pagina precedente (back)
PET THERAPY CON GLI UCCELLI SELVATICI? NO, GRAZIE

Le altre notizie:
Specie e Biodiversità
< Precedente:
Botulino killer a Taiwan. 71 esemplari di Spatola minore uccise.
> Successiva:
Albatross: ecco i nomi degli Stati "irresponsabili"
< Notizia precedente:
LIPU E WWF insieme per salvare il Tagliamento
> Notizia successiva:
Caccia in Friuli: stop al far west
  Ultima notizia:
MINISTERO AMBIENTE: AUGURI DELLA LIPU AL NUOVO DIRETTORE CONSERVAZIONE NATURA
  Stampa questa notiziastampa  

UCCELLI SELVATICI COME PET-THERAPY? IL NO DELLA LIPU

La LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) chiede il ritiro del nuovo disegno di legge che permetterebbe la cattura e la detenzione di uccelli selvatici. Un provvedimento legislativo che potrebbe avere conseguenze gravissime, permettendo a chiunque di detenere specie di elevata importanza conservazionistica

Pet-therapy con gli uccelli feriti e inabili al volo. Non è uno scherzo, ma la nuova "perla" presentata ieri dall'On. Pezzella" in Commissione Agricoltura della Camera e che si affianca alle altre già in esame volte a smantellare la tutela della fauna selvatica in Italia. L'iniziativa, che trova la netta e totale contrarietà della LIPU (Lega italiana protezione uccelli), propone testualmente all'art.2 che "Gli uccelli feriti e inabili al volo possono essere dati in affidamento, previa richiesta, con specifiche finalità psicologico-educative, psichiatriche e mediche, a singoli cittadini, a associazioni ornitologiche e a strutture e servizi destinati al recupero e alla riabilitazione della tossicodipendenza o finalizzati all'assistenza di anziani e di bambini". <<Questa proposta - sottolinea Danilo Selvaggi, responsabile Rapporti istituzionali LIPU - sotto il nobile ombrello della pet-therapy, cela ombre e problemi assolutamente negativi che contribuirebbero a smantellare ulteriormente quel regime di protezione, tutela e rispetto degli animali selvatici faticosamente costruito negli anni, e che oggi si trova sotto gravissima minaccia".
Non è tanto il fine a essere in discussione, perché il recupero degli uccelli feriti è una delle attività portanti della LIPU, che faticosamente l'ha costruita in tutti questi anni, ma piuttosto preoccupa la vaghezza con la quale la complessa materia viene affrontata e l'ignoranza delle difficoltà che essa comporta.
E ancora. L'art. 3 della proposta dice che "chiunque ritrovi un uccello ferito può detenerlo purchè ne denunzi all'autorità competente il ritrovamento". <<Un articolo - spiega Selvaggi della LIPU - che potrebbe avere conseguenze gravissime, permettendo a chiunque di detenere specie anche di estrema valenza conservazionistica. E che permetterebbe persino di catturarle: come dimostrare, infatti, che si tratta di un semplice ritrovamento e non di una vera e propria cattura?>>.
La LIPU chiede il ritiro della proposta e, nel caso si voglia favorire la pur nobile pet-therapy, propone ben altri strumenti e contesti legislativi. <<Siamo disponibili a valutare con l'On. Pezzella e con chiunque abbia a cuore la delicata materia attraverso altri e più opportuni percorsi>>.
Per la LIPU l'attuale legge nazionale 157/92 sulla fauna selvatica va invece <<preservata dai continui e incontenibili attacchi ai quali una parte del mondo politico e le associazioni venatorie più estremistiche, pur contro la volontà della stragrande maggioranza degli italiani, la stanno sottoponendo>>

Proposta di Legge n. 3533 - On. Pezzella

Art. 1.

1. Tutte le specie cacciabili sono legalmente detenibili, purché se ne dimostri la legittima provenienza.

Art. 2.

1. Gli uccelli feriti ospitati nei centri di recupero delle associazioni di protezione ambientale e risultati inabili al volo possano essere dati in affidamento, previa richiesta, con specifiche finalità psicologico-educative, psichiatriche e mediche, a singoli cittadini, ad associazioni ornitologiche ed a strutture e servizi destinati al recupero e alla riabilitazione della tossicodipendenza o finalizzati all'assistenza di anziani e di bambini.

Art. 3.

1. Chiunque recuperi un uccello ferito può detenerlo purché ne denunzi all'autorità competente il ritrovamento.

Art. 4.

1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano prevedono incentivi economici per gli allevatori iscritti alle associazioni ornitologiche nazionali che effettuano ricerche in materia di riproduzione degli uccelli selvatici stanziali e migratori.

Art. 5.

1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano autorizzano prelievi avifaunistici mirati per gli allevatori di cui all'articolo 4.

Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge nasce sulla scia di altri progetti volti a modificare la legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio.
Con la presente proposta di legge si pone all'attenzione del Parlamento l'esperimento della "pet therapy" ovvero dell'utilizzo di animali con specifiche finalità psicologico-educative, psichiatriche, mediche (articolo 2), e la necessità di incentivare la riproduzione in cattività di alcune specie ornitologiche stanziali e migratrici che cambiamenti climatici e ambientali stanno fortemente riducendo (articolo 4). Allevare le specie alate, infatti, significa soprattutto proteggerle.
Infatti è impensabile che uccelli cacciabili non siano detenibili dai comuni cittadini o peggio che un uccello ferito e non più idoneo al volo debba essere abbattutto e non ceduto a coloro che ne facciano richiesta. La pet therapy, oltre a salvaguardare il diritto alla vita di questi esseri alati può contribuire al recupero psicofisico di quanti sono in cura negli ospedali o presso le proprie abitazioni.
Tali problemi vanno affrontati con grande serenità e spirito di collaborazione e di giustizia da parte di tutti noi, ed è per tali ragioni che si auspica una rapida approvazione della presente proposta di legge.

Foto: Daniele Pellegrini/Airone

Parma, 14 febbraio 2003

Ufficio stampa LIPU - BirdLife Italia: Via Trento 49, 43100 Parma
Tel. ++39.0521.273043 - Fax ++39.0521.273419