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tema Caccia

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Al Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi
Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi
Al Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Giovanni Alemanno.

Come cittadino italiano ed europeo, in adesione all'appello della LIPU, invio la mia ferma opposizione alle proposte di modifica della legge 157/1992 sulla tutela della fauna e sulla disciplina della caccia che, qualora approvate,stravolgerebbero la legge cancellando la maggior parte delle tutele oggi in vigore.

Le proposte, attualmente in discussione in Parlamento, prevedono infatti: l'aumento delle specie cacciabili incluse quelle minacciate, l'estensione della stagione venatoria ai periodi di migrazione e riproduzione degli animali, la caccia nelle aree protette, la depenalizzazione dei reati legati alla caccia e altro ancora.

Chiedo quindi che tali proposte siano bloccate e sia favorita una maggior tutela nei confronti della natura, in un momento di estrema delicatezza per gli equilibri naturali e la sorte degli animali selvatici.

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Ai sensi del D.L. n. 196 del 30/06/03 le informazioni sono raccolte ai soli fini associativi e gestite elettronicamente dalla LIPU. In qualunque momento potrai aggiornare i tuoi dati o cancellarli scrivendo ai nostri uffici: info@lipu.it

 

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Tramite conto corrente postale n. 10299436 intestato a LIPU Onlus - Parma - specificando nella causale fondo caccia.

Telefonandoci 0521 - 273043 - per donazioni con carta di credito
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Tramite un bonifico bancario sul conto corrente 588338 - Banca Monte dei Paschi di Siena - sede di Parma cordinate bancarie:
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Campagna LIPU contro la liberalizzazione della caccia
La Legge 157/92 "Tutela degli animali selvatici e disciplina della caccia" stabilisce principi fondamentali per la protezione della natura e degli animali selvatici in Italia.
Ma oggi queste tutele sono a rischio: in Parlamento sono state presentate numerose proposte di modifica alla legge 157 che, se approvate,
ci riporterebbero indietro di almeno 30 anni!
L'Italia non avrebbe più una vera legge di tutela degli animali selvatici.

Ecco cosa succederebbe se le proposte in discussione in Parlamento venissero approvate:

gli animali selvatici non sarebbero più patrimonio indisponibile della Stato ma "cosa di nessuno", oggetti alla mercé di chiunque;
la caccia sarebbe consentita anche nei parchi, lì dove gli animali trovano rifugio e i cittadini, bambini, donne, uomini possono godersi la natura;
la caccia verrebbe aperta anche ai Fringuelli, ai Passeri, alle Peppole, a molte specie di Oche, agli splendidi Francolini di monte, ai Gabbiani e ad altre specie protette;
si caccerebbe anche nei periodi primaverili ed estivi, nei delicatissimi periodi di migrazione e riproduzione degli animali;
sarebbe di nuovo permesso esporre animali selvatici, vivi, morti o fatti a pezzi nelle piazze, nella feste, nelle sagre di paese;
i maggiori reati legati alla caccia, anche quelli più gravi, verrebbero depenalizzati e trasformati in semplici infrazioni amministrative, con il risultato che il bracconaggio diventerebbe un'attività semi-legale.