Lipu Onlus, natura, uccellie animali selvatici in Italia
Domenica, 12 Giugno 2016 21:17

No caccia allodola: Grazie!

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Grazie, il tuo gesto è importante. Con la tua firma chiederemo al Governo un decreto che cancelli l’allodola dalla lista delle specie cacciabili previste dall’articolo 18 della legge 157/92.

Insieme possiamo far sentire la nostra voce, diffondi la petizione sui social #Lasciatemicantare e chiedi ai tuoi amici di firmare e condividere la petizione.

Per fermare questa strage silenziosa passaparola sui social. Fai conoscere a tutti quello che sta succedendo

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Chiederemo anche alle regioni di escludere l’allodola dai calendari venatori. Infine chiederemo all’Ispra (l’autorità scientifica nazionale) di dare parere negativo per la cacciabilità della specie e alla Commissione europea di prendere a cuore il problema, intervenendo sull’Italia.

 

Per maggiori informazioni sulla Lipu e le sue attività, contattaci: Lipu Onlus - BirdLife Italia - Sede Nazionale - Via Udine, 3/A - 43122 Parma - Tel. 0521 273043 

 

Domenica, 24 Aprile 2016 20:11

Auguri!

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Un uccellino ci ha detto che compi gli anni!

Ti siamo grati per esserci vicino e amare la natura.
Tanti auguri da parte di tutta la Lipu

Per migliaia di anni l’uomo ha vissuto a stretto contatto con la natura, adattando il proprio corpo e i propri sensi alle condizioni ambientali.

Negli ultimi 100 anni, però, nel mondo industrializzato l’uomo si è separato dalla natura, confinando il rapporto con essa a qualche sporadico contatto. Secondo molti ricercatori di ambiti diversi, questa “separazione” crea notevoli problemi di salute sia fisica che psicologica.

Se consideriamo, ad esempio, uno dei mali più diffusi in occidente, ossia lo stress, molte ricerche dimostrano che gli ambienti in cui trascorriamo il tempo possono aumentare o ridurre il nostro stress, il quale ovviamente influenza il nostro corpo. Quello che vediamo, ascoltiamo, tocchiamo in ogni momento cambia non soltanto il nostro umore, ma anche il nostro sistema nervoso, endocrino e immunitario. Ad esempio, lo stress causato da un ambiente non piacevole può farci sentire ansiosi e tristi. Questo si trasforma in un aumento della pressione sanguigna, della tensione muscolare e inficia il nostro sistema immunitario. Un ambiente piacevole ribalta questa situazione.

 

Qual è un ambiente ritenuto universalmente “piacevole”?

Indipendentemente dall’età o dalla cultura, gli esseri umani trovano piacevoli gli ambienti naturali. Nel libro “Healing Gardens” si cita uno studio in cui i ricercatori hanno scoperto che più dei due terzi delle persone sceglie un ambiente naturale per rifugiarsi quando si sente stressato o triste.

Ma la natura ci aiuta anche a convivere meglio con il dolore. Alcune ricerche in pazienti ricoverati dopo operazioni chirurgiche hanno dimostrato che la sola vista dalla finestra di un giardino permetteva ai pazienti di tollerare meglio il dolore post operatorio e di rimettersi prima di quelli che dalla propria finestra potevano vedere degli edifici.

Un fatto fondamentale è che le attività in natura coinvolgono tutti i sensi, senza privilegiarne uno in particolare. Tatto, udito, gusto, olfatto e vista: tutti i sensi sono stimolati dalle attività in natura e questo permette anche a chi ha un deficit sensoriale di poter partecipare e trarne beneficio.

Inoltre, trascorrere del tempo in natura aumenta la nostra concentrazione. Molti studi su bambini con deficit dell’attenzione (ADHD) dimostrano che se posti in un ambiente naturale aumentano notevolmente la loro soglia di attenzione rispetto ad un ambiente chiuso (Taylor, A., Kuo, F. (2008). Children with attention deficits concentrate better after walk in the park. Journal of Attention Disorders; 12 (5), 402-09).

