Lipu Onlus, natura, uccellie animali selvatici in Italia

Gli uccelli sono gli ambasciatori della primavera: con il loro ritorno, dopo i mesi di svernamento nei paesi più caldi, inizia ufficialmente la stagione riproduttiva

Marzo è il mese in cui comincia la primavera, la natura torna a esplodere, lungo rotte a noi spesso invisibili, innumerevoli specie di uccelli migratori fanno ritorno in Italia dopo aver svernato in Africa. Chi prima e chi dopo.

Ecco un elenco di uccelli che tornano a marzo, alcuni di questi puoi vederli direttamente dalla finestra di casa o dal tuo balcone. Il calendario degli arrivi e delle partenze è indicativo, può essere infatti suscettibile in base a diversi fattori ambientali e stagionali.

Cardellino (Carduelis carduelis)

Il Cardellino è un uccello facilmente riconoscibile per via della sua caratteristica mascherina rossa. Le zone in cui si riproduce vanno dal Portogallo fino ai margini della zona boreale, in Scandinavia e Russia, le zone temperate dell’Europa meridionale e del Nord Africa. Gli spostamenti verso l’Italia si concentrano entro i 500 km di distanza, da Sardegna e  Liguria verso la costa del Nordafrica.

Cicogna bianca (Ciconia ciconia)

Diffusa in Europa, la Cicogna bianca purtroppo ha subito nel corso del XX secolo un declino a dir poco drastico. Ma oggi fortunatamente non è più così. La specie protetta in Italia già dal 1937, ha ricolonizzato  il nostro paese solo a partire dalla fine degli anni ’80. I primi arrivi dopo lo svernamento sono in marzo, mentre la partenza avviene tra agosto e settembre, con esemplari più tardivi che lasciano l’Italia a fine a ottobre. Alcuni individui svernano in Italia, sia al nord che nel meridione. Le cicogne bianche sono conosciute per essere animali molto romantici, sono difatti monogame e la coppia resta assieme per tutta la vita. In primavera il maschio arriva per primo e, in attesa della compagna, prepara il nido, che può misurare fino a 2 m di diametro e 3 m di altezza.

Nibbio bruno (Milvus migrans)

Il Nibbio bruno, un bellissimo rapace dall’aspetto nobile e altero, generalmente sverna a Sud del Sahara, fatta eccezione per qualche esemplare che predilige Francia, Spagna e Italia del sud. In Italia il Nibbio bruno nidifica lungo tutta la fascia prealpina, meno presente nell’area degli Appennini, torna a essere più comune nelle regioni tirreniche, spingendosi a Sud fino in Puglia, Calabria e nella Sicilia nord-occidentale.

Usignolo (Luscinia megarhynchos)

Anche l’Usignolo, famosissimo per il suo canto, è un uccello migratore che percorre lunghe tratte. Abituato a svernare nelle regioni tropicali dell’Africa, a sud del Sahara, tra Senegal, Etiopia occidentale e Uganda, l’Usignolo fa ritorno in Italia per la stagione dell’accoppiamento dalla fine di marzo. Gli usignoli maschi, al contrario di altri uccelli, imparano a cantare fin da giovanissimi e arrivano a conoscere tra i 120 e i 260 tipi diversi di strofe.

Tra le altre specie che ritornano in Italia a marzo ci sono l’allodola, la ballerina bianca, il tordo bottaccio, il migliarino di palude, il luì piccolo, il codirosso spazzacamino, la capinera, la passera scopaiola.

 
Venerdì, 13 Marzo 2020 15:05

Un anno di Ali

Scritto da

Restiamo in contatto lontani ma vicini. Per farti compagnia e coltivare la tua curiosità per la natura e gli animali, la Lipu ti regala quattro numeri di Ali, il magazine di cui andiamo fieri, solitamente riservato ai Soci.

Ali di primavera

La direttiva Uccelli compie quarant'anni. Un’occasione per pensare alla relazione tra gli esseri umani e gli uccelli e al modo in cui la conservazione della natura migliora le nostre società. Con l’auspicio che quel 2 aprile 1979, ancora più di quanto accade oggi, possa essere ricordato come il giorno che ha cambiato, in meglio, la storia della tutela della natura in Europasto... SCARICA LA RIVISTA

Ali d'estate

Gli studi dicono che la crisi ambientale è vicina al punto di non ritorno. Distruzione di habitat, estinzioni, riscaldamento globale, consumo eccessivo di risorse ci fanno pensare a un futuro senza speranza. È ancora possibile fare qualcosa? La risposta è sì, purché si metta in atto una trasformazione globale del nostro modo di vivere, produrre, pensare, per una nuova storia del pianeta e delle società umane... SCARICA LA RIVISTA

Ali d'autunno

Dai tempi più antichi la poesia ha raccontato la natura in maniera dolce, diversa da quella del consumismo e della sopraff azione. Oggi, di fronte alla grande crisi ambientale, poeti e artisti assumono una funzione ancora più cruciale: contribuire direttamente alla salvezza del pianeta. Con uno sguardo privilegiato al cielo, dove volano e cantano gli uccelli. LEGGI TUTTO

Ali d'inverno

Operano in silenzio, spesso in segreto, contribuendo al miglioramento della società e alla difesa del bene comune. Sono fondamentali per la protezione della natura perché aiutano la causa e rappresentano un esempio positivo, che si propaga. La Lipu ne è piena (soci, donatori, volontari) e può vincere soprattutto grazie a loro LEGGI TUTTO

Venerdì, 20 Dicembre 2019 09:14

Sign the petition to stop the slaughter of animals

Scritto da

Sign to stop poaching. Killing animals is killing nature

Sign the petition to stop the slaughter of animalsThere's no time to waste, Let's beat together the cruelty of poaching, for the sake of nature

SIGN NOW#STOPBRACCONAGGIO

Every year in Italy more that 5 million birds are illegally killed, a real slaughter that involve even storks and robins.

Despote being illegal this killing still exists because of stupid and cruel traditions and because implementing of the law that declare such activities illegal is often difficult.

It’s time to say all together: No more! We ask the Italia government and the Parliament to act immediately and define stronger penalties, improve controls and make sure the perpetrators of such crimes toward nature are punished.

Together we can stop this violence, Sign now the petition and share it

The petition

To the Prime Minister,

Italy is the European country with the highest incidence of bird poaching, with 5-7 million wild birds killed illegally each year. The Italian Government has responded to the emergency with the launch of the National Action Plan against poaching of birds. However, two years after the establishment of the Steering Committee (July 21, 2017), the Plan against poaching is waiting to be fully implemented, so that we can move from theory to facts and finally act decisively and systemically against this serious illegality. We ask 

1. A Government Bill containing: the tightening of penalties by updating the sanctions framework as provided for in paragraph 2.1.1 of the Action Plan. The complete exclusion of the application of Article 132 of the Penal Code ("Tenuity of the Fact") for the penalties under Article 30 of Act 157/1992; the introduction of the 'hunting theft' provision, a concept already applied by many Public Prosecutors but which needs confirmation through an enacted law. the provision of a rule that applies objective liability to hunting institutes where poaching occurs, resulting in the suspension of hunting

2. to solve the serious emergency caused by the very poor level of control on the ground, through the restoration of the hunting supervision functions of the provincial police and the strengthening of the active presence of other police forces.

Full text of the petition

I TUOI DATI

WHY IS THERE POACHING?

In many cases, poaching is the legacy of now anachronistic traditions and a widely outdated culture, for which wildlife is mere game, available to hunters, or harmful animals, to be exterminated. Wildlife, therefore, ended up the victim of real legalized slaughter and practices that often cause unspeakable suffering to animals, especially birds. Skylarks and thrushes were blinded to be used as live lures, or the robins and other insectivores caught in the Brescia valleys, hanging for hours upside down with their legs brocken before the poacher ended its suffering, or the thrushes in Sardinia, slowly strangled by thin plastic snares.

