Lipu Onlus, natura, uccellie animali selvatici in Italia
Oasi e Centri recupero

Oasi e Centri recupero (45)

Mercoledì, 23 Aprile 2014 11:53

Oasi Lipu Garzaia di Pederobba

Località In prossimità del Fiume Piave, l’Oasi ricade nel territorio comunale di Pederobba appena dopo il paese, in direzione Feltre.
Apertura al pubblico La visita è consigliata nei mesi primaverili ed estivi, durante i quali si può assistere alla nidificazione degli Aironi e osservare le specie in migrazione, che spesso vi fanno sosta per alimentarsi prima di sorvolare le Alpi. L’accesso al sentiero è libero e aperto tutto l’anno, restando sul sentiero segnalato. E' invece (sempre) vietato entrare nell’area di nidificazione, per motivi di conservazione. Il sentiero è comunque studiato per la fruizione naturalistica in tutti i suoi aspetti. Il Centro visite e CEA apre su prenotazione per visite guidate di scolaresche e gruppi. Al Centro visite è sempre disponibile un dispenser contenente un pieghevole sull’Oasi e sul percorso.
Come arrivare Per raggiungere il Centro visite - CEA, punto di partenza delle visite, prendere da Treviso la SR 348 Feltrina direzione Feltre. Da Padova, prendere la SR308 fino Castelfranco; poi, sulla SP 667 fino a Cornuda ci si innesta sulla SR 348 Feltrina in direzione Feltre. Arrivati a Pederobba, sempre sulla SR 348, uscire sulla destra, indicazione Stazione Ferroviaria –Lipu Centro visite. Da Feltre sempre sulla SR 348 per Treviso. Coordinate 45°52’38.02” N 11°57’53.74” E.
Superficie ZPS 163 ha – Superficie Oasi Lipu 6 ha
Sito Web www.lipupedemontanatrevigiana.it
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Telefono 339.4683136
Responsabile Giancarlo Silveri

L’Oasi Lipu Garzaia di Pederobba si trova all’interno del sito di rete Natura 2000 classificato come ZPS IT3240034: La Garzaia di Pederobba e SIC IT3230088: Fiume Piave dai Maserot alle Grave di Pederobba. Ricade in una zona di grande valore naturalistico tra le provincie di Treviso (nei territori comunali di Pederobba, Valdobbiadene e Segusino) e di Belluno (nel comune di Fener), dove il Piave si immette nell’area pedemontana.

L’alveo del fiume in questo tratto è caratterizzato da ampie distese di ghiaia, da boschi ripariali dominati da pioppi e salici, con sottobosco rado costituito da Amorfa Amorpha fruticosa e Buddleia Buddleja davidii, e da terrazzamenti ricoperti da vegetazione erbacea, tipica delle zone a “magredo”.

L’area è circondata da due corsi d’acqua: il fiume Piave, a carattere torrentizio e le risorgive delle fontane di S.Giacomo, a scorrimento lento. L’intero ambito si estende su una superficie di 163 ettari, in questo contesto l’Oasi Lipu occupa la parte centrale il bosco di 6 ettari dove nidificano gli aironi (garzaia). I nidi sono posti su alberi maturi di pioppo ad altezze variabili tra i 4-5 ed i 10-15 metri di altezza.

Sostieni questo paradiso di biodiversità, aiuta le Oasi LipuCon una donazione puoi permettere ad Oasi e Riserve di sopravvivere e agli animali di rimanere liberi e protetti nei loro preziosi habitat naturali.

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Habitat e specie

Gli ambienti possono dividersi in 4 tipologie: biotopo di risorgiva, biotopo ripariale, biotopo di greto e biotopo saliceto-pioppeto-arbusteto. Oltre all’area dell’Oasi, si evidenziano alcune zone limitrofe di elevato interesse, oggetto delle visite guidate che i volontari Lipu effettuano tutto l’anno: il magnifico anfiteatro naturale delle prealpi Trevigiane, le pareti del Monfenera ( Massiccio del Monte Grappa) dove possiamo ammirare il Falco pellegrino e, nei mesi invernali, un folto gruppo di Corvi imperiali. A volte fa la sua comparsa l’Aquila reale.

Alle Fontane di S.Giacomo, dove nidificano il Merlo acquaiolo la Gallinella d’acqua, si può osservare il Martin pescatore, il Piro piro piccolo e talvolta il Pendolino.

