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Parma, 6 ottobre 2010

CACCIA IN DEROGA, LIPU: Il MINISTRO PRESTIGIACOMO FERMI IL VENETO

“Siamo di fronte a un vero e proprio abuso, illegittimo dinanzi alla legge italiana e alle regole comunitarie”.

“Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo intervenga oggi stesso e attivi il Consiglio dei ministri per annullare l’illegittima delibera della Regione Veneto”. Lo dichiara la LIPU-BirdLife Italia nel giorno in cui entra in vigore l’atto amministrativo del Presidente Zaia che permette a migliaia di cacciatori veneti di abbattere piccoli uccelli protetti non cacciabili. “Ignorando la condanna comunitaria appena subita dall’Italia e la causa proprio contro il Veneto in piedi presso la Corte di giustizia europea – sottolinea la LIPU - la giunta del Presidente Zaia ha dato il via libera all’abbattimento in deroga di decine di migliaia di uccelli protetti, applicando per l’ennesimo anno consecutivo uno strumento che dovrebbe essere usato in modo straordinario, e inoltre senza spiegare le adeguate motivazioni della deroga e senza prevedere alcun regime di stretto controllo, altre condizioni essenziali per l’attivazione delle deroghe”. “Di fronte a questo vero e proprio abuso, illegittimo dinanzi alla legge italiana e alle regole comunitarie – prosegue la LIPU - il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo attivi il Consiglio dei ministri per annullare la delibera del Veneto, come previsto dall’articolo 19 bis, comma 4 della legge 157 del 1992. E lo faccia subito – conclude - considerando che già oggi i cacciatori veneti hanno inferto danni irreparabili al patrimonio dello Stato costituito dalla fauna selvatica”.

 

Parma, 4 ottobre 2010

CACCIA IN DEROGA, LIPU: DENUNCEREMO IL VENETO A GOVERNO ED EUROPA

“L’abbattimento dei piccoli uccelli non cacciabili è un vero e proprio furto di patrimonio pubblico. Attivare subito Consiglio dei Ministri e Corte di Giustizia”.

“L’ennesima deroga concessa dalla regione Veneto per cacciare specie non cacciabili si prefigura come un vero e proprio furto di patrimonio dello Stato e della comunità internazionale, e come tale la denunceremo a Governo e Commissione europea”.
Lo dichiara la LIPU-BirdLife Italia alla vigilia dell’annunciata delibera che autorizzerà la caccia in deroga a varie specie di piccoli uccelli in Veneto. 
“Per l’ennesimo anno consecutivo, la Regione Veneto permetterà a migliaia di cacciatori di abbattere piccoli uccelli come i fringuelli, le peppole e le pispole, per i quali il regime di caccia è vietato, se non in situazioni straordinarie e secondo modalità rigidamente definite e controllate. Ma di tutti questi vincoli la regione Veneto non sa cosa farci, avendo nel corso degli anni permesso una caccia sostanzialmente incontrollata e reiterata, e dunque trasformando impropriamente uno strumento eccezionale quali le deroghe previste all’articolo 9 della direttiva Uccelli in un atto ordinario.
“L’aggravante è che tutto ciò avviene a poche settimane dalla condanna dell’Italia da parte dell’Unione europea proprio per l’abuso delle deroghe di caccia, cui il Veneto ha ampiamente contribuito, e addirittura avendo la regione Veneto una causa europea tutta per sé, per la stessa ragione: cattivo utilizzo delle deroghe.
“Il nuovo abbattimento di animali non cacciabili, autorizzato dal Veneto pur in presenza di queste palesi e ripetute illegittimità, assume così le caratteristiche di un vero e proprio furto di fauna selvatica e dunque di patrimonio dello Stato e della Comunità europea, e come tale la LIPU lo denuncerà formalmente alle istituzioni competenti.
“Al Governo italiano chiediamo di attivare subito l’articolo 19bis (comma 4) della legge 157/1992 e annullare la delibera della regione Veneto prima che sulla fauna siano commessi atti irreparabili. Alla Commissione europea chiediamo invece di arricchire il già pesante fascicolo delle violazioni commesse dal Veneto in materia di caccia e far pesare anche questa nuova, grave violazione, presso la Corte di Giustizia di Lussemburgo”.

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Parma, 29 settembre 2010

CACCIA, LIPU: IN LIGURIA SI MALTRATTA IL DIRITTO

La caccia oltre il tramonto è una grave violazione della legge nazionale e un rischio per persone e animali. Irresponsabile chi vota sì.

