Animalisti Italiani - Altura - ENPA - Italia Nostra - LAC - LIPU-BirdLife Italia - WWF Italia
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
DECRETO ZPS E CACCIA IN DEROGA: PREOCCUPANTI LE DICHIARAZIONI DEL GOVERNO SULLE POSSIBILI MODIFICHE. APPELLO AI MINISTRI PECORARO E DE CASTRO: COSì RISCHIAMO UN NON-DECRETO, PRESA IN GIRO PER L’EUROPA E GLI ITALIANI
Ci appelliamo con urgenza ai Ministri Pecoraro Scanio e De Castro: evitino ogni tentativo di svilire il decreto e non permettano che i privilegi di una esigua minoranza prevalgano sugli interessi diffusi della natura, degli italiani e della politica ambientale europea”.
Grande è la preoccupazione espressa dalle associazioni Animalisti Italiani, Altura, ENPA, Italia Nostra, LAC, LIPU-BirdLife Italia, WWF Italia in merito all’avvio dei lavori parlamentari per la conversione in legge del Decreto 251/06 sulle Zone di Protezione Speciale (ZPS) e la caccia in deroga.
Il Decreto, ricordano le associazioni, ha la funzione di rispondere ad una pesante procedura di infrazione avviata dall’Unione Europea contro le gravissime e reiterate scorrettezze commesse dall’Italia in tema di caccia in deroga ma anche di attivare finalmente il funzionamento delle ZPS e quindi di una parte della Rete Natura 2000, il più importante strumento europeo per la tutela della biodiversità. Tuttavia, se il decreto così come emanato fornisce alcune risposte corrette a tali questioni, le prime osservazioni del Governo in Commissione Agricoltura della Camera, in vista della conversione in legge, risultano sorprendenti e molto preoccupanti.
“Il Sottosegretario alle Politiche Agricole Tampieri –dichiarano congiuntamente le associazioni- ha messo in discussione la conformità del parere dell’INFS sulle deroghe, che invece rappresenta l’unica garanzia affinché le deroghe a cacciare specie protette vengano concesse dalle regioni in modo corretto e l’unico modo efficace per rispondere ai rilievi mossi dalla Commissione Europea. In questo senso è bene ricordare che sono ben 13 le regioni italiane che hanno infranto, in modo grave e ripetuto, la normativa europea e che stanno per procurare all’Italia una sempre più probabile e costosa condanna. Senza il parere conforme dell’INFS le regioni prenderanno semplicemente atto delle osservazioni tecnico-scientifiche avanzate dall’Istituto ma le ignoreranno, come puntualmente accaduto sino ad ora, il che aggraverà la situazione di illegalità in cui versa il nostro Paese e inciderà sulla conservazione delle specie protette”.
“Non solo: la sensazione è che, oltre che sulle deroghe, il decreto possa cedere anche sul fronte delle ZPS, ad esempio con la sparizione dell’apertura posticipata della stagione venatoria e addirittura delle misure di conservazione inderogabili”.
“Il risultato finale sarebbe allora un vero e proprio non-decreto, ovvero un decreto praticamente inutile che nulla cambierebbe rispetto alla situazione attuale e che non fornirebbe alcuna valida risposta alla procedura di infrazione europea. Anzi, un risultato il decreto lo avrebbe: quello di permettere ai cacciatori di andare a caccia nelle Zone di Protezione Speciale. Come dire: oltre al danno, la beffa”.
“A quel punto i responsabili dovranno spiegare il perché di questa clamorosa presa in giro all’Europa e agli stessi cittadini italiani, su cui graveranno le sanzioni multimilionarie che meritatamente ci infliggerà l’Europa”.
Parma, 14 settembre 2006