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La ballerina bianca, così lontana e così vicina

La ballerina bianca, così lontana e così vicina Motacilla alba, la ballerina bianca
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Piume o corazza, pelle o corteccia, siamo tutti dalla stessa parte: la ballerina bianca ci insegna l’amicizia possibile tra uomo e natura

Leggera, elegante e dalle forme slanciate, la ballerina bianca prende il nome dal suo modo di “camminare” sul terreno ondeggiando ritmicamente la lunga coda. Potrebbe sembrare un uccello delicatissimo eppure nel periodo riproduttivo è capace di vivere anche in condizioni estreme, dal freddo del Circolo polare al sole del Sahara. Tra tutti i passeriformi la Ballerina bianca è quello che meglio si adatta alla vicinanza dell’uomo, per questo in città come in campagna non è difficile vederla a pochi passi dalle nostre case, nelle mangiatoie dei birdgarden e persino sul davanzale delle finestre.

Maschio di ballerina bianca con un giovane. Ken and Nyetta - CC BY 2.0Maschio di ballerina bianca con un giovane. Ken and Nyetta - CC BY 2.0

La ballerina bianca (Motacilla alba) è diffusa in Europa, Asia, Africa del Nord. Predilige le zone umide e coltivate, gli specchi d’acqua, i campi arati, le rive dei laghi, tutte quelle zone in cui è facile trovare insetti che sono alla base della sua dieta. In Italia è comune in gran parte delle regioni in particolare la sottospecie Motacilla alba alba, è considerata parzialmente sedentaria.
Ma si possono anche avvistare esemplari di passaggio nel loro viaggio attraverso l’Europa, dalle regioni centro orientali da Svizzera, Austria, Slovenia e persino da Norvegia, Finlandia, Svezia e Mar Bianco. La ballerina non teme le temperature estreme e nel periodo riproduttivo riesce a vivere anche in ambienti ostili all'uomo, dalle pendici dell’Hymalaya fino allo stretto di Bering e oltre il Circolo Polare artico.

Come riconoscere la ballerina bianca

Siamo tutti dalla stessa parteLa ballerina ci ricorda che tutti noi esseri viventi condividiamo gli stessi bisogni: il bisogno di nutrirci, di sentirci protetti e sicuri, di trovare un posto da chiamare casa. Difendi la ballerina e tutta la fauna selvatica, Iscriviti alla Lipu

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Avvistare e riconoscere la Ballerina bianca è molto facile grazie alla sua forma caratteristica. E’ grande quanto un passero, lunga circa 20 cm con un’apertura alare che può toccare anche i 30 cm. Ha una forma molto slanciata, becco sottile e appuntito, un tipico piumaggio bianco, nero e grigio. Il maschio “indossa” una caratteristica mascherina bianca attorno agli occhi mentre petto, nuca e gola sono marcatamente neri. Il dorso e le ali sono grigi. Infine la lunga, elegantissima, coda è nera con bordi e parte inferiore bianchi. (in foto: tavola che mostra le diverse sottospecie di motacilla alba)

 

La "danza" della ballerina bianca

La caratteristica più singolare della ballerina, quella che le ha fatto guadagnare il nome con cui è comunemente conosciuta è la “danza della coda”, ovvero il movimento ritmico della sua coda. Quando cammina veloce sul terreno infatti la ballerina bianca muove ritmicamente la coda con un tipico andamento dall’alto verso il basso e poi, dopo una rapida corsa, spicca un elegante volo ondulato.

L'albero delle ballerine

Le ballerine bianche, come altri passeriformi, in inverno hanno l’abitudine di riunirsi in gruppo al tramonto. Stare vicini e in gruppo serve loro a proteggersi da eventuali predatori, conservare la temperatura corporea, ma è anche un modo utilissimo per socializzare e acquisire informazioni sui posti migliori dove trovare il cibo.
I dormitori (roost) delle ballerine possono essere piccoli arbusti, i tetti delle case o altre costruzioni umane che possono arrivare ad ospitare anche migliaia di esemplari creando uno straordinario spettacolo naturale come nel caso degli “alberi di ballerine” dell’aeroporto londinese di Heathrow.

Sotto il sole africano, al freddo del circolo polare, in campagna e nelle nostre città la ballerina con la sua vicinanza ci ricorda che noi esseri viventi siamo tutti dalla stessa parte e condividiamo gli stessi bisogni: il bisogno di sentirci protetti, il bisogno di nutrirci, il bisogno di trovare un posto da chiamare casa.

 

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