"In Liguria sta per consumarsi un caso gravissimo di violazione del diritto e di strappo istituzionale. La giunta e i consiglieri responsabili lo impediscano". Lo dichiara la LIPU-BirdLife Italia a proposito del prossimo voto in aula nel Consiglio regionale della Liguria della proposta di legge che autorizza la caccia agli uccelli di mezz'ora oltre il tramonto, in violazione della legge nazionale 157 del 1992. "Nelle ore scorse – dichiara il vicepresidente LIPU Fulvio Mamone Capria - abbiamo scritto a tutti i consiglieri regionali liguri ricordando che l'atto che sta per compiersi in Consiglio è una netta violazione della legge nazionale e dunque un fatto puramente illegittimo. La legge 157/1992, al comma 7 dell'articolo 18, prevede in modo chiaro che la giornata di caccia si chiuda entro il tramonto. La Corte Costituzionale, bocciando un'analoga legge della Puglia, ha peraltro sentenziato che nessuna regione è autorizzata a modificare tale norma. “Qual è dunque – prosegue il vicepresidente - la giustificazione che può spingere la regione Liguria ad un'iniziativa così palesemente illegittima, se non una subalternità al mondo venatorio tale da far passare in secondo piano un simile strappo alle regole istituzionali? Senza parlare del rischio concreto, al di là dei pur fondamentali aspetti formali, che una norma siffatta potrebbe comportare: cacciare al buio significa l'impossibilità di distinguere un animale da un altro, una specie da un altra e certamente aumentare il rischio che ad essere colpiti siano gli esseri umani. Davvero, chi voterà a favore di tutto ciò è un irresponsabile. “Vogliamo dunque appellarci – conclude Mamone Capria - al senso istituzionale di Giunta e consiglieri della regione Liguria e all'impegno che li lega al proprio mandato: boccino la proposta di legge sulla caccia oltre il tramonto e ristabiliscano l'indispensabile rispetto delle regole".

 

Parma, 23 settembre 2010

CACCIA, LIPU: SOLIDARIETA’ E SOSTEGNO AL MINISTRO BRAMBILLA.

Vada avanti, il 90% degli italiani è contro “caccia selvaggia”.

<<Una piena solidarietà al ministro Brambilla e un convinto sostegno alle sue azioni contro “caccia selvaggia”>>.  Li esprime la LIPU-BirdLife Italia in seguito alle critiche avanzate al Ministro del Turismo da parte di un gruppo di europarlamentari del PDL.

<<Gli attacchi scomposti mossi al Ministro Brambilla – afferma Fulvio Mamone Capria, vicepresidente LIPU - non sono che il frutto della consapevolezza della netta sconfitta subita dagli ultrà della caccia. Una sconfitta che è politica, per via del fallimento dei tentativi parlamentari di liberalizzare l’attività venatoria, ma anche e soprattutto culturale, vista l’avversione dei cittadini italiani ad ogni ulteriore concessione alla caccia.

<<Lo conferma, paradossalmente ma nemmeno troppo – prosegue Mamone Capria - il  recente sondaggio commissionato da armieri e cacciatori alla AstraRicerche, da cui è emersa, per usare le testuali parole del direttore di AstraRicerche, Enrico Finzi, un’Italia “ostilissima a caccia selvaggia”, che per il 90% condanna tutti i tentativi di deregolamentazione dell’attività venatoria, inclusi quelli sostenuti proprio dai committenti del sondaggio.

<<Con percentuali che superano il 70% - prosegue il vicepresidente LIPU - gli italiani respingono le pessime proposte di cacciare nei parchi o con la neve, o di allentare i vincoli su controlli ed esami per i cacciatori, o di non garantire sufficienti tutele alle specie minacciate. Per non parlare della questione sicurezza per le persone, su cui è necessario operare una seria riflessione.

<<Il Ministro Brambilla – conclude  Mamone Capria - vada dunque avanti con le proprie azioni a difesa della natura e della sicurezza delle campagne, senza lasciarsi in alcun modo intimidire ma consapevole di esprimere convinzioni che appartengono alla stragrande maggioranza dei cittadini italiani>>.

 

Parma, 14 settembre 2010

CACCIA IN DEROGA: FERMATA LA LEGGE DELLA LOMBARDIA LIPU: “ERA CHIARAMENTE ILLEGITTIMA. VITTORIA DEL DIRITTO E DELLA NATURA”

Sempre più prossima la scomparsa delle deroghe da lettera "c" pessima tradizione di cacciare i piccoli uccelli protetti

