pagina precedente (back)
Diario della spedizione LIPU in Galizia,
5 Dicembre - 14 Dicembre 2002.
Dati disastro Prestige.
altre informazioni:
www.seo.org/2002/prestige/
La LIPU nelle Asturie:
LIPU di Forlė: conclusa positivamente la missione nelle Asturie
Lettere dei volontari italiani:
 - Il viaggio
 - Lettera del 4 dicembre
Notizia del 20/11/2002
Affondamento della petroliera Prestige
Notizia del 20/11/2002
Colpo di grazia per la Berta delle Baleari?
Notizia del 22/11/2002
260 uccelli recuperati da SEO-Birdlife
Notizia del 25/11/2002
Birdlife Int. chiede misure severe all'UE
Notizia del 02/12/2002
L'Uria, una specie verso l'estinzione

 

 

 

 

 

 

 

 


"Il compito dei volontari
è quello di recuperare gli animali
in difficoltà,
ma anche quello di valutare lo stato delle spiagge al fine di studiare l'evoluzione dell'inquinamento. Tutti i dati, sia quelli relativi agli animali che quelli ambientali, vengono raccolti su
delle schede prestampate
che verranno poi elaborate dall'Università di Vigo".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Arriviamo nel pomeriggio.
E' la prima volta
che vediamo con i nostri occhi
il petrolio del Prestige.
Sulla spiaggia c'è uno strato compatto, alto diversi centimetri
e accanto ci sono delle persone
in ginocchio
che cercano di toglierlo.
Con le pale e i secchi,
ma anche con le mani.
Gli scogli e i sassi sono ricoperti da uno strato nero lucente.
E' come se qualcuno per sfregio avesse lanciato secchiate di vernice da un aereo a bassa quota.
Lo spettacolo e l'odore
ci stringono lo stomaco."

 

 

 

 

 

 

 


"La petroliera
era a tre miglia dalla costa,
si vedeva a occhio nudo.
Poi hanno deciso di trainarla
al largo commettendo
il più grosso errore
che potessero fare"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


"Metto i piedi
sulle pietre,
si scivola.
Le pale che ci hanno dato
sono completamente inutili.
Guardo gli altri:
raccolgono il petrolio
con pezzi di legno
e altri oggetti che hanno trovato sulla spiaggia,
oppure con le mani.
Mi adeguo".

 

 

 

 

 

 

"Forse sarà per l'intensità
delle emozioni provate,
per le cose che abbiamo visto
e per le persone conosciute,
ma credo che nessuno di noi dimenticherà facilmente
questi dieci giorni"

  Stampa questa notiziastampa  

di Tullia Costa, foto di Francesco Mazzoni ( clik sulle foto per ingrandirle )

5 Dicembre 2002
Volontari a Carnota LarinoEcco, finalmente siamo partiti. Destinazione Galizia. Siamo sette e veniamo un po' da tutta Italia. Fabio è venuto da Catania con il suo pulmino fiammeggiante e a Roma ha caricato me e Francesco, l'organizzatore e il logista del gruppo. Insieme abbiamo raggiunto Renato, il direttore sanitario del Cruma di Livorno e siamo partiti alla volta di Genova dove sapevamo che ci avrebbero ospitato all'ostello della gioventù. A mezzanotte si è unito al gruppo Alberto, giovane obiettore Lipu di Venezia. Gli ultimi due, Silvia da Bologna e Giuseppe da Torino sono arrivati stamattina. Prima tappa: un'ingrosso di materiale e attrezzature da lavoro vicino al porto di Genova dove abbiamo comprato tute usa e getta, guanti resistenti agli idrocarburi e le mascherine con i filtri. Ci hanno detto che sono essenziali per lavorare sulle spiagge della Galizia. Seconda tappa: una farmacia lungo la via per l'autostrada. Lì abbiamo acquistato il materiale che serve per il primo soccorso agli uccelli impetroliati.

6 Dicembre 2002
Il lavoro dei volontari a Carnota LarinoSono ormai le sette di sera. Siamo sfiniti, è da ieri che siamo in viaggio. Genova-Pontevedra senza una sosta se non quelle strettamente necessarie per il gasolio, un caffè o uno spuntino. L'ostello che ci ospita è una costruzione bassa, vicino alla stazione che solitamente dà ospitalità ai pellegrini in cammino verso Santiago. Una camerata unica con una quarantina di letti a castello, un bagno per gli uomini e uno per le donne. Unica pecca: non c'è il riscaldamento e alcune finestre non chiudono bene…

