Caccia, al via domenica la stagione. "La riforma causerà gravi danni alla biodiversità"
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Domenica 20 settembre oltre 400mila doppiette in campo. Lipu: "La riforma ci porterà una procedura della Commissione europea. Chiediamo al Parlamento di bocciare il provvedimento"
“Nonostante la ripresa dei lavori in Commissione Agricoltura della Camera di mercoledì scorso, la maggioranza parlamentare ha deciso di mettere in calendario a novembre la riforma della caccia. Un atto molto grave che impedisce il dibattito democratico su un testo sbagliato e che rischia di portare l’Italia sotto procedura d’infrazione”.
Lo afferma la Lipu-BirdLife Italia alla vigilia della riapertura della stagione venatoria, domenica 20 settembre, che potrebbe essere l’ultima con l’attuale legge se venisse approvata dal Parlamento la proposta di legge (alla Camera con il n. 2984) già approvata dal Senato.
Dopo l’apertura anticipata effettuata nella quasi totalità delle regioni, nonostante un’estate da caldo record con siccità e incendi, che avrebbe dovuto indurre il Governo ad annullare le preaperture, oltre 400mila cacciatori sono pronti a scendere in campo armati di fucile, forti dell’appoggio di alcune parti politiche che, per ragioni elettorali, stanno accelerando sulla riforma giustamente definita “sparatutto”: su tutto allungamento dei tempi di caccia, svilimento del ruolo dell’Ispra e rilancio dei richiami vivi che da soli possono valere una nuova procedura Ue.
“L’apertura della nuova stagione venatoria è sempre una pessima notizia – dichiara Alessandro Polinori, presidente della Lipu-BirdLife Italia – ma quest’anno ancor di più, con lo strappo della maggioranza che ha voluto calendarizzare a novembre la proposta di riforma. Una grave forzatura istituzionale, che impedisce il confronto democratico su un provvedimento che rischia di incidere pesantemente sulla biodiversità e sugli ecosistemi, elementi riconosciuti come fondamentali dalla Costituzione, ma anche sulla sicurezza dei cittadini.
“Chiediamo al Parlamento – conclude il presidente Polinori – di abbandonare questa strada e bocciare del tutto questo provvedimento. La posta in gioco per la natura è troppo alta per essere merce di scambio elettorale. Il nostro Paese e i suoi cittadini non lo meritano”.