Not all of these practices have been abandoned. They have simply become illegal, setting up the vast phenomenon of poaching. Therefore, poaching is alive and kicking, because too many people (and even a part of politics) consider it a minor crime. Then there is the serious problem of the lack of police control. The number of provincial police has decreased, along with checks carried out on hunters, and the focus on the territory is now entrusted to the Forest Carabinieri alone. Too little.Sign the petition #FlightforSurvival

WHERE DOES POACHING TAKES PLACE?

In Italy it is estimated that more than 5 million birds are killed illegally every year, mainly in seven areas identified as critical and defined as the "blackspots of poaching": the Lombard-Venetian Prealps, the Po Delta, the coasts and wetlands of Apulia, the coast and islands north of Naples, the Messina Strait, western Sicily and southern Sardinia. In each of these areas there are one or more forms of poaching. It is estimated that 50% of Italian poaching takes place in these seven areas.

WHAT IS POACHING?

Poaching is the killing, trapping or taking of a protected species. Huntable species are also victims of poaching when they are killed outside the rules set by law. Many poaching offences take place during legal hunting.

WHO IS A POACHER

A poacher is anyone who kills or captures a protected species. Poacher is also the hunter who does not comply with the hunting regulations.

Since the early 1980s, Lipu is fighting against poaching, from the volunteers camps to protect the Eleonora’s falcon colony in Sardinia and the actions on the Messina Strait, to the work of the voluntary guard groups that today support law enforcement agencies such as Forest Carabinieri, Provincial Polices, Regional Forest Bodies.

Over the years, experience has taught us that only an integrated approach, combining law enforcement action, law enforcement agency support by trained volunteers, educational activities, local community involvement and major communication actions can make a real difference.

Proof of this is the action carried out in Sardinia, where, compared to 2012, poaching on birds has fallen by 80% thanks to a set of targeted activities.

In 2016, the Ministry of the Environment, In collaboration with the Forest Carabinieri and with the support of environmental associations, has developed a National Action Plan against poaching on birds. The Plan ensured the continued commitment of the State Forestry Corps (joined in the Carabinieri Forestali). The plan includes, among other actions, the tightening of penalties for poaching offences and the strengthening of the provincial polices for the control of hunting.Sign the petition #StopBracconaggio

WHAT'S THE POINT OF A PETITION FOR SOMETHING THAT'S ALREADY ILLEGAL?

Poaching is illegal but it continues to exist and to cause damage. Too many people, and even a part of politicians, regard poaching as a minor crime. Policing is ineffective because the number of provincial guards has decreased, reducing on-the- ground surveillance and controls on hunters.

Furthermore, forces opposed to the National Anti-Poaching Plan are hampering its implementation. With your signature, we call for the Plan to be fully implemented and for policymakers to adopt all required measures against poaching: the tightening of sentences, the recognition of the crime of hunting theft, the exclusion of crimes against birds from the list of "tenuous" crimes (the so-called "tenuity of the fact"), the Hunting ban of poachers. Only in this way, with a truly decisive action, can we finally stop, defeat this plague called poaching and give nature more protection and more respect. As nature deserves.Sign the petition #StopBracconaggio

THE FULL TEXT OF THE PETITION

The signatories of this petition ask the Prime Minister::
A government bill containing: the tightening of penalties by updating the A government bill containing:the tightening of penalties by updating the sanctions framework as provided for in paragraph 2.1.1 of the Action Plan. In particular: "the updating of the penalty framework for wildlife offences, commensurate with the extent of illicit revenues that can be gained from illegal activity and the damage caused to biodiversity based on established criteria (gravity factor), considering the possibility of adapting the penalties provided for in art. 30 of law no. 157/1992 and of transforming in criminal crime the most serious crimes currently dealt with a fine (such as letters A), b), c), d), and e), subsection 1, of art. 30 of the law no. 157/1992)”
2. The complete exclusion of the application of Article 132 of the Penal Code ("Tenuity of the Fact") for the penalties under Article 30 of law no. 157/1992 the introduction of the 'hunting theft' provision, a concept already applied by many Public Prosecutors but which needs confirmation through a specific law. the provision of a rule that applies objective liability to hunting institutes where poaching occurs, resulting in the suspension of hunting in the area managed by the specific institute.. 2. to address the serious problem caused by the very poor presence of on-the- ground control, by restoring the hunting supervision functions of the provincial police forces and the strengthening of the active presence of other police forces.

AN INTERNATIONAL CAMPAIGN

This signature collection campaign is supported by the LIFE Against Bird Crime project. It is part of the international campaign against poaching # FlightforSurvival led by BirdLife International, the world's grand coalition of all the bird conservation organizations in the world.

Domenica, 15 Dicembre 2019 23:44

I Giusti

Operano in silenzio, spesso in segreto, contribuendo al miglioramento della società e alla difesa del bene comune. Sono fondamentali per la protezione della natura perché aiutano la causa e rappresentano un esempio positivo, che si propaga. La Lipu ne è piena (soci, donatori, volontari) e può vincere soprattutto grazie a loro

La signora Olga Owens Huckins viveva in una piccola oasi naturale a Duxbury, nel Massachusetts. Un santuario per uccelli selvatici gestito con passione quotidiana: cibo nelle mangiatoie, acqua negli abbeveratoi, cura della vegetazione, un’attenzione costante ripagata dall’arrivo dei piccoli uccelli canori, a primavera, e dal tripudio di canti, voli, gioia, che portavano con sé. Poi, a un certo punto, il silenzio. Gli uccelli erano spariti, non tornavano più. Così, nel gennaio del 1958 la signora Huckins scrisse alla biologa Rachel Carson, già nota negli Stati Uniti per un libro di successo sul mare e, in genere, per il suo amore per la natura. «Gli uccelli hanno smesso di cantare, la primavera è diventata silenziosa. Può fare qualcosa?».

Nel mio giardino il mondo intero

Mai, la signora Huckins, avrebbe potuto immaginare gli effetti dirompenti di quella lettera. Ricevuta la missiva, Rachel Carson cominciò a studiare il caso, a scoprirne di analoghi, a decine, in tutti gli Stati Uniti, e infine a svelare la relazione che dal Ddt, copiosamente diffuso sui campi agricoli o sulla vegetazione urbana e assorbito dagli insetti, portava all’avvelenamento dei piccoli uccelli che di quegli insetti si nutrivano. Una filiera mortale, denunciata da Rachel Carson nel leggendario Primavera silenziosa, un libro (1962) che con la forza di un ciclone si abbatté sull’industria agricola e in genere sulla cultura mondiale, almeno in parte, trasformandole.

La storia dell’ambientalismo moderno nacque lì, dall’azione di scienza e coraggio di Rachel Carson ma prima ancora - e questo è il punto che ci interessa - da quella semplice lettera, scritta per mano della sconosciuta signora Olga da un giardino sperduto del New England. Un giardino di cui Olga si prendeva cura come fosse il mondo intero.

Quasi in segreto

Nel mondo ci sono i leader, i personaggi famosi, i trascinatori di folle, e poi ci sono le Olga Huckins. Persone che operano in silenzio, in solitaria, quasi in segreto, per il bene comune. Un’opera non priva di eroismo, perché quasi sempre gli eroi agiscono da soli, e talvolta segnata anche da un tratto di tragico, perché la missione dell’eroe (se pure in questa forma particolare dell’antieroe, della persona qualunque) porta a vivere su sé stessi, sul proprio corpo, nella propria anima, anche la drammatica difficoltà di certe imprese. Ma soprattutto, un’opera convinta, che ha la forza di una goccia che scava e la serenità di chi sa bene di essere nel giusto e di fare il giusto.

Jorge Luis Borges, il grande scrittore e poeta argentino, in una poesia davvero universale, chiama queste persone proprio così: “i giusti”. Leggiamola, la poesia di Borges. Lo merita e darà un aiuto al nostro ragionamento.

Chi sono i giusti?

«Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire / Chi è contento che sulla terra esista la musica. / Chi scopre con piacere un'etimologia. / Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi. / Il ceramista che premedita un colore e una forma. / Il tipografo che compone bene questa pagina, che forse non gli piace. / Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto. / Chi accarezza un animale addormentato. / Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto. / Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson. / Chi preferisce che abbiano ragione gli altri. / Queste persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo».

