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STUDIATE LE POPOLAZIONI DI UCCELLI NEGLI AEROPORTI DI VERONA E BRESCIA. BASSI I RISCHI DI BIRDSTRIKE

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LE RICERCHE SI CONCLUDERANNO A FINE GENNAIO 2005

47 specie all’aeroporto di Verona, 48 in quello di Brescia. Ma il pericolo "birdstrike", ossia l'impatto tra gli uccelli e gli aerei, è molto basso e limitato dalla presenza di sole 3 specie problematiche. E' quanto emerge da una ricerca realizzata dal settore Ecologia Urbana della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) per conto della Aeroporti del Garda S.p.A., società di gestione degli Aeroporti "V. Catullo" di Verona Villafranca e "G. D’Annunzio" di Brescia Montichiari, al fine di studiare la presenza di avifauna nei due ambiti aeroportuali.

La prima fase della ricerca è stata consegnata nei giorni scorsi. Nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 31 maggio 2004 sono state individuate ben 47 specie di uccelli nell'Aeroporto di Verona e 48 specie nell’Aeroporto di Brescia, ma solo 3 di esse (Colombo di città, Gazza e Storno a Verona e Gabbiano comune, Cornacchia grigia e Storno a Brescia) sono da considerare presenze talvolta problematiche, in quanto si tratta di specie di dimensioni medio-grandi e con comportamento gregario. <<I dati finora raccolti – spiega Marco Dinetti, Responsabile Ecologia Urbana LIPU - permettono di valutare che la situazione complessiva, nonostante il discreto numero di specie osservate, è da considerarsi abbastanza tranquilla, poiché la maggior parte delle specie sono di piccole dimensioni e territoriali, e quindi presenti con livelli di densità molto bassi>>.

La relazione preliminare fornisce anche una serie di indicazioni per l’implementazione di azioni di gestione ambientale e di dissuasione delle specie di avifauna "problematica", la cui opportunità sarà valutata nei prossimi mesi, fino alla completa integrazione che avverrà quando lo studio, della durata complessiva di 12 mesi, sarà concluso.

Lo studio ha lo scopo di delineare un piano d'azione per assicurare la massima sicurezza del traffico aeroportuale rispetto alla presenza degli uccelli. L'iniziativa scaturisce dagli atti di indirizzo in materia di Aviazione Civile, che affidano alle società di gestione degli aeroporti il compito di predisporre e attuare misure idonee per ridurre i rischi di impatto tra uccelli e aeromobili ("birdstrike") (Circolare ENAC APT-01 del 20 maggio 1999), in linea con le indicazioni della Commissione "Bird Strike Committee Italy" (BSCI), istituita con D.M. Trasporti e Navigazione dell’11 marzo 1993.

Negli ultimi decenni le trasformazioni ambientali operate dall'uomo e l'aumentata disponibilità di risorse alimentari presso aree urbane, coltivazioni e discariche ha favorito alcune specie di uccelli, in particolare quelle adattabili e gregarie. Si tratta in particolare di Colombi, storni, gabbiani, corvidi, ecc., che talvolta entrano in conflitto con alcune attività antropiche, quali agricoltura e zootecnia, con l'igiene urbano e con il traffico aeroportuale. Per quanto concerne questo ultimo ambito, le collisioni tra aerei e uccelli (i cosiddetti "birdstrike") comportano ingenti costi all'industria aeronautica, per milioni di euro all'anno in tutto il mondo.

Il numero di birdstrikes ogni 10.000 movimenti di aerei civili in Europa è 5 volte più elevato negli aeroporti (in fase di atterraggio e decollo) di quanto lo sia attorno essi, mentre il numero degli incidenti durante il volo rimane molto limitato.

Foto copyright Marco Dinetti

Parma, 13 luglio 2004

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