“La bocciatura della nuova legge lombarda sulle deroghe di caccia è una vittoria della LIPU, della natura e del diritto". Lo afferma la LIPU-BirdLife Italia dopo l'approvazione della pregiudiziale di legittimità con cui ilConsiglio regionale lombardo ha bocciato la nuova legge sulle deroghe di caccia.
Nei giorni e nelle ore scorse - afferma Fulvio Mamone Capria, Vicepresidente LIPU - abbiamo scritto e fatto pressione su Regione e ministeri interessati, ricordando a tutti che, per la Corte Costituzionale, concedere deroghe mediante una legge è iniziativa palesemente illegittima. Ci siamo dunque battuti perché si impedisse una nuova ferita al diritto e alla natura e così è stato.
"Sulla decisione dei consiglieri lombardi - continua Mamone Capria - ha certamente pesato anche la recente sentenza della Corte di Giustizia subita dall'Italia e dalla stessa Lombardia, con cui viene condannato il nostro Paese (e varie regioni, tra cui quella del presidente Formigoni) proprio per l'utilizzo abusivo e scorretto della caccia in deroga
“In definitiva, si tratta di un altro importante passo avanti – aggiunge il vicepresidente LIPU - verso la scomparsa di quella pessima tradizione - quasi tutta italiana - di cacciare i piccoli uccelli protetti, la cosiddetta  deroghe da lettera "c", contro le quali la LIPU si batte da tempo ed ha recentemente raccolto oltre 200mila firme.
“Alla Giunta lombarda – conclude Mamone Capria - la LIPU formula lo stesso invito avanzato alla regione Veneto: non si ricorra all'escamotage di concedere ugualmente le deroghe con un atto amministrativo. Le deroghe di caccia ai piccoli uccelli, pratica ormai superata dalla storia, vanno cancellate per sempre, senza se e senza ma".

Parma, 13 settembre 2010

CACCIA IN DEROGA: IN ARRIVO NUOVA LEGGE DELLA LOMBARDIA? LIPU: “L’EUROPA E’ PREOCCUPATA”

“Persino gli uffici legislativi regionali chiedono a organi e consiglieri di rinunciare: la nuova legge sarebbe una grave violazione delle norme”.

La Lombardia ascolti l’Europa e i suoi stessi uffici legislativi e rinunci ad una nuova violazione sulla caccia in deroga”. E’ l’appello lanciato dalla LIPU-BirdLife Italia a consiglieri e Giunta della Regione Lombardia, alla vigilia della discussione sulla possibile concessione di nuove deroghe per la caccia agli uccelli protetti.
“Dall’Europa – afferma Fulvio Mamone Capria, vicepresidente LIPU - giungono richieste di chiarimenti alle autorità italiane e lombarde in particolare sulle intenzioni della Regione in tema deroghe. E’ comprensibile come l’Europa sia preoccupata che la Lombardia voglia procedere ad una nuova legge, nonostante  la condanna della Corte di Giustizia giunta meno di due mesi fa (15 luglio) nell’ambito della maxi procedura di infrazione contro l’Italia e nonostante la causa specifica contro la stessa regione Lombardia, attivata lo scorso anno ancora per la caccia in deroga.

“E’ tale la preoccupazione –continua Mamone Capria - che gli uffici legislativi e istituzionali della Regione, secondo i quali una nuova legge costituirebbe grave violazione della sentenza della Corte di Giustizia, hanno informato gli organi regionali e tutti i consiglieri circa l’inopportunità di concedere nuove deroghe, anche per via del serio rischio di sanzioni economiche, che ricadrebbero su tutti i cittadini lombardi.

 “Basterebbe ciò per chiudere la questione e far sì che, finalmente, dopo il Veneto, anche la Regione del Presidente Formigoni rinunci a tale pratica scorretta e dannosa. Ma il rischio di pressioni indebite da parte degli ultrà della caccia esiste, ed è per questo che rivolgiamo un forte appello alle istituzioni lombarde, a cominciare dal Presidente Formigoni: facciano prevalere il buon senso e il rispetto della natura e del diritto – conclude il vicepresidente LIPU - e dicano no ad una nuova mattanza di piccoli uccelli protetti”.

Parma, 10 settembre 2010

CACCIA IN VENETO, BLOCCATA LA LEGGE SULLE DEROGHE.

LIPU: “LA REGIONE PRENDA ATTO CHE LA BATTAGLIA E’ PERSA”

“La legge sarebbe stata illegittima e contro il diritto comunitario”. LIPU alla regione Lombardia: “Si adegui”.

"Il blocco della legge sulle deroghe della Regione Veneto è un'ottima notizia, per la natura e per il diritto". Lo afferma la LIPU-BirdLife Italia a proposito di quanto accaduto ieri sera in Consiglio regionale del Veneto.

"Grazie a un ottimo lavoro dell'opposizione e delle associazioni – afferma Danilo Selvaggi, responsabile Rapporti Istituzionali LIPU-BirdLife Italia - la proposta di cacciare in deroga piccoli uccelli protetti e non cacciabili è stata forse definitivamente affossata. Il contrario sarebbe stato un atto di grave e doppia irresponsabilità istituzionale, considerato che la Corte Costituzionale ha già sentenziato che le deroghe di caccia non possono essere concesse mediante legge (il che impedirebbe allo Stato di intervenire laddove riscontrasse irregolarità) e considerato inoltre che il Veneto è una delle regioni sotto accusa da parte della Commissione europea proprio per via della caccia in deroga, utilizzata come trucco per autorizzare un regime costante di caccia ordinaria.