7 Dicembre 2002
Il Centro di CampilloCi siamo svegliati di buon ora. E' una splendida giornata e ci dirigiamo verso il Campiño, uno dei centri di recupero "aves" allestiti per l'emergenza Prestige. Lì dovremmo incontrare Juan della Seo per avere indicazioni su cosa dobbiamo fare. Il posto è bellissimo e organizzatissimo. C'è la struttura principale dove vengono curati gli uccelli, accanto ci sono le vasche dove vengono lavati e addirittura una falegnameria dove vengono costruite le casse per trasportarli. Non è possibile visitare l'interno per vedere come lavorano le èquipe di veterinari e volontari: gli animali sono già molto stressati e troppa confusione intorno potrebbe compromettere la loro salute già molto precaria. Ci accontentiamo di visitare le enormi piscine allestite all'esterno del campo che fungono da strutture di degenza per gabbiani, sule, pulcinelle di mare e urie. Lì incontriamo due veterinari volontari di Madrid che ci spiegano un po' come è organizzato il Campiño. A gestire l'intera struttura è l'IFAW, organizzazione statunitense specializzata nel recupero degli animali in situazioni di emergenza. Sono loro infatti che hanno dato le linee guida agli altri centri dislocati sul territorio. Chi si trova a Pontevedra ha già fatto esperienza con gli uccelli impetroliati dal combustibile fuoriuscito dall'Erika. I fondi, ci spiegano, arrivano in buona parte dalle stesse compagnie petrolifere che devolvono all'IFAW una percentuale su ogni barile di greggio venduto. Qui al Campiño, arrivano però solo gli uccelli che stanno meglio, quelli cioè che hanno superato la fase critica grazie alle cure effettuate nei centri di primo intervento e che vengono trasportati qui solo per la fase finale. La valutazione del loro stato di salute e il lavaggio che precede la loro liberazione in una zona a sud di Lisbona.
Nel frattempo riceviamo una telefonata di Vincenzo e Laura, i due volontari di Bolzano che sono qui in Galizia già da una settimana. Ci dicono che sono a Carnota, a sud di Muros, una delle spiagge più belle della Galizia e anche una delle più devastate dalla marea nera. Urie verso il completo recuperoNonostante sia a più di 200 chilometri da dove ci troviamo decidiamo di raggiungerli. Arriviamo nel pomeriggio. E' la prima volta che vediamo con i nostri occhi il petrolio del Prestige. Sulla spiaggia c'è uno strato compatto, alto diversi centimetri e accanto ci sono delle persone in ginocchio che cercano di toglierlo. Con le pale e i secchi, ma anche con le mani. Gli scogli e i sassi sono ricoperti da uno strato nero lucente. E' come se qualcuno per sfregio avesse lanciato secchiate di vernice da un aereo a bassa quota. Lo spettacolo e l'odore ci stringono lo stomaco.

8 Dicembre 2002
Volontari a Carnota LarinoPer oggi abbiamo deciso di affiancare Laura e Vincenzo, che stanno per tornare in Italia, per farci spiegare come lavorano. Ci dicono che a Sada, il centro dove dormono loro vicino a La Coruña, si trovano molti dei volontari che operano con la Seo, e che lì è tutto molto più organizzato. C'è il vitto, l'alloggio e ogni sera i volontari si riuniscono per confrontare e coordinare il loro lavoro. La costa affettata dalla marea nera è stata suddivisa in diverse zone che giorno per giorno vengono monitorate da un equipaggio. Il compito dei volontari è quello di recuperare gli animali in difficoltà, ma anche quello di valutare lo stato delle spiagge al fine di studiare l'evoluzione dell'inquinamento. Tutti i dati, sia quelli relativi agli animali che quelli ambientali, vengono raccolti su delle schede prestampate che verranno poi elaborate dall'Università di Vigo.
Vincenzo ci spiega come si opera sul campo. Si arriva con il mezzo in un punto che si trova a circa metà della baia da perlustrare. Lì ci si divide in due gruppi, uno va da una parte e uno dall'altra, cercando di coprire tutta la larghezza della spiaggia e l'inizio delle dune. Una decina di passi e poi ci si ferma per guardare intorno con attenzione. Dopo circa 20-30 minuti di cammino si torna alla macchina e ci si sposta ripetendo la stessa operazione fino a coprire tutta la zona assegnata. Non sembra difficile. Ci mettiamo tute, stivali, maschere e partiamo. Quattro da una parte e tre dall'altra. Alberto vede due cormorani appoggiati su uno scoglio vicino all'acqua. Guardiamo con il binocolo per vedere se sono sporchi. Laura ci dice che in realtà tutti gli uccelli, chi più chi meno, hanno delle macchie di petrolio addosso e sarebbe meglio riuscire a prenderli per ripulirli. Ci proviamo. Subito però ci rendiamo conto della difficoltà dell'impresa. I due cormorani si accorgono di noi, aprono le ali e con un breve voletto raggiungono il mare, lasciandosi trasportare al largo dalla corrente. Ormai è diventato impossibile sperare di acchiapparli. Penso che forse si riescono a prendere solo gli uccelli che stanno veramente male. Mi giro e vedo un gruppo di beccacce che saltella tra i sassi pieni di petrolio. Non sembrano molto sporche, hanno solo qualche macchia sul petto e sulle zampe. Ma affondano il becco tra le chiazze nere, in cerca di cibo.
Improvvisamente vedo una figura che corre con difficoltà verso la mia Scatola dove è stato messo un Cormoranodirezione. E' Carlos, uno studente spagnolo, anche lui volontario Seo. Ha tra le braccia un cormorano completamente sporco di petrolio. Tutti si stringono attorno per le prime operazioni di soccorso. Carlos tiene l'animale, Laura gli apre il becco e Vincenzo gli infila un tubo nel gozzo, giù fino allo stomaco per somministargli la soluzione che serve a reidratarlo. Subito viene chiamato il numero della forestale che verrà a prenderlo per portarlo al centro di recupero di Santa Cruz. Sembra ancora piuttosto in forze, forse Carmelo, il cormorano di Carnota, ce la farà…

