Lipu Onlus, natura, uccellie animali selvatici in Italia

Un rarissimo felaropo beccolargo nella Riserva Torrile (Parma)

Il felaropo beccolargo fotografato alla Riserva naturale di Torrile e Trecasali da Guido Perdisa Il felaropo beccolargo fotografato alla Riserva naturale di Torrile e Trecasali da Guido Perdisa Guido Perdisa

Nidifica nella tundra artica e per migrare risale lungo le coste atlantiche. Come sia finito dunque in Italia, nella bassa parmense, non è noto.

Sta di fatto che un esemplare di falaropo beccolargo (Phalaropus fulicarius) è stato avvistato nei giorni scorsi nella riserva naturale Torrile e Trecasali, in provincia di Parma. Una rarità assoluta, di quelle che gli ornitologi contano, in un anno e in tutta Italia, sulle dita di una mano. Ad annunciarlo è la Lipu, che gestisce nel parmense l’area protetta in collaborazione con l’Ente di gestione per i Parchi e la biodiversità – Emilia Occidentale. Il falaropo beccolargo, che appartiene all'ordine dei Caradriformi, ha un areale riproduttivo circum-artico boreale, nidificando sul mare o presso stagni fangosi della tundra artica tra l'estremo Nord America, la Groenlandia, l'Islanda e la Russia. Sverna al largo dell’Africa occidentale, Mauritania, Marocco, Angola, ma anche più a sud, in Namibia e Sudafrica così come, dall’altro lato dell’Atlantico, sulle coste cilene e argentine. Oltre che in Italia dunque è una rarità per tutta l’Europa continentale e mediterranea.

“La strategia migratoria della specie è molto interessante – dichiara Marco Gustin, responsabile Specie e ricerca della Lipu - il falaropo beccolargo si comporta essenzialmente come un uccello pelagico, attraversando l’Atlantico da nord a sud, e avvicinandosi poco alla costa. Da qui lo status di raro accidentale nell’entroterra, come dimostrano le 40 segnalazioni scarse effettuate nel nostro paese negli ultimi 150 anni”. Il falaropo beccolargo si nutre prevalentemente di crostacei e di piccoli pesci che trova in superficie, si procura il cibo ruotando su se stesso, creando dei piccoli mulinelli d'acqua, che portano in superficie le prede. La femmina adulta in abito estivo è uno dei pochi casi tra gli uccelli nei quali la femmina è più bella e colorata dei maschi ed è la femmina a lottare per il maschio e a scegliere il compagno, che si occuperà della cova e dei pulcini. “La nostra riserva - afferma Gigliola Magliocco, responsabile per la Lipu della Riserva naturale Torrile e Trecasali - si rivela ancora una volta luogo di importanza fondamentale, oltre che per la sosta in migrazione e per la nidificazione, anche per l'osservazione di specie rare. Ciò grazie alla qualità naturalistica del sito e per la presenza costante di personale, operatori, volontari della Lipu, birdwatchers e fotografi naturalisti.
“La frequentazione della bassa parmense di questa specie così lontana dai luoghi che solitamente frequenta non è solo emozionante ma ribadisce con forza – conclude Magliocco - l’importanza di avere luoghi di sosta indispensabili per la sopravvivenza degli uccelli migratori”.
 

Mercoledì, 20 Giugno 2018 09:57

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