 

Chi sono, secondo Borges, i giusti? Cosa intende dirci lo scrittore argentino con questo splendido quadro? Almeno tre cose: 1) i giusti sono coloro che fanno il proprio dovere, coltivano convintamente una virtù senza tentennare; 2) i giusti sono coloro che fanno alcune cose e non altre: accarezzare un animale che dorme non equivale a maltrattare un animale. E così curare il giardino, vivere la letteratura, promuovere la tolleranza, preoccuparsi per gli altri, amare la natura. Come dire: non tutte le etiche sono uguali, non tutte le cose che facciamo o possiamo fare sono giuste; 3) i giusti sono, per l’appunto, persone qualunque. Non eroi da copertina, non figure eccezionali ma donne e uomini semplici che, consapevoli o meno, dedicano la propria vita a fare cose buone. Parafrasando (e capovolgendo) una storica definizione di Hannah Arendt, sono la semplicità del bene. La microfisica del bene.

Teoria del balcone fiorito

Alberto è un architetto di mezza età. Lavora tutti i giorni fino a tarda sera, tranne che un’ora pomeridiana, quando, rimboccatesi le maniche, prende un grande innaffiatoio di alluminio ed esce, per dare acqua alle aiuole del quartiere che lui stesso ha creato. Pian piano, la base spoglia degli alberi ingrigiti dallo smog si è animata di piantine e colori. Una dopo l’altra, le aiuole sono fiorite, formando tra loro una sorta di rete invisibile, una sinfonia di cordiale natura cittadina. Il volto del quartiere si è ingentilito. «Lo faccio - dice Alberto - perché questo è il posto in cui vivo, queste sono le strade che attraverso io e attraversano i miei figli. Lo faccio perché voglio che anche gli altri vivano in un luogo più bello».

L’azione di Alberto è stata contagiosa. Ad Alberto è seguita Paola, e poi Teresa, e poi un’intera famiglia del terzo piano, e poi un gruppo che si è chiamato “ll team della domenica mattina”, e poi tanti altri. E così in altri quartieri e in altre città, ognuno con il suo Alberto, la sua Teresa, la sua Olga Huckins. Gli orti urbani hanno preso il posto del degrado, gli alberi schiacciati dalle lamiere sono tornati a respirare, nidi artificiali e mangiatoie hanno fatto capolino sui rami. I balconi sono fioriti. Ecco, i balconi, le finestre. L’interfaccia della gente sulla società.

Se sono tutti spogli, resteranno tutti spogli. Ma se qualcuno fiorisce, fioriranno anche gli altri (e se non accade subito, non importa). Il vuoto sarà progressivamente riempito. Il grigio cederà il posto a un colore. Le passioni tristi si riscalderanno. E nella società del rancore, che domina le nostre esistenze sociali, finalmente si aprirà una crepa.

Ricette contro il rancore

In un illuminante saggio appena pubblicato dal titolo La notte di un’epoca, il direttore generale del Censis, Massimiliano Valerii, cerca di dare una risposta a un problema di cui il centro per gli studi sociali (che ogni anno pubblica un rapporto sullo stato sociale del Paese) si occupa ormai da qualche anno: lo sfaldamento sociale del nostro mondo. Il raffreddamento della società, il suo ripiegarsi su sé stessa per dar vita, appunto, a un sistema del rancore. La tesi di fondo del Censis, del tutto condivisibile, è che la crisi economica che da tempo attanaglia l’Italia (e non solo) non è la sola causa, e forse nemmeno la vera causa, del malessere del Paese La sofferenza è soprattutto morale.

È la perdita di senso, di ragioni, di valori, di grandi obiettivi e ideali. È anche la perdita delle relazioni, sostituite da una società molecolare in cui le persone si chiudono in sé stesse, smettono di credere in un miglioramento, smettono di agire. «Le feste di Natale fanno esplodere il mio dolore, di solitudine e disincanto. Non credo più nella società », ha scritto una persona nella lettera ad un settimanale. La soluzione a questo problema vasto e profondo, dice Valerii, passa anche dal metterci in gioco, dall’esempio significativo che possiamo dare. Passa dalla speranza, non come semplice anelito ma come pratica, come esercizio. Passa dall’altruismo, dalla generosità. In tal senso, le analisi annuali in tema di filantropia e donazioni svolte da Gfk Eurisko per l’Istituto italiano delle donazioni, fanno emergere che la funzione delle donazioni non è solo quella, importantissima, di dare soluzione a specifici problemi (ambientali, sociali eccetera) ma anche quella, altrettanto rilevante, di rafforzare il senso di solidarietà, il legame tra le persone, la generosità come modo di tessere una nuova tela sentimentale. Un rimedio contro i problemi specifici ma anche contro la freddezza, l’isolamento, la disillusione. Una vera ricetta per curare il rancore.

Il cuore della Lipu

Di queste storie, cioè storie di giusti, la Lipu è piena.

Lo è stata sin dal 1965, con la generosità senza fine del suo fondatore, Giorgio Punzo, che sacrificò l’intero patrimonio per il bene della natura, e lo è oggi, con i 33mila soci e donatori che rappresentano il cuore dell’associazione e mai mancano di essere presenti, anche, soprattutto nei momenti più difficili. Gabriella, che ha acquistato per la Lipu uno stagno per gli uccelli migratori; Elda e Luciano che l’hanno continuamente resa più forte; Adriana, che con la sua grande donazione permetterà la costruzione di una “Casa della Lipu” e il forte sostegno ad oasi e centri; Daniela, che ci ha lasciato in eredità una splendida tenuta nel centro Italia; e poi Domenico, Luigi, Claretta, Anna, Mario, Clemente, Carmela, i soci della Lipu Uk e tanti altri, impossibili da citare tutti, come meriterebbero. Piccoli e grandi gesti, piccoli e grandi doni, un grande aiuto, sempre. E poi gli oltre mille volontari che ogni anno dedicano all’associazione 200mila ore di impegno, nei centri recupero, nelle oasi, nelle delegazioni, per le strade, nella lotta al bracconaggio e alle illegalità, nella promozione culturale, contribuendo in modo collettivo o solitario al perseguimento della missione, senza stancarsi e senza temere di essere “troppo piccoli per fare la differenza”.

Microfisica della natura

Può, allora, l’impegno individuale, fare la differenza? Certamente sì. Anzi, l’impegno individuale assume oggi una valenza speciale di fronte alle difficoltà vissute da qualsiasi governo o amministrazione pubblica, in una situazione di generale e quasi totale ingovernabilità. Non c'è governo o amministrazione, oggi, in grado di salvare da solo un territorio, una città, uno Stato, senza il supporto atomico dei cittadini. La qual cosa non deve certo rappresentare un alibi per la politica, né esimerla dal diventare migliore (al contrario, è urgente che accada), ma rappresenta una precondizione per il cambiamento. Responsabilità individuale, impegno di ciascuno, spontaneismo ragionato: sono le regole auree, strategiche, della società del ventunesimo secolo.

Tutto questo, peraltro, è tanto più vero in materia ambientale, se consideriamo quanto l’azione civica rafforzi il senso del bene comune e quanto il senso del bene comune sia essenziale per la protezione dell’ambiente. Cos’altro è, la natura, se non il più grande bene comune che esista? L’indisponibile patrimonio di tutti e di nessuno? Se il senso del bene comune non esiste, salvare la natura diventa impossibile. Infine, c’è un altro aspetto da considerare: di fronte alla distruzione ambientale in atto, alla perdita di siti e habitat naturali, contare su una serie di azioni mirate sul territorio, anche molto localizzate, può voler dire tanto. Piccole aree umide - per fare un esempio - curate da micro-gruppi di volontari (e in alcuni casi anche da singole persone, le Olga Huckins del caso) e dislocate sul territorio, che permettano la sosta agli uccelli selvatici durante il viaggio della migrazione e siano un concreto aiuto alla biodiversità. Un aiuto che in molti casi può essere decisivo. Il futuro dell’impegno naturalistico sarà anche questo: non solo grandi aree protette (indispensabili) ma piccole oasi, ”giardini” di biodiversità, santuari per uccelli alla Olga Huckins. Un mosaico di beni naturali. Una microfisica della conservazione della natura.

