UCCELLI SELVATICI COME PET-THERAPY? IL NO DELLA LIPU
La LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) chiede
il ritiro del nuovo disegno di legge che permetterebbe la cattura e la detenzione
di uccelli selvatici. Un provvedimento legislativo che potrebbe avere conseguenze
gravissime, permettendo a chiunque di detenere specie di elevata importanza conservazionistica
Pet-therapy con gli uccelli feriti e inabili
al volo. Non è uno scherzo, ma la nuova "perla" presentata
ieri dall'On. Pezzella" in Commissione Agricoltura della Camera e che si
affianca alle altre già in esame volte a smantellare la tutela della fauna
selvatica in Italia. L'iniziativa, che trova la netta e totale contrarietà
della LIPU (Lega italiana protezione uccelli), propone testualmente all'art.2
che "Gli uccelli feriti e inabili al volo possono essere dati in affidamento,
previa richiesta, con specifiche finalità psicologico-educative, psichiatriche
e mediche, a singoli cittadini, a associazioni ornitologiche e a strutture e servizi
destinati al recupero e alla riabilitazione della tossicodipendenza o finalizzati
all'assistenza di anziani e di bambini". <<Questa proposta - sottolinea
Danilo Selvaggi, responsabile Rapporti istituzionali LIPU - sotto
il nobile ombrello della pet-therapy, cela ombre e problemi assolutamente
negativi che contribuirebbero a smantellare ulteriormente quel regime di protezione,
tutela e rispetto degli animali selvatici faticosamente costruito negli anni,
e che oggi si trova sotto gravissima minaccia".
Non è tanto il fine a essere in discussione, perché
il recupero degli uccelli feriti è una delle attività portanti della
LIPU, che faticosamente l'ha costruita in tutti questi anni, ma piuttosto preoccupa
la vaghezza con la quale la complessa materia viene affrontata e l'ignoranza delle
difficoltà che essa comporta.
E ancora. L'art. 3 della proposta dice che "chiunque
ritrovi un uccello ferito può detenerlo purchè ne denunzi all'autorità
competente il ritrovamento". <<Un articolo - spiega Selvaggi della
LIPU - che potrebbe avere conseguenze gravissime, permettendo a chiunque di detenere
specie anche di estrema valenza conservazionistica. E che permetterebbe persino
di catturarle: come dimostrare, infatti, che si tratta di un semplice ritrovamento
e non di una vera e propria cattura?>>.
La LIPU chiede il ritiro della proposta e, nel caso si voglia
favorire la pur nobile pet-therapy, propone ben altri strumenti e contesti
legislativi. <<Siamo disponibili a valutare con l'On. Pezzella e con chiunque
abbia a cuore la delicata materia attraverso altri e più opportuni percorsi>>.
Per la LIPU l'attuale legge nazionale 157/92 sulla fauna selvatica va
invece <<preservata dai continui e incontenibili attacchi ai quali
una parte del mondo politico e le associazioni venatorie più estremistiche,
pur contro la volontà della stragrande maggioranza degli italiani, la stanno
sottoponendo>>
Proposta
di Legge n. 3533 - On. Pezzella
Art.
1.
1. Tutte
le specie cacciabili sono legalmente detenibili, purché se ne dimostri
la legittima provenienza.
Art.
2.
1. Gli
uccelli feriti ospitati nei centri di recupero delle associazioni di protezione
ambientale e risultati inabili al volo possano essere dati in affidamento, previa
richiesta, con specifiche finalità psicologico-educative, psichiatriche
e mediche, a singoli cittadini, ad associazioni ornitologiche ed a strutture e
servizi destinati al recupero e alla riabilitazione della tossicodipendenza o
finalizzati all'assistenza di anziani e di bambini.
Art.
3.
1. Chiunque
recuperi un uccello ferito può detenerlo purché ne denunzi all'autorità
competente il ritrovamento.
Art.
4.
1. Le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano prevedono incentivi economici
per gli allevatori iscritti alle associazioni ornitologiche nazionali che effettuano
ricerche in materia di riproduzione degli uccelli selvatici stanziali e migratori.
Art.
5.
1. Le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano autorizzano prelievi avifaunistici
mirati per gli allevatori di cui all'articolo 4.
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge nasce
sulla scia di altri progetti volti a modificare la legge 11 febbraio 1992, n.
157, recante norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il
prelievo venatorio.
Con la presente proposta di legge si pone all'attenzione del Parlamento l'esperimento
della "pet therapy" ovvero dell'utilizzo di animali con specifiche
finalità psicologico-educative, psichiatriche, mediche (articolo 2), e
la necessità di incentivare la riproduzione in cattività di alcune
specie ornitologiche stanziali e migratrici che cambiamenti climatici e ambientali
stanno fortemente riducendo (articolo 4). Allevare le specie alate, infatti, significa
soprattutto proteggerle.
Infatti è impensabile che uccelli cacciabili non siano detenibili dai comuni
cittadini o peggio che un uccello ferito e non più idoneo al volo debba
essere abbattutto e non ceduto a coloro che ne facciano richiesta. La pet
therapy, oltre a salvaguardare il diritto alla vita di questi esseri alati
può contribuire al recupero psicofisico di quanti sono in cura negli ospedali
o presso le proprie abitazioni.
Tali problemi vanno affrontati con grande serenità e spirito di collaborazione
e di giustizia da parte di tutti noi, ed è per tali ragioni che si auspica
una rapida approvazione della presente proposta di legge.
Foto: Daniele Pellegrini/Airone
Parma, 14 febbraio 2003