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 Sistema oasi e centri

   Il sistema delle Oasi e dei Centri LIPU  
La rete delle Oasi e dei Centri LIPU è ormai un consolidato sistema di aree protette (le Oasi), che gestisce oltre 7.000 ettari di natura e di "ospedali" per la fauna selvatica (i Centri di Recupero), dove vengono accolti oltre 11.000 animali feriti ogni anno. Il sistema delle Oasi LIPU ospita e dà protezione ad oltre 50.000 specie animali e vegetali, con più di 250 specie di uccelli osservabili nelle varie stagioni dell'anno. Tra queste specie molte sono di notevole importanza dal punto di vista conservazionistico, perché minacciate di estinzione o presenti soltanto in pochissime località. Insomma un vero patrimonio di uccelli e fiori, rettili e pesci, alberi e mammiferi, insetti, anfibi e funghi, inseriti in un'ampia varietà di paesaggi ed ecosistemi; un piccolo, ma concreto ed efficace contributo alla tutela della biodiversità del nostro Paese.

I Centri di Recupero, invece, svolgono un'azione ancora più diretta e specifica, almeno per moltissime specie di uccelli, i rapaci in particolare. Il loro scopo principale è quello di ricevere, curare e liberare le migliaia di esemplari che arrivano feriti a causa di fucilate, per urti contro automezzi e cavi sospesi o comunque debilitati. I nostri veterinari ed il personale specializzato si adopera per restituire alla vita selvatica ed al loro importante ruolo ecologico il maggior numero di poiane e barbagianni, gheppi e civette, aquile e assioli, aironi e cormorani, gabbiani e sule, ma anche molti uccelli "comuni", come merli, rondoni o cince.

Particolare attenzione è stata rivolta poi alla riproduzione di alcune specie "simbolo" o particolarmente significative dal punto di vista conservazionistico come la Cicogna bianca, il Gobbo rugginoso e varie specie di anatre. Infine sono stati attivati anche alcuni Centri specifici per la ricerca o l'educazione ambientale. Un sistema, quello delle Oasi e dei Centri LIPU, che ha visto la nascita della prima Oasi LIPU nel 1979 e che nel corso di questi ultimi venti anni si è sviluppato enormemente, con la collaborazione e il coinvolgimento di moltissimi Enti pubblici (Comuni, Province, Regioni, Enti Parco e Ministeri) e Società private. Un sistema che, prendendo spunto da quello attuato in Inghilterra dalla RSPB (Royal Society for the Protection of Birds, in pratica la LIPU inglese), si basa su un agile ma efficace modello gestionale applicato a molti ambienti del nostro Paese. Se le zone umide salmastre e di acqua dolce costituiscono infatti la maggioranza degli habitat rappresentati, vi sono poi estese superfici di boschi di latifoglie miste (planiziali e collinari), di incolti erbacei arbustivi appenninici, di ecosistemi agrari, di macchia mediterranea, di coste e falesie rocciose, inclusa una piccola ma vera isola mediterranea (Isola Delle Femmine, in Sicilia).

Tutto ciò senza dimenticare quegli ambienti a volte considerati "minori", come i fontanili o gli ultimi lembi di prati umidi, che invece sono spesso l'ambiente di elezione di numerose specie e non solo di uccelli. Queste aree protette hanno oggi raggiunto, assieme ai Centri, il ragguardevole numero di 53 siti e costituiscono il secondo sistema nazionale in assoluto gestito da una Associazione privata. Sparse in ben 11 regioni italiane, pur con una certa prevalenza in quelle settentrionali legata alla storia dell'Associazione ma in rapida espansione anche al Sud, le Oasi e i Centri LIPU sono nella maggior parte dotate di servizi per facilitare la visita. Capanni di osservazione, camminamenti e sentieri-natura, centri visita con aule per la didattica sono presenti nella maggior parte delle nostre strutture, tranne che in una piccola parte di esse, denominate "rifugi", nelle quali la natura è protetta e controllata ma in cui mancano attrezzature e personale fisso. In tutte le altre Oasi LIPU il visitatore potrà infatti trovare una persona qualificata in grado di accogliere il visitatore ed accompagnare gruppi e scolaresche in appassionanti visite guidate.

Ogni anno sono oltre 200.000 le persone che visitano le Oasi LIPU, provenienti da tutta Italia ed anche dall'estero. Nell'ambito della grande rete internazionale di BirdLife International, "l'Associazione delle Associazioni" che riunisce circa 100 organizzazioni No-profit per la protezione degli uccelli e della natura sparse in tutto il mondo, la rete delle Oasi LIPU si colloca al quinto posto in assoluto per numero, quantità delle specie presenti ed estensione del sistema, con alcuni significativi esempi di interesse internazionale. È ad esempio il caso dell'Oasi LIPU Carloforte, nell'isola di S.Pietro in Sardegna, dove i 6 chilometri di falesie e scogliere a picco sul mare ospitano e tutelano oltre 100 coppie di Falco della Regina, uno dei rapaci maggiormente minacciati di estinzione. Oppure l'esempio dell'Oasi LIPU Torrile, una complessa zona umida situata in provincia di Parma e non lontana dalla golena del Po, letteralmente ricostruita ex-novo in quelli che fino all'inizio degli anni '80 erano solo dei campi coltivati.

Questa della ricostruzione ecosistemica, totale o parziale, è stata seguita anche in altre Oasi LIPU, quali Volta Scirocco a sud delle valli di Comacchio, nel lago di Montepulciano in provincia di Siena e nella palude Brabbia sulle sponde del lago di Varese, nell'Isola Boscone nel mantovano lungo le sponde del Po (con complessi interventi di miglioramento ambientale sui canneti, sulle rive e sui fondali) o nel "rifugio" di Sant'Alessandro, nella Lomellina pavese, dove negli anni passati sono state ricostruite alcune aree umide e soprattutto un vero bosco idrofilo di salici, pioppi e ontani. Il futuro della rete delle Oasi LIPU, come per quello di tutte le aree protette del nostro Paese, è nella loro effettiva gestione. È infatti ovvio che non basta apporre dei vincoli formali a dei siti per garantirne la loro reale tutela. Per questo tutte le Oasi LIPU sono dotate di piani di gestione di almeno tre anni che prevedono una serie di obiettivi e di azioni puntuali per il mantenimento ed il miglioramento degli habitat, delle specie, ma anche per garantire, dove ritenuto opportuno, una gratificante visita da parte delle sempre più numerosi visitatori, di ogni condizione, età e ceto sociale.
 
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