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AVIARIA: TUTELARE LE RONDINI. LA LIPU RIVOLGE UN APPELLO AGLI AGRICOLTORI AFFINCHE' NON DISTRUGGANO I NIDI
La psicosi di massa causata dalla presenza del virus aviario H5N1, che sta condizionando negativamente il comportamento di molte persone nei confronti di uccelli e animali selvatici, rischia di colpire nelle prossime settimane le rondini, una specie molto diffusa e ben presente nell’immaginario collettivo come simbolo della primavera.
L’allarme viene dalla LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), che ha inviato oggi una lettera ai presidenti delle associazioni agricole (Cia, Coldiretti e Confagricoltura) per avvertire del rischio che cittadini e agricoltori, per paura del virus, decidano di impedire o disturbare la nidificazione di questi uccelli nelle stalle, negli edifici rurali e nei centri abitati. Una convivenza a volte già difficile, a causa della presenza di escrementi, che rischia di aggravarsi a fronte della diffusa psicosi da virus aviario. La LIPU ricorda che rondini e balestrucci, ma anche i Colombi di città, appartengono a un ordine, quello dei Passeriformi, che non è coinvolto nella diffusione dell’influenza aviaria e che ha dimostrato, come risulta dai test scientifici effettuati, di essere resistente al virus e dunque di non costituire un rischio per la diffusione del contagio. Inoltre le rondini, compresi i loro nidi, uova e nidiacei, sono protetti dalla legge 157/92 e dall’articolo 635 del Codice penale che ne vieta l’uccisione e la distruzione. Infine si tratta di una specie protetta in grave declino da decenni a livello europeo a causa dell’agricoltura intensiva e dell’uso di prodotti chimici. “Lanciamo un appello alla responsabilità e alla ragionevolezza verso tutti gli attori in campo a diverso titolo in questa complessa vicenda – scrive Elena D’Andrea, Direttore Generale LIPU – Si rispettino gli uccelli selvatici, si tutelino le rondini e i balestrucci, si riporti il clima e i comportamenti in un ambito di seria analisi ma fuori dall’allarmismo e dall’informazione drogata”.
La LIPU chiede che si rispettino semplicemente le ordinarie regole di prassi igienica, che agricoltori e cittadini ben conoscono: raccogliere gli escrementi installando mensole sotto i nidi, e pulirle in autunno al termine della stagione riproduttiva; inoltre indossare guanti e mascherina per effettuare lavori presso accumuli di guano e, infine, lavarsi le mani prima di toccare e ingerire cibo. La LIPU ricorda inoltre come rondini e balestrucci siamo molto utili all’uomo, perché in grado di eliminare ogni anno fino a 30mila tonnellate di insetti, comprese mosche e zanzare. ”Il settore avicolo italiano, nonostante i rigorosi controlli cui è sottoposto, viene considerato ingiustamente insicuro da parte dei consumatori – prosegue Giuliano Tallone – Allo stesso modo gli uccelli migratori vengono erroneamente accusati di diffondere il virus dell’influenza aviaria. Ma ad oggi le evidenze scientifiche ed epidemiologiche mostrano che la diffusione del virus avviene in primo luogo negli allevamenti intensivi di pollame dotati di scarsi sistemi di controllo sanitario per poi passare agli ambienti acquatici per mezzo della pollina, usata come fertilizzante per gli allevamenti intensivi di pesce”.
Le rondini comunque, precisa la LIPU, non frequentano gli ambienti acquatici se non dopo la riproduzione, quando lasciano le abitazioni e le aree urbane per frequentare dormitori nei canneti, senza tuttavia che avvenga un contatto diretto con l’acqua. Inoltre si tratta di uccelli migratori che vivono tra Europa e Africa, senza transitare dall’Asia, area dove si è verificato il maggior numero di contagi da virus H5N1.
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LETTERA LIPU A CIA, COLDIRETTI, CONFAGRICOLTURA
Al Presidente della Coldiretti - Dr.Paolo Bedoni
Al Presidente della Confagricoltura - Dr.Federico Vecchioni
Al Presidente della CIA - Confederazione Italiana Agricoltori - Dr.Giuseppe Politi
Oggetto: impatto dell’emergenza influenza aviara sulle rondini.
Egregi Presidenti,
l’emergenza dell’influenza aviare ci spinge a scrivere Loro e testimoniare una nostra viva preoccupazione. Sappiamo bene come tale emergenza abbia innescato una crisi che coinvolge sia il settore agricolo che la natura, in particolare gli uccelli migratori.
Il settore avicolo italiano, nonostante i rigorosi controlli cui è sottoposto, viene considerato erroneamente insicuro da parte dei consumatori che preferiscono altre tipologie di alimenti. Allo stesso modo gli uccelli migratori vengono erroneamente accusati di diffondere il virus dell’influenza aviare e rischiano dunque di divenire il capro espiatorio di una situazione che ben altre analisi e conclusioni richiederebbe.
