| Direttive
comunitarie per la natura
La Direttiva CEE 92/43, sinteticamente definita Direttiva Habitat, rappresenta
lo strumento più recente e più caratterizzante per la salvaguardia
della natura europea, tramite un approccio all'uso del territorio in una logica
di sviluppo sostenibile per il mantenimento vitale degli ecosistemi.
Scopo della Direttiva è quello di contribuire a salvaguardare la biodiversità
mediante la conservazione degli habitat naturali e seminaturali, della flora e
della fauna selvatiche nel territorio comunitario, tenuto conto delle esigenze
economiche, sociali e culturali locali.
Per habitat di interesse comunitario (elencati nell'allegato
I della Direttiva) si intendono quegli habitat che rischiano di scomparire
o che costituiscono esempi notevoli delle caratteristiche tipiche di una o più
delle cinque zone biogeografiche europee:
- alpina,
- atlantica,
- continentale,
- mediterranea
- macaronesica.
Per quest'ultima si intendono le isole atlantiche delle Azorre,
Canarie e Madeira.
Le specie di importanza comunitaria (elencate negli allegati
II, III e IV della Direttiva) vengono suddivise in base alla loro consistenza
numerica o al livello di minaccia, e quindi la suddivisione risulta articolata
come segue:
- specie in pericolo
- rare
- endemiche.
Le specie prioritarie sono le specie in pericolo per la cui
conservazione l'Unione Europea ha una particolare responsabilità.
Sulla base di tale Direttiva gli Stati membri dell'Unione Europea hanno identificato
i Siti di Importanza Comunitaria (SIC), intesi come aree che aiutano a
mantenere o a ripristinare un tipo di habitat o una specie della flora e della
fauna selvatiche in uno stato di conservazione soddisfacente contribuendo così
al mantenimento della biodiversità.
L'Italia ha individuato un elenco di circa 2.800 SIC, attualmente al vaglio di
apposite commissioni a livello europeo.
Tale Direttiva ha "completato l'opera" già
avviata dalla Direttiva CEE 79/409, meglio conosciuta come Direttiva Uccelli
in quanto era focalizzata sulla salvaguardia dell'avifauna minacciata all'interno
dell'Unione. Sulla base di tale Direttiva gli Stati membri erano tenuti all'individuazione
di Zone di Protezione Speciale (ZPS).
La somma delle ZPS e dei SIC, una volta che questi siti verranno approvati dall'UE,
costituirà la rete NATURA 2000, ovvero il serbatoio biologico dell'Unione
Europea. L'insieme di tali zone speciali di conservazione costituirà una
rete ecologica attraverso tutti i Paesi dell'Unione che dovrà garantire
il mantenimento o, all'occorrenza, il ripristino di uno stato di conservazione
soddisfacente dei tipi di habitat naturali e delle specie presenti nel nostro
continente.
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