NO ALLA "DEREGULATION" VENATORIA
Falchi, poiane, aquile, cigni, barbagianni: sono 16 le specie di rapaci superprotette dalla normativa italiana ed europea colpite da armi da fuoco durante la stagione venatoria 2003/2004 e ricoverate nei Centri di recupero fauna selvatica della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli). Oltre ai rapaci sono finiti nel mirino anche aironi, nitticore, picchi, pettirossi e altre decine di specie, anche pregiate e rare come un’Aquila minore colpita e uccisa a Roma, un Airone bianco maggiore e un Cigno reale, entrambi a Milano.
Nel complesso il l’80% dei rapaci e il 70% degli aironi ricoverati negli “ospedali” LIPU da Settembre a oggi sono stati feriti, e in molti casi uccisi, da armi da fuoco.
Un’ondata di illegalità preoccupante, destinata a moltiplicarsi se in Parlamento verranno approvate le 15 proposte di legge destinate a liberalizzare l’attività venatoria nel nostro Paese, e il nuovo disegno di legge Alemanno, che prevedono la caccia in primavera e in estate, nuove specie cacciabili, depenalizzazione dei reati, l’uso dei falchi negli aeroporti e la possibilità di cacciare nei parchi.
100.000 NO ALLA LIBERALIZZAZIONE DELLA CACCIA
Per dire un forte no alla cancellazione di fatto dell’unica legge che tutela la fauna selvatica, ossia la 157/92, la LIPU raccoglierà nei prossimi mesi 100.000 firme, che entro l’inizio della prossima stagione venatoria saranno inviate al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al Ministro delle Politiche Agricole e Forestali Gianni Alemanno. << Stiamo per mobilitare attivisti e simpatizzanti - spiega Giuliano Tallone, Presidente LIPU – per difendere la fauna selvatica e sensibilizzare l’opinione pubblica su temi che troppo spesso vengono messi in secondo piano ma che costituiscono invece le fondamenta di un corretto rapporto tra l’uomo e l’ambiente>>.
- 100.000 NO alla caccia ai gabbiani, ai fringuelli e alle peppole, alle oche, ai francolini di monte e a tante altre specie protette.
- 100.000 NO alla legalizzazione di fatto del bracconaggio, piaga ancora aperta in molte parti d’Italia, soprattutto nel bresciano, in Campania e sullo Stretto di Messina.
- 100.000 NO alla trasformazione degli animali selvatici, patrimonio indisponibile dello Stato, in “cosa di nessuno”.
- 100.000 no alla caccia nei parchi.
Ulteriore indignazione ha suscitato nella LIPU l’ultimo di progetto di legge presentato pochi giorni fa dall’On.Bellotti con altri parlamentari sulla possibilità di
caccia ai gabbiani, uccelli importantissimi per l’ecosistema e presenti in Italia con alcune specie di forte rilevanza conservazionistica. La LIPU ne ha prontamente chiesto il ritiro al Presidente e ai membri della Commissione Agricoltura, sostenuta da un numero crescente di gruppi, associazioni, enti di ricerca, studiosi e appassionati di tutta Europa. Per non parlare della bizzarra idea dell’On. Brusco di aprire i parchi e le altre aree protette alla caccia. <<
Ogni giorno si aggiunge una nuova proposta, come se ci fosse una gara a chi la spara più grossa - afferma
Danilo Selvaggi, Responsabile Rapporti Istituzionali LIPU –
Ora lo stesso Ministro Alemanno conferma di aver depositato un proprio disegno di legge sulla stessa materia e così abbiamo fatto tombola. E’ un vero pasticcio legislativo, dettato dalla propaganda elettorale ma anche da uno scarsissimo senso di rispetto per l’ambiente, che va però preso molto sul serio. La nostra opposizione sarà durissima>>.
Durante la raccolta delle firme, che avverrà con banchetti nelle piazze d’Italia, nelle Oasi e riserve LIPU, nei Centri di recupero e nelle sezioni locali, saranno raccolti fondi per finanziare le iniziative legali della LIPU contro la caccia e la lobby nelle sedi parlamentari.
La campagna sarà veicolata sui media a partire dal mese di Febbraio fino alla fine della raccolta firme, che si concluderà in Agosto.
Foto nella home e a fianco: copyright Angelo P.Rossi/LIPU
Parma, 30 gennaio 2004