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Cosa fare se si trova un uccello ferito
1) va informata
l'Amministrazione Provinciale (Servizi
Faunistici - Ufficio Caccia) e poi l'animale
va subito inviato ad un centro specializzato
e autorizzato (a Roma il Centro
Recupero Fauna Selvatica);
2) l'animale va
messo dentro una scatola di cartone robusta
e proporzionata alle dimensioni dell'animale,
con dei fori per l'aria;
3) quale alimento "universale
di emergenza" si può'
usare omogeneizzato di manzo offerto tramite
una siringa senza ago o della carne tritata
magra.
S.O.S. NIDIACEI
Cosa fare se si trova un giovane uccello in
difficoltà
In primavera, durante una passeggiata nel
bosco, ma anche nel giardino di casa, può
capitare a chiunque di trovare un "nidiaceo"
(= uccello nato recentemente; "pullus"
è un termine equivalente).
In genere pensiamo che sia malato, si sia
perso, sia rimasto orfano e si trovi in una
situazione di grave pericolo a causa dei gatti,
cani o altri predatori, del traffico, di malintenzionati
o altro. Il nostro istinto c'induce
a raccogliere il piccolo e portarlo a casa
per "allevarlo". Questo atteggiamento,
peraltro lodevole in quanto dimostra sensibilità
nei confronti della natura, non sempre si
rivela il migliore per la salute del nidiaceo.
Come dobbiamo comportarci?
- Innanzi tutto dobbiamo essere consapevoli
che il benessere di un animale selvatico non
è una gabbia o la nostra casa ma la
libertà nel proprio habitat;
- tutti gli uccelli selvatici (eccettuato
il colombo di città) sono specie protette
e appartengono al patrimonio dello Stato;
gran parte dei nidiacei abbandona spontaneamente
il nido quando ancora non sa volare bene,
pur essendo seguito e alimentato dai
genitori (ad es. Merli, Civette, Allocchi
e molte altre specie). Raccogliere uno di
questi nidiacei significa strapparlo alle
cure dei genitori, sicuramente più
valide del più esperto e attento veterinario.
Allevandoli si corre inoltre il rischio di
"imprintarli" sull'uomo,
facendone animali con una identità
specifica deviata irreversibilmente e non
più in grado di affrontare una normale
vita libera. Esistono quindi
due principali situazioni, che dobbiamo valutare:
- Nidiacei feriti, malformati e giovani
di Rondone: per sopravvivere hanno bisogno
di cure da parte dell'uomo (devono essere
ricoverati presso centri specializzati)
- Nidiacei sani, anche se ancora incapaci
di volare: devono essere lasciati nel luogo
di ritrovamento, sottraendoli ad eventuali
pericoli incombenti
COSA FARE CASO PER CASO
NIDIFUGHI:
sono i piccoli che nascono già
coperti di piumino, acquisiscono subito
una certa indipendenza allontanandosi
presto dal nido, che in genere è
costruito per terra. Di solito hanno
una colorazione mimetica. |
Chi sono: anatre,
gabbiani, piccoli trampolieri (limicoli),
galliformi (tra cui i..pulcini delle
galline!).
Cosa fare:
se trovati in buona salute vicino a
canali, paludi, greti di fiumi, spiagge
o campi, devono essere lasciati dove
sono, allontanandosi in fretta, soprattutto
se ci sono adulti che lanciano richiami
d'allarme. Se feriti devono essere
ricoverati presso un centro specializzato.
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INTERMEDI:
sono nidiacei che nascono già
provvisti di piumino, ma rimangono nel
nido e dipendono dai genitori per alcune
settimane. |
Chi sono: rapaci
diurni e notturni Cosa
fare: se si tratta di piccoli
di Barbagianni o Civetta trovati entro
un fienile, solaio o altra costruzione
non vanno prelevati a meno che si abbia
la certezza che entrambi i genitori
siano morti o che l'edificio verrà
distrutto. I piccoli di Allocco, Gufo
comune e Assiolo trovati a terra in
boschi, parchi, campagne vanno posizionate
in alto, nel nido o su un ramo. I genitori
continueranno a nutrirli (di notte,
quando ce ne saremo andati). Tenere
presente che Allocco e Assiolo nidificano
in buchi di alberi, il Gufo comune in
vecchi nidi di Gazza o Cornacchia. |
NIDICOLI:
sono nidiacei che nascono ciechi e privi
di piumaggio, e sono completamente dipendenti
dai genitori per alcune settimane. |
Chi sono: passeriformi
(Merli, Rondini, Cince, ecc.), tortore
e simili, picchi, rondoni. I nidi vengono
costruiti su alberi o arbusti, qualche
specie cova a poca distanza dal suolo
e altre entro cavità.
Cosa fare: se trovati
a terra, isolati, incapaci di muoversi
e fuori di un nido è conveniente
riporli nuovamente nel nido o, se questa
operazione risultasse complessa, sistemarli
nelle immediate vicinanze, in un punto
sopraelevato, al sicuro dai potenziali
predatori (gatti, ecc.), magari entro
una cassettina dalla quale non possano
cadere. |
Rondone cerca famiglia
Ecco alcune istruzioni per aiutare i piccoli
rondoni affamati caduti dal nido. Il Rondone
è una specie migratrice, nidificante
comunemente nelle città. Il colore
è nerastro, è lungo 16 cm, le
ali sono a forma di falce ed a punta. I nidi
vengono allestiti in buchi di muri o di altre
costruzioni umane. Le uova, 2 o 3 di colore
bianco, vengono in genere depositate ai primi
di Giugno; il periodo di covata varia dai
18 ai 25 giorni. E' possibile trovare
i nidiacei di Rondone per terra, soprattutto
in primavere piovose e fredde, che impediscono
ai genitori di trovare il cibo. A causa delle
abitudini dei genitori, i piccoli di Rondone
caduti non possono né essere rimessi
nel nido né vicino di esso, al contrario
di tutte le altre specie.
Sistemazione del piccolo di Rondone
Foderare un sottovaso con stracci (privi di
pericolosi filamenti), di dimensioni sufficienti
affinché i piccoli non si rovinino
le lunghe ali. Porre il tutto in una scatola
per scarpe, rivestendo il fondo con carta
da sostituire periodicamente. Tenere al caldo
(25°-30°C).
Alimentazione
Il Rondone è insettivoro, e si nutre
di "plancton" aereo, cioè
insetti raccolti volando con il becco spalancato.
Se alla vista del cibo i Rondoni aprono spontaneamente
il becco, è sufficiente introdurre
il cibo il più vicino possibile alla
gola; se questo non dovesse accadere occorre
forzare delicatamente l'apertura del
becco, magari con l'aiuto di una seconda
persona che introduce il cibo in gola.
Alimenti da fornire per ogni pasto (almeno
4 pasti al giorno): 12 tarme della farina
(tenebrioni) o del miele, reperibili in negozi
per animali o di pesca. Sarà anche
necessario somministrare qualche goccia d'acqua
al giorno con un contagocce.
Liberazione
I piccoli Rondoni dovranno essere messi in
libertà solo quando il piumaggio sarà
completo e le ali chiuse supereranno la coda
di un paio di centimetri. Allora si deve andare
in un prato abbastanza ampio in una mattina
priva di vento ed incitarli al volo lanciandoli
in alto. Può risultare necessario eseguire
più tentativi, ed a volte occorrono
alcuni giorni di "allenamento".
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