Pac post 2027: vince la protezione dello status quo
Pubblicato il
I ministri del Consiglio Ue agricoltura “dimenticano” i soldi per clima e ambiente indispensabili per rendere gli agricoltori attori attivi nella lotta alla crisi climatica e perdita della biodiversità per aumentare la resilienza dei sistemi agroalimentari
“Per rendere l’agricoltura resiliente e affrontare la crisi climatica e ambientale serve un budget e misure certe per l’ambiente e il clima anche nella futura Pac, non ulteriori passi indietro”.
Lo dichiarano le Associazioni Lipu, Pro Natura e WWF Italia dopo l’accordo parziale raggiunto dai ministri dell’Agricoltura europea sul futuro budget della Pac post 2027, che prevede maggiore flessibilità e minori impegni per l’ambiente, il clima e la biodiversità.
Secondo le tre Associazioni la visione del Consiglio UE sulla Pac è miope nella sua semplificazione, un obiettivo che a livello europeo sta diventando sempre più spesso il pretesto per indebolire la protezione della natura - eliminando ad esempio, la protezione delle acque sotterranee – evitando di assumere decisioni responsabili per garantire una efficace resilienza agricola di fronte alla crisi climatica e la perdita della biodiversità.
La proposta della futura PAC continua inoltre a sostenere i grandi proprietari terrieri più ricchi, limitando la necessaria ridistribuzione più equa in favore delle piccole aziende agricole. La Pac dovrebbe essere un motore del cambiamento dei modelli di produzione, necessario quanto urgente; invece i ministri Ue dell’agricoltura continuano ad avere un approccio "business as usual" che ostacola la transizione ecologica dei sistemi agroalimentari, nonostante le crisi ambientali e sociali siano evidenti a tutti i cittadini europei, con gli agricoltori tra i primi soggetti che ne subiscono le conseguenze negative.
L’accordo, inoltre, arriva appena prima della pubblicazione della proposta di Legge sulla resilienza climatica, che menziona sì la sicurezza alimentare ma dimentica di citare il ruolo dell'agricoltura, sia come causa che come soluzione nella resilienza climatica; si perde così l'opportunità di ribadire come misure di un'adeguata gestione delle acque a livello di paesaggio, le colture resilienti al clima e le pratiche agroecologiche riducano significativamente la vulnerabilità ai rischi di siccità, alluvioni e incendi.
Proprio per il ruolo chiave del comparto agricolo, le Associazioni Lipu, Pro Natura e WWF Italia ribadiscono la necessità che almeno il 35% del bilancio dell’intera Pac sia vincolato alla promozione di una agricoltura nature-positive e alla resilienza climatica: la transizione agroecologica non è più opzionale, è vitale per la sopravvivenza a lungo termine dell'agricoltura europea.
Il percorso per la definizione del futuro budget europeo è ancora lungo. Il Consiglio europeo deve infatti raggiungere un accordo complessivo sul Quadro Finanziario Pluriennale, entro dicembre.
“Mantenere oltre il 30% del budget europeo vincolato all’agricoltura ha senso solo se il settore primario garantisce impegni concreti per la tutela del capitale naturale dal quale dipende anche la produzione agricola - dichiarano le tre Associazioni - Assumere decisioni sulla base della falsa contrapposizione tra agricoltura e ambiente sarebbe una assurdità incomprensibile”.
Il Parlamento europeo dovrebbe adottare la propria posizione entro il prossimo mese di gennaio 2027, seguita poi dai negoziati di Trilogo. C’è ancora la possibilità di cambiare rotta rispetto alle indicazioni del Consiglio Ue con una decisione coraggiosa e lungimirante da parte del Parlamento.
Comunicato stampa a cura di: Lipu, Federazione Pro Natura, WWF Italia