Bracconaggio, falco pellegrino ucciso a fucilate, altre specie protette colpite
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Ricoverati anche un lodolaio e un gabbiano corso. "Sparano ai rapaci mentre il Parlamento prepara la deregulation venatoria. Intervengano il Governo e l'Europa"
“Basta con le stragi di specie protette! Troppi fatti in coincidenza con l’avvio della stagione venatoria. Intervengano Giorgia Meloni e il Governo e l'Europa mandi un segno forte. Altro che deregulation venatoria!”.
Grande è lo sdegno espresso dalla Lipu di fronte al falco pellegrino ucciso a Firenze e al lodolaio e un raro gabbiano corso feriti a fucilate a Roma.
Un venerdi nero per il bracconaggio nel nostro Paese, fatti gravissimi che fanno insorgere la Lipu che chiede interventi urgenti mentre il Parlamento prepara la deregulation venatoria con la riforma “Sparatutto” e il bracconaggio si intensifica approfittando dell’apertura della caccia.
Ricoverato venerdi 25 in prognosi riservata, dopo il ritrovamento e il soccorso della Lipu a Bagno a Ripoli (FI), un esemplare di falco pellegrino soccorso dalla Lipu non ce l’ha fatta. È deceduto per le gravi ferite riportate. Un esemplare prezioso per la biodiversità e gli equilibri ecologici perso per sempre.
Al falco pellegrino ucciso si sono aggiunti, negli stessi giorni, un lodolaio, rinvenuto sulla via Ardeatina altezza Divino Amore (Roma) dai volontari della Lipu di Ostia con pallini nel corpo e fratture causate da schegge di pallini, e un raro gabbiano corso, soccorso dai volontari della Lipu di Civitavecchia sulla spiaggia di Furbara (Cerveteri), anch’esso con un pallino di piombo all’altezza della spalla e altre schegge nel corpo. Il gabbiano presenta un anello identificativo francese, quindi presumibilmente si tratta di un uccello nato in Francia e abbattuto in Italia. Per entrambi, ricoverati al Centro recupero della fauna selvatica della Lipu a Roma, la situazione appare stabile ma, ovviamente, la situazione è delicata.
“Ancora una volta – commenta Alessandro Polinori, presidente della Lipu-BirdLife Italia – l’avvio della stagione venatoria coincide con una recrudescenza degli atti di bracconaggio. In questo quadro di illegalità che non accenna a diminuire e anzi dilagare, il Parlamento intende approvare la pessima riforma della legge 157, che, tra gli altri danni, moltiplicherà questi fatti delittuosi, intervenendo a liberalizzare le regole e a offrire ghiotte opportunità a chi caccia delinquendo.
“Di fronte a una misura colma Giorgia Meloni e il Governo devono intervenire, a tutela della fauna bene di rango costituzionale, cancellando questa riforma dal calendario della Camera e promuovendo atti legislativi che inaspriscano le pene e potenzino le forze dell’ordine specializzate. È tuttavia indispensabile che dall'Europa arrivi un segnale forte, per far capire all'Italia, già sotto inchiesta comunitaria, che la stagione del bracconaggio e della caccia selvaggia deve finire.”