“L'eventuale approvazione di una nuova legge – prosegue Selvaggi -  avrebbe certamente aggravato la posizione del Veneto e verosimilmente spinto la Corte di Giustizia europea, come avvenuto lo scorso anno per la Lombardia, ad intervenire con un'ordinanza urgente per sospendere la legge. Situazioni davvero imbarazzanti, che espongono il nostro Paese a pessime figure internazionali, il tutto per accontentare una sempre più esigua minoranza di cacciatori legata a tradizioni desuete e oggi intollerabili.

“Ora la regione Veneto abbia il buon senso di non salvarsi in corner, con deroghe autorizzate mediante delibera – dichiara Fulvio Mamone Capria, vicepresidente LIPU-BirdLife Italia - e prenda atto che la partita della caccia ai piccoli uccelli protetti, contro cui la LIPU ha raccolto 200mila firme in pochi mesi, consegnate allora al ministro Zaia, è persa.

“Ma faccia altrettanto la stessa regione Lombardia – prosegue il vicepresidente LIPU- che sta discutendo di deroghe proprio in questi giorni e sulla quale grava il giudizio della Corte di Giustizia europea per la legge sullo deroghe dello scorso anno e che inoltre è stata di recente condannata a livello comunitario per la stessa ragione. Colga la lezione del Veneto – conclude Mamone Capria - ed eviti, la regione del Presidente Formigoni, di reiterare un atto grave per la natura e per il diritto e si ponga finalmente, in tema di tutela della natura, sul binario giusto”.

 

 

Parma, 31 agosto 2010

L'APPELLO ANTICACCIA DELLA CANTANTE GIORGIA SUL PORTALE ILRESPIRO.EU

LIPU: "ESPRIME SENTIMENTI SEMPRE PIU’ DIFFUSI NELLA NOSTRA SOCIETA".

Una forte presa di posizione, un sentimento che si va diffondendo sempre di più nella pubblica opinione. Questo il commento della LIPU-BirdLife Italia all’appello anticaccia della cantante Giorgia, pubblicato oggi sul portale web IlRespiro.eu, alla vigilia della nuova stagione venatoria che prenderà il via da domani in quasi tutte le regioni italiane.

L’appello esprime, con toni forti, una posizione contro la caccia che è largamente condivisa nella società, come dimostrano i numerosi sondaggi pubblicati negli ultimi due anni e che hanno sempre espresso una netta contrarietà di larga parte dell’opinione pubblica.

"Giorgia – dichiara Elena D’Andrea, Direttore Generale LIPU - pone attenzione su aspetti chiave come la fragilità dell’ecosistema, già minato dalla distruzione dell’habitat e dall’inquinamento, l’utilizzo di richiami vivi, una delle pratiche più crudeli diffuse nell’attività venatoria, o la caccia ludica, che si esprime soprattutto con la caccia in deroga ai piccoli uccelli protetti. Battaglie giuste – prosegue il Direttore LIPU - sulle quali anche la nostra associazione è impegnata da tempo attraverso appelli e campagne. Nel nostro sostegno all’appello di Giorgia – conclude - vogliamo ribadire l’importanza  di tutelare la natura e del rispetto delle norme vigenti, che purtroppo, anche in questi giorni di avvio della nuova stagione venatoria, vediamo venir meno".

Parma, 30 agosto 2010

CACCIA: DA MERCOLEDI PREAPERTURE AL VIA IN QUASI TUTTE LE REGIONI ITALIANE.

LIPU: "DANNI PER POPOLAZIONI NIDIFICANTI. IN MOLTI CASI IGNORATE LE NUOVE NORME INTRODOTTE DALLA LEGGE COMUNITARIA”.

Le preaperture comporteranno gravi rischi per la natura, perché colpiscono specie che hanno appena terminato la nidificazione. Inoltre, i calendari venatori di molte regioni non applicano le nuove norme introdotte dall’art. 42 della Comunitaria, che impongono tutele ben precise per i periodi di riproduzione e migrazione prenuziale degli uccelli.

E’ quanto denuncia la LIPU-BirdLife Italia alla vigilia delle preaperture che si terranno in ben 13 regioni italiane, cui si aggiungono altre quattro (Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Abruzzo) che pur non avendole deliberate, lasciano alle singole province la possibilità di farlo. Solo due (Liguria e Piemonte) le regioni che hanno deciso di non anticipare l’apertura della stagione, oltre alle province autonome di Trento e Bolzano. Saranno dodici le specie di uccelli cacciabili, di cui quattro (tortora, quaglia, beccaccino e marzaiola) con popolazioni in declino.

“Sparare in questo periodo dell’anno – sottolinea Elena D'Andrea, Direttore generale LIPU-BirdLife Italia - vuole dire compromettere le popolazioni delle specie coinvolte perché si colpisce gli esemplari che hanno appena terminato la nidificazione. I migratori provenienti dal Nord Europa, infatti, arriveranno nel nostro Paese solo alla fine di settembre”.