Passando sul greto della Piave (da sempre qui chiamato al femminile), si può osservare il raro Smergo maggiore, diverse specie di Aironi, soprattutto quelli che nidificano all’interno della Garzaia : l’Airone cenerino, la Garzetta, la Nitticora, il Tarabusino e, sebbene non nidificanti, l’Airone bianco maggiore nel periodo invernale e l’Airone rosso in dispersione estiva.

Presenti anche alcuni limicoli come il Piro piro piccolo, il Piro piro boschereccio, il Corriere piccolo.

Sulle pareti sabbiose ha nidificato in passato una piccola colonia di Gruccioni. Sono presenti inoltre il Falco pecchiaiolo, la Poiana, lo Sparviero e, durante le migrazioni, anche il Falco pescatore, il Falco cuculo, la Cicogna Bianca e la Cicogna nera. In totale, alla fine del 2013,  sono 121 le specie di uccelli che i volontari Lipu hanno censito. La varietà degli habitat ha favorito anche la presenza dei mammiferi quali Volpe, Tasso, Faina, Scoiattolo, Capriolo e qualche Cervo, osservabili soprattutto nelle ore crepuscolari.

Servizi e strutture

La visita inizia dal Centro Visite e CEA (Centro Educazione Ambientale) dell’Oasi, denominato “La Città degli Aironi” e dedicato alla memoria di un attivista Lipu, Lorenzo Orsato. E’ situato nello stabile dell’ex stazione ferroviaria, ristrutturata con all’interno sala video, sala diorami, biblioteca, un’area museale ed un mostra fotografica permanente sulle 2 aree IBA – Important Bird Areas - denominate Garzaia di Pederobba e Monte Grappa, sala riunioni e servizi. All’esterno un giardino didattico con stagno, un ampio parcheggio da dove parte il sentiero naturalistico ad anello lungo 6 km dotato di numerosi pannelli didattici, che porta all’Oasi Lipu Garzaia di Pederobba, nelle vicinanza della quale si trovano 2 punti sosta ( pic nic ) da dove si gode un’ampia panoramica sull’area.

Nelle vicinanze

Sempre da Pederobba parte una strada che porta sul versante sud del Monte Grappa (ZPS), stupenda montagna ricca di biodiversità che è anche un balcone sulla pianura veneta con orizzonti oltre la Laguna di Venezia ed il Golfo di Trieste. Come per la Piave, anche il Monte Grappa è una testimonianza importante della prima guerra mondiale. Altra nota interessante è Asolo, tra i più bei centri storici d’Italia ed i suoi Colli. Dove la Lipu svolge il campo sulle migrazioni dei rapaci ad agosto.

Mercoledì, 09 Ottobre 2013 09:38

Oasi Zone Umide Beneventane

Località L'Oasi si sviluppa nella media valle del fiume Calore irpino-sannita: a monte, a valle e nel centro abitato di Benevento. A parte le piane fluviali in prossimità della città il contesto è costituito da colline, non sempre dai declivi dolci, comprese tra i massicci montuosi del Taburno-Camposauro, del Partenio e del Matese.
Apertura al pubblico L'Oasi delle “Zone Umide Beneventane” è accessibile da più punti, ma per essere introdotti nell'ambiente fluviale con la specificazione delle sue caratteristiche floro-faunistiche, oltre che paesaggistiche e geomorfologiche, percorrendo alcuni sentieri è possibile usufruire dell'accompagnamento degli attivisti della Lipu di Benevento telefonando al 338 2036978.
Come arrivare Dall'autostrada A1 Milano-Napoli uscire a Caianello e proseguire per Benevento percorrendo la SS 372 Strada Statale Telesina, quindi uscire a “Benevento ovest” (prima uscita di Benevento provenendo da quella direzione, denominata anche “Stazione”) e arrivati alle porte del centro urbano seguire le indicazioni “pista ciclopedonale Paesaggi Sanniti”.
Dall'Autostrada A16 Napoli-Canosa-Bari uscita “Benevento”, poi raggiungere la città percorrendo il raccordo autostradale A16-A1, quindi imboccare l'uscita “Pietrelcina” (la terza di Benevento provenendo dalla A16, che in pratica sarebbe l'uscita di “Benevento ovest”), subito dopo però non proseguire per il paese di padre Pio, ma girare a sinistra verso la Stazione; arrivati alla rotonda dove è ubicata la statua del santo pietrelcinese, seguire le frecce “pista ciclopedonale Paesaggi Sanniti”.
Dalla SS 7 Strada Statale Appia, provenendo da Caserta, arrivati in prossimità di Benevento imboccare la Tangenziale Ovest (appena entrati a Benevento – Rione Libertà prendere la rampa a sinistra) e seguire le indicazioni “Stazione” prima e “pista ciclopedonale Paesaggi Sanniti” poi.
Superficie 753,72 ettari
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sito lipubenevento.wordpress.com
Responsabile Marcello Stefanucci
Telefono/Fax 338 2036978

