Lipu Onlus, natura, uccellie animali selvatici in Italia
Oasi e Centri recupero

Oasi e Centri recupero (46)

Giovedì, 18 Aprile 2019 11:00

La natura ci fa bene

Quando siamo stanchi, stressati o giù di morale, la cosa che ci viene più naturale è desiderare di staccare da tutto e fare una passeggiata fuori città, nella calma di un bosco o su una spiaggia.

Può sembrare banale ma tutto questo ha una semplice ragione scientifica. Sembra infatti che il nostro corpo sia programmato per prendere benessere dall’ambiente naturale che ci circonda da sempre, ma che oggi troppo spesso è lontano dalla nostra routine quotidiana. La natura non è solo un posto bellissimo da contemplare e conservare come un’opera d’arte antica. La natura è fondamentale per la nostra salute, il nostro benessere, la nostra felicità.

Good for nature, good for you

È uno scambio alla pari, una relazione basata sulla reciprocità. La natura è importantissima per il nostro benessere fisico e mentale, ma anche noi siamo fondamentali per la vita della natura. Le nostre interazioni con il mondo naturale sono essenziali per permettere a ecosistemi e specie di sopravvivere. La natura ci fa bene e anche per questo merita che noi ci comportiamo bene nei suoi confronti.

La natura ci fa bene, abbiamo le prove

Domenica 5 maggio torna la Festa delle Oasi e Riserve LipuQuesto weekend è il momento giusto per staccare lo sguardo dallo schermo del tuo smartphone, staccare dal caos della città e portare chi ami a riscoprire il contatto con la bellezza della natura.
Scopri l'evento più vicino a te

VIENI ALLA FESTA

Esistono centinaia di studi che dimostrano senza ombra di dubbio quanto la natura sia benefica. Una recente ricerca dell’Università del Derbishire, nel Regno Unito ha studiato un campione di persone a cui è stato chiesto di fare “qualcosa di naturale” ogni giorno, per trenta giorni. Poteva essere una passeggiata in campagna o dar da mangiare agli uccelli selvatici del giardino. Ebbene: alla fine dell’esperimento la salute dei partecipanti era aumentata notevolmente, così come il loro umore. La cosa più interessante è che l’effetto benefico della natura non si interrompeva improvvisamente con il ritorno alla vita di città ma perdurava, per diversi mesi. È dimostrato che le persone di tutte le età e abilità godono di più elevati livelli di salute e benessere quando vicino alle loro case o ai luoghi di lavoro ci sono parchi, giardini pubblici, viali alberati, giardini fioriti. Insomma, quando c’è natura.

 

L’accessibilità all’ambiente naturale è stata statisticamente collegata a tassi di mortalità più bassa legati soprattutto alle malattie cardiovascolari. Uno studio pubblicato su Science nel 2013 ha messo in relazione le esperienze in natura con la produzione del Cortisolo, l’ormone dello stress. Quindi, anche questo è dimostrato: stare nel verde riduce lo stress ed aumenta il benessere psicofisico, favorendo gli stati emotivi positivi. In poche parole: stare in natura ci rende più felici.

La natura ci calma

Attraverso le misurazioni EEG delle onde cerebrali di persone che osservavano paesaggi naturali, si è scoperto che le geometrie frattali che si trovano comunemente in natura (dalle architetture degli alberi alla forma degli ortaggi) sono capaci di “cullare” il cervello portandoci in uno stato di rilassato benessere. Inoltre, la natura ci aiuta a far fronte al dolore. Poiché siamo geneticamente programmati per trovare alberi, piante, acqua e altri elementi della natura avvincenti, le scene naturali ci conquistano e ci distraggono dal nostro dolore e disagio.

Questo è ben dimostrato anche in uno studio ormai classico (condotto in un ospedale Pennsylvania negli anni '70), sui pazienti sottoposti a chirurgia alla cistifellea; metà dei pazienti godeva di una vista di alberi, e metà aveva invece la vista di un muro. Secondo il medico che ha condotto lo studio, Robert Ulrich, i pazienti con vista sugli alberi hanno tollerato meglio il dolore, ha avuto meno effetti negativi e trascorso meno tempo in ospedale. Studi più recenti hanno mostrato risultati simili, con scene di natura e piante nelle stanze d'ospedale.

La natura fa bene ai nostri bambini

Sappiamo anche che il gioco precoce in natura contribuisce alla capacità di creatività, problem solving e sviluppo emotivo e intellettuale. Tuttavia, l'urbanizzazione, combinata con il nostro stile di vita sempre più sedentario, ci rende meno propensi a sperimentare la natura nella nostra vita quotidiana. Oggi i bambini stanno all'aperto la metà del tempo di quanto facessero 20 anni fa. Sono gli stessi bambini che trascorrono quasi 8 ore al giorno usando i mezzi di intrattenimento artificiale come tablet, smartphone o consolle di gioco. Questo ha un impatto significativo, tra le altre cose, sul crescente tasso di obesità..

L'Università dell'Illinois ha condotto una ricerca che ha dimostrato che i bambini con ADD/ADHD hanno subito una riduzione dei sintomi dopo aver trascorso del tempo all'aria aperta. C’è chi è arrivato a definire questi condizioni come “disturbi da deficit di natura”, per sottolineare lo stretto legame tra il nostro equilibrio psicofisico e la relazione con l’ambiente naturale intorno a noi. Nel loro studio più recente, condotto su scala nazionale, gli psicologi Andrea Taylor e Frances Kuo hanno scoperto che i bambini con disturbo iperattivo da deficit di attenzione, o ADHD, hanno sperimentato una significativa riduzione dei sintomi dopo aver partecipato ad attività in ambienti verdi. Qualunque fosse l'attività, che si trattasse di giocare a basket o leggere un libro, il livello di sollievo dai sintomi dell'ADHD era legato al verde dell'ambiente in cui si svolgeva, con ambientazioni relativamente verdi come strade alberate, cortili e parchi.

Aria fresca

L'aria in uno spazio urbano chiuso, come un ufficio o un appartamento di città, è più contaminata (spesso fino a 70 volte) dell'aria esterna. Con più isolamento a tenuta d'aria, finestre e porte e la pletora di sostanze chimiche e plastiche che portiamo nelle nostre case, la maggior parte delle persone entra regolarmente in contatto con fino a 6000 sostanze chimiche. Trascorrere del tempo all'aperto è insomma una pausa dall'inquinamento dell'aria interna. Al contrario, l'aria esterna (in particolare in luoghi come le spiagge) è una buona fonte di ioni negativi che hanno un effetto particolarmente rilassante e curativo. Gli ioni negativi, considerati dei veri e propri "antidepressivi naturali", si trovano anche alla luce del sole e dopo un temporale, quando si avverte il tipico odore di "freschezza" nell'aria. L'aria interna, al contrario, è carente di ioni negativi ed è spesso secca e contaminata. 

