CACCIA: PRESIDIO DELLE ASSOCIAZIONI CONTRO L’ALLUNGAMENTO DELLA STAGIONE VENATORIA LUNEDÌ DALLE ORE 12 E MARTEDÌ MATTINA
A ROMA DAVANTI A MONTECITORIO
“No a caccia selvaggia”
Per far cambiare idea ai deputati prima dell’approvazione definitiva dell’articolo 43 della legge Comunitaria - una parte del quale prevede la possibilità per le Regioni di modificare i termini massimi della stagione di caccia, estendendola al delicatissimo mese di febbraio - le associazioni ambientaliste e animaliste saranno davanti a Montecitorio lunedì 19 e martedì 20 aprile, giorno previsto per il voto in aula.
“Chiederemo ai deputati un impegno di voto in difesa della natura e degli animali selvatici - dicono i rappresentanti delle associazioni coinvolte - Febbraio è un mese particolarmente importante per le specie migratrici. Senza dimenticare i rischi aggiuntivi per le persone che vivono in campagna e tutti gli amanti di escursioni e
passeggiate”.
COMUNICATO STAMPA
CACCIA, COMUNITARIA: ESTENSIONE DELLA CACCIA, UNA NORMA FOLLE CHE DANNEGGERÀ TUTTI. IL GOVERNO VALUTI ATTENTAMENTE:
APPROVARLA SAREBBE ERRORE GRAVISSIMO
“Una norma insostenibile sotto il profilo amministrativo e gestionale e molto dannosa sotto quello naturalistico. Creerà problemi e lacerazioni”.
Lo dichiara la LIPU-BirdLife Italia tornando sulla norma dell’articolo 43 della legge Comunitaria, approvata ieri in Commissione Agricoltura della Camera, che permette l’estensione regionale della stagione venatoria e che sarà martedì prossimo nell’aula di Montecitorio.
“Siamo pronti a scommettere che se il comma 2 b dell’articolo 43 dovesse diventare legge, i prossimi anni “venatori” saranno, in Italia, insostenibili. Accadrà – prosegue la LIPU - che i cacciatori chiederanno alle regioni di estendere la stagione di caccia. Che aumenteranno le pressioni sull’ISPRA perché rilasci pareri positivi. Che le associazioni ambientaliste e animaliste procederanno ad una ridda di ricorsi ovunque, impugnando ogni atto possibile e immaginabile.
Il risultato sarà un vero e proprio tumulto giuridico e gestionale, con regioni limitrofe che si ritroveranno norme gestionali diverse e in certi casi contrarie, e un inevitabile acuirsi delle tensioni tra le parti.
Non solo: ma i calendari venatori di tutta Italia potrebbero subire un vero stravolgimento. Per alcune specie di uccelli la caccia chiuderà prima. Il Germano reale al 31 dicembre, il merlo, gli altri turdidi (per esempio i tordi) e la beccaccia il 10 gennaio, l’Alzavola, il Codone, la Canapiglia il 20 gennaio.
Ma per altre specie verrà chiesta l’estensione a febbraio (Marzaiola, Fischione, Porciglione, Gallinella d’acqua), nonostante i gravissimi danni e il disturbo che la caccia comporterebbe in quel periodo dell’anno, biologicamente molto delicato.
Dunque saranno scontenti tutti: i cacciatori, gli ambientalisti, i cittadini che vivono in campagna e che già oggi lamentano i fastidi della lunga stagione venatoria. Per non parlare delle regioni, dell’ISPRA e del Ministero dell’Ambiente, che si ritroveranno continue e complicatissime matasse da sbrogliare.
Allora, ci chiediamo: si tratta di un’operazione sensata? E’ di questo che l’Italia ha bisogno? Oppure, sul tema della tutela della natura e della disciplina della caccia, serve una prospettiva di chiarezza che permetta di abbassare il livello dello scontro e migliorare la governance della materia, la certezza del diritto?
Al Governo diciamo questo: ci pensi bene. Decida responsabilmente e non ceda a soluzioni pasticciate. Salvi il resto dell’articolo 43, molto migliorato, e cancelli questa norma. Approvarla sarebbe un errore molto grave che, come già avvenuto per l’articolo 19 bis sulle deroghe, sconteremmo per lunghissimo tempo.
Parma, 15 aprile 2010