Ma la natura ha un effetto positive anche sulle relazioni sociali: una ricerca dell’American Institutes for Research del 2005 ha dimostrato che gli studenti che partecipano ad attività in natura imparano a comunicare in maniera più efficace con i loro pari.
 

Bibliografia:

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Giovedì, 11 Febbraio 2016 11:09

Ma perché gli uccelli fanno il nido?

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Ovvero tutto quello che hai sempre voluto sapere sui nidi degli uccelli e non hai mai osato chiedere

Foglie, piume, erba, muschio, ogni specie ha il suo, dallo straordinario nido del pendolino, vero capolavoro di ingegneria ed equilibrismo, ai più classici nidi di rondine: tutti i segreti sui nidi degli uccelli.

Perchè gli uccelli fanno il nido?

La maggior parte delle persone pensa che il nido non sia nient'altro che la “casa” degli uccelli. In realtà la scienza ci insegna che i nidi non sono “tane” e servono esclusivamente a dare rifugio ai piccoli. Il nido di solito viene costruito durante il periodo riproduttivo, in previsione dell'imminente cova delle uova, affinché si possano schiudere al riparo sia dalle avversità climatiche sia dai predatori.

Vincent Van Gogh "Natura morta con nidi d'uccello", 1885, Van Gogh Museum AmsterdamVincent Van Gogh "Natura morta con nidi d'uccello", 1885, Van Gogh Museum AmsterdamTranne qualche rara eccezione, gli adulti non utilizzano il nido al di fuori del periodo riproduttivo né per dormire né per ripararsi dal freddo. Potrebbe sembrare una versione un po' meno romantica dell'idea classica di “nido d'amore”, ma in realtà costruire il nido insieme è davvero il gesto più importante che un genitore può regalare ai propri piccoli, anche nel regno animale.

 

Il nido: un riparo perfetto

Foglie, piume, paglia, erba, muschio ma non solo: gli uccelli costruiscono il nido con tutto ciò che trovano in natura, anche quando si tratta di materiale dimenticato dall’uomo. Ecco perché non è difficile trovare intrecciati ai piccoli rami anche strisce di tessuto, pezzetti di carta e avanzi di involucri di plastica. E poco importa se a noi fa sorridere vedere talvolta sbucare dal nido fili di stoffa appariscente, carta d’alluminio o addirittura stralci di cronaca del quotidiano locale ancora perfettamente leggibili che fanno assomigliare il nido a una piccola edicola fantasiosa. L’unica cosa che conta davvero è che il risultato finale sia il perfetto riparo dove far nascere i piccoli.

 

Nidi dappertutto, non solo sugli alberi

Non tutti gli uccelli costruiscono il nido sui rami degli alberi. Molte specie, ad esempio, lo fanno tra gli arbusti. Altre sfruttano le fronde riparate, altre ancora sono solite costruire i loro nidi negli anfratti e nelle cavità naturali dei tronchi, come, ad esempio, lo storno e il picchio rosso maggiore. La rondine preferisce costruire il suo nido nei pressi delle abitazioni umane, all’interno di case e stalle. Il martin pescatore, invece, utilizza buchi scavati nelle pareti sabbiose, mentre specie come la pavoncella e l’allodola, prediligono fare i nidi a terra.

 

Piccoli capolavori di ingegneria

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Iscriviti e ricevi Ali, la rivista dei Soci LipuAli è la rivista di chi ha la passione per la natura. Sfogliare, leggere “Ali” è un piacere per la mente e per gli occhi.

“Ali” è un magazine trimestrale in cui scienza e amore per la natura si incontrano. Insieme al primo numero di Ali riceverai anche 4 stampe d'autore.