Un po' di storia e curiosità

Il fiume Calore (da non confondere con l'omonimo corso d'acqua che scorre in provincia di Salerno) per le sue peculiarità naturalistiche, geomorfologiche e paesaggistiche ha suscitato le attenzioni della sezione Lipu di Benevento sin dall'aprile del 2002. Numerosi interventi sulla stampa, pubblicazioni, escursioni ed eventi organizzati nella zona, convegni, oltre ad incontri con assessori, funzionari e tecnici della Provincia di Benevento, hanno portato dopo quasi 6 anni, nel febbraio del 2008, alla istituzione di un'Oasi di protezione di 853,72 ettari, denominata “Zone Umide Beneventane”; ci sono voluti poi altri 5 anni perché la Lipu ne ottenesse la gestione

Habitat ed emergenze naturalistiche

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L'Oasi si sviluppa lungo circa 15 km del fiume Calore a monte, a valle e nel centro abitato di Benevento e all'interno dei suoi confini vi sono tre interessanti boschi igrofili, di cui quello di Pantano-Serretelle è ampio circa 22 ettari, insieme ad ambienti limosi e ghiaiosi come quello dell'ansa di Pezzapiana-Ponticelli, che attirano gli uccelli limicoli come il piro piro piccolo e il corriere piccolo. Inoltre vi sono comprese interessanti piane alluvionali circoscritte da ampie anse fluviali, tipo quelle di Crocella Pacchiana, Pezzapiana e soprattutto Pantano, il cui toponimo descrive ampiamente le caratteristiche del sito, che quando vengono inondate possono essere frequentate a volte dagli appassionati di Birdwatching per la spettacolare concentrazione di uccelli acquatici, tra cui anche anatre selvatiche come la marzaiola e l'alzavola. Inoltre numerosi esemplari di airone cenerino frequentano gli ambienti fluviali dell'Oasi, è facile però vedere pure altri uccelli della famiglia degli Ardeidi: la garzetta e in specialmodo la nitticora; più raro è invece scorgere sulle rive del fiume l'airone bianco maggiore, l'airone rosso, il tarabuso e il tarabusino, che sono avvistabili soprattutto nei periodi di migrazione.

Altri animali che troviamo abitualmente lungo il corso d'acqua sono il martin pescatore, la cui presenza è accertata durante tutti i periodi dell'anno, la gallinella d'acqua, anch'essa presente costantemente nell'Oasi, il tuffetto e il cormorano, che qui è svernante. Lungo il torrente Ienga il cui ultimo tratto prima della confluenza nel Calore è all'interno dell'Oasi di protezione, troviamo ancora il granchio di fiume. I territori dell'Oasi sono anche frequentati da uccelli rapaci come la poiana e il gheppio, ma anche da rapaci notturni: allocco, gufo comune, barbagianni, civetta e in primavera ed estate anche dall'assiolo. Inoltre sono nidificanti il rigogolo, il picchio rosso maggiore, il picchio verde, la rondine. Altri uccelli che è bello osservare nell'Oasi sono il gruccione in estate, la pavoncella d'inverno e durante i periodi di migrazione la gru che in grandi stormi sorvola o si ferma nell'ampia piana alluvionale di Pantano. Interessante è anche la presenza del rampichino, della tortora, del colombaccio, della ghiandaia, dell'upupa.

