GLI STORNI A ROMA: QUATTRO MILIONI DI OSPITI SCOMODI
Elaborato il nuovo Progetto Storni, la campagna di allontanamento incruento degli storni dai grandi dormitori di Roma, curata dal Comune di Roma - Ufficio Diritti Animali e dalla stessa LIPU. L'operazione ripartirà ad Ottobre nei luoghi più problematici della città.
Notevoli i risultati raggiunti gli scorsi anni.
Sono innumerevoli e in tardo autunno invadono la città di Roma e molte altre città italiane ed europee. Tanti i problemi causati dal loro numero altissimo, primo fra tutti l'accumulo di escrementi su strade, veicoli, abitazioni con gravi disagi per cittadini, passanti e commercianti delle zone interessate. Gli storni: milioni di ospiti scomodi.
Come accaduto negli ultimi anni, il Comune di Roma e la LIPU - Lega Italiana Protezione Uccelli hanno così deciso anche per questa stagione di intervenire con una campagna di allontanamento degli storni dai grandi dormitori urbani, usando l'articolato sistema delle 'dissuasioni' (acustiche e luminose) che ottimi risultati ha offerto in passato e che a tutt'oggi risulta l'unico sistema realmente efficace.
La campagna di quest'anno proporrà gli innovativi strumenti usati gli anni precedenti (megafoni fissi, megafoni mobili, supporti acustici digitali, dissuasori luminosi) e, inoltre, utilizzerà la metodologia degli interventi in simultanea su dormitori problematici limitrofi per ottenere un risultato ancora più efficace. Inoltre, il Progetto prevede un coordinamento tra la LIPU stessa, il Servizio Giardini e l'AMA finalizzato al miglioramento di servizi specifici.
Il calendario degli interventi sarà disponibile da metà Ottobre, solo quando gli storni raggiungeranno il massimo numero nei diversi dormitori. I volontari della LIPU provvederanno ad informare i cittadini delle aree interessate dagli interventi tramite volantini lasciati nella cassetta della posta.
L'attività di monitoraggio, che dura tutto l'anno, si intensifica proprio in questi giorni in cui gli storni stanno raggiungendo il nostro Paese dai territori del Nord Europa.
Per avare maggiori informazioni potete contattare:
LIPU, 329 4652794, il lunedì, mercoledì e venerdì dalle
16.00 alle 18.00. Inoltre, è possibile scrivere a animaliroma@easypet.com
Operazione di allontanamento incruento degli Storni
(Sturnus vulgaris)
dai dormitori problematici della Città di Roma
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Schede tecniche
Estratto dalla cartella stampa campagna 2003/2004
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Indice di sezione:
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| GLI STORNI NEL MONDO |
Quella degli storni è considerata una delle specie più numerose esistenti al mondo. I dati parlano di 500/700 milioni di esemplari diffusi su di un territorio pari a ben il 30% della superficie terrestre.
Dal Giappone al continente Americano, passando ovviamente per l'Europa, il problema non risparmia alcuno. Gli storni, animali estremamente sociali, vivono infatti in grandi gruppi che, molto spesso, scelgono le città come dormitorio.
Talvolta il problema risulta minore e cioè nel momento in cui gli storni si concentrano in zone verdi non legate direttamente al tessuto urbano. Tuttavia, quando i dormitori sono centrali o comunque congiunti alle dinamiche urbane (strade trafficate, abitazioni, esercizi commerciali) il problema si fa grave fino ad esplodere allorché il numero degli storni, come avviene nella città di Roma, è estremamente elevato.
Tre, quattro milioni, forse di più. Roma è letteralmente invasa dagli storni, con disagi gravissimi per tutti.
Molte città del mondo, avendo il medesimo problema, hanno tentato gli interventi più disparati: in alcuni casi si è usata polvere da sparo e forti esplosioni; in altri, sono state irrorate sostanze velenose o comunque nocive. Interventi cruenti, molto costosi ed anche piuttosto rischiosi per la stessa popolazione umana (le zone vanno in seguito bonificate dalle sostanze tossiche e velenose). I risultati? Praticamente nulli. Le complesse strutture sociali degli storni, nonché le loro particolari abitudini e capacità, hanno sempre fatto in modo che in brevissimo tempo il numero dei gruppi tornasse alto e forse anche maggiore rispetto a prima.