IscrivitiDIFENDI LA NATURA

Mentre gli esseri umani manifestano il proprio gusto arredando casa, gli uccelli, attraverso le forme dei loro nidi ci raccontano una particolarissima storia dell'evoluzione che cambia da specie a specie in modo spesso sorprendente. Non tutti gli uccelli costruiscono il nido nella classica versione a cui siamo abituati, quella a “cestello”. Chi pensa che i nidi siano tutti uguali, probabilmente non si è mai imbattuto, ad esempio, nei cosiddetti nidi “a sacco”, più chiusi e riparati dalle intemperie: è il caso, ad esempio, del pendolino, facilmente visibile tra le fronde dei salici lungo i nostri fiumi: il nido, vero miracolo di ingegneria, ha la forma di un fiasco pendente con l’apertura rivolta verso il basso e viene costruito in modo che resti sospeso a un ramo. Quando il lavoro è terminato il maschio scava una apertura laterale che immette in un corridoio a pareti elastiche, che si richiudono dopo il suo passaggio, impedendo in tal modo l’ingresso a eventuali predatori.

 

Non tutti gli uccelli fanno il nido

Mentre esistono specie specializzate nel costruire nidi eccezionali, ne esistono altre che proprio non fanno il nido. Come il falco pellegrino, che preferisce posare le uova su rupi scoscese, difficili da raggiungere per eventuali predatori, o il pinguino imperatore, che si occupa direttamente di accudire l'uovo appoggiandolo sulle proprie zampe per tutto il periodo della cova, nel rigidissimo inverno antartico. Esistono poi specie dal comportamento parassita come il cuculo, che trae vantaggio dal nido costruito da altri uccelli senza doverne preparare uno tutto per sé.
 

I "nidi" dell'uomo: quando l'architettura si ispira alla natura

Beijing national stadium - Fotografia Peter23

Fin dalle prime capanne costruite con paglia e fango, l’uomo si è sempre ispirato alla perfezione dell’architettura dei nidi per costruire il proprio riparo. Non fanno eccezione le più moderne costruzioni dotate di ogni tecnologia: è il caso, ad esempio, delle 70 casette a cupola donate nel 2006 dalla fondazione americana Domes for the World ai sopravvissuti dello tsunami del 2004 in Indonesia. Realizzate in cemento e acciaio, queste cupole monolitiche ricordano nidi rovesciati e sono state realizzate in modo da resistere a terremoti e calamità naturali. O ancora lo Stadio nazionale di Pechino, inaugurato durante le Olimpiadi del 2008 e diventato famoso proprio con il nome di “Nido d'uccello”.

Si tratta della più grande struttura in acciaio al mondo e l’intreccio esterno ricorda da vicino la complessità di un nido, costruito con “ramoscelli” di una nuova lega di acciaio, per un peso complessivo di 110.000 tonnellate. Il suo design, oltre ad essere sbalorditivo, rende la struttura in grado di sopportare la forza distruttiva di un terremoto, resistente proprio come i nidi degli uccelli, costruiti per proteggere le uova dagli attacchi dei predatori, oltre che dall’intensità del vento, dal freddo e dalle intemperie.

 

Osservare i nidi in primavera

La primavera è una stagione straordinaria per tutti i birdwatcher, il momento perfetto per osservare gli uccelli che costruiscono il loro nido e vi si “trasferiscono” per deporre le uova. Non a caso è chiamata anche stagione degli amori. I maschi iniziano i richiami d'accoppiamento e per molte specie costruire il nido fa proprio parte del rituale di corteggiamento. Imparare a riconoscere le diverse specie dal canto, dai piumaggi colorati e dalle diverse strategie di corteggiamento, è un'esperienza davvero emozionante.

Proteggi
il loro nido

Sabato, 19 Dicembre 2015 18:42

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Domenica, 13 Dicembre 2015 21:07

Elda pensa che la bellezza salverà il mondo

Ci sono persone che credono che un futuro migliore sia possibile. Lo leggono negli alberi, nel cielo, nella multiformità della vita che le circonda. E affidano il loro sogno alla Lipu. Quella che segue è la testimonianza di Elda, una socia Lipu:

E’ difficile ricordare precisamente come ho conosciuto la Lipu, sono passati più di 40 anni… Ricordo però che abitavamo in campagna e c’erano tantissimi cacciatori e, di conseguenza, dappertutto, vedevo strage di uccelli. Allora ci sembrò un miracolo che esistesse un’associazione così. Sono tanti anni che sono Socia Lipu e, nel tempo, ne ho apprezzato la concretezza e la grande apertura mentale, ovvero la capacità di dialogo e il senso di umanità.