Servizi e strutture

L'Oasi è attraversata nella parte a valle della città di Benevento da una pista ciclopedonale, realizzata dalla Provincia di Benevento su una ex ferrovia, lunga circa 7 km che consente di godere del paesaggio fluviale e del contesto collinare e montuoso. Dalla pista è possibile imboccare tracciati interpoderali sterrati oppure strade secondarie a bassissimo flusso di traffico che collegano tra loro le contrade circostanti fiancheggiando masserie e antichi abbeveratoi. Inoltre dal centro urbano di Castelpoto partono dei sentieri che raggiungono a valle l'Oasi fluviale nell'area di confluenza del torrente Ienga nel fiume Calore.
Nell'Oasi vi è anche il Parco archeologico di Cellarulo, in prossimità della città di Benevento, che consente delle rilassanti passeggiate nel verde in vicinanza del fiume. In attesa dei lavori di sistemazione idrogeologica con successivo intervento di rinaturazione di un'area nell'ansa del Calore il parco è attualmente chiuso, ma dopo questi interventi ritornerà fruibile con la possibilità di percorrere un sentiero natura attrezzato di bacheche con pannelli illustrativi sulla flora e fauna che porterà i visitatori vicino al fiume.
La sezione locale della Lipu inoltre ha intenzione di creare un centro visite in un'ex casello ferroviario che ha avuto in gestione dalla Provincia di Benevento lungo la pista ciclopedonale che attraversa l'Oasi, per raggiungere questo scopo gli attivisti della sezione di Benevento si stanno molto adoperando.

Da visitare in zona

Il territorio dell'Oasi non conserva solo valori naturalistici e paesaggistici di rilievo, ma anche testimonianze storico-archeologiche importanti. Vi troviamo, infatti, al suo interno i resti di tre ponti di epoca romana che permettevano ad alcune strade, tra cui la consolare Via Latina, di accedere all'antica Beneventum, importante città a metà strada tra Roma e la costa adriatica, in direzione sud, da dove partivano le navi per la parte orientale dell'Impero, e, in contrada Cellarulo, un intero quartiere artigianale di periodo repubblicano e imperiale romano. In più su Monte S. Angelo, una collina coperta soprattutto da querce a ridosso del fiume Calore, anch'essa rientrante nei confini dell'Oasi, si trovano i resti di una chiesetta longobarda del VII-VIII sec. d.C., probabilmente dedicata al S. Michele Arcangelo, il santo con la spada a cui i Longobardi erano particolarmente devoti e nel quale avevano trasferito le caratteristiche del dio-guerriero Wotan (Odino), adorato presso i popoli di stirpe germanica.
Inoltre, considerando la vicinanza della città all'Oasi, si suggerisce una visita al centro storico di Benevento ricco di testimonianze della sua gloriosa storia. Tra queste spiccano l'Arco di Traiano e il Teatro di epoca romana, la Chiesa di S. Sofia (patrimonio UNESCO) di origine longobarda con lo splendido Chiostro del XII secolo dove ha sede il Museo del Sannio, la facciata romanica del Duomo con le coeve porte di bronzo, l'Hortus Conclusus dalle suggestive sculture di Mimmo Paladino artista di fama internazionale esponente della corrente artistica della Transavanguardia.
Altro centro storico di rilievo, affascinate per la sua atmosfera di paese fantasma, è quello di Castelpoto, gastaldato longobardo nell'Alto Medioevo, dal quale si gode un'eccezionale vista sulla valle del fiume Calore e quindi su buona parte dell'Oasi.

Lunedì, 07 Ottobre 2013 17:27

Parco Naturale di Pantanello

 

Località L’Oasi è situata nel territorio comunale di Cisterna di Latina (LT), all’interno del Monumento Naturale Giardino di Ninfa.
Parco Naturale di Pantanello
Doganella di Ninfa – Via Ninfina,66
Cisterna di Latina (LT)
Come arrivare Da Roma: prendere la Strada Regionale Pontina (SR148) direzione Latina uscire a Borgo Sabotino / Lido di Latina proseguire direzione Cisterna. Superare la prima rotonda. Alla seconda rotonda, sempre dritto seguendo le indicazioni per la Via Appia (SS7) incrociare la Via Appia e proseguire dritto seguendo le indicazioni per Ninfa, Norma, Bassiano, sempre dritto, superare la rotonda di Doganella di Ninfa e seguire le indicazioni per Ninfa. Dopo circa 3 km sul lato destro c'è l'ingresso e il parcheggio del Parco Naturale Pantanello.
Da Napoli: tramite l'autostrada A1, uscire a Frosinone seguire le indicazioni per Latina (SR156 - Via dei Monti Lepini) proseguire dritto fino ad incrociare la Via Appia (SS7). Svoltare a destra direzione Roma proseguire dritto per 18 km circa, superando due incroci con semaforo ed una rotonda al km 57,600 svoltare a destra seguendo le indicazioni per Ninfa, Norma, Bassiano sempre dritto, superare la rotonda di Doganella di Ninfa e seguire le indicazioni per Ninfa. Dopo circa 3 km sul lato destro c'è l'ingresso e il parcheggio del Parco Naturale Pantanello.
Superficie 100 ettari
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Telefono/Fax 0773 484993

Il Parco di Pantanello è il risultato di un complesso e articolato intervento di ingegneria naturalistica che ha consentito di convertire una azienda agricola (in attività fino al 1995),  in una zona umida di notevole valenza ambientale e conservazionistica.

