VERSO COPENAGHEN: LA LIPU E I CAMBIAMENTI CLIMATICI
E' iniziato il vertice di Copenaghen, dove oltre
190 Paesi di tutto il mondo cercano un accordo per salvare il pianeta dai
disastrosi effetti dei cambiamenti climatici.
(Per seguire i lavori: http://www.ansa.it/web/notizie/postit/copenhagen/2009/11/20/visualizza_new.html_1619366932.html)
La Conferenza sui cambiamenti climatici dell’ONU (COP 15) si tienedal
7 al 18 dicembre 2009 nella capitale danese. L’obiettivo principale del
summit mondiale è quello di mettere a punto un nuovo meccanismo che dal 2012,
data in cui scadrà il protocollo di Kyoto, possa ridurre in modo consistente le
emissioni di gas serra nell’atmosfera.
L’Unione Europea chiede che l’aumento della temperatura globale non superi i due gradi centigradi rispetto alla prima metà dell’Ottocento, un limite entro il quale, secondo gli scenari elaborati dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change, organismo che fa capo all’ONU), i cambiamenti climatici, pur importanti, non sarebbero irreversibili ma gestibili con opportune strategie di adattamento. Una strategia alla quale si sono per anni opposti gli Stati Uniti, che però con la presidenza Obama appaiono determinati a cambiare rotta e a dare una speranza al futuro del pianeta.
Una sfida complessa, quella che attende i rappresentanti degli Stati al vertice danese, che investe i Paesi industrializzati, quelli di nuova industrializzazione ma anche quelli meno ricchi, che possono svolgere un ruolo fondamentale nella lotta ai cambiamenti climatici. A poche settimane dal vertice, l’esito delle trattative appare comunque incerto.
La LIPU, come parte della rete di associazioni aderenti a
BirdLife International, propone, in vista di Copenaghen,
di guardare ai cambiamenti climatici soprattutto nell’ottica degli effetti che questi possono produrre sulle specie vegetali e animali che popolano il nostro pianeta, in una parola sulla biodiversità. Gli ecosistemi offrono servizi indispensabili e vitali per la sopravvivenza dell’uomo e delle altre specie, come per esempio la purificazione dell’acqua e dell’aria e la conservazione del suolo, offrendo inoltre un’efficace difesa nei confronti dei disastri naturali come inondazioni, siccità, tempeste e frane.
Gli scienziati prevedono che i cambiamenti climatici porteranno nei prossimi decenni profonde modifiche alla biodiversità del pianeta, con numerose specie che si estingueranno e modifiche irreversibili ad habitat, rotte migratorie e siti di nidificazione.
LIPU e BirdLife international sono convinte che un’efficace strategia di adattamento a tali cambiamenti non può prescindere da un buon stato di salute dei nostri ecosistemi, da perseguire attraverso il rafforzamento delle aree protette e la loro messa in rete. Ma anche attraverso incentivi finanziari che aiutino la tutela delle foreste e degli habitat naturali.
In vista del vertice di Copenhagen occorre affrontare con urgenza e senza indugi i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità. Una biodiversità in declino non può infatti che accentuare i cambiamenti climatici e impoverire le risorse naturali essenziali per la sopravvivenza dell’uomo e di tutte le specie viventi.
foto di Marco Gustin
Parma, 1 dicembre 2009