Caccia: con crisi climatica cancellare le preaperture
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Lipu: “Il Governo proclami lo stato d’emergenza ambientale”. Quattordici specie nel mirino, nonostante caldo torrido, siccità e alluvioni. E ora anche la riforma: per la Commissione europea c'è violazione delle norme comunitarie.
Caldo torrido, siccità estrema, alluvioni dovrebbero spingere ogni governo responsabile quantomeno a posticipare l'apertura della caccia alla fauna selvatica, già provata dai cambiamenti climatici e dalla riduzione e frammentazione degli habitat.
Lo afferma la Lipu che chiede la cancellazione delle preaperture della caccia, previste per due settimane da mercoledi 2 settembre in 15 regioni, con ben 14 specie nel mirino, alcune delle quali in cattivo stato di conservazione.
Nel mirino delle preaperture, previste dall’articolo 18, comma 2, della legge 157/92, compaiono anche specie in cattivo stato di conservazione che andrebbero escluse dalla caccia come l’alzavola e la quaglia.
“Visti i pesantissimi effetti della crisi climatica che anche e soprattutto quest’anno hanno colpito il Paese - dichiara Alessandro Polinori, presidente della Lipu-BirdLife Italia – chiediamo al Governo la sospensione delle preaperture e la proclamazione dello stato d’emergenza ambientale, a tutela di una fauna già fortemente provata dal clima avverso”.
La situazione della caccia nel nostro Paese è da tempo un’emergenza: sull’Italia pesano già due contenziosi europei, aperti nel 2023, sulla caccia agli uccelli in periodi vietati dalla Direttiva Uccelli e l'uso di munizioni al piombo nelle zone umide. Ma il nostro Paese presto potrebbe essere di nuovo seriamente sotto osservazione: proprio in questi giorni la commissaria all'ambiente della Commissione europea, Jessika Roswall, ha pubblicamente annunciato che la proposta di legge italiana sulla caccia viola varie norme comunitarie.
“Il Governo – prosegue il presidente della Lipu-BirdLife Italia - ponga fine a questi continui tentativi di liberalizzare la caccia e dia finalmente non solo una risposta urgente alle richieste della Commissione europea, cancellando la riforma. E dia inoltre finalmente risposte alla crisi climatica e della biodiversità attraverso l'attuazione delle Strategie europee, dal Clima al Regolamento sul Ripristino della Natura”.