Lipu Onlus, natura, uccellie animali selvatici in Italia

Caccia illegale: due milioni di uccelli uccisi in centro-nord Europa

Cormorano, di Luigi Sebastiani Cormorano, di Luigi Sebastiani

Fino a due milioni di uccelli acquatici e passeriformi, ma anche molte specie di rapaci, sono vittime della caccia illegale nel Caucaso e nel centro-nord Europa.

Sono le stime del nuovo report The Killing 2.0, A View to a Kill presentato oggi da BirdLife International e rilanciato in Italia dalla Lipu. Sei i Paesi che ospitano le venti peggiori aree per l’illegal killing, ossia Armenia, Azerbaijan, Bulgaria, Georgia, Germania e Olanda. Ciò, nonostante che tutti i 28 Paesi dove sono stati raccolti i dati siano vincolati al rispetto della Convenzione di Berna sulla conservazione delle specie e degli habitat, e ben 19 di essi siano anche membri dell’Unione europea, e dunque vincolati al rispetto delle direttive comunitarie “Habitat“ e “Uccelli“.  Mentre nel Caucaso e nel centro Europa gli uccelli vengono uccisi per sport, nel Nord Europa la principale motivazione è il “pest control“, ossia l’uccisione di specie che causano “danni“ alla pesca e all’agricoltura e nei quali possono finire uccisi accidentalmente anche rapaci e passeriformi. Oltre agli uccelli acquatici e i passeriformi, i rapaci sono infatti il gruppo più colpito dal fenomeno, ben 51 specie su 52. 

A livello di singoli Paesi, sono gravi i dati provenienti dall’Azerbaijan, dove si stima vengano uccisi ogni anno tra i 160mila e i 900mila uccelli acquatici. Proprio in questo Paese ci sono ben 6 delle 20 zone a maggior presenza di illegal killing, tutte incluse nell’area del Gizilagach Bays, nel sud-est del paese, dove il numero di uccelli selvatici uccisi raggiunge il 18% del totale dell’intera regione. “Gli uccelli fanno parte del patrimonio comune, che va preservato e trasmesso alle generazioni successive – afferma Patricia Zurita, direttore generale di BirdLife International I dati del nostro report evidenziano quanto malamente lo stiamo facendo e quanto spazio ci sia per migliorare la situazione. I dati sconvolgenti che emergono da Killing 2.0, che segue il precedente realizzato due anni fa, The Killing, sulla caccia illegale nel Mediterraneo – conclude Zurita - ci spingono a cercare di porre fine all’illegal killing in Europa, nel Caucaso e nel resto delle rotte migratorie degli uccelli“.

 

Martedì, 24 Ottobre 2017 12:40

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