Piano nazionale ripristino: società civile al lavoro
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“Ma i tempi ristretti rischiano di comprometterne l’efficacia”. E per supportare il complesso processo di redazione del Piano, Lipu, Touring Club Italiano e WWF Italia hanno avviato il progetto “Obiettivo Ripristino Natura”, cofinanziato da Fondazione Cariplo
È partita lo scorso 23 aprile la fase consultiva per l’elaborazione del Piano Nazionale di Ripristino (PNR) italiano, in attuazione del Regolamento europeo sulla Nature Restoration Law, approvato a giugno 2024. Il Piano rappresenta un’opportunità cruciale per ripristinare gli ecosistemi degradati, contrastare la perdita di biodiversità e rafforzare la resilienza climatica del nostro Paese, con impatti diretti sul benessere di tutti. Un territorio più sano e ricco di biodiversità, infatti, è anche un territorio più bello e attrattivo per chi lo abita e per chi lo visita, capace quindi di generare valore diffuso.
Lipu, Touring Club Italiano e WWF Italia salutano con favore questo passaggio, ma esprimono al contempo preoccupazione per i ritardi accumulati nel processo di redazione del Piano e per il rischio che la consultazione pubblica – avviata solo la settimana scorsa – si trasformi in una mera formalità, limitando la possibilità per cittadini, stakeholder e comunità scientifica di apportare contributi realmente significativi. La prima bozza di Piano, infatt,i dovrà essere trasmessa alla Commissione Europea entro il 1° settembre 2026.
Per supportare il complesso processo di redazione del Piano, Lipu, Touring Club Italiano e WWF Italia hanno avviato il progetto Obiettivo Ripristino Natura, sostenuto da Fondazione Cariplo all’interno della più ampia cornice denominata “Nature Calling”, che intende promuovere la tutela della biodiversità e della salute degli ecosistemi, sia supportando l'attuazione di politiche nazionali e regionali e il necessario dialogo tra società civile e istituzioni, sia promuovendo iniziative di sensibilizzazione nelle scuole e per i cittadini.
L’iniziativa ha l’obiettivo di facilitare un’attuazione ambiziosa della Nature Restoration Law, definendo criteri chiari di priorità per gli interventi di ripristino, accompagnando istituzioni e professionisti nella comprensione e applicazione della norma anche nelle attività di pianificazione urbanistica e territoriale e costruendo una narrazione chiara affinché vengano colte tutte le opportunità per il Paese.
Le organizzazioni sottolineano che il ripristino della natura non è soltanto una questione ambientale: è una leva concreta per prendersi cura del territorio, migliorare il paesaggio e valorizzare i luoghi anche in chiave turistica. Sentieri, aree umide, boschi, fiumi, coste ma anche le città possono diventare più belli e fruibili: dove la natura è rigenerata, la qualità dell’esperienza dei luoghi migliora. In questo senso, il Piano Nazionale di Ripristino è uno strumento strategico per riattivare i servizi ecosistemici, rafforzare le economie locali, stimolare il turismo sostenibile e un presidio consapevole del territorio.
Per questo motivo, le tre organizzazioni lanciano un appello affinché tutti i portatori di interesse – cittadini, associazioni e comunità scientifica – partecipino attivamente alla consultazione collegandosi al portale e compilando il relativo questionario. Ogni contributo è infatti essenziale per orientare il Piano Nazionale di Ripristino verso un’azione concreta per il benessere collettivo, trasformando un obbligo normativo in un'opportunità strategica per l'Italia. La partecipazione delle comunità locali è particolarmente importante perché chi vive quotidianamente i territori conosce bene criticità, potenzialità e priorità di intervento.