La salute degli occhi

È il vantaggio forse più inaspettato dello stare in natura. Negli ultimi anni stiamo assistendo a un aumento dei problemi di vista, specialmente nei bambini. Una possibile ragione è la quantità di tempo che molti di noi trascorrono guardando un computer o uno schermo TV. Mentre i bambini di una volta passavano la maggior parte del loro tempo all'aperto osservando un'ampia varietà di colori, livelli di luminosità e profondità, ora i bambini trascorrono fino a otto ore al giorno dinnanzi schermi TV, computer o tablet con luce artificiale. Il risultato è un aumento della miopia, anche nei bambini che non sono geneticamente predisposti ad essa.

 

 

Uno studio svolto nel 2007 ha rilevato che i bambini che trascorrevano almeno 2 ore al giorno all'esterno avevano una probabilità quattro volte inferiore di essere miopi. I ricercatori hanno ipotizzato che la luce esterna aiuti i bambini a sviluppare la giusta distanza tra retina e lente e porti a una migliore vista. Poiché l'illuminazione per interni non offre lo stesso vantaggio, i bambini che passano molto tempo in casa hanno maggiori probabilità di avere problemi di vista più avanti nella vita. Fissare uno schermo può anche causare affaticamento degli occhi, mal di testa, problemi al collo o alla schiena e altri problemi negli adulti. Tornare in natura anche solo per un giorno a settimana può ridurre notevolmente questi problemi.

Ecoterapia

C’è dunque chi l’ha già ribattezzata Ecoterapia: tornare a vivere la natura, dare alla natura un posto d’onore nelle nostre esperienze quotidiane. In Giappone ad esempio è già molto popolare il “forest bathing”, una semplice terapia di gruppo i cui partecipanti trascorrono del tempo in una foresta, seduti, sdraiati o semplicemente camminando.

La Festa delle Oasi della Lipu è un ritorno alla natura

Domenica 5 maggio torna la Festa delle Oasi e Riserve Lipu. E' il momento giusto per staccare lo sguardo dallo schermo del tuo smartphone, staccare dal caos della città e portare chi ami a riscoprire il contatto con la bellezza della natura. Ogni anno la Lipu festeggia le sue Oasi e Riserve, luoghi di natura preziosa in cui le persone possono stare bene all'aria aperta e tornare in contatto con l’ambiente. Scopri l'evento più vicino a dove abiti

Lunedì, 30 Luglio 2018 00:00

Storie dai Centri Recupero

Ogni persona che salva un animale ha una bella storia da raccontare, una storia di amore. Ne abbiamo raccolte alcune

I Centri recupero della Lipu non si fermano mai. Nei nostri speciali ospedali per animali selvatici arrivano continuamente ricci, civette ma anche pipistrelli, volpi, tassi. Arrivano qui feriti, malati, a volte solo spaventati, e non avrebbero nessuna possibilità di salvarsi senza l’aiuto di chi decide di fermarsi, raccoglierli, prestare loro soccorso e portarli nei Centri recupero, dove possono essere curati per poi ritornare in natura.

Valentina e la cornacchia grigia

Spesso le persone che soccorrono un animale ferito non sanno bene cosa fare, ma non è il caso di Valentina. Valentina ha solo 10 anni e arriva al Centro Recupero Lipu di Roma accompagnata dai genitori. Ha raccolto una piccola cornacchia grigia ferita, racconta dettagliatamente come l’ha nutrita per un giorno e una notte, la sua mamma fa presente che è stata sua figlia Valentina a dire cosa doveva mangiare la cornacchia e come dovevano comportarsi perché loro non ne sapevano niente. Valentina è stata bravissima perché tutto quello che ha fatto era giusto e la cornacchia ora aspetta solo di poter tornare a volare libera.

Due casi difficili

Al Centro Recupero La Fagiana di Milano arrivano due casi “difficili”. Il primo paziente è una cicogna trovata grazie al prezioso intervento dei volontari della Lipu di Lodi e Milano. La cicogna già dalla prima visita manifesta gravi problemi di salute, non riesce neanche a reggersi in piedi sulle zampe, le lastre però non evidenziano niente, probabilmente è vittima di un’intossicazione. Grazie alle cure del Centro pian piano torna ad alzarsi e a mangiare da sola. Ora si trova nella voliera all’esterno dove presto ricomincerà a volare, pronta per essere liberata in natura. Poi ci sono dei pulcini di gallinelle d’acqua. I piccoli delle gallinelle sono molto difficili da curare in un Centro recupero e spesso, in assenza di fratelli e mamma, vanno incontro a stato di stress emotivo che li può persino portare alla morte.

Ma questi piccoli sono fortunati, appartengono a nidiate diverse, ma sono stati ritrovati a breve distanza di tempo e si possono tenere compagnia per combattere la paura di un luogo diverso dal loro ambiente naturale. I volontari del Centro le curano con tantissima pazienza prestando molta attenzione alle più piccole esigenze. Il lieto fine: dopo qualche bagno in una piscinetta artificiale le gallinelle d’acqua sono state liberate nel loro ambiente, un bellissimo stagno nel Parco del Ticino.

Stefania, Caterina e gli altri

C’è un’emozione grande, difficile da raccontare: è quando per la prima volta ti rendi conto che con il tuo aiuto, con le tue mani, puoi salvare una vita. Da qualche mese ai volontari e operatori dei nostri Centri recupero per animali si sono uniti i ragazzi del progetto Life Choose Nature! Sono i giovani volontari del Corpo Europeo di Solidarietà che con la Lipu stanno imparando a prendersi cura di animali in situazioni di emergenza. In questa foto Stefania tiene tra le mani un cucciolo di volpe appena arrivato al Centro recupero fauna selvatica Lipu di Roma.

Il Gufo e la tempesta

Il 5 maggio a Ostia c’è un temporale molto forte, con pioggia e vento. Un gruppo di cittadini che passeggiano nella pineta trovano un gufo comune, a terra, stremato. I soccorritori sono bravissimi, fermano i loro cani per evitare che si scaglino sull’animale e poi decidono di agire, al più presto, chiamando il Centro Habitat Mediterraneo della Lipu. Il gufo viene raccolto, è molto bagnato e debilitato, viene portato immediatamente al Centro recupero di Roma. La guarigione del gufo non è veloce, rimane ricoverato per quasi due mesi, curato e rimesso in forze. Appena è fuori pericolo viene spostato nelle voliere esterne del Centro per un periodo di riabilitazione. Il 23 giugno è una giornata speciale, al Centro Habitat Mediterraneo di Ostia c’è un evento dal titolo “Il canto degli animali” con il celebre musicologo Paolo Isotta, ed è proprio in questa occasione che il gufo viene liberato nella sua pineta davanti agli occhi meravigliati di decine di persone.