Habitat ed emergenze naturalistiche

Il Parco naturale di Pantanello è situato all’interno del Monumento Naturale “Giardino di Ninfa”, istituito dalla Regione Lazio nel 2000 ed ha una superficie di circa 100 ettari. Il Monumento Naturale ricade interamente nel comune di Cisterna di Latina (LT). Le aree umide, che coprono circa 12 ettari di superficie, sono costituite da stagni, acquitrini e ambienti paludosi, prati umidi e piccoli corsi d’acqua corrente, sono caratterizzate da differenti valori ecologici. I cinque stagni hanno una profondità che varia dai 0.20 ai 1.20 metri ed occupato complessivamente 11 ettari; tre nuclei boschivi, radure e incolti completano il mosaico ambientale dell’area. Sono oltre 100 le specie ornitiche censite tra le quali la rara moretta tabaccata, l’airone rosso, il biancone e il falco di palude.

Servizi e strutture

L'Oasi Lipu Pantanello è fornita di Centro visite con sala proiezioni, un sentiero natura con pannelli didattici ed alcuni capanni per l’osservazione degli uccelli accessibili anche ai portatori di handicap. Nel corso dell'anno si organizzano diversi eventi: liberazione di rapaci, campi di studio e lavoro, uscite notturne per ascoltare i canti degli uccelli.

Invito alla visita

L'Oasi è aperta al pubblico da ottobre a marzo tutte le domeniche con visita guidata alle ore 10. È comunque possibile visitare l’Oasi tutti i giorni previa prenotazione contattando la Lipu di Latina all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . Le visite scolastiche si effettuano da ottobre a maggio sempre su prenotazione.

Da visitare in zona

Il giardino di Ninfa e l’abbazia di Valvisciolo con il bellissimo chiostro meritano più che una semplice visita, così come il centro storico e il Castello Caetani di Sermoneta. A circa 25 chilometri di distanza l’Abbazia cistercense di Fossanova e l’omonimo borgo medioevale con la Casa di San Tommaso d’Aquino completano un incredibile itinerario storico-religioso.

Località Località Case Doglioni, 14016 Tigliole d'Asti(AT)
Apertura al pubblico Il Centro è visitabile su prenotazione tutti i giorni, dalle 15,00 alle 18,00. Liberamente sabato e domenica, stesso orario, da giugno a settembre. I volontari Lipu possono fornire ulteriori informazioni e indicazioni contattando il Centro.
Come arrivare Il Centro Recupero Lipu è a 15 km. dalla città di Asti, in direzione Torino. E' raggungibile con auto privata o mezzi pubblici. In particolare le stazioni ferroviarie di San Damiano e Baldicheri distano 2 km. dal Centro.
Superficie 9 ettari
sito web www.lipuat.com
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Telefono/Fax 338.9320815 – 347.2425611
Responsabile Guido Giovara

Il Centro Recupero Fauna Selvatica Lipu di Tigliole d'Asti è collocato su un'ampia area collinare a 15 km. da Asti. Il Centro è il punto di riferimento, dal 1997, per tutta l'attività di soccorso e riabilitazione della fauna selvatica proveniente dalla città di Asti e provincia, oltrechè dal territorio della provincia di Alessandria e dalle aree centrali e sud occidentali del Piemonte. E' ufficialmente riconosciuto dalle Province di Asti ed Alessandria, oltrechè dalla Regione Piemonte, quale Centro di eccellenza.

Servizi e strutture

Il Centro è attrezzato con voliere di varia tipologia, di appositi tunnel per la riabilitazione al volo, un comparto per il primo soccorso infermieristico e una zona destinata al pubblico e dotata di pannelli didattici e materiale informativo.
Il costante incremento di attività è testimoniato dal numero elevatissimo di animali curati ogni anno. Sono circa 500-600 gli animali ricoverati, tra uccelli rapaci (falchi, poiane, aquile, gufi, allocchi, civette), altri uccelli e altri vertebrati (volpi, tassi, ricci, pipistrelli, ecc.). All'azione diretta va aggiunto il grande lavoro di conservazione indiretta svolta dal Centro Lipu di Tigliole d'Asti, come ad esempio le indicazioni e le consulenze fornite in materia di soccorso agli animali feriti e le indispensabili nozioni di educazione ambientale.
Da segnalare la ultradecennale attività di catture a scopo scientifico che viene annualmente svolta in alcune specifiche aree all'interno del Centro, da cui è derivato il titolo di “Osservatorio Ornitologico” attribuito alla struttura dalla ProvIncia di Asti nel 2010.
Da ricordare infine lo svolgimento della tradizionale “Festa d'Estate” che si tiene ogni anno a metà luglio.