Ancor più grave, anche sotto il profilo giuridico, il comportamento di molte regioni che ignorano le nuove norme introdotte nella legge 157/92 così come modificate dalla legge Comunitaria 2009 approvata di recente in Parlamento.

Il nuovo comma 1 bis dell’art. 18 della legge 157/92 introduce infatti il divieto di caccia nei periodi di riproduzione e migrazione prenuziale degli uccelli. Secondo le indicazioni fornite di recente dall’ISPRA per una corretta applicazione delle nuove norme, le regioni avrebbero dovuto introdurre per alcune specie la sospensione totale della caccia, e per la quasi totalità di esse l’avvio dell’attività venatoria non prima del 1° ottobre per farla terminare tra il 31 dicembre e il 20 gennaio. Solo Lazio e Puglia hanno inserito nei propri calendari venatori la fine anticipata della caccia per i tordi, la beccaccia e diverse specie di anatre.

“Stiamo attentamente valutando la situazione – prosegue il Direttore generale LIPU – e non escludiamo ricorsi ai TAR che, nei prossimi giorni, potremmo presentare insieme alle altre associazioni ambientaliste. L’Italia deve applicare senza esitazioni le nuove previsioni di legge, anche perché si tratta di stringenti obblighi comunitari"

 

Parma, 16 luglio 2010

CACCIA E TUTELA UCCELLI, DURA CONDANNA DELL'ITALIA PER TROPPA CACCIA E SCARSA TUTELA. VIOLATA IN PIU' PARTI LA DIRETTIVA COMUNITARIA.

“La Corte di Giustizia europea si è pronunciata sulla ponderosa procedura di infrazione 2131 del 2006 per mancata tutela degli uccelli selvatici. Condanna attesa e inevitabile ma molto pesante. Ora l'Italia e molte delle sue regioni cambino passo o saranno sanzioni".”

"Ora è ufficiale: la direttiva Uccelli è stata violata in più punti, per scarsa tutela degli uccelli e troppa o cattiva caccia".

Lo dichiara la LIPU-BirdLife Italia in merito alla sentenza di ieri, della Corte di Giustizia Europea, contro l'Italia sulla procedura di infrazione n. 2131 del 2006. "Una sentenza attesa e per molti versi prevedibile, che leggeremo e approfondiremo con la massima attenzione, data l’importanza – spiega Danilo Selvaggi, responsabile Rapporti istituzionali LIPU - Tuttavia, già da una prima lettura, emerge la nettezza della pronuncia della Corte e la fondatezza delle obiezioni che abbiamo sollevato in questi anni di contenzioso.

“La Commissione contestava all'Italia il mancato recepimento o la cattiva applicazione di molti passaggi importanti della direttiva Uccelli – prosegue Selvaggi - Tra questi, la tutela degli habitat naturali esterni alla Rete Natura 2000 o l'impegno dello Stato a mantenere le specie in buono stato di conservazione. Ampia è poi la sezione specifica relativa alla caccia, rispetto a cui l'Europa ci contestava il mancato divieto di caccia nei periodi di riproduzione e migrazione degli uccelli e un uso illecito, anzi un vero e proprio abuso, della caccia in deroga. “Ebbene, la Corte ha accolto interamente le contestazioni, condannando la Repubblica italiana per la violazione degli articoli 2-7, 9-11. 13 e 18 della direttiva.

Un'enfasi particolare la Corte ha posto sul tema delle deroghe, specificando come l'Italia ne abbia fatto continuo abuso secondo un regime del tutto scorretto. “Non solo: sul tema delle deroghe la Corte si è contestualmente pronunciata anche sulla legge sulla caccia in deroga della Lombardia dello scorso anno – aggiunge Selvaggi - per la quale si era addirittura ricorso ad un ordinanza europea di sospensione. Inevitabile anche qui la condanna, a testimonianza dell'uso del tutto improprio e strumentale di uno strumento, quello delle deroghe, che dovrebbe essere eccezionale e mirato e che invece in Italia è stato utilizzato come "trucco" per cacciare ordinariamente specie non cacciabili.”

“Con la legge Comunitaria da poco approvata, l'Italia ha mosso alcuni passi avanti, anche importanti, per affrontare la nuova procedura di infrazione che si apre adesso. Tuttavia non basta, Si tratterà di capire se gli strumenti previsti (ad esempio, il divieto di caccia agli uccelli in riproduzione e migrazione) saranno applicati realmente, se gli habitat naturali esterni alla Rete Natura saranno protetti in modo concreto e, soprattutto – conclude Selvaggi - se finalmente la triste vicenda italiana delle deroghe di caccia sarà conclusa, con buona pace di quelle regioni che magari anche quest'anno pensavano di riprovarci".   

