BRACCONAGGIO, 39 PALLINI ABBATTONO RARA AQUILA
Era una delle poche aquile della sua specie destinata a passare l’inverno in Italia. Ma ad accoglierla ha trovato il fuoco dei bracconieri, che le hanno scaricato addosso 39 pallini, persino in testa, nel becco e nel palato.
L’ultima vittima dell’ennesimo folle gesto di violenza contro la fauna selvatica, attuato peraltro all’interno della Riserva Regionale di Nazzano Tevere-Farfa, in provincia di Roma, è un esemplare raro di Aquila minore Hieraaetus pennatus, uccello nidificante in Europa meridionale, in particolare in Spagna, Grecia e Turchia, che ogni anno passa sull’Italia per andare a svernare in Africa. Raccolta e portata al Centro di Recupero Fauna Selvatica LIPU di Roma, l’animale non è stato giudicato operabile. Per lui, un futuro pieno di incognite. Unica certezza, non riuscire a tornare libero di volare.
<<L’aquila colpita – spiega Marco Gustin, Responsabile Specie della LIPU (Lega italiana protezione uccelli) era molto probabilmente uno dei pochissimi esemplari di Aquila minore che si fermano a passare l’inverno nel nostro Paese. E’ un episodio gravissimo, commesso ai danni di una specie superprotetta dalla legge 157/92 e dalla Direttiva europea “Uccelli”, rara da osservare in Italia. Un fatto preoccupante che conferma l’aumento del bracconaggio, soprattutto nel Lazio e nella zona centrale del Paese>>.
Negli ultimi due mesi e mezzo, da quando la caccia è stata aperta, sono già 34 i rapaci uccisi o feriti e recuperati dal Centro di Recupero Fauna Selvatica LIPU di Roma, tutte specie superprotette dalla legge. Tra di essi nove esemplari di Poiana, nove di Gheppio, quattro di Falco pellegrino, quattro di Sparviere, due Falco di palude, un Falco pecchiaiolo, un Barbagianni, un Astore e un Gufo comune, ai quali si è aggiunto un Airone cenerino.
Parma, 1 dicembre 2003