Pronto soccorso per lo scoiattolo rosso

Al Centro recupero Lipu La Fagiana, vicino Milano, arriva un cucciolo di scoiattolo rosso di soli 50 grammi con una profonda ferita al ventre. Lo scoiattolo rischia la vita, ma è fortunato perché è stato soccorso subito e al Centro ha ricevuto le prime, importantissime, cure di pronto soccorso. Per tre settimane i volontari del Centro recupero se ne prendono cura ogni giorno e lo allattano. Lo scoiattolo si rimette in forze e supera anche la fase di svezzamento. Comincia a mangiare frutta, nocciole, raddoppia il suo peso, si nasconde nel suo nuovo nido artificiale. Presto sarà trasferito in una voliera esterna per riprendere confidenza con la natura e sarà rilasciato nel Parco del Ticino.

Messaggi per Flipp

Ilaria e Flavia arrivano al Centro recupero di Roma con una rondine ferita, le hanno dato un nome: per loro è Flipp. La visitiamo e la ricoveriamo. Dopo un paio di settimane le due bambine tornano al Centro, portando disegni e regali per il loro amico Flipp, e chiedono come sta e se ce la farà. Francesca, la responsabile del Centro, spiega loro che la rondine sta bene e tra qualche giorno tornerà a volare. Ilaria e Flavia non riescono a contenere la loro gioia perché è questa la cosa più bella che possa succedere ai pazienti dei nostri ospedali: tornare a vivere nel loro ambiente naturale.

 

Il piccolo gheppio imparerà a volare

Una mattina di giugno al Centro recupero La Fagiana arriva un Socio della Lipu con un pullo di gheppio, cioè un pulcino che non ha ancora lasciato il nido. Il piccolo era ormai solo da 24 ore, i genitori infatti non erano più tornati a portargli cibo. Per fortuna il nostro Socio, che conosce molto bene questa specie, che ogni anno torna a fare il nido vicino alla sua abitazione, ha deciso di intervenire e portare il pulcino al Centro recupero. Il piccolo gheppio era fortemente debilitato ed è stato subito visitato dal veterinario. Ora mangia regolarmente, si sta riprendendo piano piano e presto potrà passare alla voliera, per fare pratica prima di tornare in natura. Il grande momento è vicino.

Claudio l’angelo di Ostia

A Ostia non esiste un Centro recupero per gli animali, ma per fortuna c’è il Centro Habitat Mediterraneo che, oltre ad essere una delle più frequentate Oasi della Lipu, accoglie anche animali feriti che vengono trovati dalle persone. Questi animali però devono poi raggiungere, il prima possibile, il Centro Recupero Fauna Selvatica a Villa Borghese (Roma), dove possiamo ricoverarli e curarli. Ma il vero problema è il trasporto: il Chm di Ostia e il Centro recupero di Roma distano 40 chilometri e gli operatori del centro non possono abbandonare i pazienti per andare a recuperarne altri. Per fortuna c’è Claudio, un volontario della Lipu di Ostia che si occupa del trasporto degli animali feriti e percorre questo tragitto utilizzando i mezzi pubblici. Claudio infatti non ha un’automobile e raggiunge l Centro a piedi, carico di buste e scatole, arrivando a trasportare anche quindici animali feriti tutti in una sola volta. Claudio è l’angelo degli animali feriti di Ostia, e per fortuna non è il solo. Ogni volontario della Lipu è speciale e tutti insieme formano una rete, una staffetta solidale che è il vero motore che muove i Centri recupero e le Oasi della Lipu.

Ricominciare. Non c'è bisogno di andare troppo lontano per ristabilire il contatto con la tua vera natura. Lo spettacolo più straordinario è proprio vicino a te e ti sta aspettando: devi solo tornare a meravigliarti.

Il telefono squilla, hai già una lista interminabile di impegni e cose da fare. Ti ritrovi a sognare ad occhi aperti una spiaggia solitaria. Non c'è bisogno di andare troppo lontano per ristabilire il contatto con la tua vera natura, ecco cinque modi per farlo. Lo spettacolo più straordinario è proprio vicino a te e ti sta aspettando: devi solo tornare a meravigliarti.

Salire su una collina

Lasciarsi alle spalle il traffico della città per salire su una collina. Ad ogni passo l'aria si fa più leggera e anche i colori sembrano più vivi. Poi all'improvviso, sul punto più alto, trattenere il fiato per un momento e guardare il panorama. La pianura si stende lontano e tutto intorno il cielo abbraccia l'orizzonte, da est a ovest. Ad attenderti c'è un blu così intenso come non lo vedevi da anni.

Una pioggia di stelle

Domenica 5 maggio torna la Festa delle Oasi e Riserve LipuQuesto weekend è il momento giusto per staccare lo sguardo dallo schermo del tuo smartphone, staccare dal caos della città e portare chi ami a riscoprire il contatto con la bellezza della natura.
Scopri l'evento più vicino a te

VIENI ALLA FESTA

Cercare un luogo lontano dalle luci della città. Spegnere la macchina e stendere un panno per terra. Coricarsi e guardare il cielo sopra di te come lo schermo infinito di un grande cinema all'aperto. I primi ad apparire sono i pianeti, Venere e Giove, luminosi sopra all'orizzonte. Poi si accendono una ad una le stelle più brillanti che si uniscono a formare infiniti disegni. Gli occhi si abituano all'oscurità e alla luce lontana dell'universo. All'improvviso una scia luminosa taglia a metà la scena e poi ancora un'altra. La polvere di stelle scompare velocemente e lascia solo il ricordo di un'apparizione meravigliosa, giusto il tempo di dire “ooooh” e un'altra stella cadente compare nella notte d'estate.

La musica del bosco

Torna a guardare il cieloDi giorno, di notte, da nuovi punti di vista. Ritrova il contatto con la tua natura. Diventa Socio Lipu (o regala l'iscrizione), ritorna così a meravigliarti davanti alla bellezza della natura.