9 Dicembre
Un Gabbiano in terapiaSilvia è partita con Vincenzo e Laura, così siamo rimasti in sei. Abbiamo deciso di spostarci anche noi a Sada per lavorare assieme agli altri volontari della Seo. E' un ottima soluzione anche per Renato che ha già preso contatto con i veterinari del centro di Santa Cruz e lo aspettano già per questa sera. Tramite i ragazzi di Bolzano ci siamo fatti assegnare una zona da perlustrare, si tratta dell'area vicino a Cabo Finisterre. Apprendiamo dal giornale che da oggi il governo ha deciso di impiegare anche l'esercito per la pulizia delle spiagge. Ne abbiamo la prova non appena ci avviciniamo a Cabo Finisterre. Una decina di camion militari con a bordo i soldati di leva, sono davanti al nostro pulmino. Arriviamo alla splendida spiaggia del Rostro, una delle più colpite dalle chapapote, le chiazze dense di petrolio che arrivano sulla costa con l'alta marea. Da lontano la spiaggia sembra pulita, ma non appena affondiamo i piedi nella sabbia ci accorgiamo che sotto lo stato sottile di rena ci sono le stratificazioni di petrolio: la prima e la seconda marea nera. I battaglioni dell'esercito sono armati di secchi e pale. Tutti in fila a spalare, assieme a molti civili. Perlustriamo tutta la zona ma non troviamo nessun animale in difficoltà. Ci sono tantissimi gabbiani, quasi tutti hanno il piumaggio macchiato. Molti sembrano avere anche difficoltà nel volare.

10 Dicembre
Interno del Centro di CampilloIeri sera abbiamo fatto la prima riunione con Enrique, il biologo della Seo che organizza il lavoro dei volontari nel centro di Sada. Ci ha spiegato nei minimi dettagli cosa dobbiamo fare. Oggi ci ha assegnato una zona a nord, dalla parte opposta rispetto a dove siamo stati fino ad adesso. Visitiamo diverse spiagge ma sembrano tutte abbastanza pulite. Bene, pensiamo, qui il petrolio non è ancora arrivato. Finchè non ci spingiamo fino a Cabo Prior che si trova sulla punta della baia da monitorare. Qui ci rendiamo conto che si tratta solo di un gioco di correnti. All'entrata della baia ci aspetta una scena che ormai siamo quasi abituati a vedere: cassonetti pieni di immondizia che affonda nel petrolio, pale e secchi. E c'è anche un cartello che dice più o meno così: guardate di meno e aiutate di più. Le scogliere della baia sono completamente coperte di petrolio. Troviamo un gabbiano morto, probabilmente intossicato e lo mettiamo in un sacco che numeriamo. Oltre agli animali vivi è necessario infatti contare anche quelli morti per avere un'idea del danno causato dal disastro petrolifero. Torniamo all'ostello per l'ora di cena. Renato che è andato a lavorare al centro di Santa Cruz non è ancora tornato. Arriva intorno a mezzanotte: ci spiegherà poi che lì si lavora dalla mattina presto fino a notte fonda.

