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L’incanto dei colori

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Il piumaggio variopinto dei passeriformi è il frutto del caso o dipende da fattori biologici e ambientali? Ecco cosa ne pensano alcuni studiosi

 

Nella grande tavolozza dei piumaggi degli uccelli, i colori sono molto più di semplici decorazioni: essi divengono potenti strumenti di comunicazione, modellati dall’evoluzione in un dinamico equilibrio tra risorse disponibili, condizioni ambientali e segnali di salute e sopravvivenza.

L’influenza dell’ambiente interno…
Il gruppo di ricerca tedesco guidato da Delhey ha indagato proprio il ruolo di diversi fattori (tra cui la disponibilità alimentare, l’ambiente e la selezione sessuale) nello sviluppo dell’intensità di un particolare gruppo di pigmenti derivanti dai carotenoidi (pigmenti vegetali di origine lipidica). Tonalità vivaci come il rosso, l’arancione o il giallo non sono prodotte interamente dall’animale, ma derivano da pigmenti assunti attraverso l’alimentazione. Nei passeriformi, questi colori risultano svolgere un ruolo cruciale per la comunicazione sociale e sessuale, poiché spesso indicano la salute, la vitalità e la qualità genetica degli individui. Un colore vivace funge infatti da ‘biglietto da visita’ che mostra ai conspecifici quanto l’individuo sia forte e ben nutrito, diventando un indicatore di abilità nel trovare risorse alimentari di alta qualità, di vitalità e capacità di sopravvivenza; tutto ciò garantisce una maggiore probabilità per un maschio di formare una coppia, quindi riprodursi e tramandare il suo patrimonio genetico.

…e di quello esterno
Ma ‘Dimmi cosa mangi e ti dirò che colore sei’ non è sufficiente. Infatti, come spesso accade, ad una semplice domanda non corrisponde una altrettanto semplice risposta. Ci sono infatti anche altri fattori che concorrono nel determinare la distribuzione e l'intensità della colorazione carotenoide. Uno tra questi è l’ecologia. ovvero le caratteristiche dell’ambiente in cui ogni specie si è adattata a vivere. In primis, diverse tipologie di ambiente influiscono in modo diverso sulla disponibilità e reperibilità di carotenoidi nelle diete, le quali risultano essere particolarmente ricche di questi composti in ambienti con abbondanza di frutti, semi e invertebrati. 
Le caratteristiche ambientali agiscono da fattori selettivi determinanti anche perché influenzano la percezione dei colori sia da parte degli uccelli che da parte dei loro predatori e quindi possono alterare la visibilità e l’efficacia della comunicazione visiva di alcuni colori del piumaggio. Tale influenza esercita a sua volta una pressione selettiva sulla potenza dei segnali visivi e quindi sull’evoluzione dei colori. In altre parole, gli uccelli che abitano ambienti diversi adottano strategie cromatiche uniche per migliorare la comunicazione e la sopravvivenza, bilanciando la necessità di attrarre i partner e quella di sfuggire ai predatori, ovvero sviluppando tratti ornamentali ottimizzati per la visibilità o il mascheramento. Ad esempio, in ambienti più ombrosi o con luce diffusa, anche i colori più vividi potrebbero risultare meno visibili, e per tanto risulta più vantaggioso l’evoluzione di schemi di colore più discreti o adattati alle condizioni di luce locali, preferendo a quella visiva altre tipologie di comunicazione e, contestualmente, riducendo il rischio di predazione. Al contrario, in ambienti più aperti e luminosi, colori brillanti e contrastanti diventano più efficaci nel catturare l'attenzione degli individui di sesso opposto e per tanto per queste specie si massimizza la comunicazione visiva e colori vivaci.

Non c’è regola senza eccezione
La complessità di questo sistema si riflette anche nel fatto che le specie strettamente imparentate possono mostrare differenze di colore significative a seconda dell'habitat in cui vivono. È ciò che emerge in un altro studio di due autori statunitensi Fialko e Prince sull’analisi delle variazioni nel colore del piumaggio tra 12 specie di luì che abitano in specifici ambienti forestali diversi nell’area himalayana. Il luì fulvo, per esempio, ha barre alari di colore arancione molto evidenti: questa specie è tipica delle foreste di rododendro e la costante ricerca di insetti tra le foglie di queste piante, che nella parte inferiore virano proprio sull’arancione, potrebbe essere alla base della preferenza della specie per questo determinato colore. Diversamente, nella specie di luì di Whistler il colore giallastro della barra alare ha più una funzione nelle interazioni aggressive.

Nei passeriformi, lo sviluppo della colorazione a base di carotenoidi risulta essere un fenomeno complesso e altamente adattativo, in cui i ruoli di ambiente, genetica e strategie di sopravvivenza si influenzano a vicenda. I due studi presentati mettono entrambi in luce come l'evoluzione dei colori non possa essere completamente compresa considerando solo fattori genetici o pressioni di selezione sessuale; al contrario, la loro espressione è modulata anche da elementi esterni come la dieta e le caratteristiche ambientali. 
Tutto ciò non può che tradursi in un invito a ricordare quanto la bellezza e la comunicazione nel regno animale siano il risultato di un delicato ed intrecciato equilibrio tra più fattori, riflettendo la straordinaria complessità della vita stessa, in continuo adattamento in un mondo in continua trasformazione. 
(di Roberta Righini, area Conservazione natura)
 

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Luì fulvo © AdobeStock/Hari