Parco nazionale Portofino: Consiglio Stato boccia Regione Liguria
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Confermata la centralità degli studi scientifici nella salvaguardia del territorio e nell’individuazione dei parchi nazionali
Le Associazioni Lipu, Legambiente e WWF Italia accolgono con grande soddisfazione la pronuncia della IV Sezione del Consiglio di Stato che ha respinto l’appello della Regione Liguria contro la perimetrazione provvisoria del Parco Nazionale di Portofino.
La decisione rappresenta un importante riconoscimento del ruolo centrale della valutazione tecnico-scientifica nella fase cautelare di tutela del territorio: la perimetrazione provvisoria ha infatti la funzione essenziale di preservare lo stato dei luoghi e di prevenire trasformazioni irreversibili degli habitat prima che vengano definiti i confini definitivi.
Con questa sentenza, il massimo organo della giustizia amministrativa ribadisce che, nelle fasi iniziali, le scelte che incidono su ecosistemi, specie e paesaggi devono poggiare su dati oggettivi e su studi scientifici affidabili e non su valutazioni esclusivamente di natura politica o amministrativa. L’interesse pubblico primario sotteso alla perimetrazione provvisoria non è la composizione degli interessi degli Enti territoriali, ma la conservazione dello stato dei luoghi così da evitare che, nelle more del raggiungimento dell’intesa, il territorio subisca trasformazioni irreversibili che compromettono le valenze ambientali che il Parco è chiamato a tutelare.
La pronuncia detta chiaramente, per la prima volta, un principio di diritto, da sempre sostenuto dalle associazioni, finendo per incidere anche sulla legittimità dell’intesa regionale (anch’essa già impugnata in altro ricorso di Lipu, Greenpeace e WWF Italia) sulla perimetrazione definitiva del Parco nazionale che la Regione ha voluto basare sulla perimetrazione del solo parco regionale.
Il Consiglio di Stato ha chiarito come, “accanto alla finalità cautelare, vi sia anche quella di orientare il futuro esercizio della stessa discrezionalità amministrativa in ordine alla perimetrazione definitiva, la quale non potrà comunque ignorare i suddetti dati tecnico–scientifici sottesi all’individuazione degli ambiti più rilevanti dal punto di vista naturalistico”.
Inoltre, il Consiglio ha evidenziato tutti i limiti della perimetrazione a tre comuni, e quindi al solo parco regionale, sancendo che “l’ampliamento dell’area protetta rispetto a quella del parco regionale risponde all’esigenza di creare una “rete ecologica” con zone cuscinetto ed aree addizionali di conservazione, al fine di evitare il c.d. effetto isola e le connesse ripercussioni negative sugli ecosistemi e sul patrimonio floristico e faunistico da tutelare”.
Il Consiglio ha poi ribadito come “i parchi nazionali possano includere non solo ecosistemi intatti ma, specificatamente, anche ecosistemi parzialmente alterati da interventi antropici, all’evidente fine di arrestarne l’alterazione” e come non abbia “alcuna base legale la tesi della Regione Liguria secondo la quale la concreta attuazione del Parco Nazionale di Portofino dovrebbe muovere dal nucleo storicamente e giuridicamente esistente”: tale infondata tesi, infatti, andrebbe a cancellare del tutto la distinzione tra parchi nazionali e parchi naturali regionali dettata dalla legge quadro sulle aree protette.
In ultimo il Consiglio di Stato, nel ritenere “manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale prospettate dalla Regione Liguria”, ha affermato che la competenza nell’individuare il perimetro provvisorio appartiene allo Stato e che, in sede di individuazione della perimetrazione definitiva, la Regione può farsi portatrice anche delle istanze dei Comuni del territorio ricompreso nel Parco Nazionale, ma sempre tenendo conto che gli interessi protetti si collocano ad un livello sovraregionale e sovracomunale.
In sostanza è stata totalmente demolita la linea della Regione Liguria che per anni ha tenuto fermo il Parco nazionale.
Per le Associazioni il Consiglio di Stato ha riaffermato principi di grande rilevanza, anche pratica: garantire sia che le misure cautelari provvisorie che la perimetrazione definitiva debbano essere comunque fondate su evidenze scientifiche significa offrire una protezione tempestiva ed effettiva ad habitat fragili, specie minacciate e aree marine di alto valore naturalistico, evitando il rischio di danni difficilmente reversibili.
Legambiente, Lipu e WWF Italia hanno da sempre sostenuto la necessità di sostenere gli istituti tecnico-scientifici come ISPRA, nonché l’importanza del dialogo con le comunità locali e con gli enti territoriali: la tutela dell’ambiente deve conciliarsi con le esigenze socio economiche dei territori, ma questo confronto non può sostituire l’istruttoria tecnico scientifica.
Le Associazioni confermano la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni competenti per tradurre la pronuncia in azioni concrete di conservazione, monitoraggio e gestione del Parco Nazionale di Portofino, mettendo a disposizione competenze, dati e proposte, con l’obiettivo di garantire che le aree protette svolgano pienamente la loro funzione di presidio della biodiversità.
(Comunicato stampa di Lipu, Legambiente e WWF Italia)