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Nidi per uccelli di bosco, campagna e città

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I nidi a cassetta si dividono in modelli "con foro d'entrata" (o chiusi) e modelli "aperti". Come vedremo più avanti, infatti, certe altre specie non nidificano in vere e proprie cavità, ma cercano piuttosto dei ripari e amano nidi a cassetta, con ampia apertura frontale.

I nidi artificiali più tipici per le piccole specie di uccelli canori che frequentano boschi, campagne e città sono detti a "cassetta postale". Questo tipo di nido ha un coperchio apribile ed un foro d'ingresso. Il modello classico può subire numerose varianti soprattutto nelle dimensioni, nella forma e posizione del foro d'entrata nonché nella struttura generale del nido.

Una comune variante è quella del "nido a tronchetto" dove la forma è cilindrica anziché squadrata. La sua realizzazione è comunque ben più complessa partendo da un moncone di tronco che viene convenientemente svuotato del legno interno. In altri casi si usano stampi e colate di cemento misto a segatura per alleggerirne il peso.

A "cassetta" o a "tronchetto" non crea differenza per la maggioranza delle specie. Il foro d'entrata invece è particolarmente importante: la sua dimensione infatti deve essere ben calcolata. Fori troppo piccoli rendono impossibile l'accesso a specie di taglia più grande; fori troppo ampi, in certi casi non offrono adeguata riservatezza e sicurezza dai predatori a molti uccelli piccoli.

Gli ospiti dei nidi artificiali

Le specie italiane più comunemente ospiti dei nidi artificiali a cassetta sono le seguenti:

Nidi a cassetta o a tronchetto, chiuse

Cinciallegra, Cinciarella, Cincia mora, Passera d'Italia, Passera mattugia, Storno, Picchio muratore, Rampichino, Torcicollo, Codirosso, Pigliamosche, Scricciolo

Cinciallegra, L.Sebastiani, www.birds.it

Nidi a cassetta aperta

Pigliamosche, Pettirosso, Ballerina bianca, Codirosso, Scricciolo, Merlo

È importante conoscere le abitudini delle varie specie che si vogliono attrarre nel nido.

  • Cince, passeri, storni, picchi muratori, pettirossi, rampichini, scriccioli e merli nidificanti nelle nostre regioni sono sedentari e spesso precoci nella nidificazione. Possono compiere "migrazioni verticali" nelle aree di montagna, scendendo a valle in inverno. Spesso la loro presenza aumenta nella stagione fredda per l'arrivo di contingenti provenienti da nord e venuti a svernare in climi meno rigidi. La presenza invernale di pettirossi, per esempio, non dimostra che la specie resti poi a nidificare; per la maggior parte dei casi urbani, infatti, si tratta di individui che all'arrivo della primavera tornano a nord o in montagna.
  • Torcicollo e Ballerina bianca sono più sensibili agli inverni e possono disperdersi più a sud.
  • Codirosso e Pigliamosche sono veri e propri migratori su lunga distanza e partono nella tarda estate per tornare ad aprile-maggio.

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