11 Dicembre
Le cure prestate al Cormorano battezzato CarmeloDa oggi uno di noi accompagnerà Renato al centro di Santa Cruz. Il primo turno tocca a me, domani sarà la volta di Alberto e di sera quello di Giuseppe e Fabio e poi dopodomani andrà Francesco. Gli altri nel frattempo continueranno il lavoro sul campo.
Appena arrivo visito la struttura. Al pian terreno c'è l'ufficio, un ripostiglio dove ci si cambia e il punto in cui vengono registrati gli uccelli che arrivano e quelli che escono. Questo infatti è un centro di stabilizzazione dove gli animali ricevono tutte le cure veterinarie necessarie e dove si cerca di ripristinare le loro condizioni fisiologiche ottimali. Solo in un secondo momento, quando raggiungono uno stato di salute stabile, gli animali vengono trasferiti al centro di Pontevedra, quello degli americani, dove vengono lavati. Al piano di sopra ci sono due stanze dove si fa clinica e una stanza con le lampade a infrarosso dove si mettono gli animali al caldo. Uno dei problemi maggiori a cui vanno incontro gli uccelli impetroliati è l'abbassamento di temperatura. Gli idrocarburi sono infatti in grado di sciogliere lo strato lipidico che li rende impermeabili all'acqua. Una volta bagnati la loro temperatura corporea si abbassa. Se scende al di sotto dei 37°C molte delle funzioni metaboliche sono ormai compromesse e la loro sopravvivenza è a rischio.
All'esterno del centro sono stati messi diversi container. A parte due che sono riservati ai volontari, gli altri sono tutti dedicati agli uccelli. La prima visita che facciamo con Renato è alla Sula che è stata ricoverata ieri. Non è molto sporca ma sta malissimo. Probabilmente si è intossicata con gli idrocarburi. Poi andiamo nella stanza delle urie a cui diamo da mangiare sarde e alici. Alcune mangiano da sole, una addirittura mi strappa il pesce di mano, ma alcune non sembrano avere alcuna voglia di toccare cibo. Per loro c'è l'alimentazione forzata a base di "papilla", un pappone allungato con acqua, altamente nutritivo. Poi ci sono i cormorani che stanno piuttosto bene, le alche e le pulcinelle di mare. Tra loro c'è anche Pedro che ha tutte e due le zampette ferite all'altezza delle articolazioni. Con pazienza gli facciamo una medicazione con pomata a base di antibiotico e garza sterile. Poi improvvisamente c'è uno stato di agitazione: è arrivato il furgone della forestale che porta gli animali recuperati sulle spiagge. Arriva due volte al giorno con una media di dieci-quindici animali in condizioni normali. Il direttore del centro dice che nei giorni dopo le maree nere arrivavano quotidianamente anche 60-70 animali. Oggi tra gli altri c'è anche una strolaga maggiore. Bellissima.
Sule verso il completo recuperoOgnuno si dà da fare come può: c'è chi aiuta i veterinari nel somministrare le terapie agli animali, chi prepara le scatole in cui verranno messi, chi compila le cartelle cliniche e chi cerca di tenere pulite le stanze ma anche le attrezzature. Tutto viene fatto velocemente e con una professionalità che colpisce: non è solo l'esperienza a guidare quelle mani ma anche una passione che è difficile eguagliare. Una volta finito di curare gli animali, bisogna dare la cena a tutti e poi fare il giro di visite serale. Ce ne andiamo che è quasi mezzanotte.

12 Dicembre
Il cassonetto dove gettare il chapapoteQuella al centro di Santa Cruz è stata un'esperienza indimenticabile. Non solo perché ha dato un senso al lavoro che stiamo facendo sul campo in questi giorni, ma anche perché mi è stato possibile constatare di prima persona l'ospitalità e il calore della gente di questa regione. Ricevere un regalo da una persona che si conosce da soli dieci minuti non capita tutti i giorni. Oggi sono tornata a fare ricognizione sulle coste assieme agli altri del gruppo. Francesco ha deciso invece di passare la giornata ad Arau, un piccolo paesino di pescatori che si trova a sud di Muxìa, per spalare il petrolio. Ci racconterà di aver lavorato gomito a gomito con le donne del paese, pagate a cottimo circa 40 euro al giorno, dalla Tragsa, l'azienda semistatale che ha ricevuto l'appalto della pulizia delle spiagge dal governo galiziano. Assieme a Giuseppe e Fabio ci dirigiamo verso Camariña, capo che si trova dalla parte opposta rispetto alla baia di Muxìa. Siamo su quella che viene chiamata la Costa della Morte, per quante navi si sono schiantate su questi scogli nel corso dei secoli. "E' proprio qui davanti che si è aperta la falla nello scafo del Prestige", ci racconta un pescatore che incontriamo per caso lungo il sentiero che porta al faro. "La petroliera era a tre miglia dalla costa, si vedeva a occhio nudo. Poi hanno deciso di trainarla al largo commettendo il più grosso errore che potessero fare". Lui dice, adesso riceve dallo stato 1.200 euro al mese più 700 per la barca. "Per adesso va bene", dice, "ma quanto durerà? Sei mesi? Un anno? E poi per lavorare saremo costretti ad andarcene in un altro paese…". Intanto passa le sue giornate assieme agli altri pescatori, pulendo dal petrolio quelle zone dove non arrivano l'esercito e la Tragsa.
Continuiamo il nostro cammino. Credo che la linea dell'alta marea non si era mai vista così bene su questa costa. Una linea nera continua di petrolio segna l'altezza dove arriva l'acqua dell'oceano durante la notte. Ci allontaniamo un attimo dal sentiero e proprio lì davanti ai nostri occhi troviamo un cormorano, morto per intossicazione da petrolio. Torniamo a Sada e Alberto mi dice che la Strolaga maggiore che era arrivata ieri al centro non ce l'ha fatta.

