BRACCONAGGIO, OPERAZIONE “GRANDE FRATELLO”:
I CARABINIERI DI IGLESIAS (CA) DENUNCIANO DUE UCCELLATORI RIPRESI CON MICROTELECAMERE. LIPU: ”COLLABORARE CON LE FORZE DELL’ORDINE”
L’accusa: bracconaggio e maltrattamento di animali. Appello LIPU alla popolazione:
“Boicottate il consumo di ‘grive’”
Due uccellatori cagliaritani denunciati per bracconaggio contro tordi e altre specie selvatiche anche protette, da piazzare sul mercato clandestino degli uccelli a Cagliari. E’ la brillante operazione dei Carabinieri della Compagnia di Iglesias (CA) contro gli uccellatori che operano in provincia di Cagliari, e resa nota oggi dalla LIPU (Lega Italiana protezione Uccelli). I militari delle Stazioni di Uta e Vallermosa, agendo in stretta collaborazione con la LIPU, hanno collocato numerose piccolissime telecamere nei boschi del Basso Sulcis, lungo i percorsi seguiti dagli uccellatori. Dall’analisi dei filmati, eseguita dal laboratorio del RIS di Cagliari, sono state ricavate delle foto che hanno consentito l’identificazione di alcuni bracconieri.
Nella trappola dei militari sono così caduti due uccellatori di Uta (CA), padre e figlio, dell’età di 54 e 23 anni, i quali sono stati ripresi mentre prelevavano i tordi dalle numerose reti che avevano collocato in una zona boscosa. I due sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Cagliari e rischiano la denuncia per bracconaggio e maltrattamento di animali.
Il fatto che i due provvedessero a svuotare le reti ben due volte al giorno fa ritenere che svolgessero tale attività a scopo commerciale, per rifornire il mercato clandestino degli uccelli che a Cagliari è particolarmente florido.
Sono infatti molte centinaia gli uccellatori che operano nel territorio del Basso Sulcis, impegnati nella cattura, ogni anno, con reti e trappole di ogni genere, di centinaia di migliaia di piccoli uccelli appartenenti anche a specie protette. Se si pensa che uno spiedino composto da otto tordi arriva a costare al ristorante (o al mercato) anche 60 euro, si può avere un’idea degli ingentissimi guadagni assicurati da questo traffico.
"Operazioni come questa - ha dichiarato Giovanni Malara, responsabile dei campi antibracconaggio LIPU in Sardegna – dimostrano come colpire l’uccellagione non sia per nulla difficile, basta che ci sia la volontà di farlo. Quella volontà che sembra far difetto alla Regione Sardegna, che pure ha competenza specifica in materia di tutela della fauna e dispone di personale sufficiente e preparato per esercitare tali controlli. La tecnica investigativa utilizzata in questo caso - conclude Malara - si è rivelata di grande efficacia e consentirà anche in futuro di assestare duri colpi agli uccellatori".
La LIPU, nel ringraziare pubblicamente l’Arma dei Carabinieri per la sensibilità, la disponibilità e la professionalità dimostrate, invita ancora una volta i cittadini ad astenersi dal consumo delle “grive”, frutto di reati, e a collaborare con le Forze dell’Ordine, denunciando gli episodi di bracconaggio e di vendita degli uccelli.
Nella foto a fianco, uno dei denunciati mentre svuota la rete
Parma, 15 novembre 2007