Caccia, su presa Diretta (Rai3) la folle proposta di riforma della 157
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Inviato il video della trasmissione alla Commissione europea. Lipu: “Violazioni comunitarie e costituzionali, gravi danni alla biodiversità, opacità e commistioni tra politica, cattiva agricoltura e industria delle armi. E intanto il bracconaggio dilaga”.
“Abbiamo inviato il video della puntata di Presa diretta sulla caccia alla Commissione europea, già molto critica sulla questione, in modo che siano ancora più chiari gli interessi dietro il tentativo di modifica della legge 157 e i danni giuridici e ambientali che provocherebbe".
Lo dichiara la Lipu a proposito della puntata del 20 settembre della trasmissione di Rai Tre condotta da Riccardo Iacona, che ha analizzato la proposta di riforma della legge nazionale sulla tutela della fauna e l'attività venatoria.
“Se i problemi della proposta di legge erano chiari sin dall'inizio, cioè da quando il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida ne ha annunciato i contenuti e rivendicato la paternità, Presa diretta li ha messi assieme e mostrati con chiarezza, sia nell'analisi di dettaglio che nel senso generale".
"Ne è venuto fuori un folle quadro di infrazioni comunitarie, specialmente su allungamento della stagione di caccia e richiami vivi, di illegittimità costituzionali, con la mortificazione del rinnovato articolo 9 della Costituzione, e di interessi opachi, che vedono assieme la politica, il mondo venatorio e l'industria delle armi. È inoltre riemerso con chiarezza il trucco utilizzato per far accettare la riforma dall'opinione pubblica: fingere che la proposta serva a risolvere i problemi dei cinghiali e dell'agricoltura, quando invece nulla dell’argomento è previsto dal testo. Un tranello nel quale l'opinione pubblica non casca, se è vero che il 90% degli italiani (sondaggio Ipsos/Fondazione Capellino) è totalmente contrario e il 75% vuole abolire la caccia o limitarla fortemente".
"Per questo abbiamo provveduto a segnalare la trasmissione alla Commissione europea, perché siano ancora più evidenti le ragioni strumentali dell'operazione, che viola ripetutamente la direttiva Uccelli. Tutto ciò, mentre decine di lupi sono avvelenati, uccelli protetti sono abbattuti, il bracconaggio dilaga, in assenza di qualsiasi minima preoccupazione del governo. Una situazione non degna di un paese civile".
"Alla Commissione europea va la richiesta di intensificare la pressione sull'Italia affinché receda dall'intento, e ai parlamentari di maggioranza l'appello ad opporsi alla riforma, secondo scienza, coscienza e senso di responsabilità. Natura e diritto sono un bene inalienabile, di tutti”.