 

 

Parma, 14 giugno 2010

CACCIA, RIVOLUZIONE IN VISTA PER I CALENDARI VENATORI.

“Ridurre la stagione di caccia e proteggere molte specie di uccelli fino ad oggi cacciabili”. Sono i cambiamenti previsti dall’articolo 42 approvato con la legge Comunitaria 2009. Le associazioni ambientaliste e animaliste: “Regioni e Province adeguino i propri atti o a rischio la prossima stagione venatoria”

Abbiamo inviato puntuali note a tutte le Regioni e Province autonome italiane ed ai Ministri competenti segnalando l’obbligo di ridurre la durata della stagione venatoria e il numero delle specie cacciabili, in ottemperanza delle modifiche apportate alla legge 157/1992 dalla legge Comunitaria 2009”.

Lo rendono noto le associazioni Animalisti italiani, Amici della Terra, Enpa, Fai, Fare Verde, Greenpeace, Italia Nostra, Lac, Lav, Legambiente, LIPU-BirdLife Italia, Vas, Wwf Italia, chiarendo, con un dettagliato dossier tecnico di accompagnamento, come l’adeguamento debba avvenire e cosa potrebbe accadere in caso contrario.

L’articolo 42 della legge Comunitaria 2009, che ha modificato la legge 157/1992 recependo passaggi importanti della direttiva Uccelli e delle prescrizioni contenute nella procedura di infrazione comunitaria aperta contro l’Italia, prevede per il nostro Paese nuovi e stringenti obblighi in fatto di tutela della fauna e regolamentazione dell’attività venatoria.

“Tra questi, vanno anzitutto segnalati l’obbligo, da parte di Stato e regioni, di vietare la caccia nei periodi di riproduzione e migrazione prenuziale degli uccelli (nuovo articolo 18, comma 1 bis, della legge 157/92) e l’obbligo di mantenere o riportare le specie di uccelli selvatici ad uno stato di conservazione soddisfacente (nuovo articolo 1, comma 1 bis, della legge 157/92).

“Nel primo caso, si impone un’immediata contrazione dei calendari venatori, con una prudente chiusura al 31 dicembre della caccia a tutte le specie di uccelli (per il principio della completa protezione delle specie) o comunque, nell’ipotesi meno protezionistica, con la cancellazione di tutta o gran parte della caccia a gennaio per varie specie (stop al 31 dicembre per Germano reale, Alzavola, Codone, Canapiglia; al 10 gennaio per Beccaccia, Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena; al 20 gennaio per Folaga e Combattente).

“Nel secondo caso è invece obbligatorio non inserire nelle liste delle specie cacciabili quelle che versano in cattivo stato di conservazione (Pernice rossa, Pavoncella, Coturnice e lo stesso Combattente, tutte specie classificate come SPEC 2) e sospendere la cacciabilità per altre 14 specie di uccelli in cattivo stato di salute, nell’attesa che vengano predisposti adeguati piani di azione.

“Tra gli obblighi derivanti dalla legge Comunitaria 2009 vanno segnalati anche il posticipo dell’apertura della caccia per varie specie, l’estensione delle misure di tutela previste per le ZPS (Zone di protezione Speciale) anche agli habitat esterni alla Rete (nuovo articolo 1, comma 1 bis, della legge 157/92) e il divieto di concedere deroghe in assenza del previsto DPR che dovrà ulteriormente regolare la materia.

“C’è inoltre l’obbligo, ribadito dalla recente sentenza della Corte di Giustizia europea, di sottoporre tutti i Piani faunistico-venatori a valutazione d’incidenza per quanto riguarda l’attività venatoria, senza la quale (o in caso di suo esito non favorevole) la caccia nei siti della Rete Natura 2000 deve essere vietata.

“Si tratta di un tardivo ma importante adeguamento dell’attività venatoria in Italia che introduce elementi di tutela ormai improcrastinabili e che dovranno essere applicati sin dalla prossima stagione di caccia, per evitare una legittima pioggia di ricorsi e impugnazioni che farebbe saltare l’intera stagione venatoria 2010-2011”.

“Ci appelliamo – concludono le associazioni - al senso di responsabilità dei governi regionali e dei ministri, in particolare dell’Ambiente e dell’Agricoltura, affinché la nuova legge apra una stagione di tutela della natura e rispetto delle regole anziché di nuove infrazioni e pesanti contenziosi”.   

 

 

GIOVEDI 27 maggio 2010

CACCIA IN DEROGA, LIPU: IL VENETO SFIDA L'EUROPA E LA CORTE COSTITUZIONALE.

“Provocazione a poche settimane dalla sentenza sulla procedura di infrazione comunitaria che probabilmente condannerà il nostro Paese. Continua la tradizione assurda della caccia ai piccoli uccelli non cacciabili. ”

E' una sfida all'Europa ed anzi una vera e propria provocazione”. Lo afferma la LIPU BirdLife Italia alla notizia che alcuni consiglieri della regione Veneto hanno presentato una proposta di legge per consentire la caccia in deroga a piccoli uccelli non cacciabili.

