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AMBIENTE: CONDONO EDILIZIO; LIPU LANCIA RACCOLTA FIRME CONTRO IL BLITZ DEL GOVERNO. APPELLO A CIAMPI.
<<Lanciamo una campagna di raccolta firme contro il condono edilizio proposto dal ministro dell’Economia, che sanerebbe le illegalità avvenute dal 1994 ad oggi ad opera di abusivisti e furbi dell’ultima ora>>. L’annuncio è del Presidente della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) Giuliano Tallone, che denuncia i contenuti della proposta di condono che Tremonti vorrebbe inserire nella Finanziaria 2004. <<Sarebbe una pessima figura a livello internazionale – aggiunge Tallone - proprio nel momento in cui l’Italia ha assunto la presidenza di turno dell’UE>>>.
| Petizione
LIPU contro il condono edilizio
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Dieci buone ragioni
contro il condono. Il Governo ci ripensi !
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UN ALTRO CONDONO ? - E'
questo il terzo condono edilizio in meno di 20 anni. Quello dell'85
(Governo Craxi), seppur inaccettabile, era inserito in una legge
urbanistica che aveva l'ambizione di voltare pagina rispetto al
passato ed introduceva regole penali e una diretta responsabilità
delle amministrazioni comunali per la repressione degli abusi. Il
secondo, del '94 (Governo Berlusconi) ha invece introdotto la logica
del fare cassa con gli abusi. Questo terzo condono è ancora
peggiore: gli introiti economici devono prevalere su tutto, anche
sulle legalità e sui beni culturali ed ambientali che costituiscono
l'identità del nostro Paese.
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UN REGALO ALLE ECOMAFIE
- Il condono edilizio è un dissennato regalo alle ecomafie.
Innumerevoli i casi in cui è proprio la criminalità
organizzata a gestire il business delle edificazioni fuorilegge,
soprattutto nel Mezzogiorno. Com'è possibile che in uno Stato
moderno e civile si possano sanare tutte le opere abusive realizzate?
Eppure sino ad oggi, con la sola eccezione del demanio, in Italia
si sono potuti condonare tutti gli abusi edilizi se si considera
che il primo condono sanava gli abusi realizzati sino al 1.10.83,
il secondo sanava quelli realizzati dal 2.10.83 al 31.12. 93 e questo
di cui si discute dovrebbe sanare quelli realizzati dal 1.1.94 al
31.12.2001.
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LA LEGGE NON E' UGUALE
PER TUTTI - Se dovesse essere approvato il nuovo condono violerebbe
il principio di eguaglianza dei cittadini. Verrebbero "premiati
" i cittadini che non hanno rispettato le norme obbligatorie
per tutti mentre coloro che hanno visto abbattere immobili abusivi
che oggi si sarebbero potuti sanare si troverebbero paradossalmente
"discriminati" rispetto a coloro che vedranno i propri
abusi farla franca.
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LO STATO GETTA LA SPUGNA
- Si violerebbe il principio dell'obbligatorietà dell'azione
penale. L'abusivismo edilizio nel nostro ordinamento non solo è
un reato, cioè un illecito penale. L'azione penale è
sempre obbligatoria ed il nuovo condono espliciterebbe una ennesima
rinuncia dello Stato ad un'azione di tutela e garanzia della collettività.
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UNA SANATORIA AL BUIO -
Si approva un nuovo condono senza avere dati che consentano una
precisa valutazione di quelli precedenti. Non esistono dati completi
sui condoni rilasciati, sulle loro tipologie, sull'incidenza degli
abusi condonati nelle aree a rischio o in quelle vincolate. Difficile
capire quanto abbia inciso l'edificazione incontrollata sulla fragilità
del nostro territorio e i disastri idrogeologici in Italia sono
sicuramente figli anche della speculazione edilizia e dell'abusivismo.
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I CONDONI "SVUOTANO"
LE CASSE - Il condono produce un guadagno economico solo apparente
e nasconde una perdita per la collettività. Anche in questo
caso mancano dati complessivi tra quanto si è incassato con
i condoni '85 e '94 e quanto si è speso per le opere di urbanizzazione.
I dati forniti da alcuni comuni sono agghiaccianti: a Roma, a fronte
di incassi pari a 477 milioni di euro, si sono dovute realizzare
opere di urbanizzazione pari a 2.992 milioni di euro. Infatti una
costruzione abusiva sanata diventa legale e legittima a tutti gli
effetti e, come tale, dev'essere fornita di strade, fogne, allacci,
servizi.