Giovedì, 26 Settembre 2013 19:17

Centro Recupero Rapaci del Mugello (Fi)

 

Località C.R.F.S. VICCHIO DI MUGELLO Vicchio di Mugello (FI), Via Ponte a Vicchio, 48
Apertura al pubblico Il Centro è aperto ai visitatori nei giorni festivi, quando possibile, solo su appuntamento telefonico o via email. Per le scolaresche sono invece possibili le visite anche nei giorni feriali.
Come arrivare Dalla A1, al casello di Incisa (AR), proseguire per Pontassieve, poi per Dicomano, Vicchio e a sinistra per Ponte a Vicchio.
 Da Firenze, prendere Via Faentina direzione Borgo S. Lorenzo e girare a destra per Sagginale fino a Ponte a Vicchio, oppure via Bolognese direz. Cardetole- Sagginale o ancora, uscire dalla A1 a Barberino Mugello, poi S.Piero e Cardetole.
 Da Ponte a Vicchio costeggiare la riva destra della Sieve in direzione Dicomano per circa 500 metri e arrivare ad un cartello della fermata "Scuolabus", dove si volta a destra in una strada bianca che porta al cancello del Centro.
Facebook facebook.com/centrorapaci.lipumugello
Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Telefono/Fax 3478781971
Responsabile Paola Beati

Prima della creazione del Centro Recupero Rapaci del Mugello gli attivisti Lipu toscani si vedevano costretti a trasferire gli animali feriti al centro recupero più vicino, con non pochi fastidi per gli animali e per il dispendio di energie e tempo dei volontari.

Negli anni '90 sono state costruite le prime grandi voliere di recupero e riabilitazione che, con l'arrivo dei primi "pazienti", hanno portato anche la collaborazione di veterinari e nuovi volontari. Oggi il Centro Recupero del Mugello può ospitare ogni anno un numero variabile fra i 250-300 rapaci, senza contare il grande numero di nidiacei che giungono in primavera ed estate, gli uccelli posti sotto sequestro e gli altri animali in difficoltà.

Servizi e strutture

Il Centro si estende su un appezzamento di terra di circa un ettaro. Le voliere che ospitano rapaci ed altri uccelli di medie e grandi dimensioni sono al momento una decina, senza contare quelle che ospitano l'avifauna minore. Inoltre è presente un'ampia struttura prefabbricata che ospita numerosi box e gabbie per accogliere, nelle prime fasi di recupero, gli animali feriti e i nidiacei da svezzare, oltre che contenere la dispensa e le attrezzature. In caso del ritrovamento di un animale in difficoltà rivolgersi al numero telefonico Tel.3478781971.

Da visitare in zona

La zona del Mugello offre molte possibilità di attrattiva turistica, sia per il verde paesaggio che per le ricchezze culturali e non ultime la cucina locale.

Giovedì, 26 Settembre 2013 18:36

Centro Recupero Fauna Selvatica Trento

 

Località

C.R.F.S. Trento.
Via al Bosco della Città, 10 - 38123 San Rocco, Trento

Apertura al pubblico Il Centro Recupero dispone di un’area didattica con 3 voliere che ospitano uccelli non recuperabili alla vita selvatica. Aperto al Sabato e Domenica, con orario 9.00-12.00 e 14.00-17.00, gli altri giorni solo su prenotazione.
Come arrivare Autostrada uscita TRENTO CENTRO. Tangenziale in direzione VERONA-VICENZA. Dopo circa 3 km uscita VICENZA-ALTOPIANO DELLA VIGOLANA. Alle rotonde successive seguire sempre la direzione VICENZA. Dopo circa 4 km arrivo in località SAN ROCCO. Proseguire (senza svoltare) per circa 200m fino all'indicazione sulla destra CENTRO RECUPERO AVIFAUNA SELVATICA. Svoltare a destra e proseguire fino al parcheggio. Alla stanga proseguire a piedi per 150 metri seguendo le indicazioni.
Superficie 4.500 mq
sito web www.crfs-trento.it
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Telefono/Fax 0461/931481 cell. 3402491886 / 3402424237
Responsabile Sergio Merz

Il Centro Recupero Fauna Selvatica di Trento è stato istituito nel 2004 dalla Provincia Autonoma di Trento ed affidato alla gestione della Lipu. Ogni anno vengono ricoverate e curate diverse centinaia di uccelli selvatici in difficoltà.