L'intervento adottato dalla LIPU e portato avanti, non solo a Roma, da molti anni, ha invece caratteristiche diverse. Tale metodo incruento ha infatti il vantaggio di partire dalle caratteristiche degli storni, usare le loro stesse armi (ad esempio il "distress call", "grido di allarme") e fornire le migliori soluzioni oggi possibili.
Si tratta tuttavia di un'operazione faticosa ed estremamente complessa che la LIPU accetta di svolgere con spirito di responsabilità, cogliendo l'appello dell'Ufficio Diritti Animali del Comune di Roma. L'operazione 2003/2004, che riparte nel mese di Ottobre 2003, affinerà ancora di più tutte le innovazioni già sperimentate gli scorsi anni e l'impegno che gli esperti, gli operatori e i volontari LIPU hanno già impiegato in passato.
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| CHI È LO STORNO? |
In Italia lo Storno (Sturnus vulgaris) è principalmente una specie svernante, giunge nel nostro Paese tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre provenendo per lo più dalle regioni dell'Europa nord-orientale. Col sopraggiungere della primavera, tra la fine di marzo e la metà del mese di aprile, la maggior parte della popolazione fa ritorno ai luoghi di nidificazione, mentre una piccola parte rimane in Italia per riprodursi nelle nostre campagne.
Lo storno è una specie ad ampia valenza ecologica, in costante espansione numerica e territoriale, in grado di trovare rapidamente soluzioni efficaci a situazioni ambientali mutevoli.
È onnivoro: in primavera si nutre soprattutto di invertebrati, in autunno-inverno si nutre prevalentemente di vegetali (frutti e semi), ma è comunque in grado di adattarsi ai più diversi tipi di cibo che può reperire nell'ambiente, sia sugli alberi che al suolo.
Così come le altre specie appartenenti a questa famiglia, gli Sturnidi, lo Storno mostra in ogni stagione un comportamento gregario sia nella ricerca del cibo che durante i raduni serali presso i dormitori.
| | I DORMITORI |
Gli storni al sopraggiungere del buio si riuniscono in gruppi di diverse centinaia (ma talvolta fino a decine di migliaia) di individui per passare la notte tra la chioma degli alberi, formando il cosiddetto 'dormitorio' utilizzato, tra l'altro, come 'centro di informazione ' su quali sono i più vicini siti di alimentazione reperiti nel corso della giornata appena terminata.
Negli ultimi decenni i dormitori che si formano all'interno delle città sono in aumento. Questi passeriformi hanno imparato a sfruttare alcune condizioni favorevoli che trovano in città: l'effetto 'isola di calore' e l'assenza di molti predatori, sia alati che terrestri, non ultimo l'uomo che negli ambienti urbani non può cacciare.
La massiccia presenza di storni nei dormitori all'interno delle città provoca, come conseguenza delle abbondanti deiezioni, oltre a problemi igienico-sanitari, danni diretti alle cose e disagi alle persone che vivono e lavorano nell'area del dormitorio.
Benché non esistano ancora dati scientifici esaurienti per valutare il ruolo svolto dallo storno nella diffusione e trasmissione all'uomo di alcune malattie, non è possibile negare del tutto la potenziale pericolosità di grossi accumuli di escrementi sotto i dormitori urbani. Se dunque non è il caso di creare eccessivi allarmismi nella cittadinanza, è comunque prioritario intervenire per ridurre al minimo la potenziale pericolosità dei dormitori di storni anche con interventi di pulizia straordinaria delle strade.
| | INTERVENTI POSSIBILI |
In molti paesi sono stati fatti notevoli sforzi per contenere danni e disagi dovuti alla presenza degli storni, sia in campagna che in città. Tali interventi si sono basati per lo più su tecniche cruente, finalizzate ad uccidere o spaventare gli storni.
Belgio: colpi di dinamite
Stati Uniti e in alcuni Paesi europei: composti chimici velenosi sui dormitori
Stati Uniti: dormitori irrorati con detergente e acqua
Nonostante gli sforzi, con nessuno di questi metodi si è riusciti a raggiungere l'obiettivo, infatti, gli storni seppur decimati, dimostrando l'alta capacità riproduttiva, hanno sempre rapidamente ripristinato la popolazione originaria, la cui consistenza è determinata principalmente dalla disponibilità alimentare e dalle caratteristiche ambientali.
I metodi più usati nei centri urbani per limitare i danni causati dai dormitori, sono tutti mirati al tentativo di spaventare gli storni e indurli quindi alla fuga. A tal fine si sono sperimentati vari sistemi, dall'esplosione di fuochi d'artificio, all'uso di sagome di rapaci.
