Ddl caccia: Regioni e Province autonome bocciano la riforma: "Colpisce la conservazione delle specie"
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Dopo la Commissione europea e l'Ispra, anche la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome respinge la riforma della legge 157, completando così l'en plain negativo dei tre grandi soggetti di riferimento
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha clamorosamente bocciato la proposta di riforma della legge 157/92 sulla tutela della fauna e la regolamentazione della caccia.
Nel documento datato 23 luglio, pur condividendo l'idea di una revisione della legge 157 e dicendosi disponibili a contribuire alla stessa, regioni e province autonome avanzano critiche molto forti a tutti gli aspetti portanti del testo, dai richiami vivi agli appostamenti fissi, dalla caccia nel demanio forestale a vari aspetti gestionali, fino all'estensione della caccia a febbraio, sulla quale il giudizio delle Regioni è netto.
"L'abolizione del limite fissato alla prima decade di febbraio per la chiusura della caccia - si legge nel documento della Conferenza - potrebbe comportare la violazione diretta dell'articolo 7 della Direttiva Uccelli, poiché eliminare il limite del 10 febbraio significa colpire gli uccelli in migrazione pre-riproduttva, minando la conservazione delle specie".
La bocciatura delle regioni si aggiunge a quella della Commissione europea e dell'Ispra, completando così l'en plain negativo dei tre grandi soggetti di riferimento.
Per maggioranza, governo e ministero dell'Ambiente è tempo di prendere atto del fallimento del tentativo di riforma e chiederne finalmente il ritiro.
La posizione di Regioni e Province autonome