Servizi e strutture

Il Centro è composto da 7 ampie voliere, 2 tunnel di volo, una sala degenza, una sala specifica per l’alimentazione dei nidiacei e un’area didattica.

Da visitare in zona

Il Parco “Bosco della città”, adiacente al Centro Recupero, il centro storico di Trento, il Museo Tridentino di Scienze Naturali.

Giovedì, 26 Settembre 2013 18:25

Centro Recupero Fauna Selvatica di Enna

Le attività del centro recupero di Enna sono sospese a causa delle difficoltà gestionali

Da visitare in zona

Nell'area in cui sorge il Centro, i Monti Erei, si trovano diversi siti di interesse naturalistico e storico-culturale. Oltre alla Riserva che ospita il Centro, con i suoi "Pupi Ballerini", capolavori dell'attività erosiva degli agenti atmosferici, inserita nell'ambito del Parco Culturale Rocca di Cerere, uno dei 25 European Geoparks, da segnalare gli altri geositi dell'area ennese tra cui la Riserva Naturale Speciale Lago di Pergusa, la Riserva Naturale Orientata Monte Altesina, la Polis di Morgantina, la Villa Romana del Casale, il Parco Minerario Floristella Grottacalda, e la Riserva Naturale Orientata Monte Capodarso e Valle dell'Imera meridionale. Nel complesso, un vasto territorio che rappresenta il cuore della Sicilia, ancora non investito dal turismo di massa e non di rado con il sapore dell''antico.

 

Località C.R.F.S. CASACALENDA C.da Faidazzo, 9 - Casacalenda (CB)
Apertura al pubblico E' possibile visitare il Centro solo tramite visita guidata e quindi dietro specifica prenotazione. Gruppi e scolaresche possono effettuare visite tutti i giorni ma anch'essi solo su prenotazione.
Come arrivare Dalla A14 uscire a Termoli in direzione di Campobasso (SS 647); dopo Larino si troveranno le indicazioni per Casacalenda. Da Roma e da Napoli indicazioni per Campobasso e poi Termoli (SS.647); prima però si troveranno le indicazioni per Casacalenda. Una volta arrivati nel centro abitato proseguire in direzione di Bonefro: il Centro Recupero è ubicato verso la fine del centro abitato, prima del passaggio a livello. Per Casacalenda partono treni diretti da Roma Termini e da Termoli. La stazione si trova nel centro abitato.
sito web www.lipumolise.altervista.org
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Telefono/Fax 0874/84.20.90 347/98.02.245.
Responsabile Angela Damiano

 

Il Centro Recupero Fauna Selvatica di Cascalenda è l'unico ospedale per fauna selvatica del Molise, gestito grazie ad una Convenzione con la Provincia di Campobasso, il Centro e ricovera annualmente circa 300 animali feriti o in difficoltà. E' l'unica struttura del genere nata in una Casa cantoniera ANAS.

Località Centro Recupero Uccelli Marini e Acquatici - CRUMA, Livorno
Apertura al pubblico Tutto l'anno per coloro che consegnano uccelli in difficoltà (orario 9-13 e 14-18). Visite guidate per gruppi e scolaresche (da Lunedì al Venerdì) da prenotare. Il Centro è parzialmente accessibile ai portatori di handicap, che possono visitare le voliere di cura.
Come arrivare Da Livorno città seguire le indicazione per Collesalvetti, percorrendo la strada statale n. 206. Si arriva così in località Cisternino. Il Centro è situato immediatamente dopo il cartello indicatore Cisternino, sulla destra della strada.
Superficie 300 ettari
sito web  
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Telefono/Fax 0586/400226
Responsabile Nicola Maggi

Il Centro Recupero Uccelli Marini e Acquatici di Livorno, noto come CRUMA, è a tutt'oggi unico nel suo genere in Italia, essendo appunto specializzato nella cura, riabilitazione e rilascio di uccelli marini e acquatici. Gabbiani e cormorani, berte e aironi, anatre e trampolieri, cigni e oche sono categorie di uccelli selvatici molto colpiti dal bracconaggio e da varie forme di inquinamento, soprattutto da sversamenti di idrocarburi. Circa 4000 sono gli esemplari ricoverati annualmente al Centro, in gran parte gabbiani e aironi. Il 65% degli uccelli presenta ferite da arma da fuoco, il 20% mostra sintomi da intossicazioni e imbrattamenti con idrocarburi mentre il restante 15% traumi da impatti con autoveicoli e fili sospesi.

