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Bracconaggio: uccisa a fucilate rara aquila minore. "Dove sono Governo e ministro dell'Ambiente?"

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Esposti alla Procura della Repubblica e in ogni sede possibile per danno al bene costituzionale. Richiesta di Daspo venatorio ai partiti politici: “Chi ha a cuore la natura e la legalità, lo inserisca nel programmi elettorali”.

Un’aquila minore uccisa a fucilate nel Lazio. Il nuovo episodio di bracconaggio fa infuriare la Lipu-BirdLife Italia che prepara un esposto alla Procura della Repubblica di Velletri, dove il rapace è stato ritrovato, nei giorni scorsi, da una cittadina e poi, tramite le guardie zoofile Kronos dei Castelli romani, ricoverato al Centro recupero della Lipu a Roma. 

All’esposto alla Procura di Velletri, la Lipu abbinerà ogni altra denuncia che i fatti permetteranno, incluse quelle alla Commissione europea, che sta monitorando il caso Italia sotto il profilo della caccia legale e illegale, e a Governo e Ministero dell’Ambiente, clamorosamente assenti dalla vicenda nonostante la casistica ormai debordante in tema di bracconaggio e le ferite che questi atti provocano alla biodiversità, assurta a bene di rango costituzionale primario.

In vista delle prossime elezioni, la Lipu lancia inoltre la richiesta diretta alle forze politiche di inserire nei programmi elettorali il “Daspo” venatorio, ossia una norma che preveda la sospensione dell’attività venatoria negli Atc in cui si verificano abbattimenti di specie particolarmente protette, fino all’individuazione dei responsabili. Efficace negli stati di tutta Europa per debellare il fenomeno della violenza nel tifo calcistico, la norma appare uno dei pochi strumenti per responsabilizzare realmente e, non in modo retorico, il mondo venatorio.

La radiografia all'aquila minore
La radiografia all'aquila minore
© Crfs Roma - Lipu


Sopra: la radiografia effettuata sull'aquila minore 

Per l’aquila minore, giunta al Centro di Roma della Lipu, gli accertamenti non hanno lasciato scampo: frattura scomposta esposta all’altezza del radio e ulna dell’ala sinistra e otto pallini conficcati in varie parti del corpo, ferite talmente gravi che hanno causato il decesso dello sfortunato rapace.

E’ il quarto caso, a poche settimane dall’apertura della stagione venatoria, di soggetti che, approfittando della caccia aperta, feriscono gravemente o uccidono uccelli protetti: l’aquila minore segue i casi dello sparviere e del lodolaio, ricoverati impallinati al Centro recupero della Lipu a Roma, e al falco pellegrino ucciso a settembre a Firenze e consegnato al Centro recupero del Mugello della Lipu. 
“La misura è colma da tempo – dichiara  il presidente della Lipu-BirdLife Italia Alessandro Polinori – ma ora è il momento di un salto di livello nell’azione preventiva e repressiva. Denunce alle procure, richiesta forte di intervento delle istituzioni, sblocco del piano d’azione antibracconaggio, ad oggi fallimentare, provvedimenti dell’Unione europea e Daspo venatorio sono una rosa di soluzioni che va attivata e spinta il più possibile per debellare questo fenomeno, indegno di un paese civile.

“Ci rivolgiamo dunque anche ai partiti politici - conclude il presidente Polinori - già proiettati alle prossime elezioni politiche: inseriscano il Daspo venatorio nei programmi elettorali e chiedano la sua previsione di legge il prima possibile. Dimostrino, in tal modo, di tenere davvero alla natura, alla legalità e alla Costituzione che difende entrambe”.
 

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L'aquila minore soccorsa al Centro recupero della Lipu © Crfs Lipu - Roma
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Comunicati stampa
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