Palude
di Colfiorito
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Parco Naturale di Colfiorito nel Comune di Foligno si estende per 338 ettari,
risultando il più piccolo fra i parchi della regione Umbria. L'area a parco si
estende nell'ambito della dorsale Appennica umbro-marchigiana e occupa la parte
centrale di un vasto sistema di pianori, denominato Altipiani di Colfiorito.
Questi altipiani posti sotto gli 800 m di quota sono certamente una delle aree
più interessanti e suggestive dell'appennino centrale. L'altopiano di Colfiorito,
che include la palude omonima, rappresenta l'ecosistema più significativo, dal
1976 inserito nell'elenco delle zone umide di valore internazionale.
Per la sua particolare conformazione geologica e la sua collocazione geografica
l'area di Colfiorito presenta complesse caratteristiche floristiche ed ecologiche
che costituiscono unità appenniniche di elevato valore biologico-conservazionistico.
Si segnalono inoltre, emergenze faunistiche di valore nazionale come la presenza
del Tarabuso nidificante ed un immenso dormitorio di rondini
All'interno del Parco e nelle sue immediate vicinanze sono compresi 4 SIC (Sito
di Importanza Comunitaria): palude di Colfiorito, Piani di Annifo ed Arvello,
Piano di Ricciano e la Selva di Cupigliolo.
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| Le
azioni: salvaguardia dei prati ed agricoltura |
| Le
coltivazioni tradizionali della zona di tipo cerealicolo e foraggero sono diminuite
molto negli anni , per la marginalità economica di queste produzioni, provocando
una drastica riduzione delle superficie coltivate e la riconversione naturale
dei terreni.
Le coltivazioni tradizionali della zona sono quelle della patata rosa e della
lenticchia di Colfiorito ed Annifo. La prima è una varietà di origine olandese
facilmente acclimatatesi alle particolari condizioni climatiche degli altipiani.
Anche la lenticchia, riscoperta come coltivazione nell'ultimo decennio si è diffusa
impiegando semi provenienti dai piani carsici di Castelluccio di Norcia.
Infine il settore zootecnic è ancora molto importante, soprattutto per la presenza
di numerosi allevamenti bovini a conduzione familiare.
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| Geomorfologia
e geologia |
| Geologicamente
gli altipiani comprendono la Serie Umbro-Marchigiana, composta da Calcare Masiccio,
Scaglia Rossa e Bianca, Maiolica, Marne a Fucoide, eccLe formazioni geologiche
affiorano lungo gran parte dei versanti ed i terreni sono di natura limoargillosa
costituente le cosidette "terre rosse".
Gli Altipiani di Colfiorito risalgono al Pleistocene, un'era geologica abbastanza
recente. Si formarono allora profonde depressioni che si colmarono lentamente
con l'apporto di materiale detritico proveniente dalle aree montane circostanti.
All'interno di queste conche si formarono degli inghiottitoi che costituiscono
l'unica forma di drenaggio naturale dei piani carsici di Colfiorito.
Durante l'Olocene queste depressioni ormai colmate di detriti sono state ricoperte
da laghi che per cause naturali si prosciugarono completamente ad eccezzione della
palude di Colfiorito. Ora in quest'area risultano presenti anche torbe e sedimenti
ricchi di materia organica accumulatesi nel tempo nell'ambiente palustre.
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| Flora
e vegetazione |

Il paesaggio vegetale che contraddistingue il territorio
di Colfiorito si presenta molto vario:
Vegetazione idrofitica (piante acquatiche)
Vegetazione elofitica (piante che vivono in palude)
Vegetazione delle praterie palustri
Vegetazione delle praterie umide
Vegetazione delle praterie torbose
Vegetazione boschiva
Vegetazione arbustiva
Vegetazione pascoliva
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| La
fauna del Parco di Colfiorito |
Uccelli
e mammiferi
Gli ambienti aperti, i boschi, gli arbusteti e soprattutto la presenza di un'estesa
palude, consentono la presenza di una ricca fauna ornitica. Quest'ultimo ambiente
ospita durante la riproduzione, specie rare e minacciate come l'Airone
rosso, la Sgarza ciuffetto, il Tarabusino,
la Cannaiola, il Cannareccione. Durante la maggior
parte dell'anno sono invece osservabili altre specie come: il Germano
reale, la Folaga, la Gallinella d'acqua,
l'Airone cenerino, il Basettino, il Pendolino,
Il Falco di palude.
Anche gli altipiani con il suo complesso agrosistema ospitano durante le migrazioni
specie importanti di uccelli, soprattutto limicoli e passeriformi.
Migliaia di limicoli possono wessere osservati in primavera o in autunno, soprattutto
Pavoncella, Pittima reale, Chiurlo,
Combattente e fra i Passeriformi Cutrettola,
Stiaccino, Averla piccola, Ortolano
e più raramente Pispola golarossa.
