Lipu Onlus, natura, uccellie animali selvatici in Italia

Un rifugio sicuro per gli uccelli selvatici

Campo antibracconaggio nel Sulcis (foto: Archivio Lipu) Campo antibracconaggio nel Sulcis (foto: Archivio Lipu)
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Una campagna di comunicazione a livello locale, nazionale e internazionale con l'importante scopo di ridurre l'uccisione illegale di uccelli selvatici.

La Lipu, grazie ai fondi europei Life+ di comunicazione e informazione ha attivato un importantissimo progetto dal titolo Safe haven for wild birds (Un rifugio sicuro per gli uccelli selvatici) per sensibilizzare i paesi coinvolti (Spagna, Grecia e Italia) sul problema del bracconaggio e sulla tutela delle preziose specie di uccelli migratori.

La cattura e l’uccisione illegale (due chiare forme di bracconaggio) di uccelli selvatici protetti dalla Direttiva Europea "Uccelli" e dalle varie legislazioni nazionali, sono un problema diffuso in tutta Europa. In Italia esisto diverse zone calde (hot spots) in cui il bracconaggio si presenta in forme particolarmente gravi. Tra queste, l’area del Basso Sulcis, in Sardegna.

Emergenza bracconaggio nel Basso Sulcis

Ogni autunno e inverno, anche per via della presenza di enormi estensioni di una ricchissima e intatta macchia mediterranea, l’area del Basso Sulcis è interessata dall’afflusso di milioni di uccelli, provenienti dal nord Europa, che si fermano durante la migrazione e vi sostano per tutto l’inverno. Ma in questi stessi boschi, migliaia di loro trovano la morte per mano dei bracconieri, che disseminano i sentieri di trappole armate con esche.

Tordi, capinere, cince, fringuelli, pettirossi finiscono catturati e uccisi per essere destinati al commercio illegale: venduti ai ristoranti, che li trasformano in "grive", gli spiedini di uccelli. Nel Basso Sulcis, la Lipu è presente dal 2005, con un campo finalizzato a contrastare il fenomeno.

I nostri volontari perlustrano i sentieri collinari specialmente attorno ai comuni di Assemini, Capoterra, Uta, Santadi, per rimuovere le trappole e le reti poste dai bracconieri. È un lavoro che dà frutti importanti in termini di vite salavate agli uccelli, freno al bracconaggio, denunce dei bracconieri all’autorità giudiziaria.

Un progetto culturale

La Lipu ha attivato, con la Commissione europea, un importantissimo progetto comunitario per agire più a fondo, anche sul decisivo fronte culturale: Bisogna fare in modo che aumenti la consapevolezza del problema nelle popolazioni locali, e si favorisca in loro l’apprezzamento delle bellezze, delle ricchezze della natura sarda e della legalità ambientale. Così sarà più facile isolare il bracconaggio, sconfiggerlo.

Il progetto, che si conclude nel 2015 per una durata complessiva di tre anni, ha dunque gli obiettivi di sensibilizzare le persone al rispetto degli uccelli migratori e la biodiversità, di far loro conoscere gli effetti del bracconaggio sulla biodiversità locale ed europea, di cambiare gli atteggiamenti socio-culturali verso il bracconaggio (specie nelle generazioni più giovani) e, non ultimo, di migliorare l'applicazione della legge attraverso una maggiore consapevolezza e un migliore coordinamento tra e con le forze dell'ordine.

Per dare un rilievo e anche un’efficacia più generale, il programma sul Basso Sulcis è stato legato a quello su altre due aree hot del bracconaggio mediterraneo: le province di Aragona, Catalogna e Valencia in Spagna e alcune isole ioniche della Grecia.

Le azioni

La Lipu, capofila e ideatrice del progetto, si è quindi affiancata ai rispettivi partner di BirdLife International, SEO per la Spagna e HOS per la Grecia, coordinando il programma generale che consta di varie azioni:

  • una campagna di sensibilizzazione rivolta alle autorità e alle comunità locali, in particolare i giovani, e al pubblico generale per mezzo di annunci stampa e radio e del sito web www.leavingisliving.org;
  • l’attivazione di social network;
  • il coinvolgimento di testimonial;
  • un programma di educazione ambientale rivolto alle scuole (studenti e insegnanti)
  • eventi pubblici in primavera e in autunno, rivolti alle comunità locali;
  • azioni di sensibilizzazione e informazione per le autorità locali e le forze dell'ordine;

Il progetto termina nel 2015 con una grande conferenza internazionale, con la partecipazione delle autorità nazionali dei Paesi in cui è stato eseguito il progetto, nonché le autorità regionali, le forze dell'ordine e i rappresentanti della Commissione Europea.

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