Il metodo che ha dato i maggiori risultati è tuttavia proprio quello del "distress call" (grido d'allarme).
Esso consiste nel diffondere, all'interno del dormitorio, il particolare verso emesso in natura da individui del gruppo che si trovano in situazioni di pericolo. La risposta del gruppo è immediata: gli storni abbandonano il posatoio e si allontanano dal luogo che loro hanno interpretato come pericoloso.
Così, mentre altri tipi di disturbi acustici artificiali vengono presto accettati dagli storni come parte dell'ambiente, perdendo così di efficacia, il grido di allarme, avendo un ben determinato significato etologico, continua ad essere associato ad un pericolo effettivo, e , quindi, se usato in maniera opportuna, determina l'abbandono del dormitorio.
| | LO STORNO A ROMA |
Tra le città italiane Roma è sicuramente quella dove oggi è più elevata la presenza di storni svernanti.
A partire dall'inverno 1925-26 lo Storno ha cominciato a frequentare la città, localizzando sugli alberi di alcune zone cittadine i propri dormitori notturni (cortile di Palazzo Venezia, Villa Torlonia, piazza Cavour), nel 1970 erano presenti a Villa Ada, Villa Pamphili, via XX Settembre, viale Trastevere e lungo via Appia Nuova. Nei primi anni ottanta gli storni hanno formato dormitori anche sui platani presenti lungo la riva destra del Tevere, tra ponte Matteotti e ponte S.Angelo.
Nel corso degli anni il numero degli storni svernanti a Roma è andato progressivamente aumentando fino ad arrivare all'attuale consistenza numerica che ha toccato anche punte di circa 5 milioni di individui.
I dormitori più problematici che si sono formati in questi ultimi anni sono quelli di
- "Prati": via Andrea Doria - via delle Milizie - via Barletta - viale Angelico - via Monte Santo - via Sabotino - piazzale Clodio- piazza dei Quiriti;
- "Piazza Cavour";
- "Re di Roma": piazza Re di Roma - via Appia Nuova;
- "EUR": viale Europa - viale America;
- "Ostia": via della Stazione Vecchia;
- "Stazione Termini": piazza dei Cinquecento - via Terme di Diocleziano - piazza della Repubblica;
| | L'OPERAZIONE STORNI A ROMA: I RISULTATI DEGLI ANNI SCORSI |
Concentrazioni così ingenti di storni hanno causato e causano disagi enormi ai cittadini.
Per questa ragione, il Comune di Roma e la LIPU da qualche anno portano avanti una campagna di allontanamento di questi animali dalla città. A seguito degli interventi realizzati nell'ambito del "Progetto di allontanamento incruento degli storni dalle zone della città di Roma a maggiore rischio" si è sempre riusciti ad ottenere la riduzione della consistenza numerica dei dormitori interessati.
Straordinari risultati si sono ottenuti negli scorsi anni nel problematico dormitorio di "Milizie", anche grazie alla straordinaria strumentazione utilizzata nel progetto (megafoni fissi alle alberature), agli interventi in simultanea in dormitori limitrofi, ecc. che hanno portato l'allontanamento di tutti gli storni in soli tre giorni, risolvendo il problema ad ottobre. Se non intervenissimo, il problema si protrarrebbe per tutti i mesi invernali in cui lo storno permane nei nostri territori.
| | LA CAMPAGNA 2003/2004 |
- Megafoni fissi: nel dormitorio di"Milizie": saranno posizionati megafoni fissi sugli alberi. In questo modo il "grido di allarme" arriverà in modo diretto e non disturbato dal rumore di fondo del traffico cittadino. I megafono risulteranno installati in numero maggiore rispetto all'anno scorso.
- Megafoni mobili con operatori.
- Lettori CD portatili: il "grido di allarme" è stato "ripulito" elettronicamente e inciso su CD in modo da avere una resa più "vicina" al verso naturale dello storno.
- Studio ed elaborazione del verso: il "grido di allarme" è stato studiato e suddiviso in diversi "brani" (A, B, D, G, H, I) in modo da individuare quelli più efficaci (H, I).
- Fasci luminosi: per intensificare la situazione di disagio per gli storni già creata dal "grido di allarme" le chiome degli alberi verranno illuminate con fasci di luce mossi rapidamente e con tecnica random.
- Interventi in simultanea, ossia interventi contemporanei in dormitori problematici limitrofi.
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