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MOSE: SALVIAMO LA LAGUNA VENETA

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LE ASSOCIAZIONI RICORRONO ALLA COMMISSIONE EUROPEA
PER VIOLAZIONE DELLE DIRETTIVE COMUNITARIE “HABITAT” E “UCCELLI”
CHIEDENDONE L’INTERVENTO URGENTE

Le associazioni ambientaliste LIPU, WWF, Italia Nostra, VAS ed Ecositituto Veneto ‘Alex Langer’ hanno inviato alla Commissione Europea una richiesta di procedura di infrazione a carico della Repubblica italiana per aver autorizzato sia i lavori del progetto Mo.S.E. in assenza Valutazione di Incidenza che il progetto “siti di prefabbricazione dei cassoni delle opere mobili” in assenza di una appropriata Valutazione di Incidenza, violando, in tal modo, le direttive comunitarie “Habitat” e “Uccelli”.
Tale ricorso va ad integrare la richiesta di apertura di procedura di infrazione, inviata nel luglio 2003, dal WWF Italia alla Commissione europea per violazione delle direttive in materia di Valutazione di Impatto Ambientale.
<<A causa di questo modo illegittimo di procedere – dichiara Claudio Celada, Direttore Area Conservazione Natura della LIPU - si stanno verificando danni irreversibili ad habitat e specie prioritarie tutelati dalle direttive europee. A Ca’ Roman, agli Alberoni e negli altri siti litoranei veneziani sopravvivono ancora specie vegetali e animali di eccezionale valore naturalistico e scientifico, alcune persino endemiche (uniche al mondo). Il progetto Mo.S.E. non solo metterà a rischio questo straordinario patrimonio ambientale, ma aggraverà i devastanti fenomeni erosivi già presenti nel bacino lagunare.>>
<<A Bruxelles, a seguito della richiesta di apertura di una procedura d’infrazione promossa dal WWF, è già aperto dal 2004 un fascicolo di denuncia riguardante il progetto Mo.S.E. che ora verrà implementato – dichiara Gaetano Benedetto (Segretario Aggiunto per gli Affari pubblici e Relazioni Istituzionali del WWF Italia). - Lascia attoniti pensare che siano stati avviati i cantieri senza una Valutazione di Impatto Ambientale positiva dell’intero sistema Mo.S.E., un mastodontico intervento che prevede lo scavo di circa 5.000.000di metri cubi di materiale alle tre bocche di porto, la posa in opera di 79 paratoie d’acciaio, 157 cassoni di calcestruzzo armato, 5.960 palancole metalliche, 12.055 pali prefabbricati di calcestruzzo armato, 212 materassi di pietrame di protezione, che utilizzerà oltre 8.500.000 tonnellate di materiale lapideo, proveniente da cave nazionali ed estere. Il tutto senza contare gli impatti ambientali prodotti dai cantieri e dalle opere complementari>>.
<<La battaglia che le associazioni ambientaliste hanno iniziato molti anni fa per fermare il progetto Mo.S.E. è ad una svolta decisiva. – afferma Alvise Benedetti (Presidente sezione Venezia di Italia Nostra). In questa fase i lavori stanno accelerando al massimo proprio per rendere la situazione irreversibile>>.
LIPU, Italia Nostra, WWF Vas ed Ecositituto Veneto, sollecitano quindi un intervento urgente da parte di Bruxelles in modo che gli straordinari siti della laguna possano essere tutelati e si augurano che Venezia possa finalmente dotarsi di un progetto di salvaguardia rispettoso dell’ambiente e rispondente a criteri di sperimentabilità, gradualità e reversibilità cosi come previsto dalla Legge Speciale.

Foto: i lavori del Mose nei pressi dell’Oasi LIPU Ca’ Roman

Parma, 28 settembre 2005

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