Servizi e strutture

Il Centro Recupero di Livorno è organizzato come un vero ospedale. Gli uccelli sono subito visitati dal veterinario e in base alle varie patologie vengono decisi i tipi di intervento. Successivamente gli uccelli sono tenuti in osservazione in singoli box, in un apposito locale, per il periodo necessario alla convalescenza. Per la riabilitazione al volo e al nuoto è indispensabile il mantenimento nelle voliere, in attesa del rilascio in natura, che avviene spesso con liberazioni pubbliche, per le specie comuni, o attraverso rilasci tecnici per quelle più delicate e rare. Il Centro è dotato di 3 voliere esterne, di alcuni box di terapia ed un recinto per gli animali irrecuperabili, oltre ad uffici, laboratori, stabulari ed una sala didattica. Sono in corso di costruzione due nuove grandi voliere di riabilitazione. 

Il Centro è aperto tutto l'anno per coloro che consegnano gli uccelli in difficoltà (orario 9-13 e 14-18). Visite guidate per gruppi e scolaresche (da Lunedì al Venerdì) da prenotare contattando telefonicamente il Centro. Il Centro è parzialmente accessibile ai portatori di handicap, che possono visite le voliere di cura.

Da visitare in zona

La città di Livorno con il monumento ai 4 Mori, il Duomo, il Molo Mediceo e la Fortezza Vecchia. A Nord, la zona della Versilia mentre a Sud, appena fuori Livorno, la costa da Calafuria a Castiglioncello.
 

Località Centro Recupero Fauna Selvatica Bosco di Ficuzza, Ficuzza di Corleone (PA)
Apertura al pubblico Il Centro è aperto tutto l'anno per il ricovero degli animali. Su prenotazione, è anche possibile, soprattutto per classi scolastiche e gruppi, svolgere visite guidate.
Come arrivare Nel comune di Corleone, nell'entroterra palermitano, alla periferia del piccolo abitato di Ficuzza, vicino alla piazza principale.
Superficie  
email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Telefono/Fax 339 2567961
Responsabile Giovanni Giardina

Il Bosco di Ficuzza era la riserva di caccia reale di Fernando IV di Borbone, che vi costruì la rinomata "Palazzina reale", attorno alla quale si è sviluppato il piccolo borgo di Ficuzza. Con la morte del re, nel 1825, l'edifico è stato abbandonato e per il bosco è iniziato un lungo periodo di sfruttamento e degrado. Nel 1948, quando è diventato proprietà dell'Azienda Foreste Demaniali della Regione Sicilia. Qui è sorto il Centro Recupero Fauna Selvatica Lipu Bosco di Ficuzza.

Servizi e strutture

Il Centro è attrezzato con un ambulatorio per la visita, una sala chirurgica e una nursery, dove vengono accolti e allevati i numerosi pulcini abbandonati che giungono a centinaia soprattutto in primavera. Sono state poi realizzate una serie di voliere di vari tipi, in relazione al loro utilizzo: per la riabilitazione, la quarantena, per l'ambientamento prima del rilascio, per la ricerca e per la didattica. Gli animali, che giungono da tutta la Sicilia, vengono immediatamente visitati da esperti veterinari che, sulla base delle patologie riscontrate, stabiliscono il tipo di cure da effettuare.
Il Centro è aperto tutto l'anno e su prenotazione è possibile usufruire, soprattutto per classi scolastiche e gruppi, di visite guidate.

Da visitare in zona

La bellissima Riserva circostante con i suoi boschi, le pareti rocciose e i "gorghi" (Gorgo Tondo, Lungo e del Drago), espressioni relitte di laghetti naturali. La rocca Busandra, con i suoi 1613 metri, ospita specie molto interessanti come l'Aquila reale, la Coturnice ed una consistente colonia di falchi grillai. Nel bosco vivono ancora alcuni esemplari di Gatto selvatico e di Martora.

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