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Calabria: uccisa a fucilate una cicogna bianca

Calabria: uccisa a fucilate una cicogna bianca Foto Fabio Cilea
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L'ennesimo atto di bracconaggio perpetuato ai danni della natura e con la classica modalità, ossia pallettoni da caccia contro una specie rara e protetta. 

E' successo in Calabria in provincia di Cosenza e a farne le spese é stato un bellissimo ma sfortunato esemplare di cicogna bianca. Si tratta di una specie superprotetta da leggi nazionali e internazionali che timidamente sta tornando a nidificare in Italia da qualche decennio dopo un'assenza di quasi cinque secoli.

“Un atto scellerato - dichiara Fulvio Mamone Capria, presidente Lipu – che condanniamo in modo fermo auspicando che venga fatta chiarezza al più presto sull’accaduto. Un gravissimo atto contro un’amatissima specie come la cicogna bianca, sulla quale abbiamo ottenuto straordinari risultati grazie all’impegno e la dedizione dei volontari di Rende”.

L'episodio è accaduto in una regione dove la Lipu è particolarmente impegnata nella protezione di questa specie. Dal 2003 infatti la sezione rendese della Lipu ha messo in campo un progetto per favorire la nidificazione della specie tramite l'installazione di nidi artificiali sui tralicci e pali dell'Enel.
“Da quando il progetto è partito si è passati dall'unica coppia presente in regione alle attuali 18 coppie e l'incremento è avvenuto esclusivamente tramite nidi artificiali, una sorta di piattaforme circolari in legno” sostiene Roberto Santopaolo responsabile provinciale Lipu.
Con molta probabilità, sostiene ancora Santopaolo, “l'individuo abbattuto appartiene ad una delle 18 coppie "calabresi" ed il rischio che non si riformi la coppia esiste, purtroppo. Se ciò dovesse accadere sarebbe un ulteriore elemento di amarezza e di rabbia per tutte le persone civili che hanno a cuore l'ambiente e in particolare per i volontari della Lipu che tanto impegno, energia e professionalità stanno dedicando a questa specie per favorirne il ritorno in Calabria”.
Gli stessi volontari si occupano anche di sorvegliare i nidi durante il periodo riproduttivo (marzo-agosto) e svolgono attività di monitoraggio su quei pochi individui svernanti che rimangono in zona.
Migrare in Africa comporta per la specie dei pericoli naturali ma restare in zona, in periodo di caccia aperta, evidentemente é ancora più pericoloso come dimostrato da questo e altri atti di bracconaggio che spesso si verificano sul territorio nazionale.
Attualmente in Italia sono circa 280 le coppie nidificanti concentrate per la maggior parte nel nord Italia, Sicilia e Calabria. La cicogna bianca, pur avendo registrato un incremento negli ultimi anni, è considerata una specie con uno stato vulnerabile e necessita di essere protetta e salvaguardata. Episodi come questi purtroppo non aiutano la specie e non fanno bene alla Calabria, all'Italia.
 

Lunedì, 19 Gennaio 2015 16:15

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