Pollo sultano    

Chi è?
Genere Oxyura
Specie leucocefala
Nomi in altre lingue: White headed duck (EN), ) Erismature a tète blanche (FR), Malvasia cabeciblanca (ES), Weisskopf- ruderente (DE)
Lunghezza: 43-48cm
Apertura alare: 62-70cm
Peso: 510-820 gr

Il Gobbo rugginoso è una piccola anitra tuffatrice, facilmente riconoscibile dalla coda tenuta in verticale, dall'aspetto "gobbo" che le dà il nome italiano e, nel maschio, dall'inusuale colorazione blu del becco.
Questo raro anatide è strettamente legato agli ambienti palustri delle zone aride eurasiatiche. In particolare necessita di piccoli specchi d'acqua dolce o salmastra circondati da densi canneti in cui nidificare. In inverno frequenta anche specchi d'acqua aperti e di maggiori dimensioni. Si ciba di vegetazione ed invertebrati acquatici che si procura immergendosi. Passa praticamente l'intera vita in acqua, non allontanandosene mai ed evita di volare se non per i lunghi spostamenti o in caso di imminente pericolo. Occupa un areale vasto ma estremamente frammentario attorno al Mediterraneo ed in Asia centrale.

 
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 Problemi e minacce 

Il declino del Gobbo rugginoso è stato causato, come in molti altri casi, dalla combinazione di un'eccessiva pressione venatoria e della bonifica delle zone umide. La specie ha subito importanti crolli numerici in tutto il suo areale ed in particolare nella regione mediterranea. Nel ventesimo secolo il Gobbo rugginoso si è estinto in tutta l'Europa orientale, in Italia, in Corsica ed è arrivato all'orlo dell'estinzione in Spagna. Si pensi che la popolazione spagnola aveva raggiunto negli anni Settanta un minimo di 22 individui! Per fortuna la specie è stata messa sotto stretta protezione e dopo decenni di sforzi di conservazione la popolazione spagnola è ritornata a fiorire e attualmente conta varie migliaia di individui.
Negli ultimi anni la specie ha dovuto affrontare anche una nuova minaccia. Il Gobbo della Giamaica è una specie americana, strettamente imparentata con il Gobbo rugginoso. Questa specie è stata introdotta vari decenni fa in Inghilterra, dove ha proliferato raggiungendo una popolazione di migliaia di individui. Espandendosi dall'Inghilterra verso il continente, i gobbi della Giamaica hanno cominciato ad apparire nell'areale del Gobbo rugginoso. Le due specie sono in grado di ibridizzarsi facilmente dando origine ad ibridi fertili. Si presenta quindi il rischio concreto che l'ancora piccola popolazione spagnola venga "inquinata" geneticamente e scompaia progressivamente attraverso un processo di sostituzione genetica. Per ovviare a questo rischio si è dovuto avviare un piano di eradicazione del Gobbo della Giamaica a livello europeo. Questo è un classico esempio dei danni che possono essere provocati dall'introduzione in natura di specie esotiche.
 
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 Interventi della LIPU 

Le ultime regioni Italiane ad ospitare il Gobbo rugginoso sono state la Sicilia, la Puglia e la Sardegna. La LIPU fin dagli anni ottanta si è impegnata per riportare il Gobbo rugginoso in Italia, collaborando allo sforzo internazionale per la salvaguardia della specie. Un nucleo riproduttore proveniente dalla Spagna è ospitato fin dal 1990 presso il Centro Cicogne di Racconigi. Il successo ottenuto dal programma di riproduzione in cattività ha permesso l'avvio di un progetto di reintroduzione in Puglia. Questa regione possiede importanti zone umide ormai tutelate ed è relativamente sicura per quel che riguarda il rischio di arrivo di Gobbi della Giamaica (tutte le osservati in Italia finora solamente nel versante Tirrenico). Il progetto, finanziato dal Parco Nazionale del Gargano e dalla Regione Puglia, è stato avviato nel 2000, col trasferimento dei primi individui da Racconigi alle voliere di ambientamento situate nella Daunia Risi, all'interno del Parco Nazionale del Gargano. I primi individui verranno liberati con la chiusura della stagione venatoria nell'inverno 2001. Si tratterà di una liberazione di prova che permetterà di studiare l'adattamento degli animali al loro nuovo ambiente. In parallelo si procederà col potenziamento del programma di riproduzione in cattività e con ulteriori liberazioni di soggetti.

 
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