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 Il progetto IBA
Criteri omogenei IBA
 Altre informazioni:
 Documenti disponibili

DOCUMENTI DISPONIBILI:

Relazione tecnica sull'aggiornamento dell'inventario IBA e la proposta di designazione di nuove ZPS in acrobat PDF (compresso in zip 3762 KB)

Perimetri delle IBA in formato SHAPE (compresso in 767 KB), utilizzabile su programmi GIS (Arcview, ArcExplorer)

 

 

 
 Le IBA, paradisi degli uccelli
 
La conservazione della biodiversità in generale e dell'avifauna in particolare è una missione estremamente ardua: a livello mondiale, quasi il 12% delle specie di uccelli è minacciato di estinzione e buona parte delle altre sono in declino. La minaccia principale è costituita dalla perdita di habitat, a sua volta dovuta a molteplici fattori quali ad esempio la deforestazione, la trasformazione di habitat naturali in terreni agricoli o la transizione da agricoltura tradizionale ad agricoltura intensiva, la bonifica delle zone umide, l'urbanizzazione e lo sviluppo di infrastrutture. D'altro canto le risorse economiche a disposizione sono estremamente limitate: risulta quindi fondamentale saperle indirizzare in maniera da rendere gli sforzi di conservazione il più possibile efficaci. Con questa logica nasce il concetto di IBA (Important Bird Area, aree importanti per gli uccelli) messo a punto da BirdLife International (una rete che raggruppa numerose associazioni ambientaliste dedicate alla conservazione degli uccelli in tutto il mondo). Le IBA sono luoghi che sono stati identificati in tutto il mondo, sulla base di criteri omogenei, dalle varie associazioni che fanno parte di BirdLife International. Molti paesi sono ormai dotati di un inventario dei siti prioritari per l'avifauna (IBA) ed il lavoro si sta attualmente completando a livello mondiale.
In Italia il progetto IBA è curato dalla LIPU.
Una zona viene individuata come IBA se ospita percentuali significative di popolazioni di specie rare o minacciate oppure se ospita eccezionali concentrazioni di uccelli di altre specie.
 
 Le IBA italiane

Il primo inventario delle IBA italiane è stato pubblicato nel 1989 ed è stato seguito nel 2000 da un secondo inventario più esteso. Una recente collaborazione tra LIPU e Direzione per la Conservazione della Natura del Ministero Ambiente ha infine permesso la completa mappatura dei siti in scala 1:25.000, l'aggiornamento dei dati ornitologici ed il perfezionamento della coerenza dell'intera rete.
Oggi in Italia sono state identificate 172 IBA che ricoprono una superficie terrestre complessiva di 4.987.118 ettari. Le IBA rappresentano sostanzialmente tutte le tipologie ambientali del nostro paese. Attualmente il 31,5% dell'area complessiva delle IBA risulta designata come ZPS mentre un ulteriore 20% è proposto come SIC.
 

 Il monitoraggio delle IBA

Le IBA sono state individuate come aree prioritarie per la conservazione dell'avifauna. Un costante monitoraggio, standardizzato e prolungato nel tempo, rappresenta un indispensabile strumento per la corretta gestione degli habitat utilizzati dall'avifauna. BirdLife International incoraggia la creazione di reti di monitoraggio incentrate sulle IBA attraverso il coinvolgimento del volontariato e del mondo ornitologico. Un ruolo fondamentale rimane comunque quello delle varie istituzioni preposte alla gestione dell'ambiente, in particolare gli enti territoriali e gli enti Parco. Questo ruolo è peraltro conforme all'articolo 10 della Direttiva "Uccelli" che prevede infatti che gli stati membri stimolino le attività di ricerca e monitoraggio finalizzate alla conservazione. Sarà importante che le attività di monitoraggio siano coordinate tra loro in modo da permettere una valutazione complessiva della funzionalità del sistema IBA.

Dipartimento Conservazione Natura - LIPU-BirdLife Italia
Tel. ++39.0521/273043 - Email: info@lipu.it