Lungo il litorale
domitio, nelle province di Napoli e Caserta, è stata realizzata
un'oasi naturalistica allo scopo di distruggere gli uccelli migratori;
è stato stravolto il territorio; sono stati effettuati
furti di ingenti quantitativi d'acqua; sono stati realizzati illegalmente
centinaia di laghetti artificiali al fine di consentire ai bracconieri
la possibilità di abbattere migliaia di animali protetti.
Bracconieri
con l'anima vigliacca del cecchino. Quelli che tutto l'anno,
anche a stagione venatoria chiusa, fanno la guerra ad aironi
e cavalieri d'Italia, fenicotteri e tantissime specie di anatre,
falchi di palude e chiurli, pittime reali, garzette…
E ci vanno con "cuor di leone", i bracconieri: ben
nascosti dentro bunker di cemento incassati sottoterra, davanti
ai laghetti artificiali, affittati a caro prezzo (da 7500 €
a 15.000 € a stagione venatoria), in una zona dove domina
la criminalità organizzata più violenta ed agguerrita,
quella del clan camorristico dei Casalesi che gestisce con pugno
di ferro l'intero territorio.
Le vasche e i bunker sono tutti abusivi, realizzati su terreni demaniali,
violando le norme urbanistiche, ambientali e venatorie.
E
qui abbattono a fucilate, e senza remora alcuna, migliaia di
uccelli, appartenenti a specie protette.
Sono migratori che provengono dall'Africa e si dirigono verso
le zone di nidificazione dell'Europa: per loro le vasche rappresentano
l'unica area favorevole dove sostare e rifocillarsi durante
il lungo viaggio, ma il fucile dei bracconieri fermerà
per sempre il loro volo.
Questo bracconaggio è un fenomeno sociale generalizzato
e sfida alle autorità, ma rappresenta anche un modo per
le organizzazioni criminali di controllare il territorio e sottrarlo
alla società civile, quella stessa società fatta
da giovani, anziani e appassionati di natura che vorrebbero
poter andare sulle vasche a godersi il paesaggio, osservare
e studiare l'affascinante spettacolo della migrazione.
Il
bracconaggio agli acquatici sulle vasche viene effettuato in
violazione alle norme previste dalla legge 157/92. Infatti si
spara da appostamenti illegali, anche a caccia chiusa, con fucili
vietati e uso di richiami acustici elettromagnetici illegali.
Spesso i bracconieri sono pregiudicati che utilizzano fucili
con matricola abrasa. In altri casi i bracconieri sono sprovvisti
di licenza di caccia.
Le vasche sono di dimensioni e profondità variabili, in alcuni casi possono essere isolate ma in altri (soprattutto nella zona del Villaggio Coppola e di Cancello Arnone) la loro densità è talmente elevata che vanno a costituire delle vere e proprie zone umide di vaste dimensioni.
Alcune di queste vasche si sono formate in seguito all' attività di estrazione di sabbia, ma la stragrande maggioranza nasce per fini venatori e vengono utilizzate tutto l'anno eccetto che nei mesi estivi. Esse sono costituite da uno specchio d'acqua appositamente preparato con canne e piante palustri che riproducono l'ambiente naturale degli uccelli acquatici.
Dopo
indagini durate 4 anni il 23 gennaio 2005 è scattato
il maxiblitz. Con il coordinamento del Dr. Paolo Albano, Procuratore
Aggiunto e del dr. Donato Ceglie, Pubblico Ministero della Procura
della Repubblica di S.Maria Capua Vetere, il Comando Carabinieri
per la Tutela dell'Ambiente, diretto dal Generale Raffaele Vacca,
ha sequestrato circa 40 vasche nel Comune di Villa Literno(CE),
denunciando per disastro ambientale, occupazione di demanio
dello Stato, furto e deviazione di acque, estorsione e violazioni
alla legge sulla caccia circa 35 persone.
Sequestrati fucili, richiami vietati e 2000 cartucce rinvenute
nei bunker.
L'operazione è stata coordinata sul campo da ULTIMO,
l'ufficiale dei Carabinieri che nel 1993 arrestò Totò
Riina il boss mafioso di Corleone.
Sebbene queste vasche siano frequentate dai bracconieri rappresentano
comunque per gli uccelli acquatici, ed in particolare per i
limicoli, l'unica area favorevole dove sostare durante le migrazioni,
ciò vale in particolar modo per le vasche alle spalle
del Villaggio Coppola, in località Soglitelle ricadente
nel comune di Villa Literno (CE).
Difatti l'assenza di zone paludose nelle vicinanze, la loro
prossimità al mare, la lontananza dai centri abitati,
nonché
la presenza di prati allagati e il basso livello dell'acqua
fanno sì che grandi stormi di questi uccelli trovino
le condizioni ideali per fermarsi e rifocillarsi prima di riprendere
il viaggio verso il nord Europa.