elda e lucianoelda e lucianoAnche se non conosco personalmente gli altri Soci, mi sento parte di una grande famiglia. Infine, cosa non meno importante, condivido la grande attenzione all’educazione dei giovani di questa Associazione. Io ero insegnante e ricordo ancora l’entusiasmo dei ragazzi nel vedere i conigli saltare e gli uccelli spiccare il volo.

un testamento per gli animaliun testamento per gli animaliCosì, io e mio marito, abbiamo maturato una scelta importante, abbiamo deciso di includere la Lipu nel testamento. Oggi abitiamo in una casa immersa nelle colline e pensiamo che questo luogo sia un luogo da salvare perché, come scrisse Dostoevskij, “la bellezza salverà il mondo”.

un testamento per la naturaun testamento per la natura

Abbiamo quindi scelto la Lipu affinché la bellezza della nostra casa rimanga intatta nel tempo che verrà. Ad esempio, recentemente, abbiamo piantato un pino che crescerà quando noi non ci saremo più e sappiamo che la Lipu non lo taglierà, perché è utile anche agli uccelli. Grazie al nostro gesto questo terreno andrà in mano a un’associazione che garantirà tutto questo. Lo affidiamo alla Lipu per realizzare il nostro desiderio che queste nostre colline vengano mantenute e che questi ambienti naturali non siano distrutti, anzi, abbiamo la speranza che se ne creino di nuovi.

Cincia dal ciuffoCincia dal ciuffoCrediamo infatti nella capacità di questi luoghi di risvegliare il meglio di noi e, in futuro, potranno fare la stesa cosa con i giovani. E se la Lipu potesse collaborare con l’Istituto Buddista della nostra zona, sarebbe un sogno. Queste due realtà sembrano due cose distinte ma sentendo una preghiera cara al Dalai Lama capiamo come possano unirsi e spero che lo facciano proprio per i giovani. Credo infatti che la Lipu, con le sue attività - come quei bellissimi “riti” di liberazione degli uccelli guariti nei centri - concorra a cancellare i “dolori del mondo”.»

Questa storia ti tocca da vicino?

Sono Rossana Bigliardi e lavoro alla Lipu. Oggi la Lipu è una grande associazione con più di 30.000 sostenitori, ma io la conosco da quando stava tutta in un garage. Se la storia di Elda ti ha toccato il cuore e vuoi valutare la possibilità di fare una scelta importante in favore di animali e natura, parlane con me. Risponderò alle tue domande sui lasciti e grandi donazioni.

Per contattarmi puoi scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. o chiamare il numero 0521 1910711, nella massima riservatezza. Oppure chiedi di essere ricontattato o scarica l'opuscolo informativo compilando il modulo qui sotto:

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Domenica, 13 Dicembre 2015 18:32

Alberta sogna un futuro senza caccia

«Cambiare idea è possibile, perché gli occhi degli animali sanno parlarci»

I soci della Lipu hanno in comune una cosa, la certezza che lavorando insieme è possibile costruire un mondo diverso e più giusto per la natura e anche per gli uomini. La signora Alberta, Socia e Grande Donatrice è così fiduciosa nel futuro che ha deciso di riservare alla Lipu un posto speciale nel suo testamento. Le parole di Alberta ci hanno toccati e riempiti di orgoglio, per questo le vogliamo condividere.

Quand'è nato il suo amore per la natura? Mi ha accompagnato fin da bambina. Gli animali, la musica e la natura appunto sono gli unici valori che ho riscontrato nella mia vita e che, ogni volta, riescono a sorprendermi e a emozionarmi. Quando guardo alla finestra e vedo i miei "amici" — merli e passerotti posarsi sul balcone in cerca di cibo, provo una sensazione di gioia e di speranza.

Come ci ha conosciuto e cosa le è piaciuto della LIPU? Ho conosciuto la Lipu mentre ero nella sala d'aspetto di un medico, dove ho trovato Ali. La rivista mi è piaciuta subito, e ho trovato i vari articoli molto interessanti e piacevoli. Per questo mi sono avvicinata all'Associazione iniziando a chiedere informazioni sulle varie attività e diventando Socia e Donatrice quasi da subito... era il 1989.

