Nuove melodie tra le fronde
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Come per le mode musicali, anche i canti degli uccelli risentono in modo profondo del ricambio generazionale. Lo confermano i risultati di due ricerche effettuate sulla cinciallegra e sull’usignolo maggiore
Ascoltando i canti degli uccelli ci stupiamo della varietà di frequenze e melodie che esistono tra le diverse specie. Ma se li ascoltiamo più attentamente ci accorgiamo che le diversità sono anche individuali. Per comprendere come queste ultime variano nei diversi ambienti alcuni ricercatori inglesi hanno indagato a fondo una popolazione di cinciallegra in un’area di quattro chilometri quadrati dell’area protetta di Wytham Woods, nell'Oxfordshire. I ricercatori, dopo aver marcato individualmente 242 maschi, hanno raccolto per tre anni i loro canti arrivando a identificare 109mila canti suddivisi in 330 repertori e analizzato le differenze individuali in termini di varietà e complessità degli stessi.
Canti globalizzati
Da questa approfondita analisi, i cui risultati sono stati pubblicati nella rivista Current Biology, sono emerse numerose indicazioni sui fattori che plasmano i repertori dei singoli individui e delle diverse popolazioni. In particolare, i ricercatori hanno scoperto che la dispersione all'interno della popolazione riduce la diversità e l'unicità culturale. Individui che si erano maggiormente allontanati dal sito di nascita hanno, infatti, sviluppato canti con una maggiore varietà, anche se esse sono risultati i più comuni all’interno dell’intero campione. Al contrario, individui rimasti nei territori di nascita presentavano canti meno vari ma con melodie più uniche.
Questa differenza è spiegabile per il fatto che la cinciallegra fa parte di quel gruppo di specie che apprende i canti dalla nascita fino a tutto il periodo di dispersione, fissando il proprio repertorio alla prima stagione riproduttiva. Individui con movimenti più estesi avranno, dunque, più probabilità di ascoltare e acquisire una maggiore varietà di melodie comuni, perché esposti a più canti durante il loro periodo di apprendimento, arrivando dunque a possedere un repertorio più vasto.
Giovani innovatori
I ricercatori hanno poi scoperto che esistono delle vere e proprie tendenze nelle melodie, un po’ come le mode musicali degli umani: gli uccelli della stessa età tendono, infatti, a condividere tipi di canto simili.
Questo fa sì che popolazioni ben strutturate con diverse classi di età presentino una varietà maggiore di melodie, derivanti dall’apporto degli stili delle diverse generazioni. Inoltre, all’interno di queste popolazioni, dove gli individui tendono a spostarsi di meno, si registrano i canti più rari.
Così come nelle culture umane, dallo studio emerge che il principale motore del ricambio culturale nelle popolazioni di cinciallegre è il ricambio generazionale, mentre maggiori distanze di dispersione postnatale, una maggiore percentuale di uccelli immigrati e una popolazione più anziana tendono a rallentare questo processo.
Usignoli neomelodici
A conclusioni simili sono giunti alcuni ricercatori che hanno studiato la variazione del canto degli individui di una popolazione di usignolo maggiore (Luscinia luscinia), nel sud della Finlandia, comparando le registrazioni a distanza di 33 anni (1986 and 2019) e divulgando i risultati in un articolo pubblicato nelle scorse settimane su Avian Researc.
I maschi di usignolo maggiore del 2019, pur utilizzando una base di note (sillabe) simili a quelle degli usignoli della precedente registrazione, avevano un repertorio di melodie completamente nuovo, più povero ma meno condiviso dai maschi che cantavano insieme. Inoltre i maschi, nel 2019, avevano melodie più lunghe benché più semplici.
Secondo i ricercatori tali differenze sono, anche in questo caso, dovute alle dinamiche della popolazione locale. La densità di usignolo maggiore, nel 2019, era infatti inferiore rispetto a quella del 1986: tale differenza comporta minori interazioni tra i maschi, il che a sua volta può portare a canti più lunghi, poiché vi è un minor rischio di interruzione da parte di altri maschi che rispondono al canto. Analogamente, l'interazione con un minor numero di individui potrebbe comportare una minore condivisione del tipo di canto e, di conseguenza, un repertorio più limitato.
Un repertorio da conservare
Sebbene, anche grazie alle nuove tecnologie, molto si è scoperto negli ultimi anni sul canto degli uccelli, vi sono ancora molte domande aperte sia sulla sua evoluzione sia sulle dinamiche interne alle popolazioni e come esse influenzino i canti e viceversa. Quel che è oramai certo è che ogni popolazione e ogni singolo individuino portano con sé un bagaglio culturale insostituibile e che ogni alterazione che provochiamo nel loro ecosistema potrebbe causarne la perdita per sempre.