Ognuno

In un certo senso è così: in ogni giardino c’è il mondo intero. In ogni mangiatoia per uccelli ci sono tutti gli uccelli del mondo. Non è panteismo, non è idealismo. È la visione della vita come rete della vita, che rende nobile ed indispensabile l’agire di chiunque di noi, anche di chi pensa di non contare. «Il sogno di ogni cellula - scrive il genetista Francois Jacob - è quello di diventare due cellule».

Per le persone vale la stessa cosa: il sogno di ognuno di noi è rompere la gabbia buia della solitudine e dell’impotenza, lasciarsi alle spalle il rancore, il risentimento, ed essere insieme. La musica, la tolleranza, il pensiero, il gioco degli scacchi, l’etica del lavoro, l’aiuto al prossimo, lo studio, la natura, gli alberi, il giardino, l’acqua alle aiuole, i nidi artificiali, le mangiatoie, la tutela di un’area umida, gli uccelli. Ognuno faccia quello che può, poco o tanto che sia, ma lo faccia. È bello, è utile, è doveroso, è giusto, e se lo facciamo non ci saranno primavere silenziose, né passioni tristi, né Natali vissuti nella solitudine e nel disincanto. Se lo facciamo, abbiamo già vinto

Danilo Selvaggi, Direttore generale della Lipu

Lunedì, 05 Agosto 2019 21:50

Anna ha sognato la natura per tutta la vita

Ho incontrato Anna nella sua incredibile casa nel bosco. Un luogo “selvaggio” abitato da animali che sono i suoi compagni di vita.

“Il primo ad accogliermi è stato un moscardino, dalle chiome degli alberi arrivava il canto di tantissimi uccelli diversi. Poi sono arrivati uno scoiattolo, una volpe, un tasso. Sono rimasta in silenzio fino a tarda sera per conoscere gli abitanti del luogo. È così che è iniziata la mia nuova vita in una famiglia diversa, anzi “biodiversa”, che avevo desiderato per tanto tempo.

Quando ho visto per la prima volta questo posto, che poi è diventata la mia casa, è stato amore a prima vista. Sei anni dopo sono tornata, decisa a trasferirmi, e ho scoperto che la proprietà era tornata in vendita da pochi giorni. Un’incredibile coincidenza. Era chiaro per me, questo posto era il posto giusto. Dopo anni di ricerche per la prima volta mi sentivo finalmente a casa, circondata dalla natura. ”

Quando Anna era solo una bambina viveva in città, in una palazzina di tre piani e aveva un pesce rosso in un vaso e questo era tutto il suo contatto con la natura. Anna andava a scuola e riempiva i suoi disegni di animali e piante, un universo lontano in cui avrebbe voluto vivere. Poi arrivava l’estate, la annunciavano le rondini con il loro canto allegro ed insistente. 

Ogni estate Anna andava dalla nonna in vacanza e lì cominciavano le sue avventure. Quelle avventure che si fanno da ragazzi e che ti rimangono dentro per sempre. Come quella volta che è scappata a cavallo con il figlio dei contadini loro vicini per scoprire una grotta di pipistrelli.

“sapevo che avrei potuto ritrovare il mondo incantato degli animali nascosti, irraggiungibili, tra gli alberi o nei campi lontani. Spazi grandi, verdi pieni di presenze che in città vedevo solo sui libri. Ero incantata da tutto ciò che si muoveva, soprattutto dalle farfalle e dagli uccelli che potevano volare.”

Crescendo Anna va a vivere a Roma, un’altra grande città l’attende. La vita continua e la capitale le offre tante opportunità: la natura deve aspettare. Anna non immagina di certo che il vento sta per cambiare e sta per arrivare una nuova occasione per rimettersi in gioco e ritrovare quell’antico legame, mai perso. Un giorno le viene fatta una nuova offerta di lavoro nell’alto Lazio, in una zona di campagna. All’inizio Anna è poco convinta, pensa di non riuscire a rinunciare a Roma, pensa che questa sarà solo una soluzione di passaggio, per qualche tempo. Tutto questo prima di ritrovare la natura in un vecchio casale dove si trova a vivere. Un’esperienza che cambierà la sua vita, per sempre.

Da allora la Natura è diventata il Luogo dove mi sento a casa e gli animali selvatici e domestici la mia Famiglia. La città è molto lontana, ma non mi sento privata di opportunità, la vita in questo spazio naturale mi offre non solo un riparo, ma continue occasioni di crescita, di scoperta e di tante emozioni che spesso mi aiutano a superare i momenti di sconforto e mi aprono uno sconfinato meraviglioso universo, troppo spesso relegato ai margini delle nostre umane vite e minacciato dalla nostra noncuranza.”

Anna è diventata la custode di un angolo di Natura che ha sognato per tutta la vita. Un posto speciale che le permette di rimanere in contatto con gli animali perché sente che ogni giorno le insegnano cose preziose sulla vita e sulla morte, sulla gioia e sul dolore, sul coraggio e sulla paura. La sua scelta di prendersi cura di un luogo così “selvaggio” è nata dalla consapevolezza che nel mondo la biodiversità sta rischiando di scomparire in tutto il Pianeta Terra. È questo suo grande desiderio che le ha fatto conoscere la Lipu.

Anna oggi ha scelto di includere la Lipu nel suo testamento per continuare a proteggere gli animali e la natura, quella famiglia che lei stessa ha cercato per tutta la sua vita. Il suo desiderio è uno solo, continuare a difendere la biodiversità, in tutte le sue forme.

 

Questa storia ti tocca da vicino?

Se la storia di Anna ti ha toccato il cuore e vuoi valutare la possibilità di fare una scelta importante in favore di animali e natura, parlane con noi. Risponderemp alle tue domande sui lasciti testamentari e grandi donazioni.

Per contattarci puoi scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. o chiamare il numero 0521 1910711, nella massima riservatezza. Oppure chiedi di essere ricontattato o scarica l'opuscolo informativo compilando il modulo qui sotto:

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Giovedì, 25 Luglio 2019 15:08

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Giovedì, 18 Aprile 2019 11:00

La natura ci fa bene

Quando siamo stanchi, stressati o giù di morale, la cosa che ci viene più naturale è desiderare di staccare da tutto e fare una passeggiata fuori città, nella calma di un bosco o su una spiaggia.

Può sembrare banale ma tutto questo ha una semplice ragione scientifica. Sembra infatti che il nostro corpo sia programmato per prendere benessere dall’ambiente naturale che ci circonda da sempre, ma che oggi troppo spesso è lontano dalla nostra routine quotidiana. La natura non è solo un posto bellissimo da contemplare e conservare come un’opera d’arte antica. La natura è fondamentale per la nostra salute, il nostro benessere, la nostra felicità.

Good for nature, good for you

È uno scambio alla pari, una relazione basata sulla reciprocità. La natura è importantissima per il nostro benessere fisico e mentale, ma anche noi siamo fondamentali per la vita della natura. Le nostre interazioni con il mondo naturale sono essenziali per permettere a ecosistemi e specie di sopravvivere. La natura ci fa bene e anche per questo merita che noi ci comportiamo bene nei suoi confronti.

La natura ci fa bene, abbiamo le prove

Sabato 4 e domenica 5 maggio torna la Festa delle Oasi e Riserve LipuQuesto weekend è il momento giusto per staccare lo sguardo dallo schermo del tuo smartphone, staccare dal caos della città e portare chi ami a riscoprire il contatto con la bellezza della natura.
Scopri l'evento più vicino a te

VIENI ALLA FESTA

Esistono centinaia di studi che dimostrano senza ombra di dubbio quanto la natura sia benefica. Una recente ricerca dell’Università del Derbishire, nel Regno Unito ha studiato un campione di persone a cui è stato chiesto di fare “qualcosa di naturale” ogni giorno, per trenta giorni. Poteva essere una passeggiata in campagna o dar da mangiare agli uccelli selvatici del giardino. Ebbene: alla fine dell’esperimento la salute dei partecipanti era aumentata notevolmente, così come il loro umore. La cosa più interessante è che l’effetto benefico della natura non si interrompeva improvvisamente con il ritorno alla vita di città ma perdurava, per diversi mesi. È dimostrato che le persone di tutte le età e abilità godono di più elevati livelli di salute e benessere quando vicino alle loro case o ai luoghi di lavoro ci sono parchi, giardini pubblici, viali alberati, giardini fioriti. Insomma, quando c’è natura.