ISCRIVITI è meraviglioso

Restare in silenzio nel profondo del bosco e ascoltare i rumori intorno. Il fruscio tra i cespugli, un battito d'ali sopra i rami, un richiamo lontano, un canto dimenticato. Lasciarsi sorprendere dal silenzio rumoroso del bosco, dalla sua voce nascosta e antica che parla direttamente alla nostra anima. Lascia che i rumori del bosco si trasformino in musica e ti entrino nel cuore.  

 

Un incontro inaspettato

NitticoraNitticora
Osservare il volo di un airone rosso, l'incanto di una nitticora ferma tra le canne. La magia sospesa di una farfalla che si muove sopra i fiori del sambuco. La sorpresa di un cavaliere d'Italia che spicca improvvisamente il volo sollevandosi leggero sull'acqua e poi spingendosi lontano oltre la garzaia. L'incontro inaspettato di un upupa, nera e arancio, nella calma del sottobosco. Le Oasi e Riserve Lipu  sono presenti in molte regioni italiane. Scopri come raggiungere l'Oasi più vicina a te.

A piedi nudi nel parco


Sedersi sull'erba oppure sdraiarsi e chiudere gli occhi. Sentire il peso del proprio corpo sul tappeto morbido e fresco di un parco. Ritornare a respirare, lentamente con il ritmo del vento che muove le foglie. Togliersi le scarpe, camminare a piedi nudi, sentire l'erba tra le dita, sentire la terra sotto di te. Seguire con gli occhi il passo gentile e lentissimo di una formica.

natura

 

Ritrova il contatto con la terra

 

 

Mercoledì, 23 Aprile 2014 11:53

Oasi Lipu Garzaia di Pederobba

Festa delle Oasi - Domenica 5 maggio
9:00 - 16:30
Una giornata di festa dedicata alla conoscenza: venti relatori animeranno i sentieri dell’Oasi con brevi lezioni di biologia, geologia, botanica, escursionismo e molto altro ancora. I visitatori potranno visitare l’Oasi scegliendo che lezione andare ad ascoltare in base ai propri interessi. Al termine vi sarà la liberazione di alcuni rapaci recuperati dal centro recupero provinciale.
Per informazioni: 328 180 3560 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
In caso di maltempo la festa è rinviata a domenica 12 maggio.
Località In prossimità del Fiume Piave, l’Oasi ricade nel territorio comunale di Pederobba appena dopo il paese, in direzione Feltre.
Apertura al pubblico La visita è consigliata nei mesi primaverili ed estivi, durante i quali si può assistere alla nidificazione degli Aironi e osservare le specie in migrazione, che spesso vi fanno sosta per alimentarsi prima di sorvolare le Alpi. L’accesso al sentiero è libero e aperto tutto l’anno, restando sul sentiero segnalato. E' invece (sempre) vietato entrare nell’area di nidificazione, per motivi di conservazione. Il sentiero è comunque studiato per la fruizione naturalistica in tutti i suoi aspetti. Il Centro visite e CEA apre su prenotazione per visite guidate di scolaresche e gruppi. Al Centro visite è sempre disponibile un dispenser contenente un pieghevole sull’Oasi e sul percorso.
Come arrivare Per raggiungere il Centro visite - CEA, punto di partenza delle visite, prendere da Treviso la SR 348 Feltrina direzione Feltre. Da Padova, prendere la SR308 fino Castelfranco; poi, sulla SP 667 fino a Cornuda ci si innesta sulla SR 348 Feltrina in direzione Feltre. Arrivati a Pederobba, sempre sulla SR 348, uscire sulla destra, indicazione Stazione Ferroviaria –Lipu Centro visite. Da Feltre sempre sulla SR 348 per Treviso. Coordinate 45°52’38.02” N 11°57’53.74” E.
Superficie ZPS 163 ha – Superficie Oasi Lipu 6 ha
Sito Web www.lipupedemontanatrevigiana.it
Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Telefono 339.4683136
Responsabile Giancarlo Silveri

L’Oasi Lipu Garzaia di Pederobba si trova all’interno del sito di rete Natura 2000 classificato come ZPS IT3240034: La Garzaia di Pederobba e SIC IT3230088: Fiume Piave dai Maserot alle Grave di Pederobba. Ricade in una zona di grande valore naturalistico tra le provincie di Treviso (nei territori comunali di Pederobba, Valdobbiadene e Segusino) e di Belluno (nel comune di Fener), dove il Piave si immette nell’area pedemontana.

L’alveo del fiume in questo tratto è caratterizzato da ampie distese di ghiaia, da boschi ripariali dominati da pioppi e salici, con sottobosco rado costituito da Amorfa Amorpha fruticosa e Buddleia Buddleja davidii, e da terrazzamenti ricoperti da vegetazione erbacea, tipica delle zone a “magredo”.

L’area è circondata da due corsi d’acqua: il fiume Piave, a carattere torrentizio e le risorgive delle fontane di S.Giacomo, a scorrimento lento. L’intero ambito si estende su una superficie di 163 ettari, in questo contesto l’Oasi Lipu occupa la parte centrale il bosco di 6 ettari dove nidificano gli aironi (garzaia). I nidi sono posti su alberi maturi di pioppo ad altezze variabili tra i 4-5 ed i 10-15 metri di altezza.

Sostieni questo paradiso di biodiversità, aiuta le Oasi LipuCon una donazione puoi permettere ad Oasi e Riserve di sopravvivere e agli animali di rimanere liberi e protetti nei loro preziosi habitat naturali.

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Habitat e specie

Gli ambienti possono dividersi in 4 tipologie: biotopo di risorgiva, biotopo ripariale, biotopo di greto e biotopo saliceto-pioppeto-arbusteto. Oltre all’area dell’Oasi, si evidenziano alcune zone limitrofe di elevato interesse, oggetto delle visite guidate che i volontari Lipu effettuano tutto l’anno: il magnifico anfiteatro naturale delle prealpi Trevigiane, le pareti del Monfenera ( Massiccio del Monte Grappa) dove possiamo ammirare il Falco pellegrino e, nei mesi invernali, un folto gruppo di Corvi imperiali. A volte fa la sua comparsa l’Aquila reale.

Alle Fontane di S.Giacomo, dove nidificano il Merlo acquaiolo la Gallinella d’acqua, si può osservare il Martin pescatore, il Piro piro piccolo e talvolta il Pendolino.

Passando sul greto della Piave (da sempre qui chiamato al femminile), si può osservare il raro Smergo maggiore, diverse specie di Aironi, soprattutto quelli che nidificano all’interno della Garzaia : l’Airone cenerino, la Garzetta, la Nitticora, il Tarabusino e, sebbene non nidificanti, l’Airone bianco maggiore nel periodo invernale e l’Airone rosso in dispersione estiva.