 “In tema di deroghe, l'Italia, e alcune sue regioni in particolare, si sono finora comportate molto male, al punto da spingere la Commissione Europea all'apertura di numerose procedure di infrazione, vicine a sentenza, e addirittura a provocare un'ordinanza straordinaria con cui la Corte di Giustizia europea, lo scorso anno, sospendeva la legge sulle deroghe della regione Lombardia”.

La regione Veneto è, proprio con la Lombardia, la regione più scorretta in tema di caccia in deroga e nemmeno il rischio ormai molto concreto di condanna comunitaria sembra fermarne la demagogia filovenatoria.

“Non va inoltre dimenticato – prosegue la LIPU - che la Corte Costituzionale ha già più volte dichiarato l'illegittimità della caccia in deroga prevista con legge, rendendosi infatti impossibile, in quel caso, l'eventuale intervento dello Stato previsto dall'articolo 19bis, quarto comma, della legge nazionale sulla tutela della fauna.

“Ora c'è da capire come Giunta e Consiglio della Regione Veneto vorranno affrontare la provocatoria proposta di legge ma anche capire cosa farà la Lombardia – prosegue la LIPU - che di solito affianca il Veneto in questa sfida a chi infrange più leggi e abbatte il maggior numero di uccelli protetti, pur a fronte dello stupore dell'Europa dinanzi all'assurda tradizione, ormai quasi solo italiana, di abbattere fringuelli e altri piccoli uccelli non cacciabili”.


VENERDI 14 MAGGIO 2010

CACCIA: LIPU CONDIVIDE “MANIFESTO DEGLI ANIMALI”.

“RIDURRE PERIODO DI CACCIA E SPECIE CACCIABILI”

“Il percorso culturale e ambientale che l'Italia, ma ormai la comunità internazionale tutta, hanno intrapreso è quello di una tutela sempre maggiore per gli animali e la natura in genere e una grande attenzione per le loro esigenze, che sono anche le nostre”.

Lo afferma la LIPU a commento delle dichiarazioni del Ministro Brambilla sull’abolizione della caccia in margine all’incontro svoltosi stamane a Milano, avente a tema il “Manifesto degli Animali”, lanciato dal Ministro Brambilla e dal professor Umberto Veronesi, e a cui hanno aderito personalità del mondo della scienza, dell’imprenditoria, del giornalismo, della cultura e dell’associazionismo. Evento cui la LIPU ha partecipato oggi a Milano e le cui finalità condivide.

“Il tema della caccia non discosta affatto da questo orientamento, che è al contempo scientifico, etico e socio-culturale – dichiara Giuliano Bianchi, vicepresidente LIPU-BirdLife Italia - Da subito bisogna operare per una netta limitazione della stagione venatoria, che va contenuta al massimo entro i mesi di ottobre e dicembre, così come per la riduzione delle specie cacciabili e l’abolizione dell’assurda pratica dei cosiddetti “richiami vivi”.

“C’è inoltre il problema del disturbo e ancor più del rischio comportato dalla caccia per gli esseri umani, specie con le regole del codice civile vigenti in Italia, che chiamano – conclude - ad una riflessione ancor più ampia e profonda sulla pratica venatoria in Italia e i seri problemi che essa comporta”.

Parma, 14 maggio 2010

 

GIOVEDI 22 APRILE 2010

RESPINTO IL BLITZ DI CACCIA SELVAGGIA!

Confermato il divieto di caccia durante la riproduzione e migrazione degli uccelli.
Italia più vicina a risolvere i contenziosi europei.

“Ha prevalso il senso di responsabilità nel Parlamento e nel Governo che ha evitato di estendere la stagione venatoria senza limiti certi e respinto una vera e propria deregulation venatoria.”

Lo dichiarano le associazioni Altura, Amici della Terra, Animalisti italiani, Cts, Enpa, Fare Verde, Greenpeace, Memento Naturae, No alla caccia, Lav, Legambiente, Lida, Lipu, Mountain Wilderness, Oipa, UNA, Vas, WWF Italia dopo il voto dell’articolo 43 della legge Comunitaria approvato dall’Aula della Camera dei Deputati.

L’articolo recepisce correttamente molte delle richieste avanzate dalla Commissione Europea con la procedura d’infrazione 2006/2131 e consente all’Italia di attrezzarsi meglio per gli imminenti giudizi della Corte di Giustizia Europea.

Dal punto di vista sostanziale, l’articolo introduce importanti novità sotto il profilo della tutela della natura e degli animali selvatici, come una maggiore protezione degli habitat naturali e il divieto di caccia durante i periodi di riproduzione e migrazione degli uccelli.

Resta il rammarico per l’indebita concessione alle doppiette rappresentata dalla possibilità di deroga regionale al calendario venatorio, seppure contenuta alla sola prima decade di febbraio e sottoposta al parere dell’ISPRA.