 

L’accessibilità all’ambiente naturale è stata statisticamente collegata a tassi di mortalità più bassa legati soprattutto alle malattie cardiovascolari. Uno studio pubblicato su Science nel 2013 ha messo in relazione le esperienze in natura con la produzione del Cortisolo, l’ormone dello stress. Quindi, anche questo è dimostrato: stare nel verde riduce lo stress ed aumenta il benessere psicofisico, favorendo gli stati emotivi positivi. In poche parole: stare in natura ci rende più felici.

La natura ci calma

Attraverso le misurazioni EEG delle onde cerebrali di persone che osservavano paesaggi naturali, si è scoperto che le geometrie frattali che si trovano comunemente in natura (dalle architetture degli alberi alla forma degli ortaggi) sono capaci di “cullare” il cervello portandoci in uno stato di rilassato benessere. Inoltre, la natura ci aiuta a far fronte al dolore. Poiché siamo geneticamente programmati per trovare alberi, piante, acqua e altri elementi della natura avvincenti, le scene naturali ci conquistano e ci distraggono dal nostro dolore e disagio.

Questo è ben dimostrato anche in uno studio ormai classico (condotto in un ospedale Pennsylvania negli anni '70), sui pazienti sottoposti a chirurgia alla cistifellea; metà dei pazienti godeva di una vista di alberi, e metà aveva invece la vista di un muro. Secondo il medico che ha condotto lo studio, Robert Ulrich, i pazienti con vista sugli alberi hanno tollerato meglio il dolore, ha avuto meno effetti negativi e trascorso meno tempo in ospedale. Studi più recenti hanno mostrato risultati simili, con scene di natura e piante nelle stanze d'ospedale.

La natura fa bene ai nostri bambini

Sappiamo anche che il gioco precoce in natura contribuisce alla capacità di creatività, problem solving e sviluppo emotivo e intellettuale. Tuttavia, l'urbanizzazione, combinata con il nostro stile di vita sempre più sedentario, ci rende meno propensi a sperimentare la natura nella nostra vita quotidiana. Oggi i bambini stanno all'aperto la metà del tempo di quanto facessero 20 anni fa. Sono gli stessi bambini che trascorrono quasi 8 ore al giorno usando i mezzi di intrattenimento artificiale come tablet, smartphone o consolle di gioco. Questo ha un impatto significativo, tra le altre cose, sul crescente tasso di obesità..

L'Università dell'Illinois ha condotto una ricerca che ha dimostrato che i bambini con ADD/ADHD hanno subito una riduzione dei sintomi dopo aver trascorso del tempo all'aria aperta. C’è chi è arrivato a definire questi condizioni come “disturbi da deficit di natura”, per sottolineare lo stretto legame tra il nostro equilibrio psicofisico e la relazione con l’ambiente naturale intorno a noi. Nel loro studio più recente, condotto su scala nazionale, gli psicologi Andrea Taylor e Frances Kuo hanno scoperto che i bambini con disturbo iperattivo da deficit di attenzione, o ADHD, hanno sperimentato una significativa riduzione dei sintomi dopo aver partecipato ad attività in ambienti verdi. Qualunque fosse l'attività, che si trattasse di giocare a basket o leggere un libro, il livello di sollievo dai sintomi dell'ADHD era legato al verde dell'ambiente in cui si svolgeva, con ambientazioni relativamente verdi come strade alberate, cortili e parchi.

Aria fresca

L'aria in uno spazio urbano chiuso, come un ufficio o un appartamento di città, è più contaminata (spesso fino a 70 volte) dell'aria esterna. Con più isolamento a tenuta d'aria, finestre e porte e la pletora di sostanze chimiche e plastiche che portiamo nelle nostre case, la maggior parte delle persone entra regolarmente in contatto con fino a 6000 sostanze chimiche. Trascorrere del tempo all'aperto è insomma una pausa dall'inquinamento dell'aria interna. Al contrario, l'aria esterna (in particolare in luoghi come le spiagge) è una buona fonte di ioni negativi che hanno un effetto particolarmente rilassante e curativo. Gli ioni negativi, considerati dei veri e propri "antidepressivi naturali", si trovano anche alla luce del sole e dopo un temporale, quando si avverte il tipico odore di "freschezza" nell'aria. L'aria interna, al contrario, è carente di ioni negativi ed è spesso secca e contaminata. 

La salute degli occhi

È il vantaggio forse più inaspettato dello stare in natura. Negli ultimi anni stiamo assistendo a un aumento dei problemi di vista, specialmente nei bambini. Una possibile ragione è la quantità di tempo che molti di noi trascorrono guardando un computer o uno schermo TV. Mentre i bambini di una volta passavano la maggior parte del loro tempo all'aperto osservando un'ampia varietà di colori, livelli di luminosità e profondità, ora i bambini trascorrono fino a otto ore al giorno dinnanzi schermi TV, computer o tablet con luce artificiale. Il risultato è un aumento della miopia, anche nei bambini che non sono geneticamente predisposti ad essa.

 

 

Uno studio svolto nel 2007 ha rilevato che i bambini che trascorrevano almeno 2 ore al giorno all'esterno avevano una probabilità quattro volte inferiore di essere miopi. I ricercatori hanno ipotizzato che la luce esterna aiuti i bambini a sviluppare la giusta distanza tra retina e lente e porti a una migliore vista. Poiché l'illuminazione per interni non offre lo stesso vantaggio, i bambini che passano molto tempo in casa hanno maggiori probabilità di avere problemi di vista più avanti nella vita. Fissare uno schermo può anche causare affaticamento degli occhi, mal di testa, problemi al collo o alla schiena e altri problemi negli adulti. Tornare in natura anche solo per un giorno a settimana può ridurre notevolmente questi problemi.

Ecoterapia

C’è dunque chi l’ha già ribattezzata Ecoterapia: tornare a vivere la natura, dare alla natura un posto d’onore nelle nostre esperienze quotidiane. In Giappone ad esempio è già molto popolare il “forest bathing”, una semplice terapia di gruppo i cui partecipanti trascorrono del tempo in una foresta, seduti, sdraiati o semplicemente camminando.

La Festa delle Oasi della Lipu è un ritorno alla natura

Sabato 4 e domenica 5 maggio torna la Festa delle Oasi e Riserve Lipu. E' il momento giusto per staccare lo sguardo dallo schermo del tuo smartphone, staccare dal caos della città e portare chi ami a riscoprire il contatto con la bellezza della natura. Ogni anno la Lipu festeggia le sue Oasi e Riserve, luoghi di natura preziosa in cui le persone possono stare bene all'aria aperta e tornare in contatto con l’ambiente. Scopri l'evento più vicino a dove abiti

Venerdì, 12 Aprile 2019 10:16

Come fare un lascito testamentario per gli animali

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Fare testamento, al contrario di ciò che si crede, può essere semplice. Le forme di lascito testamentario più utilizzate sono il testamento olografo, il testamento pubblico e il testamento segreto

Il testamento olografo è la forma più diffusa e priva di costi. Deve essere scritto a mano da chi fa il testamento, quindi non può essere scritto da altre persone, né a macchina né al computer nemmeno parzialmente.

Deve essere chiaro e leggibile e contenere i propri dati anagrafici (nome, cognome, data e luogo di nascita), la residenza, il destinatario o i destinatari (meglio se con i relativi dati), l’oggetto del lascito, e alla fine, la data completa di giorno, mese e anno e la firma del testatore per esteso. É sempre buona norma consegnare il testamento ad una persona di propria fiducia, comunicando la circostanza ad altre persone o agli eventuali beneficiari.