Presenti anche alcuni limicoli come il Piro piro piccolo, il Piro piro boschereccio, il Corriere piccolo.

Sulle pareti sabbiose ha nidificato in passato una piccola colonia di Gruccioni. Sono presenti inoltre il Falco pecchiaiolo, la Poiana, lo Sparviero e, durante le migrazioni, anche il Falco pescatore, il Falco cuculo, la Cicogna Bianca e la Cicogna nera. In totale, alla fine del 2013,  sono 121 le specie di uccelli che i volontari Lipu hanno censito. La varietà degli habitat ha favorito anche la presenza dei mammiferi quali Volpe, Tasso, Faina, Scoiattolo, Capriolo e qualche Cervo, osservabili soprattutto nelle ore crepuscolari.

Servizi e strutture

La visita inizia dal Centro Visite e CEA (Centro Educazione Ambientale) dell’Oasi, denominato “La Città degli Aironi” e dedicato alla memoria di un attivista Lipu, Lorenzo Orsato. E’ situato nello stabile dell’ex stazione ferroviaria, ristrutturata con all’interno sala video, sala diorami, biblioteca, un’area museale ed un mostra fotografica permanente sulle 2 aree IBA – Important Bird Areas - denominate Garzaia di Pederobba e Monte Grappa, sala riunioni e servizi. All’esterno un giardino didattico con stagno, un ampio parcheggio da dove parte il sentiero naturalistico ad anello lungo 6 km dotato di numerosi pannelli didattici, che porta all’Oasi Lipu Garzaia di Pederobba, nelle vicinanza della quale si trovano 2 punti sosta ( pic nic ) da dove si gode un’ampia panoramica sull’area.

Nelle vicinanze

Sempre da Pederobba parte una strada che porta sul versante sud del Monte Grappa (ZPS), stupenda montagna ricca di biodiversità che è anche un balcone sulla pianura veneta con orizzonti oltre la Laguna di Venezia ed il Golfo di Trieste. Come per la Piave, anche il Monte Grappa è una testimonianza importante della prima guerra mondiale. Altra nota interessante è Asolo, tra i più bei centri storici d’Italia ed i suoi Colli. Dove la Lipu svolge il campo sulle migrazioni dei rapaci ad agosto.

Mercoledì, 09 Ottobre 2013 09:38

Oasi Zone Umide Beneventane

FESTA DELLE OASI - Domenica 5 maggio
ore 10.00 raduno alla Rotonda dei Pentri, nel parcheggio sotto il monumento a San Pio da Pietrelcina alle spalle della Stazione Centrale di Benevento
ore 10.20 partenza con le macchine per il Centro Visite dell'Oasi LIPU “Zone Umide Beneventane” ubicato in contrada Sant'Angelo a Piesco nel territorio comunale di Benevento
ore 10.30 presso il Centro Visite dell'Oasi della Lipu “Zone Umide Beneventane” Mostra fotografica Fauna, flora e paesaggi dell'Oasi di protezione “Zone Umide Beneventane”, proiezione di filmati e foto degli animali presenti nell'Oasi della Lipu, attività ludico-didattiche sulla natura per piccoli e grandi
ore 11.30 Escursione lungo un sentiero nell'Oasi: “Dalla pista ciclopedonale al fiume Calore alla riscoperta dei resti del ponte romano detto delle Maurelle”
ore 13.00 pausa pranzo con due possibilità consigliate tra le tante: colazione a sacco nello spazio circostante il Centro Visite dell'Oasi oppure degustazione di prodotti locali grazie al “Menù dell'Oasi” presso l'Agriturismo “Fattoria La Cinta” in c.da San Vitale (per questa seconda alternativa prenotare al: 330 812870)
ore 15.30 Escursione “A spasso con gli asini lungo la Via Latina/Via Francigena del Sud” in collaborazione con l'Agriturismo “Fattoria La Cinta”
Per informazioni: 338 2036978
In caso di maltempo la festa è rinviata a domenica 12 maggio.
Località L'Oasi si sviluppa nella media valle del fiume Calore irpino-sannita: a monte, a valle e nel centro abitato di Benevento. A parte le piane fluviali in prossimità della città il contesto è costituito da colline, non sempre dai declivi dolci, comprese tra i massicci montuosi del Taburno-Camposauro, del Partenio e del Matese.
Apertura al pubblico L'Oasi delle “Zone Umide Beneventane” è accessibile da più punti, ma per essere introdotti nell'ambiente fluviale con la specificazione delle sue caratteristiche floro-faunistiche, oltre che paesaggistiche e geomorfologiche, percorrendo alcuni sentieri è possibile usufruire dell'accompagnamento degli attivisti della Lipu di Benevento telefonando al 338 2036978.
Come arrivare Dall'autostrada A1 Milano-Napoli uscire a Caianello e proseguire per Benevento percorrendo la SS 372 Strada Statale Telesina, quindi uscire a “Benevento ovest” (prima uscita di Benevento provenendo da quella direzione, denominata anche “Stazione”) e arrivati alle porte del centro urbano seguire le indicazioni “pista ciclopedonale Paesaggi Sanniti”.
Dall'Autostrada A16 Napoli-Canosa-Bari uscita “Benevento”, poi raggiungere la città percorrendo il raccordo autostradale A16-A1, quindi imboccare l'uscita “Pietrelcina” (la terza di Benevento provenendo dalla A16, che in pratica sarebbe l'uscita di “Benevento ovest”), subito dopo però non proseguire per il paese di padre Pio, ma girare a sinistra verso la Stazione; arrivati alla rotonda dove è ubicata la statua del santo pietrelcinese, seguire le frecce “pista ciclopedonale Paesaggi Sanniti”.
Dalla SS 7 Strada Statale Appia, provenendo da Caserta, arrivati in prossimità di Benevento imboccare la Tangenziale Ovest (appena entrati a Benevento – Rione Libertà prendere la rampa a sinistra) e seguire le indicazioni “Stazione” prima e “pista ciclopedonale Paesaggi Sanniti” poi.
Superficie 753,72 ettari
email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
sito lipubenevento.wordpress.com
Responsabile Marcello Stefanucci
Telefono/Fax 338 2036978

Un po' di storia e curiosità

Il fiume Calore (da non confondere con l'omonimo corso d'acqua che scorre in provincia di Salerno) per le sue peculiarità naturalistiche, geomorfologiche e paesaggistiche ha suscitato le attenzioni della sezione Lipu di Benevento sin dall'aprile del 2002. Numerosi interventi sulla stampa, pubblicazioni, escursioni ed eventi organizzati nella zona, convegni, oltre ad incontri con assessori, funzionari e tecnici della Provincia di Benevento, hanno portato dopo quasi 6 anni, nel febbraio del 2008, alla istituzione di un'Oasi di protezione di 853,72 ettari, denominata “Zone Umide Beneventane”; ci sono voluti poi altri 5 anni perché la Lipu ne ottenesse la gestione