Abbiamo adesso da esprimere loro una nostra immediata preoccupazione. Tra poche settimane assisteremo all’arrivo nel nostro Paese di rondini e balestrucci, due specie che si sono molto ben adattate e ormai dipendono strettamente dalla disponibilità delle nostre case e stalle per poter nidificare e riprodursi. Tra l’altro, due specie dall’enorme fascino e dal grande significato simbolico e diremmo persino sociale. Le rondini in particolare sono il simbolo del legame esistente tra natura e agricoltura e nell’immaginario collettivo questo legame lo incarnano in modo compiuto, quasi indissolubile. Il simbolo della primavera e della campagna sana: questo sono le rondini.
Ma esiste il rischio che anche le rondini e i balestrucci vengano assimilati al novero dei colpevoli? Noi crediamo di no, e vorremmo fare in modo che, appunto, ciò non avvenga. Rondini e balestrucci appartengono all’ordine sistematico dei Passeriformi che i test scientifici mostrano essere il più resistente e meno coinvolto dall’influenza aviare (lo stesso vale anche per i colombi di città). Rondini e balestrucci, inoltre svernano in Africa dove la diffusione del virus è molto contenuta. Rondini e balestrucci non rappresentano quindi un rischio per la diffusione del contagio dell’influenza aviare.
Però, causa una purtroppo cattiva, incompleta e talvolta addirittura falsata comunicazione, il pericolo della colpevolizzazione anche di questi uccelli non può essere del tutto escluso. Con la conseguenza che, ad esempio, molti agricoltori potrebbero decidere di impedire la nidificazione delle rondini nelle proprie stalle per la paura ingiustificata di diffusione del virus H5N1 tra il bestiame domestico.
Va quindi ribadito che ad oggi le evidenze scientifiche ed epidemiologiche mostrano come i veri problemi nascono e vanno rintracciati negli allevamenti di pollame domestico in situazione di forte densità degli animali e di scarse condizioni igieniche; mostrano cioè che la diffusione del virus avviene dapprima negli allevamenti intensivi di pollame dotati di scarsi sistemi di controllo sanitario, normalmente fuori dai nostri confini nazionali, per poi passare agli ambienti acquatici causa – e trattasi di un aspetto da approfondire seriamente - l’utilizzo della pollina come fertilizzante per gli allevamenti intensivi di pesce.
Gli uccelli acquatici, diciamolo, risultano quindi le ultime vittime della catena.
Ora, per tornare al nostro punto, è certo il caso di ricordare che le Rondini, analogamente agli altri uccelli selvatici, compresi loro nidi, uova e nidiacei, sono protette ai sensi della legge 157/92 e dell’articolo 635 del Codice Penale che ne vieta l’uccisione e la distruzione. E’ forse ancora più il caso di ricordare l’utilità ecologica della Rondine e il suo stato conservazionistico che la vede purtroppo in calo in Europa. Ma in generale, è il caso di lanciare un appello di responsabilità, di ragionevolezza, di maturità a tutti gli attori in campo a diverso titolo in questa complessa vicenda. Si rispettino gli uccelli selvatici, si rispettino le rondini e i balestrucci, si riporti il clima e i comportamenti in un ambito di seria analisi ma fuori dall’allarmismo e dall’informazione drogata.
In particolare, egregi Signori Presidenti, vista la sensibilità sempre dimostrata verso le tematiche ecologiche e le esigenze del rispetto della natura, chiediamo Loro di accogliere questo nostro appello e di farsene portatori verso i propri associati, ricordando anzitutto l’importanza della tutela degli uccelli, straordinari indicatori dello stato della nostra terra, e al tempo stesso le semplici regole da seguire all’arrivo delle rondini e dei balestrucci:
- non impedirne, ma anzi favorirne, la nidificazione in stalle e similia;
- installare delle mensole sotto i nidi per raccogliere gli escrementi;
- pulire le mensole al termine della stagione riproduttiva;
- indossare guanti e mascherina nel caso di lavori presso accumuli di guano;
- lavarsi le mani prima di assumere cibi.
Sono regole di ordinaria prassi igienica, che gli agricoltori come i cittadini conoscono ormai bene ma che è sempre opportuno ricordare. Assieme, lo ripetiamo, all’appello essenziale di tutelare la natura, di praticarne e promuoverne il rispetto.
Disponibili a collaborare con le Loro Confederazioni per assicurare a tutti gli agricoltori la migliore informazione possibile per il bene dell’agricoltura e della natura, e nella certezza che il nostro appello trovi la Loro condivisione, con l’occasione vogliano gradire i nostri migliori saluti.
Il Direttore Generale LIPU – BirdLife Italia
Dott.ssa Elena D’Andrea
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Parma, 10 marzo 2006
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Ufficio stampa LIPU - BirdLife Italia: Via Trento
49, 43100 Parma
Tel. ++39.0521.273043 - Fax ++39.0521.273419 |
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