I mammiferi sono rappresentati da quelle specie che risultano generralmente crepuscolari
e di scarsa osservabilità. Fra gli insettivori sono presenti il Riccio, il Toporagno
d'acqua, il Toporagno comune e la Crocidura rossiccia. Tra i roditori l'istrice,
il Topo selvatico, l'Arvicola di savi e lo Scoiattolo.
Anche il Lupo frequenta l'area del parco, costituendo la specie
di maggior pregio dell'area. Fra i carnivori sono presenti anche la Volpe, la
Donnola e la Faina.
Tra gli ungulati il Cinghiale ed il Capriolo, che appare ancora abbastanza scarso
nonstante l'idoneità dell'area.
Fauna minore
Fra le specie invertebrate div particolare interesse è la presenza del Tricottero
Grammotaulius nigropunctatus, specie stenotopa fortemente rarefatta sul
territorio nazionale e localizzata in Umbria solo nell'area di Colfiorito.
Grazie alla presenza della zona umida, nel Parco sono presenti numerosi anfibi:
la Rana verde, Il Tritone crestato ed il Tritone punteggiato e la Rana agile,
mentre i rettili sono presenti 10 specie, fra cui Cervone e Vipera. Sone presenti
anche Orbettino, Ramarro, Lucertola muraiola, e lucertola campestre, oltre alla
Luscengola.
Fra i Colubridi il Biacco, la Natrice dal collare e la Natrice tessellata.
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A
differenza delle altre specie di ardeidi (Airone cenerino, Nitticora, Garzetta,
Sgarza ciuffetto) normalmente coloniali e nidificanti nelle cosidette garzaie,
il Tarabuso Botaurus stellaris si riproduce con singole coppie (la
specie è poligama e ad ogni maschio vengono spesso attribuite almeno 2 femmine),
che utilizzano l'unico ambiente idoneo alla specie: il canneto. Quest'ultimo,
deve essere di una certa estensione e complessità, per poter esseere usufruito
regolarmente. Canneti molto giovani o troppo fitti, sono spesso evitati. Probabilmente
anche per questo motivo che la specie si è fortemente ridotta negli ultimi decenni,
tanto da essere considerata attualmente nell'ultima Lista Rossa degli uccelli
nidificanti ovvero specie in pericolo di estinzione in Italia.
Canneti estesi infatti sono ormai fortemente limitati a pochissime aree residue
e localizati soprattutto nelle ultime zone umide dell'Alto Adriatico, comprese
le aree del Delta del Po e lembi residuali in Toscana, Puglia e Sardegna. Fortunatamente
il 92% della popolazione in Italia si trova all'interno delle aree IBA, Le aree
importanti per l'avifauna italiana. I pericoli maggiori oltre alla drastica riduzione
del canneto, in particolare nell'ultimo secolo, sono stati imputati anche all'inquinamento
da mercurio e pesticidi. Un'altra causa non indifferente negli ultimi anni è data
dal disturbo antropico diretto, soprattutto durante il periodo riproduttivo. Per
questo motivo la LIPU sta elaborando un piano di gestione del canneto, grazie
a life, per ampliare l'habitat riproduttivo delle specie nella Palude di Colfiorito
Il Tarabuso è una specie parzialmente sedentaria. Infatti la maggior parte della
popolazione italiana dopo il periodo riproduttivo, si disperde in autunno-inverno
anche piuttosto lontano dai luoghi di nidificazione. Il nido è ubicato al livello
dell'acqua all'interno del canneto ed occasionalmente parecchi nidi possono essere
trovati vicini, all'interno di un singolo maschio territoriale.
Le prede sono costituite soprattutto da piccoli pesci, anfibi ed invertebrati
acquatici, a volte anche da giovani uccelli e piccoli mammiferi.
Informazioni relative alla stagione riproduttiva 2000, mettono in evidenza che
attualmente la poplazione nidificante più importante in Italia è stata censita
dalla LIPU nella Palude di Colfiorito.
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Da
alcuni anni la LIPU sta portando avanti all'interno della Palude di Colfiorito,
uno studio sulla Rondine.
Questo studio è mirato principalmente a capire la variabilità nei tassi di sopravvivenza
e della disponibilità natale.
Le cattture sono state effettuate al roosts serale quando gli stormi di rondine
provenienti anche da molto lontano dall'area del parco, si radunano la sera per
rifugiarsi nel canneto. Questo fenomeno accade soprattutto durante la migrazione
post-riproduttiva ( da agosto a settembre), quando nell'area del canneto possono
essere osservate decine di migliaia di individui contemporaneamnte. Questi numeri
rendono il Parco di Colfiorito una delle aree italiane più importanti per la sosta
di questa specie in Italia.
L'importanza di trovare sufficienti quantità di cibo che possono apportare energia
sufficiente sotto forma di grasso sottocutaneo è basilare per le popolazioni di
rondini in transito nel nostro paese e dirette verso l'Africa equatoriale.
L'importanza del canneto di Colfiorito èrisultata basilare come luogo di sosta
e come roosting in questa delicata fase biologica della Rondine, come il ritorno
in Africa nei quartieri di svernamento.
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