Habitat ed emergenze naturalistiche

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L'Oasi si sviluppa lungo circa 15 km del fiume Calore a monte, a valle e nel centro abitato di Benevento e all'interno dei suoi confini vi sono tre interessanti boschi igrofili, di cui quello di Pantano-Serretelle è ampio circa 22 ettari, insieme ad ambienti limosi e ghiaiosi come quello dell'ansa di Pezzapiana-Ponticelli, che attirano gli uccelli limicoli come il piro piro piccolo e il corriere piccolo. Inoltre vi sono comprese interessanti piane alluvionali circoscritte da ampie anse fluviali, tipo quelle di Crocella Pacchiana, Pezzapiana e soprattutto Pantano, il cui toponimo descrive ampiamente le caratteristiche del sito, che quando vengono inondate possono essere frequentate a volte dagli appassionati di Birdwatching per la spettacolare concentrazione di uccelli acquatici, tra cui anche anatre selvatiche come la marzaiola e l'alzavola. Inoltre numerosi esemplari di airone cenerino frequentano gli ambienti fluviali dell'Oasi, è facile però vedere pure altri uccelli della famiglia degli Ardeidi: la garzetta e in specialmodo la nitticora; più raro è invece scorgere sulle rive del fiume l'airone bianco maggiore, l'airone rosso, il tarabuso e il tarabusino, che sono avvistabili soprattutto nei periodi di migrazione.

Altri animali che troviamo abitualmente lungo il corso d'acqua sono il martin pescatore, la cui presenza è accertata durante tutti i periodi dell'anno, la gallinella d'acqua, anch'essa presente costantemente nell'Oasi, il tuffetto e il cormorano, che qui è svernante. Lungo il torrente Ienga il cui ultimo tratto prima della confluenza nel Calore è all'interno dell'Oasi di protezione, troviamo ancora il granchio di fiume. I territori dell'Oasi sono anche frequentati da uccelli rapaci come la poiana e il gheppio, ma anche da rapaci notturni: allocco, gufo comune, barbagianni, civetta e in primavera ed estate anche dall'assiolo. Inoltre sono nidificanti il rigogolo, il picchio rosso maggiore, il picchio verde, la rondine. Altri uccelli che è bello osservare nell'Oasi sono il gruccione in estate, la pavoncella d'inverno e durante i periodi di migrazione la gru che in grandi stormi sorvola o si ferma nell'ampia piana alluvionale di Pantano. Interessante è anche la presenza del rampichino, della tortora, del colombaccio, della ghiandaia, dell'upupa.

Servizi e strutture

L'Oasi è attraversata nella parte a valle della città di Benevento da una pista ciclopedonale, realizzata dalla Provincia di Benevento su una ex ferrovia, lunga circa 7 km che consente di godere del paesaggio fluviale e del contesto collinare e montuoso. Dalla pista è possibile imboccare tracciati interpoderali sterrati oppure strade secondarie a bassissimo flusso di traffico che collegano tra loro le contrade circostanti fiancheggiando masserie e antichi abbeveratoi. Inoltre dal centro urbano di Castelpoto partono dei sentieri che raggiungono a valle l'Oasi fluviale nell'area di confluenza del torrente Ienga nel fiume Calore.
Nell'Oasi vi è anche il Parco archeologico di Cellarulo, in prossimità della città di Benevento, che consente delle rilassanti passeggiate nel verde in vicinanza del fiume. In attesa dei lavori di sistemazione idrogeologica con successivo intervento di rinaturazione di un'area nell'ansa del Calore il parco è attualmente chiuso, ma dopo questi interventi ritornerà fruibile con la possibilità di percorrere un sentiero natura attrezzato di bacheche con pannelli illustrativi sulla flora e fauna che porterà i visitatori vicino al fiume.
La sezione locale della Lipu inoltre ha intenzione di creare un centro visite in un'ex casello ferroviario che ha avuto in gestione dalla Provincia di Benevento lungo la pista ciclopedonale che attraversa l'Oasi, per raggiungere questo scopo gli attivisti della sezione di Benevento si stanno molto adoperando.

Da visitare in zona

Il territorio dell'Oasi non conserva solo valori naturalistici e paesaggistici di rilievo, ma anche testimonianze storico-archeologiche importanti. Vi troviamo, infatti, al suo interno i resti di tre ponti di epoca romana che permettevano ad alcune strade, tra cui la consolare Via Latina, di accedere all'antica Beneventum, importante città a metà strada tra Roma e la costa adriatica, in direzione sud, da dove partivano le navi per la parte orientale dell'Impero, e, in contrada Cellarulo, un intero quartiere artigianale di periodo repubblicano e imperiale romano. In più su Monte S. Angelo, una collina coperta soprattutto da querce a ridosso del fiume Calore, anch'essa rientrante nei confini dell'Oasi, si trovano i resti di una chiesetta longobarda del VII-VIII sec. d.C., probabilmente dedicata al S. Michele Arcangelo, il santo con la spada a cui i Longobardi erano particolarmente devoti e nel quale avevano trasferito le caratteristiche del dio-guerriero Wotan (Odino), adorato presso i popoli di stirpe germanica.
Inoltre, considerando la vicinanza della città all'Oasi, si suggerisce una visita al centro storico di Benevento ricco di testimonianze della sua gloriosa storia. Tra queste spiccano l'Arco di Traiano e il Teatro di epoca romana, la Chiesa di S. Sofia (patrimonio UNESCO) di origine longobarda con lo splendido Chiostro del XII secolo dove ha sede il Museo del Sannio, la facciata romanica del Duomo con le coeve porte di bronzo, l'Hortus Conclusus dalle suggestive sculture di Mimmo Paladino artista di fama internazionale esponente della corrente artistica della Transavanguardia.
Altro centro storico di rilievo, affascinate per la sua atmosfera di paese fantasma, è quello di Castelpoto, gastaldato longobardo nell'Alto Medioevo, dal quale si gode un'eccezionale vista sulla valle del fiume Calore e quindi su buona parte dell'Oasi.

