pagina precedente (back)
Altre aree a rischio
Cattura dei migratori nelle valli lombarde
Uccellagione a fini di richiamo in Lombardia, Veneto, Friuli Venez. Giulia
Bracconaggio nell'arcipelago pontino campano
Bracconaggio nelle zone umide della Puglia
 
 Cattura dei migratori nelle valli lombarde (provincia di Brescia)
 
Area Valli della provincia di Brescia (Val Trompia, Val Sabbia, Val Camonica, ecc.)
Periodo settembre/dicembre
Pettirossi, scriccioli, usignoli, capinere, regoli e altri piccoli uccelli catturati con gli archetti ogni anno per il piatto tipico della "polenta e osei" 2 - 3 milioni
Prezzo di vendita ai ristoranti di un uccello catturato 2000/3000 lire
Bracconieri denunciati dal CFS nel periodo 1997 1999 170
Armi e mezzi di caccia sequestrati dal CFS nel periodo 1997 - 1999 83 fucili, 22 richiami vietati, 15.000 archetti, 1200 uccelli protetti
Archetti sequestrati dalle guardie LIPU dal 1986 al 1999 Oltre 400.000
Reti sequestrate dalle guardie LIPU dal 1986 al 1999 1500
 Uccellagione a fini di richiamo in Lombardia, Veneto, Friuli Venez. Giulia

L'uccellagione a fini da richiamo è resa possibile in Italia dalla legge 157/92, che ne affida la regolamentazione alle regioni. In particolare è consentito catturare, mediante impianti autorizzati di proprietà delle province, esclusivamente sette specie cacciabili rappresentate da: Merlo, Cesena, Allodola, Tordo bottaccio, Tordo sassello, Colombaccio e Pavoncella. Ma, ovviamente, nelle reti finiscono anche altri uccelli protetti, che dovrebbero venire immediatamente liberati.

Purtroppo gli interventi della polizia giudiziaria dimostrano che alcuni impianti di cattura in realtà alimentano i lucrosi traffici illegali di uccelli per la preparazione del piatto della "polenta e osei" o per scopi amatoriali.

Gli uccelli condannati a fare da richiamo dovranno vivere in piccole gabbie, dove a mala pena possono aprire le ali. Per farli cantare in autunno, poi, queste vittime vengono tenute al buio per tutta un'estate, facendo saltare il loro orologio biologico. Quando finalmente vedranno la luce del giorno - in settembre - saranno convinti che sia ancora primavera e inizieranno a cantare attirando così altri uccelli verso le doppiette dei cacciatori.

Ma gli uccellatori non si fermano qui: anche se è vietato, molti accecano i richiami per farli cantare tutto l'anno, oppure utilizzano mezzi vietati quali richiami acustici a funzionamento elettromagnetico per attirare un maggior numero di uccelli, alimentando così il lucroso commercio illegale di volatili per uso venatorio, amatoriale, gastonomico.

 Bracconaggio nell'arcipelago pontino campano

Le piccole isole del Tirreno, in particolare Palmarola, Ponza e Ventotene per il Lazio e Capri, Ischia e Procida nel Golfo di Napoli, sono un importante punto di sosta per gli uccelli migratori che ogni anno lasciano l'Africa per dirigersi in Europa a nidificare.

Pettirossi, cince, codirossi, balie, e altri piccoli uccelli insettivori utilissimi all'agricoltura e per questo protetti dalla legge, vengono attirati dalle tarme poste a fare da esca nelle trappole ad archetto posizionate lungo i sentieri e nei campi. Gli uccelli affamati vi si avvicinano e restano imprigionati con la testa

La destinazione finale è quella gastronomica, mentre gli uccelli catturati vivi con le reti vengono commerciati.

Quaglie e tortore, ma anche altri uccelli come i rapaci, vengono abbattuti a fucilate in nome di una pseudo - tradizionale caccia primaverile che acquisisce sempre di più la connotazione della sfida verso lo Stato.

 Bracconaggio nelle zone umide della Puglia

Il bracconaggio nelle zone umide in Puglia viene praticato nelle Riserve Naturali di eccezionale valore faunistico come la Salina di Margherita di Savoia, il lago di Lesina e negli ultimi anni soprattutto nelle zone circostanti. Molti sono gli animali abbattuti a fucilate (gufi di palude, albanelle, falchi di palude gru, cavalieri d'italia). Il periodo è quello migratorio, sia primaverile sia autunnale e l'inverno e la destinazione finale degli animali morti è l'imbalsamazione e la gastronomia.

Gruppi di bracconieri organizzano vere e proprie battute di caccia escogitando stratagemmi come l'occultamento della fauna abbattuta nei doppifondi delle autovetture o nelle ruote di scorta, per evitare i controlli ai posti di blocco. Numerosi interventi di repressione sono stati organizzati con successo dal Nucleo Centrale Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato.