Lipu Onlus, natura, uccellie animali selvatici in Italia

Cicogna bianca uccisa a Pavia

Cicogna bianca uccisa a Pavia La radiografia della cicogna uccisa a Pavia (sulla home page, foto G.Rannisi)

Uccisa con un fucile da caccia. Il gesto criminale è stato commesso due giorni fa nel territorio del Comune di Torre d’Isola (Pv), dove una cicogna bianca è stata rinvenuta, da un giovane cittadino, gravemente ferita all’interno di un fosso.

Lo rende noto la Lipu-BirdLife Italia, intervenuta sul posto dopo esser stata avvisata dai Vigili del Fuoco, che hanno aiutato nel recupero dello sfortunato volatile. La cicogna è stato in seguito portato dai volontari Lipu di Pavia al Centro recupero Lipu La Fagiana di Pontevecchio di Magenta, dove però è deceduta a causa delle gravi ferite riportate.
La radiografia effettuata dallo staff del Centro Lipu, struttura che ricovera 1.000 animali selvatici ogni anno, non lascia dubbi: i pallini hanno colpito la cicogna in tutto il corpo (vedi allegato), senza risparmiare alcun organo: collo, zampe, addome, ventre e ali.

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“Un fatto gravissimo e criminale, che colpisce una specie simbolo bene voluta da tutti, e che negli ultimi decenni ha ripreso a nidificare in Italia dopo secoli di assenza – tuona Fulvio Mamone Capria, presidente Lipu – Ora si svolgano le indagini e si individui il bracconiere che ha effettuato questo folle gesto. Certamente – prosegue - non possiamo non pensare che l'indebolimento della vigilanza ambientale voluta dal Governo Renzi, che ha voluto cancellare il Corpo forestale e portare a termine l'eliminazione delle polizie provinciali, favorisca l'aumento del bracconaggio, reato sanzionato anche blandamente dallo Stato. Un doppio colpo che, in assenza di correttivi, porterà l'Italia indietro di 30 anni rispetto ai risultati faticosamente raggiunti nella tutela della fauna selvatica".

 

Alcune foto del recupero della povera Cicogna bianca ancora viva, morirà poche ore dopo a causa dei tantissimi pallini ...

Posted by Lipu Pavia on Lunedì 19 ottobre 2015

Estinta come nidificante in Italia fino a fine anni Cinquanta, la cicogna bianca ha ricominciato dagli anni Sessanta a nidificare e, anche grazie a progetti di reintroduzione che ha visto la Lipu protagonista, ha visto crescere la popolazione nei decenni successivi fino ad arrivare alle attuali 285 coppie nidificanti (si veda scheda per approfondimenti)

Leggi anche l'articolo del presidente Lipu su Huffington Post, cliccando QUI

La cicogna bianca

Ordine: Ciconiiformes Famiglia: Ciconiidae
Le cronache, infatti, riportano una totale estinzione della specie nel nostro Paese durante il tardo Medioevo. Fino al 1959, quando la Cicogna bianca ha ricominciato a nidificare in Piemonte, per poi diffondersi – grazie anche a diffusi progetti di reintroduzione – in altre regioni d’Italia.
Prevalentemente migratrice – i quartieri di svernamento sono posti oltre il Sahara – la specie ha non solo ricominciato a nidificare in Italia, ma sono sempre più frequenti le osservazioni di individui svernanti. Inconfondibile per il suo piumaggio candido e per le notevoli dimensioni – anche 115 cm di lunghezza per un’apertura alare superiore ai 160 cm – la Cicogna bianca, in piedi, può essere alta oltre 1 m. Particolarmente lunghe le piume del collo e del petto, e importante è anche il becco, che può misurare anche 20 cm e risulta particolarmente adatto alla cattura di vari tipi di prede – insetti, piccoli mammiferi o uccelli, rettili e anfibi – che compongono la dieta, per la verità piuttosto variegata, di questa specie.
Per secoli perseguitata dall’uomo – nonostante il ruolo “positivo” occupato nella tradizione popolare – la Cicogna bianca ha sofferto in modo particolare anche per la contrazione degli habitat e, più in generale, per l’impoverimento delle aree di alimentazione dal punto di vista della quantità e della qualità di prede. A giocare a sfavore della specie sono state anche le condizioni riscontrate nei siti di svernamento africani, dove periodi di siccità sempre più frequenti e l’avanzare del deserto hanno notevolmente ridotto l’areale idoneo alla specie e causato un’elevata mortalità di individui durante lo svernamento in Africa, con ovvie ricadute sulla popolazione europea.
 

Lunedì, 19 Ottobre 2015 15:56

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