Lunedì, 07 Ottobre 2013 17:27

Parco Naturale di Pantanello

FESTA DELLE OASI - Domenica 5 maggio
Ore 9,15: Accoglienza dei partecipanti
Ore 9,30-10,30: Facciamo birdwatching?
Ore 10,30-12,30: passeggiata nel parco di Pantanello con la Lipu di Latina
Ore 10,30-11,30: tracce e orme nel parco Laboratorio per bambini
Ore 11,30-12,30: Disegnare un amico alato. Laboratorio per bambini
Evento e laboratori con prenotazione obbligatoria: T. 327 386 01 29 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. – Contributo attività: gratuito (Soci Lipu); 6 euro (non soci)
In caso di maltempo la festa è rinviata a domenica 12 maggio.
Località L’Oasi è situata nel territorio comunale di Cisterna di Latina (LT), all’interno del Monumento Naturale Giardino di Ninfa.
Parco Naturale di Pantanello
Doganella di Ninfa – Via Ninfina,66
Cisterna di Latina (LT)
Come arrivare Da Roma: prendere la Strada Regionale Pontina (SR148) direzione Latina uscire a Borgo Sabotino / Lido di Latina proseguire direzione Cisterna. Superare la prima rotonda. Alla seconda rotonda, sempre dritto seguendo le indicazioni per la Via Appia (SS7) incrociare la Via Appia e proseguire dritto seguendo le indicazioni per Ninfa, Norma, Bassiano, sempre dritto, superare la rotonda di Doganella di Ninfa e seguire le indicazioni per Ninfa. Dopo circa 3 km sul lato destro c'è l'ingresso e il parcheggio del Parco Naturale Pantanello.
Da Napoli: tramite l'autostrada A1, uscire a Frosinone seguire le indicazioni per Latina (SR156 - Via dei Monti Lepini) proseguire dritto fino ad incrociare la Via Appia (SS7). Svoltare a destra direzione Roma proseguire dritto per 18 km circa, superando due incroci con semaforo ed una rotonda al km 57,600 svoltare a destra seguendo le indicazioni per Ninfa, Norma, Bassiano sempre dritto, superare la rotonda di Doganella di Ninfa e seguire le indicazioni per Ninfa. Dopo circa 3 km sul lato destro c'è l'ingresso e il parcheggio del Parco Naturale Pantanello.
Superficie 100 ettari
email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Telefono/Fax 0773 484993

Il Parco di Pantanello è il risultato di un complesso e articolato intervento di ingegneria naturalistica che ha consentito di convertire una azienda agricola (in attività fino al 1995),  in una zona umida di notevole valenza ambientale e conservazionistica.

Habitat ed emergenze naturalistiche

Il Parco naturale di Pantanello è situato all’interno del Monumento Naturale “Giardino di Ninfa”, istituito dalla Regione Lazio nel 2000 ed ha una superficie di circa 100 ettari. Il Monumento Naturale ricade interamente nel comune di Cisterna di Latina (LT). Le aree umide, che coprono circa 12 ettari di superficie, sono costituite da stagni, acquitrini e ambienti paludosi, prati umidi e piccoli corsi d’acqua corrente, sono caratterizzate da differenti valori ecologici. I cinque stagni hanno una profondità che varia dai 0.20 ai 1.20 metri ed occupato complessivamente 11 ettari; tre nuclei boschivi, radure e incolti completano il mosaico ambientale dell’area. Sono oltre 100 le specie ornitiche censite tra le quali la rara moretta tabaccata, l’airone rosso, il biancone e il falco di palude.

Servizi e strutture

L'Oasi Lipu Pantanello è fornita di Centro visite con sala proiezioni, un sentiero natura con pannelli didattici ed alcuni capanni per l’osservazione degli uccelli accessibili anche ai portatori di handicap. Nel corso dell'anno si organizzano diversi eventi: liberazione di rapaci, campi di studio e lavoro, uscite notturne per ascoltare i canti degli uccelli.

Invito alla visita

L'Oasi è aperta al pubblico da ottobre a marzo tutte le domeniche con visita guidata alle ore 10. È comunque possibile visitare l’Oasi tutti i giorni previa prenotazione contattando la Lipu di Latina all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . Le visite scolastiche si effettuano da ottobre a maggio sempre su prenotazione.

Da visitare in zona

Il giardino di Ninfa e l’abbazia di Valvisciolo con il bellissimo chiostro meritano più che una semplice visita, così come il centro storico e il Castello Caetani di Sermoneta. A circa 25 chilometri di distanza l’Abbazia cistercense di Fossanova e l’omonimo borgo medioevale con la Casa di San Tommaso d’Aquino completano un incredibile itinerario storico-religioso.

Località Località Case Doglioni, 14016 Tigliole d'Asti(AT)
Apertura al pubblico Il Centro è visitabile su prenotazione tutti i giorni, dalle 15,00 alle 18,00. Liberamente sabato e domenica, stesso orario, da giugno a settembre. I volontari Lipu possono fornire ulteriori informazioni e indicazioni contattando il Centro.
Come arrivare Il Centro Recupero Lipu è a 15 km. dalla città di Asti, in direzione Torino. E' raggungibile con auto privata o mezzi pubblici. In particolare le stazioni ferroviarie di San Damiano e Baldicheri distano 2 km. dal Centro.
Superficie 9 ettari
sito web www.lipuat.com
email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Telefono/Fax 338.9320815 – 347.2425611
Responsabile Guido Giovara

Il Centro Recupero Fauna Selvatica Lipu di Tigliole d'Asti è collocato su un'ampia area collinare a 15 km. da Asti. Il Centro è il punto di riferimento, dal 1997, per tutta l'attività di soccorso e riabilitazione della fauna selvatica proveniente dalla città di Asti e provincia, oltrechè dal territorio della provincia di Alessandria e dalle aree centrali e sud occidentali del Piemonte. E' ufficialmente riconosciuto dalle Province di Asti ed Alessandria, oltrechè dalla Regione Piemonte, quale Centro di eccellenza.

Servizi e strutture

Il Centro è attrezzato con voliere di varia tipologia, di appositi tunnel per la riabilitazione al volo, un comparto per il primo soccorso infermieristico e una zona destinata al pubblico e dotata di pannelli didattici e materiale informativo.
Il costante incremento di attività è testimoniato dal numero elevatissimo di animali curati ogni anno. Sono circa 500-600 gli animali ricoverati, tra uccelli rapaci (falchi, poiane, aquile, gufi, allocchi, civette), altri uccelli e altri vertebrati (volpi, tassi, ricci, pipistrelli, ecc.). All'azione diretta va aggiunto il grande lavoro di conservazione indiretta svolta dal Centro Lipu di Tigliole d'Asti, come ad esempio le indicazioni e le consulenze fornite in materia di soccorso agli animali feriti e le indispensabili nozioni di educazione ambientale.
Da segnalare la ultradecennale attività di catture a scopo scientifico che viene annualmente svolta in alcune specifiche aree all'interno del Centro, da cui è derivato il titolo di “Osservatorio Ornitologico” attribuito alla struttura dalla ProvIncia di Asti nel 2010.
Da ricordare infine lo svolgimento della tradizionale “Festa d'Estate” che si tiene ogni anno a metà luglio.