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SANATORIE SENZA CONTROLLI
- L'esperienza dei condoni precedenti dimostra come i Comuni abbiano
potuto effettuare controlli sulle pratiche di condono solo in via
formale. Questo significa controllare solo le date di presentazioni,
i versamenti degli oneri concessori, la corrispondenza con i requisiti
di legge. Quasi nessun comune ha potuto riscontrare l'abuso per
verificare la corrispondenza di quanto dichiarato con l'esistente.
Molte le situazioni paradossali scoperte come quelle di condoni
presentati su abusi mai fatti (il condono avrebbe consentito nuovi
interventi edili altrimenti non ammessi) o di condoni limitati a
piccole parti di abuso che avrebbero dovuto invece riguardare cubature
ben più estese.
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DIETRO IL PICCOLO SI NASCONDE
IL GRANDE ABUSO - Grandi abusi incondonabili sono stati sanati perchè
frazionati in più pratiche di condono che quasi mai sono
state lette nel loro insieme. La legge poi consentiva di sanare
gli abusi valutati per "unità abitativa": un condominio
anche enorme, frazionato in più pratiche di condono riguardanti
singole unità abitativa, diveniva sanabile nella sua interezza.
Quando si parla dunque di piccoli abusi non si tiene conto che comunque
si apre un varco il cui passaggio nessuno controlla.
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CHI DIFENDE IL PAESAGGIO
? L'esperienza ha anche dimostrato che i vincoli paesaggistici vengono
sostanzialmente ignorati nelle procedure di rilascio di condono.
Infatti nelle aree vincolate il condono è rilasciato previo
parere preventivo dei "soggetti preposti alla tutela del vincolo".
I vincoli paesaggistici, che lo Stato ha delegato alle Regioni,
sono stati subdelegati ai Comuni. Nella stragrande maggioranza dei
casi, dunque, sono gli stessi Comuni che rilasciano i condoni ad
esprimere i pareri paesaggistici. Si tratta di una palese commistione
tra controllato e controllore aggravata dalla già detta impossibilità
dei Comuni di effettuare verifiche concrete.
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PAGHEREMO TUTTI - Ad un
opera abusiva, soprattutto se consolidata nel territorio, corrisponde
spesso uno scarico non autorizzato, una captazione idrica senza
le necessarie autorizzazioni, un'occupazione di suolo senza alcuna
valutazione ambiente. L'abusivismo a coinvolto anche in zone di
pregio, addirittura aree a rischio e, in caso di calamità,
tutti paghiamo i danni conseguenti a localizzazioni sbagliate. Gli
abusivi pagano gli oneri concessori, noi tutti paghiamo i costi
ambientali conseguenti ai loro abusi.
La speranza nostra, come
di tantissimi altri cittadini, è che il Governo ci ripensi e che
il condono rimanga solo un brutto ricordo del passato. Se così
non fosse la voce di tutti si farà sentire alta. |
<<Il Governo>> – dichiara Fulvio Mamone Capria, della Giunta esecutiva della LIPU – <<sta dimostrando la totale incapacità nell’elaborare proposte di rilancio economico del Paese e tenta con un blitz, attraverso una finanziaria blindata, di sanare gli scempi e le devastazioni che hanno rovinato il territorio e l’ambiente. Questa proposta sa di beffa nei confronti dei cittadini onesti che stanno attendendo la concessione edilizia per quelle opere di edificazione che rientrano in una corretta gestione del paesaggio>>.
La LIPU lancia un appello al Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, affinchè faccia sentire il più forte richiamo al senso istituzionale nei riguardi dell’ambiente, che va tutelato nell’interesse della collettività e non gestito per favorire le illegalità e l’ecomafia, oppure per fare cassa.
<<Abbiamo avviato in tutta Italia>> – dichiarano Tallone e Mamone Capria – <<la raccolta di migliaia di firme indirizzate al Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, con le quali i cittadini chiedono che venga abbandonata questa insana proposta e dichiarano il loro profondo sdegno nei confronti di un condono edilizio che rappresenterebbe una soluzione di impunità per chi ha violentato il Belpaese, uno schiaffo alla legalità e un regalo a chi ha violato le leggi>>.
Parma, 15 settembre 2003
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49, 43100 Parma
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