come Marco, prendere un taccuino e uscire a fare due passi.

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Domenica, 13 Dicembre 2015 17:16

Giovanni cerca il rigogolo

Cosa sarà del nostro futuro? Prima o poi se lo chiedono tutti, anche i più ottimisti.

Giovanni è socio della Lipu dal 1976 e mi ha scritto una lettera che è piena di preoccupazione, ma che mi ha dato anche molta speranza:

“Sono sempre stato un appassionato osservatore della natura e specialmente degli uccelli. Mi sembra di ricordare di aver trovato l'invito all'iscrizione alla LIPU, che allora non conoscevo, all'interno di un fumetto o di un settimanale e ho deciso di iscrivermi subito. Ricordo ancora che, un giorno di giugno, al ritorno dall'università, mia mamma mi disse che era arrivato un giornale per me: era il mio primo numero di Pro Avibus (Pro avibus è stata la prima rivista dei soci della LIPU, poi diventata Uccelli, Ali Notizie e infine, dal 2003, Ali. N.d.R.) che aveva sulla copertina un bellissimo disegno di un rigogolo. Da allora ho continuato a essere socio, ora con i capelli bianchi, ma con lo stesso entusiasmo.

Ho condiviso le amarezze per le sconfitte e le gioie per i successi, e continuo a mantenere i contatti con la sezione LIPU locale con la quale abbiamo organizzato alcune belle liberazioni di rapaci. Quello che attualmente mi preoccupa di più è la situazione della campagna, dove sono nato. Ricordo come era un tempo, ricca di biodiversità e di specie animali e vedo invece con rammarico il degrado a cui è sottoposta oggi. Allodole, averle piccole, saltimpali, quaglie, torcicolli, passere mattugie, cuculi ed altre specie, un tempo comuni, sono ormai introvabili. Ricordo stupendi filari di vite maritati con l'acero campestre e il pioppo, i lunghi filari di gelsi dove numerose specie nidificavano e i fossi frequentati da innumerevoli rane, tritoni, bisce d'acqua e pesci autoctoni, fiancheggiati da maestosi salici.

Ovunque balestrucci e rondini volavano rasenti le strade in ghiaia e i campi di frumento, increspando l'acqua dei fossi al loro passaggio. Ora pochissimo resta di tutto questo, la campagna è diventata, per il territorio che frequento, un deserto piatto di monocolture, dove è stato eliminato qualsiasi albero, piena di diserbanti e veleni, assediata dai capannoni delle zone industriali, priva di profumi e di fiori. Che tristezza!! Cosa possiamo fare per invertire questa tendenza? Mi piacerebbe che la LIPU destinasse la maggior parte delle sue risorse alle oasi, che possono contribuire a conservare la biodiversità e tante specie animali.

Possiedo un piccolo terreno e ne ho lasciata incolta una parte, dove ora ci sono grandi pioppi e alla base intricati arbusti. Tutto questo non senza qualche sacrificio economico, che finora mi è stato ripagato abbondantemente con la presenza e la nidificazione del picchio rosso maggiore, del rigogolo e di altri passeriformi, e con lo stupendo ed emozionante canto dell'usignolo a primavera. Vi seguo, buon lavoro.”


Nessuno può sapere davvero cosa sarà del nostro futuro. Però possiamo salvare un angolo di giardino per vedere tornare il picchio rosso, l'usignolo, il rigogolo e sperare che i nostri ragazzi possano scoprire di nuovo i profumi e i colori della campagna come l'abbiamo conosciuta noi.

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Sono Rossana Bigliardi e lavoro alla Lipu. Oggi la Lipu è una grande associazione con più di 30.000 sostenitori, ma io la conosco da quando stava tutta in un garage. Se la storia di Giovanni ti ha toccato il cuore e vuoi valutare la possibilità di fare una scelta importante in favore di animali e natura, parlane con me. Risponderò alle tue domande sui lasciti e grandi donazioni.

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Domenica, 13 Dicembre 2015 16:12

Marco ha la felicità negli occhi

«Per 21 anni dalla nuova casa non ho più visto né un'alba né un tramonto, non ho più sentito un canto d'uccello se non quelli delle audiocassette dell'orologio appeso al muro. Poi, un anno fa...»

Ci sono persone che non potrebbero mai vivere senza il telefonino nuovo e il bluetooth connesso alla macchina. Ma è davvero questo ciò di cui abbiamo bisogno per essere felici? Ci viene in mente quella mattina che alla Lipu è arrivata la lettera di Marco:

“Il mio amore per gli uccelli e la natura in genere risale a quando avevo 10 anni. In occasione del mio compleanno, mi regalarono un libro enorme, Uccelli del Mondo di Austin e Singer, pieno di illustrazioni e descrizioni. Vivevo all'ultimo piano di una piccola palazzina di fronte alla Tenuta dei Massimi a Roma. A pochi metri dal mio balcone nidificavano i balestrucci e io passavo tantissimo tempo a vedere questi piccoli uccelli nel loro andirivieni. Poi sono cresciuto, ma ho continuato ad osservarli insieme a tutti gli altri uccelli, fino a quando, sposandomi, sono andato a vivere in un seminterrato. Per 21 anni dalla nuova casa non ho più visto né un'alba né un tramonto, non ho più sentito un canto d'uccello se non quelli delle audiocassette dell'orologio appeso al muro.

Poi, un anno fa, sono tornato a vivere nella casa dei miei genitori e sono ricominciate le albe e i tramonti e in primavera ho rivisto i balestrucci. In seguito a una ristrutturazione del palazzo i nidi non c'erano più, ma un sabato mattina mentre ero seduto sul balcone come per darmi il bentornato, guardando nel sottotetto alla destra del mio balcone, vedo una quindicina di balestrucci uno accanto all'altro. Ho chiamato mia moglie e siamo rimasti lì a guardarli con la felicità negli occhi.

 

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Sono Rossana Bigliardi e lavoro alla Lipu. Oggi la Lipu è una grande associazione con più di 30.000 sostenitori, ma io la conosco da quando stava tutta in un garage. Se la storia di Marco ti ha dato speranza e vuoi valutare la possibilità di fare una scelta importante per il futuro di animali e natura, parlane con me. Risponderò alle tue domande sui lasciti e grandi donazioni.

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