Perché ha deciso di includere la LIPU nel suo testamento? In un numero di Ali che, come Socia, ho ricevuto a casa, mi ha colpito moltissimo un editoriale dell'allora presidente Danilo Mainardi, così competente e coinvolgente al tempo stesso. Il professor Mainardi è una persona che ho sempre ammirato e stimato moltissimo. Per me Mainardi è stato la garanzia della serietà e dell'ottima gestione dell'Associazione.

Qual è il suo più grande desiderio per il futuro? Che gli animali non siano maltrattati, che non vengano usati come cavie per gli esperimenti, in altre parole che siano rispettati. Spero che ci sia sempre più tutela per queste bellissime creature e per gli ambienti in cui vivono.

E poi ho un sogno... Un giorno ho letto un articolo che parlava di un cacciatore che, dopo avere sparato a un merlo l'ha trovato ancora vivo e agonizzante. È stato talmente colpito dalla sofferenza di questa piccola creatura, che in un istante ha capito quanto fosse ingiusta la caccia e ha appeso per sempre il suo fucile al chiodo. Storie come questa mi fanno pensare e sperare che cambiare idea è possibile, perché gli occhi degli animali sanno parlarci. Ecco il mio sogno: un futuro senza più caccia.

*il nome della signora Alberta è un nome di fantasia scelto per tutelare la sua privacy

 

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Domenica, 13 Dicembre 2015 18:08

Pinuccia, il pettirosso e la tapparella

Cose semplici, ma che fanno bene al cuore

Ci piace pensare che ogni volta che un socio della Lipu riceve la rivista Ali è un po' come se aprisse una lettera da un amico che gli dice “come stai? Guarda cosa stiamo facendo insieme”. Qualche mese fa abbiamo ricevuto un messaggio di ringraziamento da Pinuccia, di Verbania:

Sono molto orgogliosa di essere Socia della Lipu e quando ricevo la vostra rivista la leggo da capo a fondo e ringrazio voi tutti per quanto fate... Nel nostro giardino c'è un piccolo acero, sembra un ombrellone e tutto l'inverno ci sta un pettirosso e anche lui, quando mia figlia tira su la tapparella, le cinguetta come per salutarla. Sono cose semplici, ma che fanno bene al cuore. Grazie, Pinuccia.

Pinuccia ringrazia la Lipu per quello che fa, ma in realtà sappiamo bene che il questo lavoro lo portiamo avanti insieme, quindi siamo noi a ringraziare lei, di cuore. Ci piacerebbe poter essere lì a ricordarglielo tutti i giorni, per fortuna che c'è il pettirosso che lo fa per noi.

 

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Domenica, 13 Dicembre 2015 17:55

Adriana sogna una casa per gli uccelli

«Un sogno che si fa da soli è solo un sogno, un sogno che si fa in due è già la realtà.»

Chi non ha un sogno nel cassetto? A volte è un viaggio o qualcosa che da tanto ci promettiamo di fare e non abbiamo mai fatto. Ci ha scritto Adriana che è socia della Lipu da tanti anni e ha un sogno che non vive sulle nuvole, ma è un progetto concreto che parla di natura:

Mi sono iscritta alla Lipu nel 1980 ma, in realtà, ho iniziato ad occuparmene ancora prima. A Reggio Emilia, dove frequentavo le riunioni dell'Associazione, ho conosciuto i fondatori. Eravamo uno sparuto gruppo di persone ma molto appassionate. Io allora insegnavo e ho iniziato a fare "propaganda" nelle scuole distribuendo materiale informativo. Nel tempo libero invece mi occupavo di birdgarden.

Nel mio cortile coltivavo siepi di caprifoglio e agrifoglio con lo scopo di attirare gli uccelli che venivano, numerosi, a visitarci. Questo piccolo angolo di natura ha dato l'esempio a molti dei miei vicini anche, negli anni, hanno cominciato a imitarmi.

