Un giorno un poeta
scrisse: “avrei potuto raccontarvi la storia dell’usignolo assassinato,
ma ci hanno tagliato le labbra”. Parole tristi e crude, che suonano
drammaticamente attuali.
Sì, perché da un lato il bracconaggio e la caccia indiscriminata
continuano senza sosta, dall’altro diventa sempre più difficile comunicare
queste emergenze e far capire quale grave, gravissimo rischio stanno correndo
la natura e gli animali selvatici. Oggi più che mai.
In Parlamento sono in discussione otto
(sì ha letto bene, otto!) proposte di legge che vogliono modificare la
legge 157 del 1992, una norma storica, l’unica che tutela gli animali
selvatici in Italia.
Certo, è una legge imperfetta, talvolta applicata male e che lascia ancora
troppo spazio a chi la natura, più che difenderla, vuole assoggettarla
a ben altri interessi.
Una legge è imperfetta? Bene, miglioriamola!
E’ questo che dovrebbe fare un Paese che ha a cuore quel patrimonio indispensabile
che sono le aquile, i pettirossi, gli uccelli migratori, i parchi, gli habitat
naturali. E’ questo che vogliono la LIPU, i suoi soci, il buon senso e la
civiltà.
E invece cosa accade? Accade quello che noi
abbiamo definito come il più grave attacco alla natura e agli animali
selvatici della recente storia italiana. Otto proposte di legge che cambierebbero
sì la legge, ma smantellandola, piegandola alle mire dei cacciatori più
retrogradi, dei bracconieri senza scrupoli. Proposte che sembrano provenire da
un’altra era, quando gli animali erano poco più che “cose”
a disposizione di chiunque volesse abbatterli, catturarli, farli a pezzi.
Ecco alcuni esempi, incredibili ed eloquenti:
-
gli animali selvatici non sarebbero più “patrimonio
indisponibile dello Stato” ma “cosa di nessuno”, oggetti alla
mercé di chiunque;
-
la caccia sarebbe consentita anche nei parchi (!) lì
dove gli animali trovano rifugio e i cittadini, bambini, donne, uomini possono
godersi la natura;
-
la caccia verrebbe aperta anche ai Fringuelli, ai Passeri,
alle Peppole, a molte specie di Oche, agli splendidi Francolini di monte;
-
si caccerebbe da agosto a marzo, quindi anche nei delicatissimi
periodi di migrazione e riproduzione degli animali;
! sarebbe di nuovo permesso esporre animali selvatici, vivi, morti o fatti a pezzi
(!) nelle piazze, nelle feste, nelle sagre di paese;
-
i maggiori reati legati alla caccia verrebbero depenalizzati:
sparare a orsi e aquile sarebbe una semplice scappatella, sparare da un’auto
in corsa equivarrebbe a parcheggiare in doppia fila! Una semplice multa e via.
Questo ed altro ancora prevedono i disegni di legge
in discussione in Parlamento. Assurdi!
Vergognosi! Come altro definirli? Un attentato contro la natura ma anche contro
la sensibilità, la cultura, il senso civico ormai diffusi nella nostra
società.
Oggi tutta la LIPU è in mobilitazione per tentare, con ogni mezzo
democratico, di fermare queste proposte di legge, impedire che possano
essere approvate.
E siamo felici di poterle dire che in parte
ci stiamo già riuscendo: una delle proposte, grazie anche alle azioni
della LIPU, è stata infatti ritirata. Inoltre, stiamo rompendo il muro
di silenzio dei grandi mezzi di comunicazione: le TV, le radio, i giornali, spesso
disattenti, cominciano a diffondere l’allarme.
E la gente è con noi!
Ma lo scontro, nei prossimi giorni, diventerà
durissimo. Non c’è molto tempo. Stiamo dunque premendo sulla
politica, sui parlamentari, sugli amministratori, stiamo coinvolgendo personaggi
dello spettacolo, della cultura, della scienza; diffondendo puntigliosamente le
informazioni. Non più usignoli assassinati, non più labbra tagliate
e silenziose! Vogliamo far capire ciò che è giusto e ciò
che non lo è. E queste proposte sono ingiuste. Vanno fermate!
Il suo aiuto, mi creda, è preziosissimo.
Ci sostenga con una donazione e trovi nuovi soci per la LIPU: contribuirà
così direttamente a questa campagna importantissima, da cui dipende davvero,
e non per modo di dire, il futuro degli uccelli, della natura, di tutti noi.
Grazie.
Danilo Selvaggi
Coordinatore Campagna Caccia
|