Centinaia di individui di Cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus),
Combattente (Philomacus pugnax), Piro piro boschereccio (Tringa
glareola), Gambecchio (Calidris minuta), Piovanello (Caladris
ferruginea), Piovanello pancianera (Calidris alpina), nonché
cospicui gruppi di Albastrello (Tringa stagnatilis), Chiurlo
(Numenius arquata), Chiurlo piccolo (Numenius phaeopus), Pittima
reale (Limosa limosa), Pantana (Tringa nebularia), Pettegola
(Tringa totanus), Totano moro (Tringa erythropus), si aggregano
per alimentarsi.
Naturalmente non manca la presenza di altre specie : Fenicottero (Phoenicopterus ruber), Airone cenerino (Ardea cinerea), Airone guardabuoi (Bubulcus ibis), Garzetta (Egretta garzetta), Sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides), Airone bianco maggiore (Egretta alba), Falco di palude (Circus aeruginosus) ed Anatre (Anas spp.) di molte specie frequentano regolarmente le vasche. Recentemente (2004) è stata registrata la presenza di un Falaropo beccosottile (Phalaropus lobatus), l'ultima osservazione certa in Campania di questa specie risale al 1978.
Da alcuni anni queste zone hanno assunto importanza anche nel periodo riproduttivo: il Cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus), Il Corriere piccolo (Charadrius dubius),il Fratino (Charadrius alexandrinus) e la Pernice di mare (Glareola pratincola) nidificano regolarmente nelle vasche quando queste vengono prosciugate nei mesi estivi.
Che
cosa accadrà quando l'operazione dei Carabinieri e della
Procura sarà conclusa? Cosa accadrà quando ricomincerà
la migrazione degli uccelli acquatici? Occorrerà che
tutti gli anni lo Stato torni a fare i controlli, in modo che
tra la gente si diffonda la consapevolezza che la legge esiste,
che va rispettata, che questa non è terra di nessuno
o, peggio ancora, di pochi. Una cosa è certa. Tutti i
bunker sono abusivi e vanno confiscati e abbattuti, ma se queste
zone tornassero ai cittadini e invece di abbattere i bunker
questi fossero utilizzati per osservare, studiare e rispettare
gli uccelli?
La LIPU ha elaborato un progetto di recupero ambientale e di
fruizione naturalistica di queste aree.
Nel
2002 sono state raccolte dalla LIPU oltre 6000 firme in tutta
Italia per sostenere questo progetto.
Le firme furono consegnate al Presidente della Provincia di
Caserta senza alcun esito. Fortunatamente il Ministro dell'Ambiente
On. Altero Matteoli ha preso a cuore la vicenda.
Infatti esiste un'ipotesi di progetto al Ministero dell'Ambiente
per la riqualificazione ambientale di queste aree al fine di
trasformarle in oasi naturalistiche come emblema di un uso sostenibile
del territorio che possa anche favorire forme di occupazione
dei giovani.
Sarebbe un bel segnale da parte dello Stato di ripristinare
la legalità.
La LIPU, insieme alle altre associazioni , in poco tempo ha
già coinvolto centinaia di studenti delle scuole medie
e superiori favorendo la fruizione degli habitat naturali proprio
da parte dei giovani residenti. Ad esempio alla Foce del Volturno
nella Riserva dei Variconi LIPU e Legambiente stanno attuando,
con la fattiva collaborazione del Sindaco del Comune di Castelvolturno
ed il contributo di TIM, il progetto SALVAITALIA che ha come
obiettivo il recupero di aree a forte degrado ambientale e sociale.
In definitiva la proposta è creare una zona protetta
gestita da personale qualificato, con tutte le strutture adatte
ad ospitare i visitatori, itinerari guidati, pannelli esplicativi.
Ciò non significa escludere dalla gestione del territorio
gli agricoltori del posto, ma significa impedire che su questi
territori, spesso di proprietà pubblica, vengano commesse
attività illegali lucrose ai danni dell'ambiente e delle
risorse faunistiche, patrimonio dell'intera collettività,
nazionale ed internazionale. Pertanto, proprio con gli agricoltori
bisognerà trovare la giusta sinergia per avere anche
la loro fattiva collaborazione.
Laddove la criminalità impera facendo affari ai danni
del patrimonio ambientale, domani ci potrebbe essere un territorio
sotto il controllo dello Stato e gestito dalla parte sana delle
Comunità locali nel pieno rispetto della vita che lo
caratterizza, affinché da quei bunker da cui oggi si
spara in futuro possano spuntare solo binocoli e cannocchiali