 

Per leggere le domande tipiche su come fare testamento per gli animali e la natura o leggere le testimonianze di altre persone che hanno scelto di fare testamento solidale, compila il modulo qui sotto e ricevi gratuitamente la guida per aiutare gli animali e la natura con un lascito o una grande donazione

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Mercoledì, 20 Marzo 2019 15:24

Buona Primavera!

E’ la stagione della rinascita, della vita che torna a mettersi in moto dopo il freddo dell’inverno. Ogni cosa si rinnova e la natura si risveglia in tutta la sua bellezza.

Fin dall’antichità l’uomo è stato affascinato dalla primavera e ha cercato di spiegare questo fenomeno anche attraverso i miti. Per chi ama gli animali, la primavera è un momento straordinario, il mondo intorno si trasforma in un palcoscenico di colori, canti, danze e tra i protagonisti principali ci sono naturalmente gli uccelli.

Persefone e le altre

Gli uomini hanno sempre festeggiato la primavera e cercato di spiegare il mistero del mondo che fiorisce e torna alla vita, dopo il letargo invernale. Già nell’antico Egitto esisteva la festa di Sham el Nessim, in cui si celebrava la nuova stagione con banchetti all’aria aperta e appendendo uova colorate, simbolo della fenice, l’uccello eterno che rinasce dalle sue ceneri.

Ma la leggenda più famosa sulla primavera è il mito di Persefone, moglie di Ade che nelle stagioni fredde resta negli Inferi come regina dell'oltretomba, mentre alla fine dell’inverno torna sulla Terra per raggiungere la madre Demetra e far sbocciare i fiori al suo passaggio.

In quasi tutte le culture esiste una dea che personifica la primavera: Vesna nella tradizione slava, Eostre per i celti. Ancora oggi, in Giappone, ogni primavera si celebra Kono-Hana-Sakuya-Hime, letteralmente “la ragazza che fa fiorire gli alberi”, che avrebbe il merito della spettacolare fioritura degli alberi di ciliegio.

Non arrivano solo le rondini

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Iscriviti e ricevi Ali, la rivista dei Soci LipuAli è la rivista di chi ha la passione per la natura. Sfogliare, leggere “Ali” è un piacere per la mente e per gli occhi.

“Ali” è un magazine trimestrale in cui scienza e amore per la natura si incontrano. Iscriviti e insieme al primo numero di Ali riceverai anche 4 stampe d'autore.

IscrivitiDIFENDI LA NATURA

Nell’immaginario popolare il 21 marzo, giorno di inizio della primavera, è legato al ritorno delle rondini. E’ proprio in questo periodo che le rondini tornano in Italia dopo aver svernato in Africa. L’arrivo delle rondini ha affascinato da sempre l’uomo, che gli ha dedicato leggende, fiabe, proverbi e poesie.

Ma le rondini non sono gli unici uccelli migratori che, con il loro ritorno nei cieli di marzo, annunciano la primavera. Il gruccione, ad esempio, è un coloratissimo uccello che passa la stagione fredda a sud del Sahara e alla fine di aprile rientra in Italia per fare il nido nelle pareti di argilla lungo fiumi e torrenti. Con i suoi splendidi colori - azzurro, arancio, ocra, turchese , nero - ci ricorda che la natura è una bellissima sorpresa.

Come fanno gli uccelli a capire che è arrivata la primavera?


E’ una domanda che l’uomo si è sempre fatto. Gli animali, soprattutto gli uccelli, sono i primi a capire che l’inverno è finito e annunciano la bella stagione con canti e danze nuziali, ma come fanno a sapere che è iniziata la primavera? Il segreto è tutto in una sveglia biologica il cui funzionamento è ancora in parte misterioso. Gli scienziati del Roslin Institute (Scozia) e della Nagoya University (Giappone), studiando le quaglie giapponesi (Coturnix japonica), hanno scoperto che esistono specifici geni che si attivano solo con la luce del sole di primavera stimolando le gonadotropine, ormoni sessuali che possono cambiare il comportamento degli uccelli provocando la trasformazione del piumaggio e stimolando il canto.

Il risveglio della natura, infatti, si fa sentire soprattutto attraverso i suoni. È la stagione del corteggiamento e della riproduzione per centinaia di specie di uccelli che, per comunicare e delimitare il territorio, usano il loro canto. Nella maggior parte dei casi sono i maschi a cantare per attirare le femmine della stessa specie.


Il più famoso canto di primavera è sicuramente quello del cuculo (Cuculus canorus), celebrato anche da canti e filastrocche popolari come il verso che scaccia l’inverno e annuncia la bella stagione “Cucù cucù, l’inverno non c’è più”. Ma sono tante le specie che con i loro vocalizzi caratterizzano la primavera, come il merlo o l’usignolo, che proprio grazie alle loro “serenate” sono diventati simboli del bel canto.

Tempo di “tip tap”

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Durante le fredde giornate invernali gli uccelli si muovono quasi esclusivamente per cercare il cibo. Muoversi significa disperdere energie e durante il periodo freddo non si possono sprecare calorie senza un valido motivo. Ma in primavera tutto cambia e, con la stagione degli amori, per molte specie cominciano anche le danze di corteggiamento.

Dall’elegante danza acquatica degli svassi maggiori alla solenne parata del gallo cedrone, ogni specie evolvendosi ha adottato tecniche e rituali diversi, talvolta veramente spettacolari. Uno studio recente ha rivelato ad esempio che l’astride dalla testa blu, un piccolo uccello che vive in Africa orientale, esegue per la femmina una danza molto simile al tip tap ma praticamente invisibile all’occhio umano.

Proteggere la Primavera

Quest’anno c’è un motivo in più per festeggiare gli uccelli in primavera. Nel 2019 è stato festeggiato il 40°’anniversario della Direttiva Uccelli, una grande legge europea, fortemente voluta anche dalla Lipu, che permette di proteggere centinaia di specie di uccelli nei loro ambienti naturali e la bellezza della primavera, con i suoi canti, le sue danze e i suoi colori.

Martedì, 19 Marzo 2019 09:57

I Candidati alle elezioni 2019 della Lipu

Lista dei candidati al consiglio direttivo

Consiglieri uscenti candidati


STEFANO ALLAVENA - Coordinatore regionale della Lipu Abruzzo, ho operato per 30 anni nel Corpo forestale dello Stato, come funzionario e poi dirigente, occupandomi di istituzione e creazione di riserve naturali e organizzando le attività di antibracconaggio, soprattutto nelle valli del bresciano e sullo Stretto di Messina. Sono stato anche tecnico forestale al Parco nazionale d’Abruzzo. Mi candido per continuare con passione la difesa degli uccelli e degli ambienti naturali, oggi particolarmente sotto attacco.

LUIGI BERTERO - Medico chirurgo, mi ricandido per continuare a dare il mio contributo alla Lipu, di cui mi sento ancora più parte dopo la splendida esperienza di questi quattro anni. Socio dal 1982, due volte eletto nel Collegio dei Probiviri, condivido profondamente gli ideali, le attività e l’entusiasmo della nostra associazione. Amo la natura e mi occupo da anni di protezione degli ultimi lembi di foresta planiziale, creazione di corridoi ecologici, ripristino di cave dismesse e monitoraggi ornitologici.

LORENZO BORGHI - Con l’esperienza acquisita e l’entusiasmo inalterato, tra le mie priorità, da sempre, ci sono le Delegazioni, l’Educazione ambientale, i Centri di recupero, il controllo del territorio, perché credo siano pilastri fondamentali da difendere e rafforzare il più possibile.

RICCARDO FERRARI - Sono nato nel 1965 a Torino, dove vivo. Laureato in Scienze naturali, lavoro nell’ambito dei sistemi informativi territoriali. Socio Lipu dal 1984, sono Delegato di Torino dal 1992. Ho a cuore la Lipu. Mi ricandido per mettere a disposizione la mia esperienza e continuare un percorso che fino ad oggi è stato bello, ricco, coinvolgente, pieno di soddisfazioni. Per la Lipu sono anche presidente del Gruppo di Organizzazione del Volontariato, con il quale contribuisco alla preziosa azione dei nostri volontari sul territorio.

