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CAMPAGNA "SALVIAMOGLI LE PENNE...": LA PERNICE BIANCA RISCHIA L'ESTINZIONE SULLE ALPI

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COMUNICATO STAMPA

 

CAMBIAMENTI CLIMATICI: IL CALDO COLPISCE LE ALPI

E LA PERNICE BIANCA RISCHIA L’ESTINZIONE.

AL VIA LA CAMPAGNA LIPU PER SALVARE CINQUE SPECIE: NELL’ELENCO ANCHE CAPOVACCAIO, BERTA MAGGIORE, TARABUSO E GALLINA PRATAIOLA

Per sostenere la campagna dal 30 novembre al 6 dicembre 2009 si può donare un euro con l’invio di un sms al numero 48588 e nelle piazze il 5-6 dicembre con le “Lenticchie” biologiche

 

I cambiamenti climatici in atto sull’intero arco alpino minacciano l’habitat e la sopravvivenza della Pernice bianca, specie simbolo della nostra montagna: oggi ne rimangono in Italia soltanto 5mila coppie, in forte e costante diminuzione in un vasto ambiente, quello alpino, che ha già subito un rialzo delle temperature pari a due gradi.

 

Lo afferma la LIPU-BirdLife Italia, che lancia da oggi lancia la campagna “Salviamogli le penne, salviamoci le penne” per salvare cinque specie di uccelli: oltre la Pernice bianca, il Capovaccaio (solo 7 coppie residue nel Sud Italia), il Tarabuso (50 coppie), la Gallina prataiola (750 coppie confinate in Sardegna) e la Berta maggiore. Specie che rischiano l’estinzione o gravi problemi in un futuro non troppo lontano, a causa dell’agricoltura intensiva, dello sfruttamento eccessivo dei mari, della bonifica delle zone umide, dei cambiamenti climatici. Le cinque specie, unitamente ad altre 39 nidificanti in Italia, si trovano, secondo uno studio realizzato dalla LIPU nel 2009, in un “cattivo” stato di conservazione. Infatti ben 44 specie su 88 nidificanti in Italia (e particolarmente protette dalla Direttiva comunitaria “Uccelli”), in pratica una su due, stanno male e necessitano di interventi urgenti di tutela.

 

Proprio i cambiamenti climatici, oggetto tra pochi giorni del vertice mondiale di Copenaghen dove oltre 190 paesi cercheranno un accordo per ridurre in modo consistente l’emissione di gas serra nell’atmosfera, stanno determinando gravi problemi alla Pernice bianca, una specie che conta ancora in Italia tra le 5 e le 8mila coppie distribuite tra Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia. I cambiamenti climatici e il conseguente riscaldamento causano uno spostamento dell’area di riproduzione della Pernice bianca verso quote più elevate (attualmente la specie vive tra i 1.800 metri e i 2.800); la scomparsa della neve e il restringimento dei ghiacciai inoltre rendono più vulnerabile la Pernice bianca che, grazie al suo mantello bianco invernale, si mimetizza sulla neve sfuggendo ai predatori.

 

Per sostenere la campagna “Salviamogli le penne, salviamoci le penne” (www.lipu.it), da oggi fino al 6 dicembre, donare un euro con l’invio di un sms al numero 48588 da telefonino personale TIM, Vodafone, Wind e 3 oppure donare 2 euro con una chiamata allo stesso numero da rete fissa Telecom Italia. Inoltre i volontari LIPU saranno sabato 5 e domenica 6 nelle principali piazze delle città italiane per raccogliere fondi a sostegno della campagna con le “Lenticchie della LIPU”.

 

Con questa campagna – dichiara Elena D’Andrea, Direttore generale LIPU - vogliamo salvare l’ambiente, gli animali ma anche noi stessi. Abbiamo scelto queste specie non solo perché sono quelle che rischiano di più, ma perché simbolo di ambienti minacciati e preziosi anche per l’uomo: il mare, la montagna, le zone umide, quelle agricole.

“A pochi giorni dal vertice di Copenaghen – conclude – da cui dipenderà il futuro mondiale dell’ambiente e della biodiversità, la nostra campagna ci dice che il destino dell’uomo è fortemente legato a quello degli uccelli e che il nostro impegno per difenderli equivale alla necessità di garantire la sopravvivenza nostra e delle generazioni future”.

 

Secondo recentissimi dati divulgati dalla LIPU e da BirdLife International, la rete mondiale di associazioni rappresentata in Italia dalla LIPU, se la temperatura globale dovesse crescere di 3 gradi nei prossimi decenni l’attuale habitat in Italia della Pernice bianca si sposterebbe verso il Nord Europa causando l’estinzione della specie nel nostro Paese. Allo stesso modo succederebbe nella catena dei Pirenei e in Scozia, così che la pernice bianca ritroverebbe solo ben più a Nord, nelle isole dell’Artico, le condizioni climatiche necessarie per la nidificazione, con grave danno alla specie.

A queste minacce si aggiunge la caccia, che la normativa nazionale ancora concede tra il primo di ottobre e il 30 di novembre, nonostante alcune province e regioni l’abbiano tolta dai calendari venatori a causa del suo evidente declino. Anche la costruzione di impianti sciistici e infrastrutture turistiche degradano, frammentandolo, l’habitat e portano gravi disturbi, e inoltre l’abitudine di abbandonare rifiuti, fattore all’origine dell’aumento dei predatori come il Corvo imperiale e il Gracchio alpino, insidiano la sopravvivenza della Pernice bianca.

 

Ancora alla fine degli anni Settanta la distribuzione della Pernice bianca era simile a quella presente tra fine Ottocento e inizio Novecento. La contrazione più forte si è verificata tra la fine degli anni Ottanta del secolo scorso e la fine degli anni Novanta, quando il numero di coppie ha subito una riduzione ulteriore di oltre il 20%, passando da 7/10mila coppie a 5/8mila.

 

Per scongiurare il rischio estinzione, oltre che limitare la caccia e le variazioni climatiche tagliando a livello globale i gas serra, la LIPU ha messo a punto un valore, l’FRV (Valore di riferimento favorevole), cioè la definizione della quantità di popolazione necessaria affinché una determinata specie possa sopravvivere con successo nel lungo periodo in una determinata area. In base a questo valore, occorrerà incrementare la popolazione di Pernice bianca arrivando almeno ad avere, a livello di comprensorio alpino, 10 esemplari maschi in un’area pari a 1.000 ettari.

A livello europeo, le coppie presenti sono stimate tra mezzo milione e 1,4 milioni di coppie, di cui 50- 200mila in Islanda e 200-500mila in Norvegia. Oltre che in Italia, la specie è in forte riduzione in Svezia, Regno Unito, Spagna e Svizzera.

La Lista Rossa italiana classifica la Pernice bianca come “Vulnerabile”, mentre la Direttiva comunitaria “Uccelli” la inserisce nell’allegato I tra le specie il cui habitat è particolarmente protetto.

 

All’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=R_WJZVkU3To è possibile visualizzare lo spot della campagna LIPU “Salviamogli le penne. Salviamoci le penne” incentrato sulla Pernice bianca.

Parma, 30 novembre 2009

Ufficio stampa LIPU - BirdLife Italia: Via Trento 49, 43100 Parma
Tel. ++39.0521.273043 - Fax ++39.0521.273419