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![]() vedi anche la campagna "Costa Ionica Lucana"
Norman
Douglas,
Partecipa
anche tu alla campagna L'ULTIMA SPIAGGIA |
Le spiagge sabbiose incontaminate, con habitat e specie prioritarie (così come individuate dalle direttive comunitarie "Habitat" e "Uccelli"), sono ormai sempre più una rarità nel bel Paese. In Basilicata resiste, un unicum costiero, quasi completamente ininterrotto, di 40 Km di spiaggia sabbiosa ancora integra con duna, pineta retrodunale e zone umide importanti presso le foci dei 5 fiumi lucani che si riversano nel mar Jonio. Si chiamano: Bosco
Pantano di Policoro Sono i
nomi con i quali sono stati individuati e proposti i
siti di importanza comunitaria proposti sulla costa
jonica lucana ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (il primo,
il Bosco Pantano e Foce Sinni è contemporaneamente Zona
di protezione speciale designata ai sensi della Direttiva "Uccelli"
79/409/CEE). Facciamolo
subito e tutti insieme, prima che sia troppo tardi! >Trovarai altre informazioni sul sito della Libera Associazione < |
Campagna
LIPU per salvare gli ultimi 40 km di coste sabbiose In
Basilicata gli ultimi 40 chilometri di coste sabbiose rischiano
di diventare cemento, strade, porti, villaggi turistici.
Se vuoi maggiori informazioni sulla campagna L'ULTIMA SPIAGGIA contatta Gianni Palumbo LIPU Tel. 0835.552697 cell. 333.3456900 o visita il sito internet www.allelammie.org L'osservatorio
sulla biodiversità in Italia |
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Quante
sono le spiagge sabbiose da proteggere? Quante quelle da recuperare?
Quanta e quale natura vi trova rifugio? Quale modello di sviluppo turistico-culturale, davvero eco-compatibile, si può contrapporre a quello dei grandi villaggi, delle vacanze usa-e-getta, della natura distrutta o di plastica? Queste le domande a cui darà risposta l'Osservatorio sulla Biodiversità in Italia, un progetto LIPU realizzato grazie ai fondi raccolti con l'Operazione Panettoni del Natale 2001. Il progetto di studio, in questa sua prima edizione, sarà dedicato al tema delle coste e produrrà una pubblicazione. L'utilizzo turistico dell'area, fatti passare per politiche di "sviluppo sostenibile", rischiano infatti di cancellare uno dei siti maggiormente ricchi di biodiversità del bacino del Mediterraneo. Gli
uccelli della costa jonica |
In
questo residuo paradiso costiero durante le migrazioni primaverili
e autunnali transitano migliaia e migliaia di uccelli, un elenco
lunghissimo, rondini cannareccioni, pettazzurri,
gru, cicogne, fenicotteri, albanelle reali, nibbi bruni, falchi
pescatori
D'inverno, invece, queste coste offrono
rifugio agli uccelli svernanti, come il Migliarino di palude,
il Forapaglie castagnolo e il Basettino. Il tutto
nella cornice di una natura straordinaria e rigogliosa e di un mare
che non è solo acqua, ma granelli di sabbia che si compongono
a formare dune lunghe chilometri.
La LIPU sta realizzando una ricerca sull'avifauna in migrazione lungo la costa ionica ed in particolare lungo la foce del fiume Cavone, utilizzando l'inannellamento a scopo scientifico. E' uno dei pochi progetti di ricerca, su base biennale, che vengono svolti nell'Italia del sud. |
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