PAOLA LODESERTO - La Lipu è la mia passione e il mio impegno da 40 anni. Sono socia dal 1980 e delegata di Taranto dal 1988. Mi occupo del territorio, per dare una mano alla natura difendendola dai piccoli e grandi soprusi che spesso subisce, e sono attenta alle questioni nazionali per le quali la Lipu si batte con grande efficacia. Mi candido al Consiglio poter continuare il lavoro proficuo degli ultimi anni e portare in Lipu la voce del sud Italia, dove tutto è più difficile, anche e soprattutto per la natura.

MICHELE MENDI - Tecnico della Protezione Civile della Regione Emilia-Romagna, sono il delegato della Lipu di Parma e un fotografo naturalista. Mi candido per continuare il lavoro svolto dal Consiglio uscente sotto la presidenza di Fulvio Mamone Capria. Ho come priorità la lotta al bracconaggio e il rafforzamento dei centri recupero che, oltre ad essere punti di speranza per gli animali e i cittadini che desiderano aiutarli, sono anche luoghi di difficoltà, vista la carenza di aiuti dalle amministrazioni pubbliche.

LORENZO NOTTARI - Far conoscere e valorizzare la biodiversità urbana è uno degli obiettivi più importanti nella didattica che svolgo come educatore ambientale nel Centro habitat mediterraneo della Lipu a Ostia e nelle Riserve naturali di Roma. Le aree verdi urbane devono diventare aule a cielo aperto, luoghi che offrano possibilità di incontri, di eventi ed attività per far nascere una nuova sensibilità ed interesse verso la natura.

STEFANO PICCHI - Socio della Lipu fin da bambino, oggi come naturalista mi occupo di progetti europei Life per la tutela della natura italiana e insegno queste materie all’Università di Bologna e in altri corsi. Mi piace comunicare e organizzare iniziative per l’ambiente. Mi ricandido perché voglio proseguire il mio impegno per la Lipu mettendo a disposizione le mie capacità e la mia voglia di rendere il mondo migliore, a partire dalla tutela degli uccelli, che amo molto. Il mio blog: http://europanatura.blogspot.com.

ALESSANDRO POLINORI - Responsabile volontario del Centro habitat mediterraneo della Lipu a Ostia, da 35 anni in Lipu, ho maturato esperienze multidisciplinari in gestione delle aree protette, educazione e comunicazione ambientale, tutela della biodiversità, rapporto uomo-animale-ambiente. Mi candido per contribuire alla crescita di una Lipu in grado di coniugare competenza, concretezza e capacità di aggregazione, valorizzando le esperienze locali e l’impatto sociale delle nostre attività di conservazione della natura.

ALDO MARCO VERNER - Medico veterinario, nato a Genova nel 1958, sono socio della Lipu dal 1982 e delegato di Genova da oltre venti anni. Sono stato veterinario per il Centro di primo soccorso per la fauna a Genova. Oggi sono guardia venatoria per la Lipu e coordinatore nazionale della Vigilanza venatoria e antibracconaggio. Partecipo a tutte le iniziative nazionali e locali. La Lipu per me è una ragione di vita e un modo per aiutare, concretamente, la natura e la società.


Altri candidati
 

PAOLA ASCANI - Nata a Firenze nel 1961, socia dal 1974, vivo a Livorno con Daniele e la canina Jolie. Ornitologa, co-autrice degli atlanti di Firenze e Livorno, ho scritto pubblicazioni scientifiche e mi sono occupata di educazione ambientale. Collaboro col settore Ecologia urbana e sono appassionata di birdgardening, anche come relatrice ai corsi Lipu. Ho fondato un comitato per la salvaguardia del verde cittadino. Vorrei rappresentare le tematiche regionali e aspetti generali quali la conservazione della biodiversità urbana.

LUCIA BASSANI - Nata a Milano nel 1959, ho conseguito la maturità scientifica. Sposata, con una figlia e nonna di una bimba. Iscritta alla Lipu dal 2005, volontaria attiva da una decina di anni nella sezione di Milano e Pavia con il compito principale di referente per richieste di soccorso e recupero della fauna in difficoltà. Fino al 2017 Guardia venatoria nella provincia di Milano e Bergamo. Vorrei diventare consigliere per riuscire a salvaguardare gli animali, la mia più grande passione insieme alla Lipu.

LAURA BONANNO - Insegnante in pensione, socia Lipu da più di 30 anni e da sempre vicina al mondo del volontariato sociale e ambientale, ho deciso di dedicare il mio tempo libero alla rinascita della delegazione Lipu della mia città, Pistoia. Appassionata di birdwatching, mi interesso in modo particolare di verde urbano e di tutela della biodiversità, di cambiamenti climatici e di educazione ambientale. A Pistoia collaboro con un progetto di costituzione di un’area per il birdgarden nelle immediate vicinanze della città.

PAOLO CANEPA - Ho 58 anni e un diploma di scuola media superiore. Lavoro per Trenitalia come macchinista. Sono sposato con un figlio. Iscritto alla Lipu dal 1995, ho subito iniziato a collaborare come volontario con la delegazione della Spezia di cui sono diventato il delegato nel 2008. Nel 1996 ho conseguito l’abilitazione di Guida ambientale escursionistica per la Provincia della Spezia.

COSTANTE CAVALLARO - Ho 66 anni, sono pensionato. Dal 1972 faccio parte del gruppo della Lipu sezione di Gallarate, in provincia di Varese. Ne sono il delegato da più di 40 anni. Sono stato per due mandati Consigliere nazionale e attualmente faccio parte del Gov. Questa lunga militanza mi permette di conoscere la storia della Lipu in tutte le sue evoluzioni. Oltre agli incarichi istituzionali, sono volontario presso oasi e sezioni varesine. Il mio carattere pacato e riflessivo mi porta ad avere rapporti corretti con tutti.

GASTONE GAIBA - Nella Lipu dal 1996, anno del servizio civile, sono delegato per la provincia di Latina dal 2001, referente per la Lipu del Parco Naturale di Pantanello (Latina), educatore e divulgatore ambientale, con particolare attenzione al mondo della scuola attraverso attività in classe e in natura e dei diversamente abili. Guida ambientale escursionistica autorizzata e apicoltore, appassionato di giornalismo e scrittura, sono da sempre attivo, come uomo e cittadino, nella difesa ambientale del territorio.

CECILIA GIORGETTI - Sono entrata nella Lipu grazie a un rondone in difficoltà, trovato nell’estate del 1994, e da quel giorno non ne sono più uscita, dedicando costantemente all’associazione, in modo costante, parte dei fine settimana. Sono volontaria del Centro di recupero uccelli marini, il Cruma; in seguito, sono diventata circa 18 anni fa delegata di Livorno e dal 2003 Guardia ambientale volontaria. Per festeggiare i miei 25 anni di attività ho pensato che i tempi fossero giusti per provare a far parte anche del Consiglio direttivo.

ELIA MELE - Laureato in Scienze naturali, prima operatore didattico presso la Riserva naturale Palude Brabbia, poi delegato di Milano dal 2016. Mi occupo di gestione del patrimonio verde pubblico in città. Da sempre impegnato nella diffusione della cultura ecologica, credo che oggi occorra, più che mai, imporre alle pratiche agricole e al consumo di suolo principi di responsabilità e sostenibilità. Con la mia candidatura spero di poter contribuire, a livello nazionale, alla diffusione e promozione dei valori della nostra associazione

GABRIELLA MEO - Insegnante, Socia dal 1980. Tra i fondatori del Cras del Bioparco e dell’Oasi di Castel di Guido, ho avuto anche un’esperienza come amministratore, durante la quale ho istituito la Riserva naturale di Torrile e vietato per la prima volta in Italia, su idea della delegazione locale, la barbara tradizione dei richiami vivi a scopo venatorio in provincia di Parma. Vorrei vedere una Lipu sempre più forte, attiva e concreta in difesa del territorio, della biodiversità e dei diritti di chi non ha voce.