Giovedì, 26 Settembre 2013 19:17

Centro Recupero Rapaci del Mugello (Fi)

 

Località C.R.F.S. VICCHIO DI MUGELLO Vicchio di Mugello (FI), Via Ponte a Vicchio, 48
Apertura al pubblico Il Centro è aperto ai visitatori nei giorni festivi, quando possibile, solo su appuntamento telefonico o via email. Per le scolaresche sono invece possibili le visite anche nei giorni feriali.
Come arrivare Dalla A1, al casello di Incisa (AR), proseguire per Pontassieve, poi per Dicomano, Vicchio e a sinistra per Ponte a Vicchio.
 Da Firenze, prendere Via Faentina direzione Borgo S. Lorenzo e girare a destra per Sagginale fino a Ponte a Vicchio, oppure via Bolognese direz. Cardetole- Sagginale o ancora, uscire dalla A1 a Barberino Mugello, poi S.Piero e Cardetole.
 Da Ponte a Vicchio costeggiare la riva destra della Sieve in direzione Dicomano per circa 500 metri e arrivare ad un cartello della fermata "Scuolabus", dove si volta a destra in una strada bianca che porta al cancello del Centro.
Facebook facebook.com/centrorapaci.lipumugello
Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Telefono/Fax 3478781971
Responsabile Paola Beati

Prima della creazione del Centro Recupero Rapaci del Mugello gli attivisti Lipu toscani si vedevano costretti a trasferire gli animali feriti al centro recupero più vicino, con non pochi fastidi per gli animali e per il dispendio di energie e tempo dei volontari.

Negli anni '90 sono state costruite le prime grandi voliere di recupero e riabilitazione che, con l'arrivo dei primi "pazienti", hanno portato anche la collaborazione di veterinari e nuovi volontari. Oggi il Centro Recupero del Mugello può ospitare ogni anno un numero variabile fra i 250-300 rapaci, senza contare il grande numero di nidiacei che giungono in primavera ed estate, gli uccelli posti sotto sequestro e gli altri animali in difficoltà.

Servizi e strutture

Il Centro si estende su un appezzamento di terra di circa un ettaro. Le voliere che ospitano rapaci ed altri uccelli di medie e grandi dimensioni sono al momento una decina, senza contare quelle che ospitano l'avifauna minore. Inoltre è presente un'ampia struttura prefabbricata che ospita numerosi box e gabbie per accogliere, nelle prime fasi di recupero, gli animali feriti e i nidiacei da svezzare, oltre che contenere la dispensa e le attrezzature. In caso del ritrovamento di un animale in difficoltà rivolgersi al numero telefonico Tel.3478781971.

Da visitare in zona

La zona del Mugello offre molte possibilità di attrattiva turistica, sia per il verde paesaggio che per le ricchezze culturali e non ultime la cucina locale.

Giovedì, 26 Settembre 2013 18:36

Centro Recupero Fauna Selvatica Trento

 

Località

C.R.F.S. Trento.
Via al Bosco della Città, 10 - 38123 San Rocco, Trento

Apertura al pubblico Il Centro Recupero dispone di un’area didattica con 3 voliere che ospitano uccelli non recuperabili alla vita selvatica. Aperto al Sabato e Domenica, con orario 9.00-12.00 e 14.00-17.00, gli altri giorni solo su prenotazione.
Come arrivare Autostrada uscita TRENTO CENTRO. Tangenziale in direzione VERONA-VICENZA. Dopo circa 3 km uscita VICENZA-ALTOPIANO DELLA VIGOLANA. Alle rotonde successive seguire sempre la direzione VICENZA. Dopo circa 4 km arrivo in località SAN ROCCO. Proseguire (senza svoltare) per circa 200m fino all'indicazione sulla destra CENTRO RECUPERO AVIFAUNA SELVATICA. Svoltare a destra e proseguire fino al parcheggio. Alla stanga proseguire a piedi per 150 metri seguendo le indicazioni.
Superficie 4.500 mq
sito web www.crfs-trento.it
email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Telefono/Fax 0461/931481 cell. 3402491886 / 3402424237
Responsabile Sergio Merz

Il Centro Recupero Fauna Selvatica di Trento è stato istituito nel 2004 dalla Provincia Autonoma di Trento ed affidato alla gestione della Lipu. Ogni anno vengono ricoverate e curate diverse centinaia di uccelli selvatici in difficoltà.

Servizi e strutture

Il Centro è composto da 7 ampie voliere, 2 tunnel di volo, una sala degenza, una sala specifica per l’alimentazione dei nidiacei e un’area didattica.

Da visitare in zona

Il Parco “Bosco della città”, adiacente al Centro Recupero, il centro storico di Trento, il Museo Tridentino di Scienze Naturali.

 

Località C.R.F.S. CASACALENDA C.da Faidazzo, 9 - Casacalenda (CB)
Apertura al pubblico E' possibile visitare il Centro solo tramite visita guidata e quindi dietro specifica prenotazione. Gruppi e scolaresche possono effettuare visite tutti i giorni ma anch'essi solo su prenotazione.
Come arrivare Dalla A14 uscire a Termoli in direzione di Campobasso (SS 647); dopo Larino si troveranno le indicazioni per Casacalenda. Da Roma e da Napoli indicazioni per Campobasso e poi Termoli (SS.647); prima però si troveranno le indicazioni per Casacalenda. Una volta arrivati nel centro abitato proseguire in direzione di Bonefro: il Centro Recupero è ubicato verso la fine del centro abitato, prima del passaggio a livello. Per Casacalenda partono treni diretti da Roma Termini e da Termoli. La stazione si trova nel centro abitato.
sito web www.lipumolise.altervista.org
email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Telefono/Fax 0874/84.20.90 347/98.02.245.
Responsabile Angela Damiano

 

Il Centro Recupero Fauna Selvatica di Cascalenda è l'unico ospedale per fauna selvatica del Molise, gestito grazie ad una Convenzione con la Provincia di Campobasso, il Centro e ricovera annualmente circa 300 animali feriti o in difficoltà. E' l'unica struttura del genere nata in una Casa cantoniera ANAS.

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