13 Dicembre
I materiali utilizzati per la raccolta del "chapapote"Oggi tocca a me andare a spalare il petrolio. Mi unisco a un gruppo di volontari che va con la protezione civile. Arriviamo a Muxìa. Lì ci fanno mettere l'attrezzatura e ci caricano sui camion militari. Dopo 20 minuti di strada ci scaricano in una piccola baia talmente piena di petrolio che l'odore degli idrocarburi si sente a decine di metri di distanza. Metto i piedi sulle pietre, si scivola. Le pale che ci hanno dato sono completamente inutili. Guardo gli altri: raccolgono il petrolio con pezzi di legno e altri oggetti che hanno trovato sulla spiaggia, oppure con le mani. Mi adeguo. Appoggio la pala e inizio a pulire gli scogli come posso. Siamo tutti con le mascherine. Siamo tutti muti dallo sgomento mentre, chini, raccogliamo quella sostanza putrida e appiccicosa. Possibile che sia successo tutto questo? Sarà mai possibile rimediare a questo scempio? Domande che vorrebbero avere una risposta diversa da quella reale. Domande che rimarranno aperte per tutti quelli che hanno visto con i propri occhi e toccato con le proprie mani.

14 Dicembre
Il lavoro dei volontari a Carnota LarinoSiamo in partenza. Stesso schema dell'andata: Galizia - Italia senza sosta se non quelle necessarie per il gasolio, uno spuntino o un caffè… Ci aspettano almeno 36 ore di viaggio. Siamo partiti dieci giorni fa, ma sembra una vita. Forse sarà per l'intensità delle emozioni provate, per le cose che abbiamo visto e per le persone conosciute, ma credo che nessuno di noi dimenticherà facilmente questi dieci giorni.

 
 

 DATI DISASTRO PRESTIGE - Fonte: SEO-BirdLife
Uccelli raccolti durante la crisi della Prestige sulle coste della Spagna, Francia e Portogallo 13.000*
(3.873 vivi - 9.348 morti)
N. uccelli morti Provincia La Coruna 3.069
N. uccelli morti Provincia La Coruna nel periodo 1/8 Gennaio 2003 1.285
Picco massimo di uccelli trovati morti in un giorno 339
Totale N. specie colpite 62
Stima uccelli contaminati 65.000 - 130.000
% raccolta uccelli contaminati 10-20%
Specie colpite: num. esemplari colpiti
Uria (Uria aalge) 5.961
Gazza marina (Alca torda) 2.248
Pulcinella di mare (Fratercula Arctica) 1877
N. uccelli ricoverati ogni giorno 72
N. uccelli morti in soli 5 giorni a Natale nella Provincia di La Coruna 359
N. volontari SEO-BirdLife impegnati dall'inizio a oggi 913
Tonnellate materiale raccolte - (*) dato del 19.12.02, spedizione Lipu 18.000
Associazioni impegnate:
SEO-BirdLife
LIPU-BirdLife Italia
Legambiente
Aveda
Studenti Università Bilbao
Studenti Università Madrid
Studenti Università San Sebastian
 
(*) di cui in SPAGNA:
Vivi
Morti
Totale
Dal 16.11.02 al 16.1.03      
Pontevedra
421
1.500
1.921
La Coruna
1.358
4.046
5.404
Lugo
215
838
1.053
TOTALE GALICIA
1.994
6,384
8.378
 
ASTURIAS (dal 19.11 al 16.1)
950
765
1.715
CANTABRIA (dal 4.12 al 16.1)
200
424
624