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Stare in natura fa bene, lo dice la scienza

Stare in natura fa bene, lo dice la scienza
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Per migliaia di anni l’uomo ha vissuto a stretto contatto con la natura, adattando il proprio corpo e i propri sensi alle condizioni ambientali.

Negli ultimi 100 anni, però, nel mondo industrializzato l’uomo si è separato dalla natura, confinando il rapporto con essa a qualche sporadico contatto. Secondo molti ricercatori di ambiti diversi, questa “separazione” crea notevoli problemi di salute sia fisica che psicologica.

Se consideriamo, ad esempio, uno dei mali più diffusi in occidente, ossia lo stress, molte ricerche dimostrano che gli ambienti in cui trascorriamo il tempo possono aumentare o ridurre il nostro stress, il quale ovviamente influenza il nostro corpo. Quello che vediamo, ascoltiamo, tocchiamo in ogni momento cambia non soltanto il nostro umore, ma anche il nostro sistema nervoso, endocrino e immunitario. Ad esempio, lo stress causato da un ambiente non piacevole può farci sentire ansiosi e tristi. Questo si trasforma in un aumento della pressione sanguigna, della tensione muscolare e inficia il nostro sistema immunitario. Un ambiente piacevole ribalta questa situazione.

 

Qual è un ambiente ritenuto universalmente “piacevole”?

Indipendentemente dall’età o dalla cultura, gli esseri umani trovano piacevoli gli ambienti naturali. Nel libro “Healing Gardens” si cita uno studio in cui i ricercatori hanno scoperto che più dei due terzi delle persone sceglie un ambiente naturale per rifugiarsi quando si sente stressato o triste.

Ma la natura ci aiuta anche a convivere meglio con il dolore. Alcune ricerche in pazienti ricoverati dopo operazioni chirurgiche hanno dimostrato che la sola vista dalla finestra di un giardino permetteva ai pazienti di tollerare meglio il dolore post operatorio e di rimettersi prima di quelli che dalla propria finestra potevano vedere degli edifici.

Un fatto fondamentale è che le attività in natura coinvolgono tutti i sensi, senza privilegiarne uno in particolare. Tatto, udito, gusto, olfatto e vista: tutti i sensi sono stimolati dalle attività in natura e questo permette anche a chi ha un deficit sensoriale di poter partecipare e trarne beneficio.

Inoltre, trascorrere del tempo in natura aumenta la nostra concentrazione. Molti studi su bambini con deficit dell’attenzione (ADHD) dimostrano che se posti in un ambiente naturale aumentano notevolmente la loro soglia di attenzione rispetto ad un ambiente chiuso (Taylor, A., Kuo, F. (2008). Children with attention deficits concentrate better after walk in the park. Journal of Attention Disorders; 12 (5), 402-09).

Ma la natura ha un effetto positive anche sulle relazioni sociali: una ricerca dell’American Institutes for Research del 2005 ha dimostrato che gli studenti che partecipano ad attività in natura imparano a comunicare in maniera più efficace con i loro pari.
 

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