Ora mi sono trasferita in Romagna ma non ho smesso di coltivare il mio giardino pensando agli uccelli. Perché la natura è bellezza e, senza voler essere dei romantici, tutti possiamo constatare che serve anche ad elevare il nostro spirito.

Per me è sempre stata la migliore psicoterapia e, nei momenti della vita più difficili, dalla natura ho avuto la forza, il coraggio, la gioia e la serenità di cui avevo estremo bisogno.

La natura conserva in sé qualcosa di trascendente, non è solo materia ma l'espressione di qualcosa di superiore. Per questo ho un grande desiderio. Quello di comprare un piccolo pezzo di terra dove fare un'oasi da donare alla Lipu e, anzi, suggerisco all'Associazione di trasformare questo mio desiderio in un progetto. Acquistate dei piccolissimi fazzoletti di terra nelle città per metterci un albero protetto da una fitta siepe impenetrabile.

Questa piccola isola diventerà presto la casa di una grande varietà di uccelli. Una gioia per gli occhi di quanti, in città, rischiano di dimenticare la bellezza che la natura può regalarci. Il mio sogno infatti è che in futuro si possa fermare la speculazione edilizia, a tutti i costi. La perdita di posti di lavoro non può essere una scusa; si potrebbe, ad esempio, creare nuovi posti nell'agricoltura che erroneamente abbiamo abbandonato. Della Lipu mi piace tutto ma è anche per vedere realizzato questo sogno che voglio continuare a sostenerla."

Yoko Ono ha detto che un sogno che si fa da soli è solo un sogno, un sogno che si fa in due è già la realtà. Trasformare un pezzo di terra o un giardino in un'Oasi non è un progetto impossibile. Si può fare. È qualcosa che lascia il segno e che migliora la vita di tutti, uomini, animali e natura.

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Domenica, 13 Dicembre 2015 17:33

Marco vede il futuro in verde

A volte basta prendere un taccuino e uscire a fare due passi

Spesso la TV e i giornali ci bombardano con notizie negative che ci tolgono la speranza nel futuro. Per fortuna ci sono persone come Marco, un socio storico della Lipu che un po' di tempo fa ci ha raccontato la sua bellissima storia:

“Alla fine degli anni Sessanta quando, poco più che adolescente, mi sono trasferito con la mia famiglia in un paesino in provincia di Torino, a ridosso della collina morenica dove si trovavano campi e zone boscose che frequentavo con i miei genitori nelle passeggiate domenicali. Fu proprio in una i di queste occasioni che conobbi un altro bambino che aveva i miei stessi interessi. Presto comprai il mio primo binocolo e una guida da campo per riconoscere le specie alate che accompagnavano le mie gite all'aria aperta. Questo strumento servì ad amplificare una passione - il birdwatching - che non mi ha più abbandonato e che sento forte, ora come allora.

Passione che ho trasmesso a tutta la mia famiglia, a mia moglie Rosanna e ai miei figli Eleonora e Matteo. Anche con loro ho continuato ad uscire sul campo e raccogliere dati nel mio taccuino. Sul futuro mi sento molto fiducioso, perché vedo che la situazione è decisamente migliorata rispetto a quegli anni Settanta in cui il verde veniva sostituito dal cemento senza che nessuno reagisse, come se questa fosse la normalità delle cose. Oggi sempre più persone sono interessate ai problemi ambientali e questo mi fa ben sperare, per me, per i miei figli e per tutte le generazioni che verranno."

I momenti bui passano, i telegiornali finiscono e poi se non ci piacciono si può sempre spegnere la tv e imparare a fare come Marco, prendere un taccuino e uscire a fare due passi.

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Sono Rossana Bigliardi e lavoro alla Lipu. Oggi la Lipu è una grande associazione con più di 30.000 sostenitori, ma io la conosco da quando stava tutta in un garage. Se la storia di Marco ti ha dato speranza e vuoi valutare la possibilità di fare una scelta importante per il futuro di animali e natura, parlane con me. Risponderò alle tue domande sui lasciti e grandi donazioni.

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