Con il voto odierno, la Camera dei Deputati ha tuttavia ribadito il suo chiaro no a “caccia selvaggia” e messo la parola fine ai tentativi di stravolgimento della legge sulla tutela della fauna.

“Ringraziamo tutti i Deputati di maggioranza e di opposizione che, con un impegno straordinario, si sono fatti interpreti, in questi giorni, delle nostre istanze e di quelle della natura.”

 


foto del presidio

 

 

 

MARTEDI 21 APRILE 2010

La Commissione Agricoltura della Camera ha approvato l’articolo che permette alle regioni di estendere la stagione di caccia oltre l’attuale limite del 31 gennaio.

La caccia nel mese di febbraio ha un impatto molto negativo sugli uccelli migratori che proprio in quei giorni partono per il nord Europa, dove si riprodurranno. 

Ma l’emendamento è grave anche perché va considerato che in Italia, caso quasi unico in Europa, i cacciatori hanno libero accesso nei terreni privati delle persone, senza che queste possano realmente opporsi (salvo realizzare costosissime recinzioni intorno alla proprietà).

Questo arreca grande disturbo e danno alla tranquillità delle persone, che per cinque mesi all’anno (da settembre fino alla fine di gennaio), devono tollerare questo fastidio e anche sopportare i non pochi rischi comportati dalle armi dei cacciatori

Nella norma è previsto che le regioni, prima di estendere la stagione di caccia, debbano chiedere il parere dell’ISPRA, che è l’autorità scientifica nazionale preposta alla materia.

Il punto è che l’ISPRA, sulla caccia a febbraio, ha già dato parere negativo, ricordando quanto sia dannosa per gli uccelli migratori.

Dunque, verosimilmente, accadrà che le regioni, su pressione delle lobby venatorie, chiederanno parere all’ISPRA, che sarà quasi certamente negativo e dunque sarà ignorato. 
 

 

 

FERMIAMO "CACCIA NO LIMITS" NELL'ANNO DELLA BIODIVERSITÀ

Il Senato della Repubblica, giovedì 28 gennaio 2010, ha approvato tra le proteste generali l'articolo 43 della legge Comunitaria. In gioco, con questo articolo "ingannevole", ci sono tante cose e tutte molto negative, che la LIPU riassume in poche parole: caccia "no limits"!

l'articolo 43 è anzitutto una beffa all'Europa, che da quattro anni attende invano dall'Italia risposte alle infrazioni commesse. Italia che abusa della caccia in deroga a specie protette; che non prevede alcun divieto di caccia nelle delicatissime fasi di riproduzione e migrazione degli uccelli; che non tutela abbastanza le zone di protezione speciale e gli habitat naturali. .

Nessuna di queste risposte all'Europa arriverà, con l'articolo 43.

Ma in compenso, la situazione peggiorerà. Perché questo articolo allungherà la stagione di caccia, cancellando i limiti della stagione venatoria nazionale -oggi contenuta tra il 1° settembre e il 31 gennaio- aprendo così la strada a nuove, illegittime deroghe.

In sostanza, l'Italia sta dicendo all'Europa che risolverà un'infrazione aggiungendone un'altra!

Ma l'articolo 43 è anche un grave e concreto danno alla Natura.
Perché si potrà cacciare ad agosto, con i piccoli uccelli ancora dipendenti dai genitori, o nel delicato mese di febbraio, quando i migratori sono nel pieno del loro viaggio di ritorno verso i luoghi di riproduzione.

Natura già ferita da mille assalti: la distruzione degli habitat, i cambiamenti climatici, l'inquinamento ambientale, lo scempio al territorio e al paesaggio.

Natura che ci chiede ben altro, e cioè rispetto, cura, attenzione, conoscenza.

l'articolo 43 è poi una ferita al diritto, alla chiarezza, alla trasparenza della politica. Perché la sua approvazione al Senato si è consumata tra sotterfugi, trucchi, piccoli inganni, pressioni indebite, cose nascoste o mistificate.

Infine, l'articolo 43 è un raggiro delle persone, degli italiani. Di quell'86% di italiani (sondaggio IPSOS per LIPU etc.) contrari ad ogni allungamento della stagione venatoria.

Lo hanno forse chiesto, agli italiani, se la caccia ad agosto e a febbraio è davvero cosa gradita?

Il 2010 è l'anno internazionale della Biodiversità. Ci sono tante cose da fare: natura da conoscere e proteggere, voli da salutare, boschi e alberi con cui respirare. La Biodiversità: un mondo infinito e meraviglioso.

Cosa c'entrano i fucili e il piombo con tutto ciò?

Noi amiamo la natura e la biodiversità.

Presto l'articolo 43 andrà alla Camera.

Fermiamolo, tutti insieme, stai con la LIPU.

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