GIANPAOLO PAMIO - Nato a Venezia nel 1960, laurea in Scienze politiche, coniugato, una figlia. Dal 2000 delegato della Sezione di Venezia, già responsabile dell’Oasi di Gaggio. Impegnato da sempre nella difesa del verde pubblico, mi batto per un’agricoltura rispettosa degli habitat partecipando al Comitato di controllo in rappresentanza degli ambientalisti nei Piani di sviluppo rurale. Credo che la difesa dell’ambiente passi da un forte impegno dei volontari provenienti dalla società civile, una crescita e una capillarità della Lipu.

PIERFRANCESCO PANDOLFI DE RINALDIS - Diventato volontario della Lipu a 11 anni, oggi ne ho 25. Dal 2011 sono delegato di Roma e ho seguito dal principio il programma Natural leaders per il volontariato giovanile. Sono Tecnico superiore del verde urbano dopo studi nel settore agricolo. Mi interesso alla promozione della cultura ecologica, dell’ecologia urbana e allo sviluppo di un’agricoltura giusta e pulita. In Consiglio, in tempi di grandi sfide per l’ambiente e la società, mi impegnerò per la formazione e il protagonismo dei giovani.

STEFANO QUEVEDO - Sono avvocato e amo la natura da sempre. Ho conosciuto la Lipu di Ascoli Piceno nel 2004, scoprendo un mondo affascinante. Grazie a Marilù Urban, nel 2006 divento delegato di San Benedetto del Tronto e mi impegno per la preziosa biodiversità della Riserva naturale della Sentina e il suo patrimonio di uccelli. Dal 2018 sono coordinatore della Lipu Marche. In Consiglio, desidero dare forza alla nuova Lipu, rigenerata dal presidente Fulvio Mamone Capria e dal direttore generale Danilo Selvaggi.

ALBERTO RESSA - Sono nato nel 1947 a Torino, dove abito. Sono laureato in Scienze infermieristiche e sono socio Lipu dal 1997. Sono volontario nella sezione di Torino, dove ho organizzato attività di divulgazione e di fotografia; attualmente faccio parte della Consulta delle Associazioni Ambientaliste della città di Torino come rappresentante della Lipu, insieme al Delegato. Mi candido perché voglio dare il mio apporto concreto, anche a livello nazionale, all’associazione che ho a cuore da tanti anni.

ALDO LUIGI SARTO - Vivo e lavoro a Caltanissetta. Socio Lipu dai primi anni Ottanta, dal 2014 sono Delegato di Caltanissetta impegnandomi nell’organizzazione degli eventi sociali, nell’iscrizione di nuovi soci, in attività di educazione ambientale, di conservazione delle specie e di antibracconaggio nel centro Sicilia. Mi candido come Consigliere per mettere a disposizione l’esperienza maturata in questi decenni e affrontare con passione questo nuovo ruolo per sostenere ancora più attivamente la Lipu.

ANDREA SOMMA - Ho 27 anni. Naturalista, sto conseguendo la laurea magistrale in climatologia. Mi impegno con passione su temi fondamentali quali l’emergenza climatica e la difesa della biodiversità sul territorio pisano. La Lipu per me è una seconda famiglia: dopo un anno di servizio civile, mi sono dedicato ai progetti Lipu locali e nazionali di volontariato giovanile che mi confermano la responsabilità di noi giovani verso le urgenti sfide del nostro tempo. Farò del clima e della protezione della natura le mie priorità.

Lista dei candidati all'organo di controllo

Titolari


GIOVANNI MASSERA - Sono nato a Parma nel 1961, dove vivo ed esercito la professione di dottore commercialista. Seguo la Lipu da molti anni, avendovi anche ricoperto la carica di Direttore amministrativo dal 1991 al 1994. Sono stato revisore dei conti dell’Associazione per gli ultimi quattro mandati. Mi candido ad un nuovo mandato, anche alla luce della diversa e più complessa funzione assegnata dalla legge sul Terzo settore.

GIORGIO PICONE - Nato ad Eboli nel 1945, sono dottore commercialista ed esercito la professione nella città di Parma. Da trent’anni seguo la Lipu, dapprima come consulente e successivamente, dal 1982, ricoprendo ininterrottamente la carica di Revisore dei conti.

MASSIMO TRASATTI - Dottore commercialista, sono nato a Parma nel 1958, dove esercito la professione. Sono stato presidente dell’Ordine dei Dottori commercialisti di Parma fino al 2007 e assessore al Bilancio del Comune di Parma dal 2007 al 2009. Seguo da molti anni l’Associazione e dal 1985 ricopro la carica di Revisore dei conti, oggi sostituita da quella dell’Organo di controllo.

Supplenti
 

PIERANGELA CARPANA - Nata nel 1950 a Felino, in provincia di Parma, da una famiglia contadina, sono iscritta all’ordine di Parma dei Consulenti di lavoro e revisore Ufficiale dei conti. Nella città di Parma sono contitolare di uno studio professionale, tra l’altro, di consulenza del lavoro, amministrativa e fiscale per le aziende, anche in ordine alla stesura dei bilanci. Conosco e apprezzo la Lipu da anni e mi metto a disposizione come membro supplente dell’Organo di controllo.

MARIAGRAZIA SCAGLIARINI - Ho una laurea magistrale in Economia e commercio, ad indirizzo Economico aziendale, con abilitazione alla professione di Dottore commercialista ed Esperto contabile, nonché iscrizione nel Registro dei Revisori legali dal 2009. Dal 2010 sono libero professionista con un mio studio nella città di Parma. Sono esperta nella gestione Contabile di aziende di medie dimensioni, revisione legale nell’ambito di procedure concorsuali e nella rendicontazione di finanziamenti pubblici anche europei.

Lista dei candidati al collegio dei Probiviri

Titolari


NORIO ANDRIOLLO - Socio dal 1982. Ex consigliere nazionale (1999-2003). Oltre a varie attività per la sezione di Milano curo dal 1993, quale appassionato di fotografia, sia l’organizzazione delle proiezioni naturalistiche/ambientali in varie sedi cittadine che i corsi.

LUCA FANELLI - Sono tra i fondatori della Lipu, nata con il nome di Lenacdu (Lega nazionale contro la distruzione degli uccelli) e per molti anni di sede a Firenze, la città in cui vivo ed esercito la professione di avvocato. Sono stato vicepresidente, consigliere, presidente regionale per la Toscana, responsabile del servizio di vigilanza e del settore giuridico. Sono membro uscente del Collegio dei probiviri.

TOMASO GIRAUDO - Sono nato nel 1939 a Savigliano (Cuneo), dove vivo ed esercito la professione di avvocato. Alla Lipu da quasi cinquant’anni, sono socio dal 1971. Sono stato vicepresidente dal 1999 al 2003, consigliere e membro di Giunta per vari mandati. Ho fondato l’Oasi Crava Morozzo e sono coautore del Centro cicogne di Racconigi. Per amore della natura ho creato una mia piccola oasi personale, di 32mila metri quadrati, dedicata agli uccelli.

Supplenti
 

CIRO ACQUAVIVA - Sono socio della Lipu dal 1997, consigliere uscente e già delegato della Lipu Pavia. Sono guardia venatoria volontaria nelle province di Milano e Pavia. Appassionato di birdwatching e di fotografia naturalistica, amo la natura e amo la Lipu, per la quale mi metto a disposizione come candidato supplente nel Collegio dei Probiviri.

STEFANO COSTA - Consigliere uscente, la mia stria nella Lipu nasce nel 2006 ma da subito è intensa e molto partecipata, trovando nella Lipu una famiglia e una comunità di persone capaci e appassionate, che l’hanno resa una delle più importanti associazioni ambientaliste italiane ed europee. Spero adesso di rendermi utile come Probiviro, nel ruolo di supplente, pronto a subentrare in caso di necessità.

 

 
 

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